SEPTICFLESH

   
Gruppo: Septicflesh
Traduzione:  Dope Fiend
 
Formazione:

  • Seth Siro Anto – Basso, Voce
  • Sotiris Anunnaki V – Chitarra, Voce
  • Christos Antoniou – Chitarra, Orchestrazioni
  • Fotis Bernardo – Batteria
 

SEPTICFLESH

Sono usciti da poco con il loro ottavo full "The Great Mass", abbiamo oggi il grande piacere di fare una chiacchierata con i greci Septicflesh.


 

Benvenuti su Aristocrazia Webzine, come va ragazzi? Come vi sentite dopo l'uscita della vostra ultima fatica?

Sotiris Anunnaki V: Alla grande. Anche la reazione della gente e delle riviste è fantastica.

Di solito le nostre interviste si aprono con una parte biografica, ci volete raccontare come sono nati i Septicflesh e svelarci qualcosa sulla storia della band?

Siamo una band metal greca e siamo sulla scena da molto tempo, perchè ci siamo formati nel 1990. Recentemente abbiamo rilasciato il nostro ottavo album chiamato "The Great Mass" tramite l'etichetta francese Season Of Mist.

Partendo dall'esordio "Mystic Places Of Dawn" fino ad arrivare all'ultimo "The Great Mass", il vostro sound è stato in continua trasformazione. È stato un processo evolutivo spontaneo oppure c'è stato qualcosa che a un certo punto vi ha fatto imboccare questo percorso?

Siamo una band che ama sperimentare con le idee, che cerca sempre nuove cose. Si può dire che abbiamo la mente inquieta e questo è un fattore che ci spinge a evolverci e a non crogiolarci nelle uscite passate.

Come prende vita una vostra canzone? Lavorate separatamente alla scrittura o sviluppate già dal principio idee comuni?

Ogni membro della band è anche compositore. In un primo momento partiamo raccogliendo idee singolarmente e a un certo punto uniamo tutto quanto. Poi c'è una fase di interazione e di cambiamento continuo. Alla fine, abbiamo il prodotto completo di una trasformazione che è il risultato dall'interazione alchemica tra le nostre menti.

"The Great Mass" può essere considerato l'erede del sound di "Communion"? A vostro avviso, quali sono i punti di convergenza e da cosa invece si distanzia totalmente?

L'elemento comune del nuovo album con "Communion" è che le parti sinfoniche sono parte integrante del nostro sound. Tuttavia "The Great Mass" non è sicuramente la seconda parte di "Communion". Ci sono più varietà e intensità in "The Great Mass". Tutto è portato al livello successivo e ora "Communion" ci sembra qualcosa di semplice in confronto. "The Great Mass" è la combinazione degli elementi più potenti sviluppati attraverso tutta la nostra carriera fino a ora, e allo stesso tempo apre anche nuove porte per un'ulteriore evoluzione.

Nella recensione ho affermato che in "The Great Mass" è stato trovato l'equilibrio perfetto tra il metal estremo e la musica sinfonica. Quali sono i canoni attorno ai quali siete riusciti a sviluppare questo delicato equilibrio?

Era nostra intenzione mantenere un equilibrio, in quanto, oltre a esplorare altri territori sonori e una colonna sonora sinfonica, nel cuore siamo sempre una band di metal estremo. Durante il processo di creazione abbiamo fatto un sacco di scelte relative agli arrangiamenti delle canzoni. C'era un sacco di duro lavoro e niente è stato lasciato al caso. Anche Peter Tägtgren ha fatto un incredibile lavoro di missaggio dell'album e il suono è fottutamente chiaro e potente.

È impossibile non notare che in alcuni punti dell'album, "Oceans Of Grey" ad esempio, risalti pesantemente una componente dai risvolti gotici. Questo aspetto è forse frutto di una maggiore ricercatezza intima al gruppo?

Non abbiamo mai composto canzoni avendo in mente uno specifico stile musicale. Al contrario, cerchiamo di concentrarci sulle nostre emozioni e come proporle correttamente all'ascoltatore. "Oceans Of Grey" è una canzone molto emozionante e abbiamo sentito che sarebbe stato meglio inserire al suo interno un orientamento più melodico e malinconico.

