RYE WOLVES | Aristocrazia Webzine

RYE WOLVES

Informazioni
Autore: Mourning
Traduzioni: Dope Fiend, Fedaykin

Formazione
Abe Nobody – Basso, Voce
Robin McDougall – Chitarra, Voce
Kellen Holte – Batteria, Percussioni

A tre anni di distanza dall’uscita di “Oceans Of Delicate Rain” sono tornati i Rye Wolves, vediamo di approfondire il discorso su “Species Battle In The Branches” nuovo lavoro del combo doom/sludge.

Benvenuti su Aristocrazia Webzine, iniziamo col presentare la band ai nostri lettori? Chi sono i Rye Wolves e come sono nati?

La nascita dei Rye Wolves ha significato riunire il nostro desiderio di arte, posizionarlo sopra un vecchio pezzo di legno e lasciarlo crescere completamente, un processo interamente racchiuso da un invisibile ritorno alla natura.

Come sono passati questi tre anni che hanno distanziato l’uscita dei vostri due lavori?

Abbiamo lavorato lentamente al nostro nuovo album a causa delle vite impegnate che conduciamo, e a causa del caos che, semplicemente, esiste.

“Species Battle In The Branches” ha mantenuto fede alle aspettative, privo di fronzoli, pesante e soprattutto “vero” grazie a una produzione “cruda”. Quali sono le basi compositive che gli hanno dato vita? Come nasce un vostro brano?

La prima canzone del nostro nuovo album, “Tearing At The Shapes”, è stata registrata originariamente per la nostra prima uscita, e aveva una forma molto primitiva, inaccettabile per noi. Ci abbiamo lavorato di più, con anche il nostro nuovo batterista, per inserirla in questo nuovo lavoro, e finalmente è nato il pezzo così come lo sentite ora. Per noi è importante assicurarci che le cose suonino bene quando le scriviamo e le registriamo. I nostri pezzi in fin dei conti nascono ascoltando gli echi dentro di noi, e cercando di trasmettere in qualche modo questo segnale in una forma tangibile. Questo è un processo in cui stiamo migliorando crescendo.

Qual è il mood di cui si ha bisogno per modellare un pezzo claustrofobico e disteso come “Malnutrition Bends The Beak”?

“Malnutrition…” è la nostra ode ad H.P Lovecraft, strutturata in una trilogia basata su tre differenti storie. Le storie a cui facciamo riferimento sono “The Crawling Chaos”, “The Hound” e “The Outsider”. Il mood prende vita dal gelo ossessionante che risuona nei suoi lavori, dal nostro impegno a creare un pezzo che davvero possa sfidare la realtà. Questo può essere difficile per tutti coloro che si chiudono nei confini di un singolo genere. Per noi l’elemento chiave è creare un’opera d’arte che sia unica e un’estenzione della mancanza di confini del caos. Questo universo è davvero dannatamente illusorio. Detto questo, è probabile che ogni individuo dipartirà da questo con un’esperienza soggettiva differente.

La voce di Abe sembra talvolta essere letteralmente posseduta, la musica è un modo per scagliare i propri demoni contro il mondo circostante?

Questo mondo è andato a puttane. Non è sempre stato così. Solo quelli che non hanno coscienza o quasi possono davvero non vedere questa realtà. Questa possessione che senti sboccia da una voce interiore che non è saziata dall’esistenza trasparente e completamente disconnessa tipica della nostra cultura. L’Uomo sta combattendo contro tutta la sua realtà, dovremmo provare un senso di collettività per questo.

Non vorrei errare, se non ricordo male fra le vostre influenze vi è H.P. Lovecraft, cosa vi attira della dimensione narrata nei racconti del maestro di Providence?

Lovecraft ha subito una sorta di illuminazione, se vuoi, verso qualcosa di completamente differente. Chi può dire quali panorami galattici uno abbia potuto scorgere, o di chi abbia invocato la presenza? La visione che è stata propria di questo autore non solo funge da ispirazione, ma fa porre a noi stessi delle domande su cose che non ci sono mai state apertamente rivelate.

Nel primo album invece citate Frank Miller che da il titolo all’opener, avete una passione anche per i fumetti? Quali sono le uscite che avete letto con maggior passione e quali seguite ancora?

Frank Miller è stato un grande autore di racconti. Riusciva a disegnare dei buoni fumetti E a integrarci storie fantastiche. Ho letto gran parte della serie “Daredevil”, e il suo “Dark Knight” è un’interpretazione in chiave moderna particolarmente interessante del mito che circonda la figura del vigilante. A quanto pare Hollywood l’ha trasformato in una specie di svitato ultimamente, e trovo le sue invettive su internet razzialmente disturbanti; quanto al suo film (se così si può chiamarlo) “300”, sembra che non sia altro che una pubblicità terribilmente estesa di propaganda indirizzata agli americani più influenzabili, nel tentativo di convincerli a entrare nei Marines per combattere le malvagie moltitudini di colore, che guardacaso sono di discendenza mediorientale. È diventato un becero crypto-fascista di questi tempi. Sigh… Anche le vecchie copie di “Swamp Wing” ci piacciono molto, comunque.

Come mai avete scelto di autoprodurre “Species Battle In The Branches”? Non sono arrivate offerte interessanti o quantomeno il tentativo di confermare il rapporto con l’Australis?

