SUTURE

Informazioni
Autore: Mourning
Traduzione: Dope Fiend

Formazione
Jason McIntyre – Chitarra
Bruno Muenzler – Basso
Lance Strickland – Chitarra
Brent Smith – Batteria
Jayson Ramsay – Voce

Dopo una pausa durata quattro anni il motore degli statunitensi Suture ha ripreso a girare, vediamo cos’è successo in questo periodo di fermo e quali sono i loro progetti per il futuro.

Benvenuti sul nostro sito, come va?

Jason: Tutto bene, grazie per avermelo chiesto.

Iniziamo col presentare la band ai nostri lettori, chi sono i Suture, come sono nati e cosa ci hanno offerto sinora?

I Suture sono nati nel 1998 grazie a cinque ragazzi che avevano in comune l’amore e la passione per il death metal. La nostra line-up era composta da me (Jason McIntyre, chitarra), Bruno Muenzler (basso), Lance Strickland (chitarra), Brent Smith (batteria) e Jayson Ramsay (voce). Abbiamo suonato ovunque potessimo: feste private, live locali, spettacoli in giro per il paese e festival. Non abbiamo mai rifiutato un concerto, a quel tempo. Salivamo sul furgone, guidavamo ed era fantastico suonare in luoghi diversi e soddisfare tutti i tipi di persone. Abbiamo registrato il nostro primo demo con Chad Kelly della Underworld Records ed è abbastanza curioso il fatto che abbia contribuito alla ristampa del nostro ultimo album. Erano quelle che ritenevamo fossero le nostre due migliori canzoni, “Blood Soaked” e “Still Inside”. Questo demo è stato inviato dappertutto e ci ha veramente aiutato a farci conoscere. Il demo ci ha anche aperto un sacco di porte con gli organizzatori dei festival e delle serate fuori città. Abbiamo avuto modo di suonare a eventi come il Gathering Of The Sick in New Mexico, il ’99 Ohio Death Fest e il November To Dismember in Texas che aveva come headliner Danzig e Morbid Angel, fu una favola. Non molto tempo dopo che abbiamo registrato il nostro primo album “Carnivorous Urge To Kill” (che, con l’aiuto di Chad, verrà ristampato e rilasciato entro la fine dell’anno), le cose hanno iniziato ad andare bene e abbiamo pubblicato una compilation attraverso la Amputated Vein e uno split con Leukorrhea e Lehavoth grazie a The Spew Records. Poi nel 2006 dopo i vari cambi in line-up che ci hanno lasciati in tre, abbiamo rilasciato “Skeletal Vortex” attraverso Unmatched Brutality Records. Non molto tempo dopo ci siamo sciolti, il che ci porta ad oggi, con la nostra ristampa di “Skeletal Vortex” attraverso SFC Records.

La formazione se non erro adesso comprende Lance Strickland alla chitarra e Brent Smith dietro le pelli, come li avete reclutati? Erano musicisti che avevate già incontrato e con i quali avete condiviso esperienze musicali?

Lance e Brent sono rispettivamente il chitarrista e il batterista originali dei Suture e hanno suonato nella versione originale di “Carnivore Urge To Kill”. Non avrebbe avuto senso non riaverli in line-up.

Ho avuto modo di apprezzare entrambi i vostri dischi, l’ultimo, “Skeletal Vortex” del 2008, grazie alla ristampa della SFC Records che l’ha anche remissato e rimasterizzato. Si prevede lo stesso discorso per il debutto “Carnivorous Urge To Kill”?

Sì, siamo proprio ora in fase di rifinitura. Ho già una etichetta in mente per rilasciarlo, ma non c’è ancora nulla di sicuro, al momento. È stato completamente ri-registrato, con qualche traccia extra e una copertina nuova. Siamo entusiasti. “Carnivore Urge To Kill” avrà finalmente la produzione che meritava fin dall’inizio.

Come siete entrati in contatto con la SFC? Saranno loro a supportarvi nel prossimo futuro per un’eventuale terza release?

La SFC ci ha contattato inizialmente per la ristampa del disco dal momento che nessuno poteva ottenerne le copie dalla Unmatched Brutality Records. La produzione della versione originale era buona ma sembrava sottile. Ho chiesto alla SFC se voleva far uscire “Skeletal Vortex”, quindi ho voluto remixare l’album, addensarlo un po’. Una volta Chad e io avevamo iniziato a remixarlo e a rielaborare dei brani in cui avevamo incontrato alcuni problemi con le chitarre ma non siamo riusciti a ottenere il suono che volevamo. Le volevo più pesanti, con un tono più massiccio, più simile a quello ottenuto quando suono live. L’unica soluzione era quella di ri-registrare le chitarre. Così abbiamo iniziato a rifare le chitarre da zero. Abbiamo rimaneggiato tutto il disco traccia per traccia, strumento per strumento. È stato un processo lungo, ci sono voluti più di sei mesi. Se si confrontano i due dischi si sente sicuramente la differenza ma ne è valsa la pena. Come ho detto in precedenza, ho in mente una etichetta a cui far rilasciare “Carnivore Urge To Kill” e la annunceremo presto.

Quattro anni di fermo, i Suture erano in pausa? Cos’è che li ha tenuti in stop sinora?

Ognuno è andato un po’ per la sua strada, quindi non aveva senso mantenere il gruppo attivo. Ci siamo riuniti per la registrazione della riedizione di “Carnivore Urge To Kill”. Ci siamo resi conto di come quella registrazione originale fosse terribile, per non dire altro ma questo è ciò che succede quando non si ha un budget sufficiente per la registrazione. Ora abbiamo una possibilità di redenzione.

