SCENT OF DEATH

SCENT OF DEATH

Informazioni
Autore: Mourning
Traduzione: Fedaykin

Formazione
Carlos F. Carballo – Basso
Bernardo E. Tesouro – Chitarra
Jorge F. Taboada – Chitarra
Rolando Barros – Batteria
Sérgio Afonso – Voce

SCENT OF DEATH

Gli Scent Of Death sono stati una delle piacevoli sorprese d’inizio 2013, la ‘zine ha avuto il piacere di poter curare il loro rientro sulla scena con “Of Martyr’s Agony And Hate” e adesso vediamo di entrare più nel dettaglio chiacchierando un po’ con il chitarrista Jorge Taboada.

Benvenuto su Aristocrazia Jorge, come va? Che si può dire sinora di questo 2013?

Jorge: Un saluto dalla Spagna! Sono Jorge, chitarrista principale della band Brutal spagnola Scent Of Death, e sono pronto ad affrontare l’interrogatorio… [ride] Eccomi qui, lavoro al portatile e sono pronto ad ascoltarmi qualche album metal mentre rispondo all’intervista. Cominciamo! Il 2013 è stato un anno molto positivo per il gruppo, dopo una montagna di situazioni di merda dopo l’uscita del nostro cd precedente (“Woven In The Book Of Hate”), finalmente stiamo cominciando a intravedere una luce oscura [ride] e ad andare nella direzione giusta. Abbiamo un nuovo album con dei pezzi e una produzione magnifici, la nostra formazione è solida e stiamo lavorando duro di nuovo per far circolare il nostro nome nella scena underground. Gli Scent Of Death sono più forti di sempre e dopo quindici anni di carriera siamo ancora qui.

Per me è abitudine dare in primis spazio alla band per raccontare la propria storia e quali sono stati i passaggi che l’hanno condotta a essere ciò che è odiernamente. Parlaci quindi un po’ di voi in piena libertà…