Quali sono state le maggiori fonti di ispirazione di "The Great Mass", sia a livello musicale che intellettuale?

Mente, corpo e anima. In altre parole, la trinità…

Dopo un capolavoro come "Communion" erano grandi le aspettative per questo nuovo lavoro e, almeno per quel che mi riguarda, sono state ampiamente ripagate. Durante il processo di lavorazione dell'album quali erano i vostri obiettivi? Siete pienamente soddisfatti del prodotto finito?

Il risultato è esattamente quello che volevamo. Siamo anche molto soddisfatti dalla performance dell'Orchestra Filarmonica di Praga e di tutti gli altri artisti che sono stati coinvolti nella realizzazione di "The Great Mass".

Nel libretto di "The Great Mass" ho notato che ogni pezzo è definito come un "salmo" a cui viene data un'interpretazione e i testi sono molto approfonditi e curati. Qual è il filo conduttore dell'album a livello concettuale?

Ogni canzone tratta un argomento diverso. Ho cercato di preparare l'ascoltatore per il tema di ogni canzone con un prologo composto per lo più da domande appropriate. Più in grande, ho immaginato i brani come diversi salmi appartenenti alla stessa grande liturgia mistica, la Grande Messa…

Ho apprezzato particolarmente i bellissimi testi di "Apocalypse" e di "Therianthropy", quest'ultimo basato sulla dualità dell'animo umano. Chi di voi si occupa della stesura dei testi e da cosa scaturiscono le riflessioni e le visioni che li compongono?

I testi sono di mia competenza. È un profondo viaggio esoterico tra le cose che mi intrigano. Inoltre cerco sempre di combinare le emozioni e i suoni con un significato che abbia un valore per me. Non ho però intenzione di predicare le mie opinioni, voglio solo esprimerle a modo mio.

Se non ricordo male la splendida copertina è stata realizzata da Spiros/Seth Siro. Quanto era importante per questo album stabilire una forte connessione tra iconografia, musica e testi?

Esattamente. Noi, infatti, consideriamo i Septicflesh come un esperimento artistico più ampio, non solo un esperimento musicale. Seth ha sviluppato uno stile artistico e visivo unico, siamo fortunati ad averlo come membro della band e la sua grafica riflette questa profonda connessione tra musica e testi.

Voi siete la punta di diamante di una scena che negli ultimi tempi mi sta sorprendendo sempre di più (penso ad esempio a band come Profane Prayer, Transcending Bizarre?, Sorrows Path e Unholy Ritual). Che relazioni avete con le band di vostri conterranei? Quali sono, secondo voi, i requisiti che una band metal odierna dovrebbe avere?

Identità, abilità proprie, molto lavoro, emozioni forti e una forte volontà. Chris e Fotis, oltre a suonare nei Septicflesh, sono i proprietari degli studi Devasoundz ad Atene (che tra l'altro abbiamo anche usato per le registrazioni di "The Great Mass") in cui un sacco di band greche vengono a registrare, per cui vi sono interazioni e relazioni continue.

Sempre in sede recensoria ho fatto una similitudine un po' forte per dire che è assolutamente riduttivo ascoltare un album come "The Great Mass" solo in mp3, anche se è un discorso estensibile a buona parte della musica. Cosa ne pensate dei moderni mezzi di condivisione di Internet? Qual è la vostra opinione al riguardo del fatto che molti ormai si sentono liberi di appropriarsi indebitamente di tutta la musica in maniera così spudorata?

Lo scopo della musica è quello di toccare l'anima di chi ascolta, non ha importanza quali mezzi sono usati per rendere possibile ciò.

Farete un tour a promozione di "The Great Mass"? Ci sono date già confermate? Avremo la possibilità di vedervi qui in Italia?

A breve partirà un tour negli Stati Uniti con Children Of Bodom, Devin Townsend e Obscura. Poi ci uniremo ai Samael per il loro tour europeo, ma non abbiamo ancora tutti i dettagli. Speriamo che anche l'Italia sia inclusa.

L'intervista è terminata, ti ringrazio di cuore della disponibilità e, porgendoti ancora una volta la mie congratulazioni per il bellissimo "The Great Mass", ti lascio la parola per un ultimo messaggio ai nostri lettori.

Grazie per il vostro supporto. Keep the dark flame burning!

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