Siete musicisti impegnati nella scena death/estrema da tempo, l’anno passato ho avuto anche il piacere di recensire il concept album degli Excommunicated “Skeleton Key”, quali sono le motivazioni che dopo tanta “militanza” vi fanno appassionare a questo mondo?

Ho ascoltato musica estrema/death metal da quando avevo quindici anni, ora ne ho trentasette. Quindi direi che è un po’ di tempo [ride]. È difficile descrivere da dove provenga la mia passione per questo stile di musica, ce l’ho nel sangue, mi piace creare canzoni e registrarle. È una sensazione incredibile potersi sedere ed ascoltare le canzoni che hai scritto.

Siete stati spalleggiati da etichette di settore che della brutalità fanno la loro dote di rilievo: Unmatched Brutality Records, Deepsend Records, Amputated Vein e la nostrana The Spew di Clod “The Ripper” DeRosa. Quanto è importante trovare gente che creda nel progetto che presentate? Lo chiedo perché oggi più che mai vengo spesso sorpreso da autoproduzioni di una qualità sbalorditiva ma che vengono ignorate dalle label e me ne domando la ragione.

Beh, non credo che oggi sia strettamente necessario avere un’etichetta alle spalle, soprattutto con Internet. Voglio dire, ora è possibile far girare la propria musica in tutto il mondo solo postando gli mp3 in rete. Se si dispone di un sito web, si possono vendere i propri dischi attraverso di esso e se ne ottiene il 100% dei profitti. È possibile avere contatti con altre band e promotori per facilitare l’organizzazione di concerti.

I Suture hanno mosso i primi passi sul finire degli anni Novanta, rispetto a quel periodo quali sono le differenze sostanziali che riscontrate fra quella scena death metal e quella odierna?

Le band death metal odierne suonano meccanicamente, secondo me, sono tutte super prodotte e sembrano tutte uguali ma sono sicuro che, se fosse stato possibile, sarebbe successa la stessa cosa con le band degli anni passati. Questa però è solo la mia opinione.

Cosa vi manca e cosa invece no delle decadi passate? Il metal oggi ha ancora bisogno di apprendere dal passato o deve solo guardare avanti per cercare nuove strade da battere? C’è sempre una costante diatriba fra chi vorrebbe tenere alta la bandiera dell’old school e coloro che provano a “mischiare” (spesso e volentieri non troppo bene) per dare nuovi punti di riferimento agli ascoltatori, qual è il vostro pensiero in proposito?

Io sono old school in tutto e per tutto, non sento nulla nelle band odierne che sia migliore delle prime due ondate death metal con cui sono cresciuto. Voglio dire, puoi onestamente mostrarmi un album degli ultimi anni che sia migliore di “Human” dei Death, di “Blessed Are The Sick” dei Morbid Angel o di “Consuming Impulse” dei Pestilence? Direi di no.

Quali sono i vostri capisaldi musicali? Ci sono formazioni che per voi sono un riferimento imprescindibile come ascolto e acquisto? Per intenderci quelle che siete sicuri non sbaglierebbero un album neanche se volessero.

Come ho già detto, le band death metal dell’inizio degli anni ’90, in particolare le loro prime uscite, hanno avuto una grande influenza su di me. Death, Morbid Angel, Cannibal Corpse, Pestilence, Napalm Death, Suffocation e Deicide, solo per citarne alcune. Sono stati i primi, hanno fissato lo standard. Per quanto riguarda le band che mi sento di dire che non potrebbero mai fare un disco brutto, direi Napalm Death e Cannibal Corpse, i quali hanno sempre tirato fuori grandi dischi, nessun compromesso, ancora oggi brutali e aggressivi come sempre.

Avete già ripreso le attività in ambito live?

No, nessun concerto per i Suture. Stiamo lavorando duramente alla ristampa di “Carnivore Urge To Kill” e nient’altro. Non ci sono piani per eventuali concerti o altro nuovo materiale.

C’è stata un’esperienza legata a un festival o una data nella quale eravate headliner che ricordate con maggior piacere, magari ci sono degli aneddoti che vorreste condividere con i nostri lettori?

Lo spettacolo più memorabile è stato il festival November To Dismember in Texas, in cui abbiamo avuto modo di condividere il palco con tanti gruppi fantastici come Morbid Angel, S.O.D. e Danzig per citarne alcuni. In particolare mi ricordo quando ero nella zona ristorazione seduto proprio di fronte al camerino di Trey dei Morbid Angel e pensavo a quanto fosse meraviglioso questo! E, come se non bastasse, quando una volta finito di mangiare, sono sceso per le scale, Glenn Danzig mi passò vicino per andare a mangiare a sua volta. Roba da impazzire!

Cosa bolle nella pentola dei Suture? Cosa dobbiamo attenderci a breve termine?

Oltre alla ristampa di “Carnivore Urge To Kill”, che ci auguriamo possa uscire all’inizio del prossimo anno, stiamo lavorando con Underworld Records (Excommunicated, Killgasm), per rilasciare un EP chiamato “Prolific Inhuman Deformity”, consistente in quattro canzoni che abbiamo registrato nel 2002 con Eric Park che ora è il batterista dei Devourment. Questo dovrebbe uscire entro la fine di quest’anno. Non ci sono ulteriori piani.

Un ultima battuta al volo per salutare o inviare un messaggio a chi ci segue, a voi la parola.

Grazie per l’intervista e, per tutti coloro che non hanno una copia di “Skeletal Vortex”, andare a prenderlo! Se amate il death metal old school non rimarrete delusi!

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