Beh, è una storia lunga… [ride] La storia degli Scent Of Death ha inizio a settembre del 1998 a Ourense, una piccola città della Galizia, nel nord-ovest della Spagna. I membri iniziali della band eravamo io alla chitarra e Carlos al basso, tre mesi dopo Bernardo si è unito a noi come secondo chitarrista e Nuno alla batteria. Con questa formazione a quattro abbiamo registrato, a settembre del 2001, il nostro primo demo-mcd intitolato “Entangled In Hate”, in cui mi occupavo io delle parti cantate. Ma avevamo bisogno di un cantante vero e proprio per poter suonare dal vivo, per cui Lois si unì al gruppo a novembre 2002, e suonammo dal vivo parecchio nei tre anni successivi sia in Spagna che in Portogallo, fino al 2004, quando Nuno lasciò il gruppo e lo rimpiazzammo con Alfred Berengena come musicista temporaneo per registrare il nostro primo album, “Woven In The Book Of Hate”, che vide la luce nel 2005. Sono successe parecchie cose dall’uscita di “Woven In The Book Of Hate”, abbiamo suonato un bel po’ di concerti con le parti di batteria pre-registrate, ma dopo un po’ la situazione ci ha stufato. Abbiamo trovato un batterista locale, Jorge, e abbiamo cominciato a provare con lui. Abbiamo provato davvero tanto, non aveva mai suonato Death Metal in precedenza (anche se ovviamente gli piace molto il genere) e quindi all’inizio è stata molto dura. Dopo qualche mese eravamo pronti a salire sul palco di nuovo con la nuova formazione… Abbiamo suonato i pezzi dell’album a ritmi più lenti nelle date successive, ma le performance erano ottime, ed eravamo convinti che stavamo costruendo buoni presupposti per poter suonare i pezzi più velocemente in futuro. Poi abbiamo fatto un mini-tour con i Dementor e i Killchain, ma la velocità rimaneva la stessa, eravamo completamente bloccati sotto questo aspetto. Non siamo riusciti a trovare una soluzione, quindi siamo stati costretti ad andare ognuno per la sua strada; è stata una separazione in termini del tutto amichevoli, ora Jorge suona in una band Nu Metal e gli auguro sempre il meglio. Così abbiamo iniziato la ricerca di un nuovo batterista. La prima opzione era Alfred, che aveva lavorato con noi sul primo album, ma era sempre molto impegnato con altri progetti, registrazioni, clinic, lezioni da maestro… In fin dei conti, non abbiamo trovato un modo per far concordare i nostri impegni. Un paio di mesi dopo abbiamo trovato il nostro batterista attuale, Rolando “Demolition Man” Barros, musicista leggendario nella scena portoghese. Ci abbiamo parlato e ha accettato di suonare con noi. Rolando è una cazzo di macchina da guerra alla batteria; la sua performance si fa sentire in tutto l’album, è fantastico. In quel periodo abbiamo finito di comporre tutti i brani del nuovo album ed era tempo di cercare uno studio per registrare. Eravamo in contatto con un produttore locale, ma questo tizio era un incompetente del cazzo, lavorava con ritardi mostruosi e un’evidente mancanza di professionalità sotto ogni aspetto. Allo stesso tempo, il nostro cantante è sparito, abbiamo completamente perso ogni contatto con lui, niente telefonate, niente risposte via mail… Fanculo, dopo due mesi ricompare dicendo che era molto impegnato e altre puttanate simili (tuttora non sappiamo quali siano le vere motivazioni!), dopo otto anni di amicizia e affinità musicale ha deciso di lasciare il gruppo nel peggior momento possibile, nel bel mezzo delle registrazioni… bella situazione di merda! Così è iniziata la ricerca di un nuovo cantante. Rolando ci ha consigliato uno dei suoi amici, Sergio (è il cantante di un’altra band Brutal portoghese, i Bleeding Display, datele un ascolto!). Sergio si è imparato tutti i nuovi pezzi in un mese, si è preparato a entrare in studio a tempo di record! Ha registrato le linee vocali in due giorni, tutto funzionava a meraviglia (finalmente). L’incompetenza del nostro tecnico del suono intanto cresceva a dismisura e abbiamo deciso di cambiare studio, o avremmo finito per ammazzarlo ‘sto “professionista”. Ancora una volta, la soluzione è arrivata da Rolando. Abbiamo parlato con l’incaricato di registrare l’ultimo album dei Grog (una delle formazioni in cui suona Rolando), un cazzo di genio di nome André Tavares. Quest’uomo ci ha salvato da tutta l’incompetenza di cui eravamo stati vittime in passato. Lavora in modo rapido e ha una precisione e una pazienza incredibili. In due mesi avevamo finito mixaggio e masterizzazione… finalmente ce l’avevamo fatta! Io sono il principale compositore della musica del gruppo, i miei compagni sono piuttosto pigri sotto questo aspetto [ride] e lavoro in un conservatorio di musica nella mia città.

Siete in giro dal 1998 e avete prodotto due album a distanza di sette anni l’uno dall’altro. Cos’è che ha creato questo ritardo fra le due uscite?

Credo di averti già risposto nella domanda precedente, il nostro problema principale sin da quando abbiamo iniziato la nostra attività sono stati i cambi di formazione e la quantità di coglioni e imbecilli in cui ci siamo imbattuti nel nostro cammino.

Se con “Woven In The Book Of Hate” avevate dimostrato di essere una buonissima band, con “Of Martyr’s Agony And Hate” vi siete decisamente guadagnati un posto fra quelle che meritano l’acquisto a occhi chiusi. Cos’è cambiato in termini di composizione e ascolti personali? La base storica della formazione è quella d’inizio carriera, suppongo che questo sia un vantaggio, data la possibilità di dare continuità all’idea del sound anche dopo uno stato di fermo considerevole.

Ti ringrazio per quello che dici a proposito di “Of Martyr’s Agony And Hate”! Sette anni sono tanti, in questo periodo abbiamo vissuto l’evoluzione del metal estremo e, ovviamente, ci hanno influenzato parecchi gruppi, vecchi e nuovi. Oggi come oggi le nostre influenze principali arrivano da Origin, Behemoth, Suffocation e Immolation, ma siamo circondati da metal ogni giorno, quindi l’ascoltatore può trovare elementi di altri gruppi nella nostra musica. Il cuore degli Scent è rimasto inalterato nel corso di tutti questi anni ed è un’ottima caratteristica quando si parla di procedere nel modo giusto in campo Death Metal, lavorando con passione e liberi da influenze che non vogliamo.

