THE ALIEN BLAKK

THE ALIEN BLAKK

Informazioni
Autore: Mourning
Traduzione: Insanity

Formazione
Joshua Craig – Chitarra, Tastiera, Voce

Aristocrazia ha oggi il piacere d’ospitare il mastermind del progetto The Alien Blakk, l’artista (e non vi è altro modo per definire la sua persona) Joshua Craig. Ciao Joshua, benvenuto sul nostro sito. Come vanno le cose?

Tutto bene, grazie per l’intervista.

Il primo passaggio che credo sia doveroso dare a chi non conosce la tua realtà è un minimo di informazioni su come sia nata la band quindi lascio a te la parola.

The Alien Blakk è nato come idea nel 2005. Avevo alcune canzoni che avrei voluto usare con Ray Herrera (Fear Factory) quando stavamo creando una band ed è finita che non le abbiamo usate. Abbiamo poi creato una band più Rock ‘N’ Roll e le canzoni più pesanti che stavo scrivendo fuori dalle nostre pratiche si sono evolute da lì. Questo ha dato il via al lavoro per alcuni brani degli Alien.

So che sei un appassionato fan di Star Wars, c’è quindi una connessione con la scelta del nome The Alien Blakk?

No, ma è una bella domanda! In realtà stavo cambiando il mio nome in Alien Black prima di spostarmi in California per adattarmi a quella strana cultura ma non è mai successo. Alien come nome e Blakk come cognome, penso che sarebbe stato troppo strano. Perciò, l’ho tenuto come nome per la band.

Sono passati quattro anni da quando hai rilasciato “Modes Of Alienation”, cos’è cambiato? Ho ascoltato da poco il nuovo “Bekoming” e l’impressione è che i toni siano andati inscurendosi, sentore di un malessere passato o di una società costretta a convivere con tempi non proprio splendidi?

È successo molto da allora! “Bekoming” è quel processo catartico di me che faccio un patto con il dolore per la morte di mio padre. “Bekoming” è il mio risveglio in un’altra forma di me stesso. Uno nuova scoperta di chi sono ora nella mia vita e della vita stessa. La sofferenza passata è il punto, sì. Ero incapace di farcela in quella situazione in cui mi trovavo e ho lavorato su queste questioni. La maggior parte del mio lavoro è arrivata una volta che quest’album era fatto. Mi sono seduto e ho guardato cosa stavo scrivendo. Ho capito di aver scritto un concept album senza saperlo.

Un album ricco di belle composizioni e di ospiti illustri, da Mark Hamill (sì, il Luke Skywalker, chi non ha mai visto la saga di Star Wars non sa cosa si è perso) a Eric A.K. e Craig Nielsen dei Flotsam And Jetsam, Kevin Talley drummer ex e non di ho perso il conto quanti act e il sodalizio con David Ellefson dei Megadeth con cui c’è un’amicizia sin da ragazzi se non erro. Come sono nate queste collaborazioni e come si stabilisce chi è adatto all’una o l’altra traccia?

Ci sono anche Deron Miller dei CKY e Donnie Hamby dei Double Drive! Grandi artisti! Ho incontrato Dave alla NAMM Music Conference in California e siamo andati subito d’accordo. Brevemente, Kevin l’ho incontrato tramite il mio avvocato, Donnie tramite Ellefson, Craig l’ho conosciuto quando mi ha chiamato per suonare per un tributo ai Megadeth ma ci siamo incontrati ad un concerto dei Flotsam, A. K. lo conosco perché ho suonato per poco con i Flotsam nel 1996 e Deron l’ho incontrato attraverso James Murphy (Death, Testament) a una cena. Mark Hammil l’ho conosciuto ad un barbecue a casa sua e siamo diventati amici fin da subito. Avevo tutte queste persone che non volevano essere coinvolte nel progetto ed è successo che ho tirato fuori un paio di tracce e hanno detto di essere interessati a collaborare, oppure ho solo detto “Hey, tu fai questo!”.

Il tuo stile è vario, riesci a convogliare all’interno dei brani più influenze ma quali sono le preferenze musicali di Joshua Craig? Ci sono artisti che ritieni fondamentali e che hanno dato fondamento al modo di creare che t’appartiene?

James Hetfield è tutto quello che conosco, davvero. Ho imparato a suonare la chitarra e a cantare dalle sue canzoni. Continuo anche oggi a imparare dai Metallica insegnando ai miei studenti come suonare la musica recente dei Metallica. La musica che crea è profonda e significativa, per cui mi piace. Gli ho detto questo e lui mi ha risposto che era pronto a collaborare con chi sa provare il proprio valore, per cui continuerò a lavorare sperando di collaborare con lui un giorno. Se non dovesse succedere, mi ha ispirato abbastanza da farmi scoccare la scintilla del mio amore per la musica, per cui gli sono comunque grato!

