SPELLBLAST (Luca)

SPELLBLAST (Luca)

Informazioni
Autore: M1

Formazione:
Luca – Chitarra
Claudio – Chitarra
Jonathan – Voce
Xavier – Basso
Edo – Batteria

SPELLBLAST (Luca) Dopo aver ascoltato in anteprima il loro nuovo disco “Battlecry”, è tempo di scambiare quattro chiacchiere con Luca che con molta sincerità ci introdurrà nel mondo degli SpellBlast.

Ciao ragazzi e benvenuti su Aristocrazia Webzine. Come di consueto con la prima domanda presentatevi ai nostri lettori.

Ciao Aristocrazia, siamo gli Spellblast, power-folk metal band bergamasca!

Il vostro nuovo disco, “Battlecry”, è uscito di recente, il 23 aprile, quali sono le vostre sensazioni in questo momento?

Dalla critica è stato accolto molto bene, per ora le risposte sono positive e i fan che avevano apprezzato “Horns Of Silence” hanno trovato felici riconferme, vedremo come andrà nel prossimo futuro.

A mente fredda c’è qualcosa che avreste voluto realizzare in maniera diversa?

Abbiamo curato molto bene la stesura e la produzione dell’album, volevamo un disco che soddisfacesse prima di tutto noi stessi. Siamo felici e consci di aver realizzato un album di qualità ma la risposta è si, man mano che si ascolta e riascolta il disco saltano fuori cose che si vorrebbero ora cambiare ma è normalissimo altrimenti non vi sarebbe alcuna evoluzione. Direi che “Battlecry” va benissimo così!

Io non ho avuto modo di ascoltare il precedente “Horns Of Silence” del 2007. Secondo voi quali sono le differenze che intercorrono fra i due album?

Sono due album decisamente diversi! Partendo dalle tematiche affrontate, “Horns Of Silence” sicuramente più fantasy e più melodico ed immediato mentre “Battlecry” affronta tematiche inerenti alla mitologia norrena e, dal punto di vista musicale, più epico, duro e meno diretto.

La miscela di power e folk che voi proponete è un qualcosa che ormai si è sdoganato e diffuso a livello massiccio. In cosa credete di differenziarvi dal resto delle band? Forse per la vena maggiormente epica che vi contraddistingue?

Non abbiamo mai cercato etichette o stereotipi. Cerchiamo di mettere nella nostra musica ciò che maggiormente ci piace mischiando epicità al folklore. La differenza tra noi ed altre band credo lo faccia il sound che considero assolutamente personale…. Il sound Spellblast!

Tre parole per descrivere la vostra musica.

Credo ce ne sia soltanto una: POWER! In tutti i sensi!

Domanda provocatoria: le ospitate di protagonisti famosi della scena, nel vostro caso quelle di Fabio Lione in primis e dei Folkstone, servono spesso più a livello pubblicitario che di incisività qualitativa sull’album. Qual’è stato il motivo che vi ha spinto a collaborare con artisti esterni alla band? Quale apporto hanno dato al disco?

Posso sicuramente darti ragione per quanto riguarda Fabio Lione. Inizialmente abbiamo pensato di invitarlo per accrescere l’interesse per il disco. Abbiamo proposto a Fabio la collaborazione, ha ascoltato “Horns Of Silence” e la pre-produzione di “Battlecry” rendendosi subito disponibile e felice di collaborare con noi. Per gli Spellblast, oltre che pubblicità, è stata anche una bellissima esperienza che ci ha permesso di conoscere un grande artista di livello internazionale e una persona simpaticissima.
Per quanto riguarda i Folkstone, la collaborazione è nata semplicemente quando ero il chitarrista della band. Nessuna trovata pubblicitaria. Solo e soltanto collaborazione.

“Battlecry” è un album autoprodotto: volontà di avere piena autonomia sulla totalità delle scelte artistiche o la mancanza di proposte adeguate da parte delle etichette?

Direi mancanza di proposte adeguate. Come ben saprai è difficile incontrare qualcuno che investa su una band emergente. Le labels preferiscono puntare su introiti sicuri. In questi tempi in cui la musica sta vivendo un periodo particolare nessuno più se la sente di rischiare.

Personalmente ho apprezzato la vostra volontà di non abusare di “specchietti per le allodole” (passatemi il termine) come tirate di doppia cassa continue e immotivate o ritornelli ripetuti decine di volte in tre minuti di canzone. Quali sono i brani che ritenete più esemplificativi dello Spellblast-sound?

Beh, direi che tutto “Battlecry” ha un personalissimo Spellblast-sound. Per quanto mi riguarda, i brani più esemplificativi potrebbero essere: “Battlecry”, l’accoppiata “Heroes” / “Slaughter”, “Ragnarok” e “Raid Day”.

Come avviene la creazione di un vostro pezzo? Si lavora in gruppo oppure c’è qualcuno che porta idee già pronte?

I compositori della quasi totalità dei brani siamo io e Claudio (l’altro chitarrista, ndr), fatta eccezione per “Ragnarok” e “Command Charge” che arrivano dalla mente di Ivan, l’ex tastierista. Componiamo solitamente senza strumenti, scriviamo il brano in tutte le sue parti e lo facciamo suonare in midi aggiungendo di volta in volta più strumenti. I primi arrangiamenti si fanno allo stesso modo, cambiando, cancellando e riscrivendo le parti. I brani passano poi di mano in mano ai vari strumentisti della band che apportano modifiche e nuove idee. Una volta finito il brano lo si prova di nuovo tutti insieme in studio ed è l’ultimo passo prima della definizione. I testi vengono infine modellati su una melodia di base dal nostro grandissimo paroliere Daniele.

Passiamo ora ad analizzare i testi: “Battlecry” è un concept album? Quanto sono importanti le liriche per voi?

Sono molto importanti, devono essere un tutt’uno con la musica e la musica deve dare espressività alle parole. Musica e parole vanno di pari passo rafforzandosi a vicenda. Definirlo ora un concept album forse è un po’ troppo, possiamo dire che segue una tematica di base che affonda a piene mani nella mitologia norrena.

Se doveste citare cinque dischi che vi hanno influenzato profondamente come metallari quali sarebbero?

Per quanto riguarda me sicuramente “Till Fjalls”, “Odemarkens Son” e “Cosmic Genesis” di Vintersorg, “Imaginations From The Other Side” dei Blind Guardian e “Whoracle” degli In Flames.

Musica e tecnologia: suono analogico vs digitale, social network e file-sharing. Pro e contro della modernità. Come vi approcciate a questi tre temi?

Sicuramente pro! La tecnologia, partendo dal web è sicuramente il futuro! Ovvio, ha i suoi pro e i suoi contro ma… cosa non ha pro e contro?

Nella vita di tutti i giorni chi sono gli Spellblast?

Tutti lavoratori che si cercano lo svago nella loro principale passione, il metallooooo!

Chiudete questa chiacchierata come meglio preferite.

Grazie a tutti coloro che sono arrivati fin qui e si sono interessati a noi e alla nostra intervista! Grazie anche a voi di Aristocrazia per la piacevolissima chiacchierata. Un saluto dagli Spellblast!

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