Analizzando di passo in passo le vostre tre produzioni, tenendo quindi conto anche dell’ep “Entangled In Hate”, quali sono i ricordi, le situazioni che vi hanno portato a non mollare e a migliorare col tempo? Troppe formazioni dopo uno stop decadono: è così difficile mantenere viva la propria passione riversandola in musica?

Sono convinto che molti, molti gruppi non avrebbero sopportato molte delle situazioni che abbiamo dovuto vivere. Ma nel nostro modo di intendere la musica non esiste la parola “arrendersi”, perché siamo dei fricchettoni metallari e sentiamo il Death Metal nel cuore [ride]. L’ultimo anno ci ha messo a dura prova, ma restiamo qui, pronti a spaccare di nuovo.

Un po’ per il titolo del disco, un po’ per la forma iconografica scelta, posso dire che gli Immolation del duo Dolan-Vigna siano una band che vi fa da riferimento?

Hai ragione! I maestri di New York sono tra le nostre influenze più grandi [ride]. Ross e Robert sono due geniacci in campo Death Metal, ma devo ammettere che apprezzo di più i lavori più vecchi degli Immolation. Il gruppo ha perso un sacco di potenza e intensità da quando ha sostituito il vecchio batterista (Alex Hernandez) con l’attuale (Steve Shalaty). Non fraintendetemi, è un batterista straordinario, ma non possiede la creatività e lo stile del precedente, è un fatto… Il gruppo ha perso un membro importantissimo, ha perso il carattere estroso delle composizioni e degli arrangiamenti. “Harnessing Ruin” è il primo album fiacco di questi dei del Death Metal e credo che stiano aggiustando la situazione cd dopo cd, ma preferisco uscite come “Unholy Cult” o “Close To A World Below”. “Kingdom Of Conspiracy” è un buon album con una pessima copertina, ma il lato contorto delle composizioni sembra ormai un ricordo. Il nostro primo album era influenzato moltissimo dagli Immolation: nel sound, nelle linee vocali, nella struttura delle canzoni ci siamo basati sui loro primi lavori, ovviamente aggiungendo del nostro [ride]. Con il nuovodisco abbiamo sviluppato uno stile più personale, il sound è più maturo e organico e le nostre influenze si sono allargate a molti altri gruppi, nel tentativo di abbracciare tutte le sfaccettature di Death Metal.

Il panorama death metal è sovraccarico di gruppi che scopiazzano i nomi che ne hanno fatto la storia. Qual è la formula corretta per far sì che un proprio lavoro, pur subendo l’influsso inevitabile di chi ha già dato, non risulti una mera copia? Ve lo chiedo perché il bello del vostro album sta proprio nel sollazzarsi con i cliché del genere senza risultarne mai annoiati, la rabbia e il livore contenuti nei brani sono genuini.

Io curo i dettagli con molta attenzione quando creo musica, non riesco a comprendere quei gruppi che producono un numero enorme di pezzi in un paio di mesi. Per come la vedo io, la composizione è un cammino lungo da percorrere se vuoi raggiungere i risultati migliori, in termini musicali. Ogni pezzo deve avere personalità, possedere un suo tempo e una struttura in cui ogni elemento ha il suo posto. E poi ci sono gli arrangiamenti, che sono un’altra parte del processo. Io potrei stare anche un mese su un solo pezzo, per trovare il giusto equilibrio tra le opzioni che ho. Ascolto il pezzo un milione di volte e il posto dei nuovi arrangiamenti viene quasi da sé. Quando componi un nuovo pezzo, devi partire dal pensiero “questo dev’essere il cazzo di pezzo migliore che io abbia mai scritto”, a volte riesci a raggiungere l’obbiettivo, altre ci sono altri pezzi [ride]. La qualità nella composizione arriva solo con il lavoro duro e passando molto tempo con il tuo strumento. Noi proviamo a creare un mix di tutti gli elementi del Death Metal di qualità, ma con il nostro timbro personale [sorride].

