SATANEL

InformazioniSATANEL
Autore: M1

Formazione:
Destroyer – Chitarra
Samael Von Martin – Chitarra
Massemord – Voce e Basso
Demian De Saba – Batteria

Fresco della ri-pubblicazione di “Nato Dal Fuoco”, è con noi Destroyer dei Satanel per raccontarci qualcosa in più sul suo gruppo, sui motivi di questa ristampa e molto altro.


Ciao Destroyer e benvenuto su Aristocrazia Webzine. Potresti raccontare a quanti non vi conoscessero la storia dei Satanel? Come si è formata la band? Con quali intenzioni?

Il cammino in Satanel ha avuto inizio nell’ormai lontano 1994, quando, io assieme a colui che sarebbe poi diventato il bassista e vocalist della band, Agaharet/E.F. si decise di iniziare questo percorso attraverso gli antri più oscuri del nostro essere, il lato più oscuro della nostra stessa essenza, ed il Black Metal era sia per espressione musicale e soprattutto per attitudine ciò che meglio esprimeva il nostro Inferno interiore.

Originariamente “Nato Dal Fuoco” uscì nel 2007, perchè una ristampa a soli tre anni di distanza? Esistono differenze fra le due versioni oltre alla nuova cover?

Con questa ristampa si è voluto semplicemente dare la possibilità di una maggiore visibilità ad un album che a mio dire è un buon album. Si è voluto dare quindi una degna cover art, un booklet, il tutto confezionato e distribuito come si deve, e di questo devo ringraziare Daniele di B.T.O.D. e Lorenzo Mariani per l’ottimo lavoro svolto.

Come siete entrati in contatto con Lorenzo Mariani per la realizzazione dell’artwork del disco?

www.lorenzomariani.com, pur non essendo un amante di internet devo dire che in certi casi è molto utile.

Se doveste descrivere la vostra musica a qualcuno che non vi avesse mai ascoltato quali parole usereste? Sentite vostra l’etichetta di war black metal band?

Scusa, ma il termine Black Metal non basta?!… Comunque, dato che ormai tutti a casa hanno un pc con accesso ad internet, il mio consiglio è quello di collegarsi alla rete e di andarsi ad ascoltare direttamente sulla nostra pagina di myspace (www.myspace.com/sataneldestroyer) i nostri brani. Internet se usato correttamente è davvero uno strumento molto utile, anche se molto freddo!!

Quali sono le tematiche che avete trattato nei testi del disco? E quanta importanza riveste la stesura delle parole da accompagnare alla musica?

Le liriche in “Nato Dal Fuoco” trattano diversi temi, ognuno il quale è un frammento della mia stessa persona, del mio essere. Riguardo l’album non c’è un concept preciso che va ad accomunare i vari brani, ma c’è un brano cui esprime il concept cui ho voluto si ispirasse la cover art, ovvero “Nato Dal Fuoco”, un brano molto importante cui attraverso le sue righe viene mossa accusa e sentenziata condanna alla Chiesa stessa, in quanto rappresenta lo specchio infame della religione…
Personalmente credo che ogni fede o credo religioso dovrebbe essere annientato, solo in questo caso l’uomo potrebbe prendere piena visione di sé e della sua essenza divina. La religione è fango per la mente dell’uomo!! L’uomo è dio di se stesso!!!!
Riguardo la tua seconda domanda ti posso dire che la scelta tra la musica e le parole di un brano non segue un preciso processo di composizione ma avviene attraverso una e vera propria alchimia di sensazioni, di emozioni che si riesce a far suscitare abbinando i giusti elementi.

In chiusura del cd è posta la cover dei Beherit “The Gate Of Nanna”, quanta influenza ha avuto su di voi questo seminale gruppo? A quali altri vi sentite legati?

Ognuno di noi ha le proprie influenze cui è personalmente legato. Nel mio caso la mia stima è rivolta in particolare a bands quali Bathory, Hellammer, la vecchia scena thrash tedesca dei primi Sodom, Destruction e Kreator, DarkThrone e Motorhead… di quanto spazio dispongo ancora? (Hahaha) Per quanto riguarda “The Gate Of Nanna” beh, è un brano che tutti noi apprezziamo molto e Beherit una band a cui va tutta la nostra stima, quindi l’abbiamo scelta come cover. Sì insomma, ci siamo trovati tutti d’accordo.

