SOLACE AND STABLE

SOLACE AND STABLE

Informazioni
Autore: Mourning
Traduzione: Fedaykin

Formazione
Gabe F – Chitarra
Sam T – Voce
David M – Chitarra
Josiah C – Basso
Bill A – Batteria

Con “The Systematic Erosion Of Integrity” ho avuto modo di conoscere i giovani americani metalcorer Solace And Stable, troverete come al solito la recensione inserita nel listone, conosciamoli meglio e vediamo cos’hanno da dire a loro riguardo.

Iniziamo subito a parlare di voi e della vostra storia come band, quando è nata, la scelta del monicker, chi sono i componenti che la formano…

Gabe: Mi chiamo Gabe e sono chitarrista e produttore dei Solace And Stable. Abbiamo cominciato già nel 2008, quando ho lasciato i From The Shallows per concentrarmi su un tipo di musica più progressiva, tecnica e melodica. Molti ragazzi sono entrati e usciti dal gruppo, ma Sam (voce) è stato con me fin dall’inizio. Bill Amsbaugh (batteria), Dave Muolo (chitarra) e Josiah (basso) sono i membri più recenti della band, che è sempre stata in bilico tra l’essere un mio solo-project e il ristabilirsi come gruppo completo quando altri membri erano a disposizione per completare la line-up. Il nome Solace And Stable indica il fatto che queste due parole ci fanno da tema, tema che cerchiamo di rispettare. Molte volte non è abbastanza trovare una consolazione [solace, NdT], serve trovare stabilità dopo essersi consolati. È il mio obiettivo personale e il nostro obiettivo come gruppo.

“The Systematic Erosion Of Integrity”, il titolo del vostro disco, ha un riferimento preciso o è più un’affermazione in genere? Viviamo un periodo nel quale parlare d’integrità e valori è in contrasto con le leggi di mercato non credete?

Il titolo non fa riferimento a un episodio in particolare, ma più al movimento che la società effettua nella nostra interpretazione. Valori come l’integrità e la moralità non contano nulla, sono perlopiù messi da parte. Sembra che in questi giorni questi concetti siano visti come costrittori e offensivi. I Solace And Stable sono un gruppo formato da cinque persone che abbracciano gli insegnamenti di Gesù Cristo e tentano di applicarli alle proprie vite nel modo più onesto e sincero possibile. I Solace And Stable vogliono ispirare positività negli altri, spiritualmente e musicalmente. Ci interessa molto poco se le nostre convinzioni e le manifestazioni delle stesse, in questo tentativo di ispirare positivamente la gente, ci tengano lontani dal successo. Questo spirito gioca una parte importantissima nel muovere la band a fare quello che fa e non saremmo gli stessi senza questa forza trainante.

Suonate un metalcore aggressivo, progressivo e nel quale le melodie hanno un ampio margine di spazio, quali sono le band dalle quali avete tratto ispirazione inizialmente? I vostri ascolti abituali combaciano con ciò che suonate o guardate spesso al di fuori di tali confini musicali?

Sai, è buffo, sono talmente stufo del genere metalcore. Non ho mai considerato i Solace And Stable come un progetto metalcore, ma tutti quelli che ci intervistano ci considerano tali, per cui alla fine lo accettiamo. Ho scritto io la musica dei primi due album e tra le mie influenze maggiori ci sono sicuramente i Between The Buried And Me, Spawn Of Possession, A Life Once Lost, Into The Moat e The Red Chord. Tuttora ascolto ancora per la maggior parte metal estremo, ma mi piacciono anche alcune cose di musica elettronica, jazz e musica classica.

Siete riusciti a mantenere la tracklist abbastanza equilibrate fra martellate e brani decisamente orientati a risvolti catchy, dalla presa più “facile”. Come nasce un vostro pezzo e qual è il momento che vi fa pensare “è così che va bene”?

Per comporre ci organizziamo con un programma di notazione su tablatura. È un modo rapido ed efficiente per scrivere una canzone senza perdere di vista la progressione. Tutti nel gruppo possiedono questo software e in genere sono io a mandare le tracce agli altri in modo che possano impararle. Quando compongo cerco di tenere in considerazione l’album nella sua interezza, cercando di non sfruttare troppo determinate tecniche o melodie nel corso di tutto il disco. Costruisco i pezzi basandomi sui riff; lo stesso pezzo può arrivare ad avere, magari, diciannove stesure prima di essere completo di transizioni alternate o di idee.

I testi fanno trapelare una scelta rivolta anche a seguire la propria fede, la religione è uno dei temi che vi coinvolge? Qual è il vostro pensiero su ciò che accade attorno a parole quali “credo”, “dottrina” e “Chiesa”?