Come rispondereste alla domanda “Where Is Your God Now?” che voi stessi ponete nel libretto dei testi? E secondo voi è ancora necessario domandarselo? C’è una notevole disaffezione religiosa (il che non credo sia del tutto un male) che sta dilagando grazie agli errori stessi di chi dirige certi teatrini millenari: vale il detto “chi è causa del suo mal pianga se stesso”?

Credo che tutta l’Umanità dovrebbe soffermarsi sulla nostra domanda: dov’è la salvezza oggi? C’è bisogno di un “Dio” nella società attuale? Ti basta un’occhiata all’evoluzione delle religioni nel mondo per accorgerti che la loro storia è intrisa di sangue. Il giogo della religione si manifesta in ogni aspetto della società di oggi, come un cancro nelle radici dell’Uomo in tutto il corso della sua storia. L’Uomo ha bisogno di creare un Dio per giustificare la propria esistenza, questo è un fatto. Anche quando lo scopo originario di una religione è positivo (preservare una legge morale per la società), puoi stare tranquillo che prima o poi questo verrà distorto e alterato a beneficio di un’élite. Purtroppo è triste, ma l’Umanità e la religione sono legati fino alla fine dei tempi. Oggi sembra che la dottrina cattolica si stia indebolendo giorno dopo giorno. Se vai a messa una domenica, vedi che la maggior parte dei fedeli rientrano in una fascia tra i cinquantacinque e i sessantacinque anni. Il Cristianesimo non ha trovato una generazione di giovani che ne porti avanti la missione. Credo che questa religione sia condannata all’oblio. Il rovescio della medaglia è il fondamentalismo Islamico: sono fuori di testa, ma il loro potere e la loro influenza crescono ogni giorno. Sono loro il vero problema. Oggi il mondo si sta rendendo conto che il concetto stesso di religione è datato, non è pensabile applicare delle leggi antiche al mondo di oggi.

Qual è il vostro pensiero sulla scena death odierna? Band emergenti che ritenete possano essere i grandi del futuro, considerazioni sulle realtà veterane e sui vari (forse troppi) rientri inattesi? Cos’è che secondo voi alimenta e mantiene davvero vivo questo mondo?

La scena Death Metal è in costante crescita. Moltissimi gruppi, moltissimi nuovi progetti e “vecchi dei” che si riformano (voglio il nuovo album dei Carcass!), ma la mancanza di pubblico e le vendite in calo sono una triste realtà. I concerti underground sono frequentati da pochissimi e sembra che l’unica opzione per guadagnarsi pubblico sia suonare ai festival. I tempi stanno cambiando da questo punto di vista. Credo che gruppi come Chaos Inception, Nebulous o Ade abbiano un margine di crescita enorme nella scena internazionale. Ora come ora si mantengono a un livello decisamente underground, ma la qualità della loro musica non lascia spazio a dubbi… possono rimpiazzare i vecchi gruppi a livello di stile. Chiaramente i mostri sacri sono ancora in circolazione, Immolation, Morbid Angel, Cannibal Corpse, Suffocation e mi auguro che il termine del loro viaggio musicale sia ancora molto lontano.

E parlando invece della vostra situazione nazionale? Chi sono i compagni d’avventura degli Scent Of Death e quali formazioni iberiche sono da considerarsi fondamentali da conoscere?

Credo che i gruppi qui in Spagna non siano molto uniti. Credo che la maggior parte di loro pensi solo a pararsi il culo e non alla scena underground. Alcuni si comportano come se fossero rockstar e si presentano solo ai loro concerti, trattando gli altri gruppi come fossero merda. Ci sono membri di alcuni gruppi che non vedrai mai partecipare a concerti che non siano dei loro amici succhiacazzi. E puoi scommettere che sono loro quelli che si riempiono la bocca parlando dell’essere “true” nell’underground… Non si meritano neanche le righe che sto scrivendo, ma fortunatamente sono la minoranza ed esistono ancora band che si sbattono per fare qualcosa, nuovi festival, invitare band straniere, spenderci dei soldi, scambiare dischi con gli altri gruppi… E queste si meritano di essere supportate. Abbiamo un buon rapporto con i gruppi che conosciamo, penso. E quelli che non conosciamo non hanno voglia di farsi conoscere da noi. Forse appartengono alla prima categoria? I gruppi spagnoli più famosi all’estero sono forse Avulsed, Machetazo, Wormed, Human Mincer, Impure, Cerebral Effusion, Numen, ma c’è una nuova leva di gruppi brutal più recenti davvero in gamba. Te ne menziono alcuni: Legacy Of Brutality, Nebulah, Carrioned, Caustic, The Murder Industry, Human Ashtray e solo nella nostra area geografica, la Galizia, ci sono alcuni gruppi davvero buoni come Unreal Overflows, Vermis Antecessor, Upcoming Of Devastation, Efhemeral, Barbarian Prophecies, Strangled With Guts, Hellgate, Brainwash. Ma un sacco di band discrete scompaiono dopo il rilascio di uno o due album, e penso a Imbrue, Dyspraxia, Baalphegor (che torneranno presto ed è un’ottima notizia, perché sono una band davvero tecnica e brutale), Uncreation, Chamber Of Shred, Eczema, Unnatural, Absorbed, Dismal…