I Rye Wolves volevano assicurarsi di non dover rendere conto a nessuno se non a se stessi. AB non ci ha nemmeno risposto quando l’abbiamo contattato. Nel nordovest ha tagliato più ponti di quelli che pensa. Non abbiamo ricevuto offerte da parte di nessuno con cui volessimo lavorare. Piuttosto che aspettare, abbiamo preferito rilasciare “Species…” in un numero limitato di copie che sono state assemblate a mano, e inserire il nostro lavoro su BandCamp e Last FM. Appena possibile pubblicheremo anche una copia in vinile del disco, e probabilmente faremo anche questo per conto nostro con la nostra etichetta, a cui stiamo dando vita proprio in questi giorni. Belief Mower Records.

Qual è il vostro pensiero sulla scena musicale odierna? E nello specifico sul panorama stilistico al quale appartenete?

Chiunque dica che ultimamente non ci sono movimenti musicali interessanti non sta prestando abbastanza attenzione. Ci sono talmente tanti buoni gruppi in giro che è difficile star dietro alla scena. Noi ci consideriamo ispirati e onorati di poter suonare insieme ai nostri gruppi preferiti nel mondo. Adoriamo questi panorami, e li adoreremo sempre.

Le band odiernamente si promuovono tramite siti come Bandcamp, Souncloud, Jamendo trovando forse più feedback di quanti ne ricevano attraverso le vie ritenute sino a oggi convenzionali (label & promotion). Questo condurrà secondo voi il mercato verso una diffusione ancora più estrema dell’mp3 a discapito
dei supporti fisici?

È importante per un artista possedere i diritti del proprio lavoro. Se vale la pena fare qualcosa, vale la pena lavorarci duro. La gente comprerà sempre meno cd con l’avvento di questa nuova era elettronica. Questi siti sono quantomeno delle opportunità percorribili, in questo senso. Il vinile resta il nostro supporto preferito, ma gli mp3 ecc.. sono un modo con cui le persone possono avere accesso istantaneo alla tua arte. Se poi sono convinti, cercheranno il tuo lavoro nella sua forma fisica. E questa è una buona cosa.

Quali sono gli ultimi dischi che avete comprato? E quelli che vi hanno aperto la strada a questo tipo di sound?

Comprate tutto dei THOU perchè sono il perfetto esempio di un gruppo che non si chiude solo in un genere con ogni uscita. Lo split S.V.E.S.T. / Deathspell Omega è stellare, come anche i nuovi di Blut Aus Nord, Krallice, Eagle Twin, HELL, Fell Voices, Ash Borer e la cassetta split Mania / Huldrekall.

Cosa si prova a portare canzoni simili in sede live? Qual è il modo migliore per godersi una vostra esibizione?

Di recente, è stato più bello del solito, grazie all’aggiunta del nostro nuovo batterista Kellen Holte. Ci sta davvero dando una grossa mano, in un momento in cui stiamo accelerando moltissimo la creazione di nuovo materiale. Il mood è eccitante e ci lasciamo coinvolgere parecchio quando siamo on-stage, siamo in grado di fare sempre di più, di lasciarci andare, e immergerci completamente nel momento che sta trascinando noi e il nostro pubblico.

C’è stata una serata o festival che ritenete indimenticabile? E una che è nata storta e finita peggio?

Verso la fine dello scorso ottobre, abbiamo avuto il piacere di fare alcune date con i Velnias, che sono una delle migliori band black metal psichedelico in circolazione. Ogni show è stato magico, ma c’è stato un momento di apice, a Portland, in occasione del Samhain, quando abbiamo condiviso il palco con L’Acephale, Velnias, Ash Borer, Hell e Black Queen. Una line-up incredibile, e una serata che non dimenticheremo mai. L’ultima data del nostro tour a maggio, invece, abbiamo suonato in contemporanea con un gruppo leggendario, i Doom, dal Regno Unito. Non mi andava proprio di suonare a un isolato di distanza da quello show, perchè sapevamo benissimo dove tutti sarebbero andati, a vedersi i Doom. Non ce la potevamo prendere con nessuno. Erano i Doom. Non suonano mai. A volte capita anche questo.

Il 2011 si è praticamente chiuso, doveste fare una vostra personale classifica di gradimento quali sarebbero i cinque dischi metal e cinque non metal che consigliereste di comprare?

La nostra scela di dischi Metal:
1) Fell Voices – “Untitled II”
2) Blut Aus Nord – “777 Sects”
3) Krallice – “Diotima”
4) Deathspell Omega / S.V.E.S.T. – “Veritas Diaboli Manet In Aeternum”
5) Mania / Huldrekall split cassetta
Continuiamo a sentire a ripetizione anche “Summit” dei Thou e “The Unkindness Of Crows” degli Eagle Twin.

La nostra scelta di dischi non Metal:
1) Grails – “Deep Politics”
2) Boris – “Attention Please”
3) Panda Bear – “Tomboy”
4) Diminished Men – “Capnomancy”
5) Aelter – “III”

Progetti futuri? C’è già qualcosa che si muove nel cantiere dei Rye Wolves?

Stiamo scrivendo nuovo materiale in questo periodo, e registreremo un nuovo album quando arriverà il momento, spero nel prossimo inverno. L’universo in continua espansione ci spinge ancor più in avanti nelle pieghe del subconscio, per evocare ciò che non può essere nominato.

Siamo agli sgoccioli, cosa possiamo dire ai nostri lettori per chiudere al meglio quest’intervista?

Ci interessa venire in Europa il prima possibile! Adoriamo il modo pulito e deciso con cui così tanti sembrano integrare l’arte nella propria vita. Il nostro sforzo in questo senso è molto focoso. Restate sintonizzati!
Hails+++