Come dicevo prima, la nostra fede è qualcosa di molto importante per noi. La consideriamo insita in tutte le cose e pertanto la sua essenza si trova anche all’interno della nostra musica. Vogliamo condividere qualcosa che ispira, che ci dia un impatto positivo con gli altri, come un atto di amore. Crediamo che Gesù Cristo sia morto per tutti, un sacrificio di espiazione. Accettare quel sacrificio è ricevere la vita eterna. Non tramite le nostre buone azioni, ma tramite la grazia di Dio. Grazia che ha come mezzo il sacrificio di Gesù Cristo per noi e per i nostri peccati. La Chiesa è la congregazione in cui ci si riunisce, nel nome di Gesù Cristo, per riconoscere, ricevere e proclamare gli insegnamenti di Gesù Cristo, e per diventare, attraverso il cambiamento positivo che sperimentiamo, portatori di quell’amore verso il prossimo.

La scena della quale fate parte è spesso e volentieri soggetta a forti critiche da parte delle frange integraliste, anche per colpa di un costante riciclo di cliché, si vedano l’inutilità di certe proposte con sei miliardi di break-down al proprio interno o le virate melodeath-pop. Qual è la vostra ricetta per comporre un buon album?

Più passa il tempo, più mi rendo conto che ciò che la musica dovrebbe essere non è un concetto universale. Credo che assuma una sua unicità anche a seconda del genere. Ma ciò che fa grande un album metal, secondo me, è creare il giusto equilibrio tra melodie, accordi e progressione, non il riciclare idee. Credo che ci siano moltissimi gruppi che si limitano a copiare riff e strutture da altri pezzi e si basano sui breakdown per comporre. Credo che bilanciare la progressione e trovare il modo giusto di mescolare accordi e melodia in modo unico costituisca la base di una proposta creativa. Quando a questi sforzi si aggiungono l’armonia nelle transizioni e un suono robusto, si crea, secondo me, un ottimo ascolto.

Com’è avvenuto il primo approccio con la musica metal e qual è il disco che ti ha cambiato la vita?

Quando avevo dodici anni ascoltai “If These Scars Could Speak” degli Zao. Quel pezzo mi ha aperto le porte a un mondo di nuova musica, dal quale non mi sono mai guardato indietro. L’album che ha avuto un maggior impatto su di me è stato “The Silent Circus” dei Between The Buried And Me. Trovai estasiante la loro capacità di tirare fuori una varietà di diverse sonorità pur mantenendo un feeling di perfetta naturalezza. Da quel momento, per me, l’obiettivo è sempre stato di riuscire a creare musica che facesse provare agli altri una sensazione analoga.

Che ricordo hai della vostra prima esibizione live? E come supporterete “Solace And Stable”?

La mia prima esibizione è stata un esodo incredibile che mi ha dato subito dipendenza. Non c’è niente che io adori più che connettermi musicalmente con un pubblico e vedere la reazione degli altri alla mia musica. Non mi pare che ci fossero grossi gruppi quel giorno, ma anche se fosse l’esperienza sarebbe stata ugualmente straordinaria. Non abbiamo programmi specifici, ma il nostro album è in vendita su iTunes, Amazon e Big Cartel. Abbiamo una pagina Facebook (www.facebook.com/solaceandstable) che è il modo migiore per avere aggiornamenti e news sulla band.

Cosa può fare una formazione giovane come la vostra per farsi strada in quest’ambito? Quali sono le maggiori difficoltà che avete avuto sinora?

Stiamo ancora imparando, in questo senso, sperimentando cosa può funzionare meglio per noi. Il progressive metal non è troppo apprezzato nella nostra scena locale, per cui stiamo cercando un modo per espanderci oltre la nostra città. Ci siamo agganciati alla Clawhammer come PR perchè ci aiutasse a pubblicizzare l’album e ad aumentare la nostra esposizione. Suonare nelle città in cui ancora non abbiamo suonato è vitale per la nostra crescita come band e stiamo lavorando anche in questo senso. Stare dietro ai social media e tirare fuori nuovo materiale con costanza è un’altra cosa importante per mantenere le persone interessate.

Vi siete prefissati degli obbiettivi da raggiungere?

I nostri obiettivi come band sono di far uscire con costanza musica che abbia una rilevanza e sia in evoluzione, che ispiri gli altri spiritualmente e musicalmente. Fin quando continueremo a fare questo, il nostro gruppo avrà uno scopo. La nostra speranza è di riuscire a farlo continuamente ad un livello più alto e lavoreremo per rendere possibile anche questo.

L’arte è sempre scesa in campo per dare una speranza e una risorsa con la quale sostenersi nei momenti di crisi. In questo periodo l’economia mondiale è al collasso, paesi interi sono in ginocchio, in Italia non ce la passiamo proprio alla grande anche se chi “comanda” sembra non capire un cazzo. Com’è la situazione negli States? Pensate che i grandi musicisti scenderanno nuovamente in campo per prendere posizione come fatto in passato o saranno solo campagne pubblicitarie per far incassare grana in vista delle elezioni presidenziali?