Siete in giro per live in questo periodo? Ci sarà anche un passaggio in zone nostrane?

Dopo ben sette anni, siamo di nuovo on the road, [sorride]. Beh, viviamo in una città molto piccola nell’angolo più occidentale dell’Europa, i nostri antenati credevano che poco più in là ci fosse la fine del Mondo, prima che venisse scoperta l’America [ride]… Siamo troppo lontani da tutto, persino per poter suonare in Spagna dobbiamo fare parecchi chilometri. Ad esempio per suonare a Barcellona dobbiamo farci milleduecento chilometri: sì, potremmo prendere un aereo, ma i promoter di solito non pagano abbastanza per coprire quel genere di spesa. E per arrivare in Francia, il paese più vicino, ci vogliono più di mille chilometri. Siamo fortunati a vivere vicino al Portogallo, ci rende facile andare a suonare lì, ma il resto dell’Europa è una sfida più difficile. Posso assicurarti che sarebbe un sogno per noi venire a fare un tour in Italia! Ma credo che sarà più probabile che verremo lì come turisti [ride]. Mi andrebbe proprio di assaggiare qualche birra del vostro paese, certo noi saremmo disposti a venire se promoter e manager ci chiamassero. Spero proprio che quest’intervista ci aiuti a raggiungere questo successo [ride]. Per farti qualche nome, fino ad oggi, abbiamo fatto tour con Dementor e Killchain in Spagna e Portogallo, con Vermis, Antecessor e Sorgerth nei Paesi Baschi, abbiamo aperto per i Dismember a Vigo, in Galizia, e abbiamo suonato ad alcuni grandi festival come il “Move Your Fucking Brain” di Barcellona, “Steel Warriors Rebellion” in Portogallo con band come Enthroned e Internal Suffering, “Caos Emergente” di nuovo in Portogallo con Cock And Ball Torture e altri, “Butchery At Christmas Time Fest”, due edizioni del “Brutal As Hell Fest”, un festival di quattro giorni chiamato “Brutality In Your Face” con venti gruppi, il “Brutologos Fest” a Valladolid, più tutte le date che organizziamo per locali e così via. In più, stiamo preparando alcuni show dal vivo, provando ad organizzare altri concerti. Abbiamo iniziato a presentare il nostro nuovo album dal vivo a maggio nella nostra città, Ourense, ed è confermata la nostra partecipazione per un festival ad agosto nella nostra area con altre quattro band, e anche per la quarta edizione dello “Spain Death Metal Fest” a marzo dell’anno prossimo nella Spagna del sud, infine stiamo provando a concludere per altre tre o quattro date.

Ci sono dei brani che sono le vostre hit dal vivo? Inserite anche qualche cover all’interno delle vostre esibizioni o preferite evitarle?

Credo che “Awakening Of The Liar”, “Ego Te Provoco” e “Feeling The Fear” (il nostro pezzo più vecchio) siano le hit del nostro percorso musicale. In ogni caso, sono convinto che ogni nostro pezzo sia speciale, come è ovvio, ma vedo che questi pezzi in sede live sono quelli che riscuotono una reazione più calorosa da parte del pubblico. Abbiamo fatto un sacco di cover, ovviamente, quando abbiamo cominciato suonavamo pezzi come “Dethroned Emperor”, “Land Of Tears”, “Reign In Blood” (così tipica!), mentre le ultime cover che abbiamo suonato nel corso degli anni sono state “Conquer All”, “World Agony”, “Heartwork” (adoro questo pezzo!) e molte altre. Ora abbiamo smesso di suonarle, preferiamo comporre il nostro show solo con la nostra musica, così non promuoviamo musica di altri gruppi [sorride].