Il disco è capace di attrarre sia chi ricerca musica pesante con “The Path”, sia chi vuole l’orecchiabile con “Hate Me” e se non si può fare a meno dell’heavy “Runnin’ Down A Dream” risolve il problema e non ha cali al proprio interno, com’è stato accolto dalla critica e da chi segue abitualmente la band?

Grazie, lo apprezzo davvero. Tutte le recensioni sono state epiche e positive. Ne ho postata qualcuna sulla pagina dei contatti su www.thealienblakk.com. Sono grato alle persone che trovano un’utilità nella musica e nel processo per crearla. È già una ricompensa. I fan sono grandi, abbiamo fatto un tour di quattro settimane per dare un’anteprima dell’album e tutti erano fuori di testa.

Sei un mastermind, scrivi, componi, produci, hai una passione per il cinema; possibili collaborazioni per colonne sonore in quell’ambito o un futuro dietro la cinepresa come quello intrapreso da Rob Zombie?

In realtà faccio molta musica per videogiochi. Credo sia simile al lavoro per una colonna sonora, per cui non avrei problemi a scrivere colonne sonore e prendere una direzione del genere. Lavorerò sempre con gli Aliek Blakk comunque. Non avrei problemi a fare il regista, sicuramente non avrei problemi a dire come sono o come vorrei le cose, per cui sì, sono sicuro che mi avventurerò in questa direzione quando sarà il tempo.

L’essere senza etichetta è un vantaggio quando sforni una release così personale? Pensi si possa venir limitati da un accordo con una label?

Ho avuto tre label diverse, tutte che volevano prodotti senza badare troppo al contenuto. Non ho voluto che le label limitassero la mia musica. Ho fatto l’album che volevo fare e, onestamente, anche se l’avessi ascoltato solo io sarei contento. È una lotta fare accordi con certa gente, ma molti di questi si sono accorti che semplicemente non gli avrei dato niente perchè ho rifiutato, per cui mi hanno dovuto resitituire i miei diritti.

Possibile che non siano arrivate offerte da un’etichetta “seria” interessata al tuo progetto constatatone il valore? Se non c’è stata la cosa è davvero deludente.

Non ho guardato. Ho visto che se trovassi una label potrei pubblicare tre album immediatamente! Sono aperto alle label interessate!

La passione ti ha spinto a offrire anche lezioni di chitarra online sul sito personale della band, come ti è venuta l’idea e che consensi ha riscosso?

Inizialmente sono stato contattato da Mel Bay (editore di libri) per dare lezioni online. Una al mese per sei mesi fino a che il mio libro venisse pubblicato presentandomi alla loro community. Ho i link di quelle lezioni postati su www.thealienblakk.com nella pagina “lessons”. Il mio libro è appena uscito. Sono centoquarantadue pagine ed esce con un dvd di tredici lezioni e un cd di ottantasette tracce. Le lezioni stanno andando alla grande e se qualcuno ne avesse bisogno, sono disponibili e personalizzabili sulla pagina “buy” di www.thealienblakk.com.

Quant’è importante per un artista sapersi divincolare nel mare dei media moderni?

Penso che bisogna farlo. Tutto sta cambiando e bisogna tenersi aggiornati per adeguarsi e capire di cosa parla la gente

C’è qualcosa che ti manca delle decadi passate riguardante il mondo della musica come il ricercare dischi nei negozi (oggi sempre meno affollati) o il semplice acquistarne uno su un consiglio o l’ascolto parziale a casa di un amico?

Mi mancano tutte quelle cose. Sfortunatamente la tecnologia di oggi non permetterà mai al passato di proseguire con quel rispetto. Ci sono alcuni negozi di dischi che vendono dvd e videogiochi per essere attinenti ma è quello che è. I consigli degli amici erano sempre grandi, ora ti mandano un’email con un link!

I The Alien Blakk andranno in giro per live e quale sarà la formazione in caso? Ci sarà David al basso e Chris Contos alla batteria?

I The Alien Blakk faranno concerti, sì. Chris Kontos ha lasciato perchè non poteva impegnarsi per un tour. David è occupato con i Megadeth ora, ma chissà per il futuro. Avrò una nuova line up di persone che sono state sugli album, solo il tempo ci dirà cosa accadrà. Sto parlando con un paio di grandi musicisti ora, per cui saranno musicisti forti e provati, non preoccupatevi!

Ringraziandoti per il tempo concessoci e augurandomi che un giorno tu possa suonare anche nella nostra Italia lascio a te la parola per concludere come meglio credi.

Apprezzo molto l’opportunità di parlare con voi e i vostri lettori e spero che qualcuno faccia un salto su www.thealienblakk.com e senta qualcosa del nuovo materiale! Oppure andate su Itunes e date un ascolto a un paio di canzoni, grazie a tutti.

Facebook Comments