Credo che ci siano, e ci saranno sempre, entrambe le cose. I musicisti sinceri sono persi in una folla di imitatori. Il fatto che la musica mainstream parli di politica all’interno di un business non migliora le cose. Monetizzare prima di tutto. Questo sistema è una delle cose che mi hanno spinto maggiormente verso il metal estremo, dove la percentuale di gruppi che guadagnino abbastanza da vivere bene è davvero piccola. Il risultato è che le band che sopravvivono sono quelle che lo vogliono davvero e nella maggior parte dei casi sono quelle sincere. Sincerità, cambiamento e positività saranno sempre il cuore della nostra musica. Il nostro messaggio non sarà recepito da tutti, ma è comunque trasmesso con le migliori intenzioni. Speriamo che gli altri possano trovare forza e ispirazione nella nostra musica, in qualunque momento storico.

A proposito delle presidenziali, Obama era considerato l’uomo che avrebbe potuto dare la svolta e a quanto pare non è oggigiorno particolarmente amato. Cosa vi attendete dal futuro a breve termine da una sua possibile rielezione o un eventuale passaggio di testimone?

Non voglio parlare di politica a nome di tutta la band, quindi parlo per me stesso. Penso che sia stato un decennio molto interessante per l’America. Davvero, sento di non vivere più nello stesso paese in cui vivevo appena cinque anni fa. Ci sono stati molti cambiamenti a livello di società, morale, etica ed economia. Credo che sia abbastanza evidente che ci sia un piano in corso, nel nostro paese, veicolato tramite media, Hollywood e politica. Il nostro paese sta cercando di cancellare le fondamenta su cui è stato costruito: la libertà e Dio. Ci si sforza di demonizzare, di rimuovere Dio dalla società, dai monumenti, dalla razionalità, per mettere al suo posto la fiducia nel governo. È una disgustosa esibizione di sete di potere. Le intenzioni non sono positive, e finora non lo sono stati neanche i risultati. Abbiamo un presidente con un certificato di nascita discutibile che ha peggiorato il nostro deficit del 33% in quattro anni. Non ho più fede nè fiducia nel nostro governo. Credo sinceramente che noi, come popolo, abbiamo solo una frazione del potere che vogliono farci credere di avere. La mia unica speranza per i prossimi quattro anni è Ron Paul.

Torniamo a discorsi un po’ meno seriosi, il 2012 sta tramontando, si è parlato spesso di profezie, fine del mondo, in un possibile quanto inauspicabile improvviso giungere della cosidetta “Apocalisse”, quale canzone vorreste come compagna di viaggio in quei momenti?

È una domanda tosta. Dovrei risponderti “Desire The End” degli Zao, quel pezzo è assolutamente appropriato.

Ultimo disco che hai comprato e ultimo concerto al quale hai assistito?

L’ultimo album comprato è il nuovo disco degli Spawn Of Possession. L’ultimo concerto è stato uno show locale in cui si esibiva il nostro cantante con l’altro suo gruppo.

Il futuro dei Solace And Stable: state già guardando oltre “The Systematic Erosion Of Integrity”? Avete un’idea del dopo?

“The Systematic Erosion Of Integrity” è stato uno sforzo lungo tre anni. L’album è stato registrato tre volte e remixato una miriade di volte, nel tentativo di farlo essere ciò che volevamo che fosse. Quindi ancora non stiamo pensando ad un nuovo lavoro. Abbiamo bisogno di tempo per riposarci mentalmente, prima di poter iniziare a lavorare su un nuovo disco. Ti dirò che il nostro piano immediato è di riregistrare il nostro primo album, perchè ci sembra che la produzione non gli faccia giustizia. Ma passeranno forse sei mesi prima che siamo pronti a dedicarci anche a questo.

Chi sono i Solace And Stable nella vita di ogni giorno? Passioni, hobbies, lavoro…

Io lavoro nel settore immobiliare e ho uno studio di registrazione personale in cui spendo la maggior parte del mio tempo. Bill (batteria) si occupa di isolamenti, Josiah (basso) lavora in un’azienda di stampa, Dave (chitarra) in una compagnia che si occupa di chiropratica e Sam (voce) nel campo dei tappi per le orecchie e anche in un’azienda di merchandising. Ragazze, videogiochi, costruzione di batterie custom e carpenteria sono solo alcuni degli hobby dei ragazzi del gruppo. Non siamo le persone più interessanti del mondo a quanto pare [ride].

Siamo al capolinea, salutiamo i nostri lettori e lanciamo un messaggio a loro diretto…

Grazie mille a tutti quelli che ci supportano! Comprate “The Systematic Erosion Of Integrity” disponibile ora su iTunes, Amazon o Big Cartel (cd fisico e merchandising). Speriamo di vedervi tutti ad uno show il prima possibile! Dio vi benedica!

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