In questo momento le band cercano di suonare il più possibile per recuperare almeno le spese. Difatti per quanto il Metal sia ancora un’area “felice” per ciò che concerne l’acquisto di supporti fisici, la crisi sembra essersi abbattuta in maniera considerevole anche su di esso. La situazione è così nera come si racconta oppure si gioca sempre sul fattore disfattismo per far pesare alla gente qualsiasi cosa?

La situazione è un casino per un gruppo underground, questa è la realtà… e se vieni dalla Spagna sei fottuto due volte: non abbiamo nessun tipo di supporto governativo o cose del genere, sono molto invidioso nei confronti delle nazioni del nord, sono anni luce avanti a noi in molti aspetti della società. Se sei un metallaro sei classificato come “soggetto pericoloso” e la società non capisce la nostra musica, né il nostro comportamento. Il livello culturale di questo Paese è ridicolo: tutto è governato dal lato commerciale. Se provi ad essere differente o ad avere un modo di pensare diverso, puoi star certo che dovrai lottare continuamente contro il sistema. Un gruppo metal in questo paese è una perdita fissa di soldi. Non è possibile per un gruppo come noi guadagnare qualcosa con questo tipo di musica. Poche persone ai concerti e pochi album venduti non ci danno un granché… Il download ormai è un fenomeno fuori controllo, puoi avere tutta la musica del mondo nell’hard disk in modo semplicissimo. Sono convinto che sia giusto usare la rete per conoscere gruppi nuovi e ascoltare la loro musica, ma se ti piace una band, compra i loro dischi e supportala! La scena underground è fottuta al giorno d’oggi, la gente preferisce comprare una maglietta al comprare un cd… Comprare un cd a che pro, se posso scaricarmelo?! Il giorno in cui sarà possibile scaricare magliette da Internet, sarà tutto finito [ride]. Non conosco la situazione del tuo Paese riguardo ai festival metal, ma in Spagna c’è un negozio di cd ogni cinque o sei di abbigliamento. Io amo la mia collezione di dischi, riflette la mia evoluzione musicale e ogni disco ha una sua piccola storia. Hai solo un mucchio di merda se la tua collezione musicale è basata su un gruppo di cartelle sul pc. L’industria musicale sta provando a risolvere i problema attraverso download legali e arricchendo i cd di contenuti speciali, come dvd, scatole, adesivi, per rendere l’edizione fisica più attraente per l’ascoltatore, ma il danno è fatto e la musica nel suo cofanetto originale non è più un’opzione per molta gente.

Se un paese è politicamente fottuto, una delle prime cose a subire la sua frustrazione e contemporaneamente ad alimentarsene è l’arte. Spesso viene maltrattata, le vengono tagliati i fondi e ogni scusa è buona per favorire altro: è un problema solo italiano o in Spagna la situazione è similare?

L’aspetto culturale è totalmente devastato oggi come oggi. Personalmente mi confronto con due facce della situazione: la musica classica e quella metal. Lavoro in un conservatorio, come insegnante di repertorio ai cantanti d’opera. Il mio salario è stato ridotto del 20% negli ultimi due anni e il budget per le spese del conservatorio (acquisto di nuovi strumenti, borse di studio per gli studenti) è la più bassa degli ultimi dieci anni. Se guardi le orchestre sinfoniche, la loro situazione è difficilissima, perché nessuno fa donazioni per mantenere una schiera di musicisti. In tempi di crisi l’aspetto culturale è l’ultima priorità del governo. Sembra preoccuparsi esclusivamente di proteggere le banche e questo cazzo di sistema capitalista, lo stesso sistema che sta distruggendo la società attuale. In Spagna abbiamo accusato colpi tremendi nell’istruzione e nel sistema sanitario, ma la dannata chiesa e lo stupido esercito non hanno perso un euro nei loro budget.