Calcate la scena ormai da parecchi anni e “Nato Dal Fuoco” ha dimostrato che siete una band valida e con qualcosa da dire, eppure il vostro status rimane quello di band underground quando altri molto più “scarsi” musicalmente parlando riescono ad essere sulla bocca di tutti. Si tratta di una scelta volontaria? O esistono altre ragioni?

Diciamo un po’ entrambe le cose. Il gossip di massa, il fatto di apparire undergrond o di non essere riconosciuti dai più non ci interessa, altrimenti credo che in tutti questi anni la nostra linea di azione sarebbe stata diversa, con un altro tipo di attitudine, magari cercando di essere più presenti nella scena, facendo più live, mantenendo contatti con altre bands, cercando di pubblicizzarci. Non ci è mai interessato questo tipo di cose e non ci interessa tuttora. Questo è uno dei motivi per cui molta gente in passato ha creduto che ci fossimo sciolti. Siamo una band nata per agire nell’ombre e tale rimarremo.

Quanto è importante la dimensione del live e del contatto diretto con i fan per un gruppo come il vostro? Con quali band o personalità vi piacerebbe condividere il palco?

Come ho anticipato nella domanda precedente, noi agiamo secondo una certa attitudine, questo sin dagli inizi e non cambieremo. Questo non vuol dire che disdegnamo l’attività live, ma non ha molta importanza, non è essenziale.

Quale considerate l’apice della vostra carriera e quale, se c’è mai stato, il punto più basso?

Hahaha… l’apice beh sicuramente l’inizio, perché non sai come funzionano le cose nel mondo musicale, quindi l’aria che respiri è del tutto genuina, l’entusiasmo è alle stelle ed il fuoco che hai dentro brucia brucia ed ancora brucia. Poi quando apri gli occhi e cominci a sbattere contro alla realtà marcia di cui è saturo tutto il sistema (underground compreso, credimi) direttamente o indirettamente (credo che altre bands con all’attivo “qualche” anno di esperienza te lo possano confermare) ti limiti a imparare a cosa vale la pena dar valore e cosa non degnar meno l’attenzione. Ti posso dire comunque che di soddisfazioni ne abbiamo raccolte molte, non ultime il piacere di lavorare con persone piene di passione, oneste e sincere come Daniele di B.T.O.D. (Black Tears Of Death, ndr) e Lorenzo Mariani.

Quali sono i programmi per il futuro? E’ in cantiere un nuovo album?

Attualmente stiamo lavorando a diversi nuovi brani per un nuovo album, spero quindi che presto si possa tornare in studio per le registrazioni. Sarà sicuramente un album dove si potranno ascoltare tutte le nostre influenze maggiori.

La nostra webzine dedica un occhio di riguardo al panorama underground, nazionale e internazionale: esistono gruppi che vorreste segnalare ai nostri lettori?

Beh a livello nazionale sono sicuramente degni di nota Children Of Tecnology e Death Mechanism, entrambe bands molto valide, una che si rifà a sonorità prettamente metal punk e l’altra al primissimo thrash di matrice tedesca degli anni Ottanta. Mentre a livello internazionale non posso non menzionare gli Orcustus, provenienti dalla Norvegia, sicuramente la miglior band Black Metal degli ultimi dodici anni. E qui non accetto pareri contrari!!

Oggi come oggi strumenti quali myspace e i social network sono praticamente irrinunciabili per la quasi totalità delle band. Qual’è il vostro giudizio a riguardo? Cosa pensate della pratica del file-sharing e dello scaricamento selvaggio?

In effetti è cambiato molto da quando si scrivevano le letere con la penna, da quando dovevi andare in posta e magari metterci mezzora per spedire una demo, provavi emozione nell’aprire una busta da lettere, provavi ansia quando non ti vedevi recapitare una risposta nella cassetta delle lettere…è cambiato veramente molto. Oggi si può avere tutto in un attimo, entrare in contatto con il mondo con un click, insomma è tutto molto più facile ma, a mio parere, sicuramente molto più freddo!!

L’intervista è giunta alla conclusione, a voi la parola per i saluti.

“No future, no future…” I Sex Pistols usarono questa frase alla fine di “God Save The Queen” per dire in breve che non c’era futuro per il “sogno inglese”. Si può benissimo usare la stessa frase volgendola al movimento Black Metal.
Grazie per il tempo e lo spazio che ci hai dedicato e a tutti coloro che ci supportano… o che ci odiano.

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