La Spagna si sta riprendendo o la crisi è nera quanto qui? Te lo chiedo perché ogni giorno si raccontano favole stupende, ma di luce se ne vede davvero poca.

Siamo nella merda fino al collo! Non vedo segni di recupero dal punto di vista economico. La politica in Spagna è un covo di corruzione, dimostra ogni giorno la propria inadeguatezza nel condurre un paese e trovare un modo per risolvere la crisi. In ogni caso, credo che i sistemi di governo siano inutili; si limitano a seguire gli ordini dell’élite economica nascosta nell’ombra (complottismo? forse…), e questa ha deciso che la qualità di vita del primo mondo era troppo alta e che fosse necessario abbattere alcuni paesi, per mettere in pratica i suoi schemi. Abbiamo solo un pallido riflesso di libertà e democrazia.

Quali sono i programmi per il prossimo futuro? State già lavorando al successore di “Of Martyr’s Agony And Hate”?

Sì, siamo ansiosi di creare nuovi pezzi e distruggere tutti i palchi che possiamo [ride]. Dobbiamo lavorare duro per il prossimo album, perché “Of Martyr’s Agony And Hate” ha portato il nostro livello molto in alto, ma puoi star certo che distruggeremo questo album e ne faremo uno migliore su tutti i fronti. Abbiamo già due pezzi nuovi di zecca (“Even The Angels Fall” e “Sooner Or Later”) e siamo molto orgogliosi di queste composizioni: la musica è più veloce, più oscura e più intensa, quindi stiamo facendo un gran bel lavoro. Come abbiamo fatto in precedenza, aggiorneremo e registreremo da zero un pezzo del nostro primo mini cd, e questa volta credo che sceglieremo “Living Structures”. Ovviamente, non ci dimentichiamo l’aspetto live. Ce la stiamo mettendo tutta per suonare dal vivo. L’idea di un tour europeo (ma anche semplicemente di tutta la Spagna) è molto difficile per come stanno le cose, Rolando e Sergio vivono a settecento chilometri da noi e tutti i membri della band hanno famiglia e figli. Possiamo solo pianificare date nel nostro Paese o un piccolo tour che abbracci Portogallo e Spagna. Comunque preferiamo fare un piccolo numero di concerti appoggiati da una buona promozione, per assicurare almeno una certa affluenza di pubblico, mettiamo la qualità davanti alla quantità. Se dai un’occhiata a tutti i concerti che abbiamo fatto da quando siamo nati, siamo un gruppo con non molte date dal vivo alle spalle, ma ti assicuro che tutte le volte è stata un’ottima esperienza in termini di suono, di promozione e di affluenza di pubblico.

Consigli per gli acquisti: cinque dischi vecchia scuola e cinque fra le ultime uscite che assolutamente non possono mancare all’aspirante adoratore del death metal?

Solo cinque? Domanda difficile [sorride]. Credo che i migliori classici siano questi: Morbid Angel – “Blessed Are The Sick”, Sabbath – “History Of A Time To Come”, Death – “Individual Though Patterns”, Cryptopsy – “None So Vile”, Iron Maiden – “Seventh Son Of A Seventh Son”, King Diamond – “Them”. So di averne scelti sei, ma dovevo metterci anche il leggendario disco di Mr. Diamond. Per quanto riguarda le uscite più recenti, raccomanderei: Chaos Inception – “The Abrogation”, Ade – “Spartacus”, Charon – “Sulphur Seraph”, Nebulous – “The Quantum Transcendence Of Death”, Beyond Mortal Dreams – “Dreaming Dead”.

Siamo giunti alla conclusione della nostra chiacchierata, a te ancora una volta la parola per rivolgere un saluto, inviare un messaggio o qualsiasi altra cosa vi passi per la testa ai nostri lettori.

Ti ringrazio molto per l’interesse negli Scent Of Death e per questa bella intervista, amico mio. Spero che contribuisca a risvegliare nei lettori di Aristocrazia la voglia di ascoltare il nostro ultimo album e scoprire il nostro Brutal Death. Date un’occhiata al nostro sito Internet per avere gli ultimi aggiornamenti e le news che riguardano il gruppo; e non dimenticate la nostra nuova linea di t-shirt dal design killer e blasfemo! Smell the scent of death!

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