THE DAMNATION

THE DAMNATION

Oggi con noi la death/thrash band tedesca dei “The Damnation”.
Intanto bevenuti su Aristocraziawebzine e grazie della vostra disponibilità.
Che ne direste d’iniziare presentandoci la band nella sua formazione e storia?
The Damnation esistono fin dal 2003. L’attuale lineup è formata da Michael Meyer (chitarra e voce), Lutz Neemann (chitarra), Lars Gonemeier (basso), Swen Ludwigs (batteria).
Nel 2006 abbiamo registrato il nostro album di debutto “Into The Pits Of Hell”.
Il nuovo album “Evilution” è stato da poco rilasciato dalla Psycho Records, un’etichetta polacca che ci fornisce enorme supporto.
Dopo anni in cui il death è stato tartassato da blast inferociti e velocità folli si sta finalmente riscoprendo il valore delle origini, voi ne siete una versione moderna ed accattivante, quali sono le realtà guida che vi hanno influenzato ed appassionato?
Siamo stati influenzati da molti gruppi dei tardi anni ottanta o primi novanta quali Morbid Angel, Slayer, Testament, Exhorder, Death, Massacre, Monstrosity, Malevolent Creation, Demolition Hammer e moltissimi altri.
Ci piacciono molto anche gruppi più tradizionali, come Merciful Fate, Judas Priest e altre bands del genere – gli Annihilator sono molto fighi.
Altre influenze, ancora, le abbiamo ricevute da cose più recenti come Necrophagist o Krisiun.

Dopo il vostro debut targato 2006 “Into The Pits Of Hell” è uscito da poco il vostro nuovo disco “Evilution” per Psycho records.
Ce ne volete parlare? Cos’ha di diverso rispetto al suo predecessore?

 Penso che il songwriting di “Evilution” sia migliore rispetto a quello di “Into The Pits Of Hell” – abbiamo dei pezzi molto accattivanti questa volta.
Il suono di “Evilution” è migliore di quello di “Into The Pits Of Hell”. Abbiamo registrato nei Soundlodge Studio e siamo davvero soddisfatti del suono che ha il disco, anche se siamo ancora convinti che “Into The Pits Of Hell” sia a sua volta un buon disco.
Musicalmente ci siamo posti l’obiettivo di fare la stessa musica che vorremmo ascoltare, e vogliamo sempre migliorarci. Questo però senza ammorbidirci come hanno fatto altri gruppi, capisci cosa intendo. Vogliamo suonare brutal death metal compatto e diretto con qualche spruzzata thrash, penso che questa caratteristica dei Damnation non cambierà mai.

Ci sono state difficoltà nel comporlo? Come sono divisi i compiti compositivi musica/testi?

 Cerchiamo sempre di comporre al meglio. A volte non è semplice, le buone idee non arrivano tutti i giorni. Altre volte stai componendo merda e sei convinto che sia roba buona, prima della registrazione di “Evilution” abbiamo dovuto buttare via diverse canzoni poichè erano troppo deboli.
A volte succede, quindi componiamo un sacco di canzoni, ma non tutte vale la pena di registrarle.

La Germania si sta distinguendo per realtà che coprono tutto l’ambito del death da quello più brutale prendendo ad esempio ai Despondency, quello più innovativo e melodico con band come i Neaera e Fall Of Serenity e nel classico
con i sempreverdi Fleshcrawl.Come vivete la scena di casa vostra e che rapporti ci sono fra le varie band?

 Siamo in contatto con un sacco di gruppi tedeschi. E’ bello vedere che ci sono tante band diverse nel nostro Paese.
Non conosco i Neaera e neppure i Fall Of Serenity, ma rimedierò. Nel 1999 abbiamo suonato con i Fleshcrawl con il nostro vecchio
gruppo, gli Act Of Fate – era un gruppo davvero valido. Suonavano come il buon vecchio death svedese.
Personalmente non sono parte di altri progetti, ma il nostro secondo chitarrista Lutz suona anche in un gruppo chiamato Battue.
Fanno un death più melodico; roba valida, dateci un ascolto!


Il metal è in continua evoluzione, cosa ne pensate della scena mondiale odierna e se doveste scegliere cosa eliminereste da essa?

 
I primi anni novanta erano davvero una figata, bei tempi per il death metal. Oggi abbiamo molti meno gruppi che suonano vero death metal e masse di Blast Bands superveloci che non trasmettono alcuna emozione, e non trovo sia una buona cosa.
Apprezzo sia la musica veloce che quella molto veloce, ma ci sono molti gruppi la fuori che suonano in modo ridicolo.
I miei gruppi preferiti più recenti sono Necrophagist e Krisiun, per esempio. Sono grandi musicisti e suonano death ad alta velocità, ma con sentimento e groove. A mio avviso la musica dei primi anni novanta era decisamente meglio, c’era come una carica emotiva allora, mentre oggi è scomparsa, non so come spiegare. Ovviamente non voglio cancellare niente dalla scena, ognuno è libero di esprimere la propria arte nel modo che preferisce, ma personalmente non apprezzo i gruppi creati per divertimento. Mi piace divertirmi, ma la musica dovrebbe essere seria – haha.

Credo che per qualsiasi band il momento di salire il palco e donarsi al pubblico sia quello più esaltante, adesso però molto si svolge anche sulla rete, che rapporto avete con i vostri ascoltatori nell’una e nell’altra sede?

 Suonare sul palco è sempre molto eccitante, ci piace davvero tanto. Il 18 Luglio suoneremo a Sthrashydlo, a Ciechanow (Polonia).
Il 4 settembre al Northern Flame Festival a Suurhusen vicino alla nostra città. Questi saranno gli highlights del 2009!
Internet è un mezzo molto comodo per comunicare, per parlare con persone così lontane, Myspace è molto utile, chiunque può sentire la tua musica.
Ma si stava meglio quando internet non c’era sul serio.
Forse è diventato troppo facile ascoltare musica. Tutti vogliono musica gratis, la gente pensa che gli mp3 offrano la stessa qualità del cd.
Sfortunatamente lo stato delle cose attualmente è questo. Non penso sia una buona situazione per tutta la scena musicale, insomma.

Siete in Tour adesso e c’è possibilità di vedervi qui da noi?

 Forse, se ci viene proposto qualcosa di interessante… Mi piace l’Italia.

Di solo Metal purtroppo è difficile vivere, cosa fate al di fuori e com’è la vostra vita al di fuori d’esso?

 Abbiamo tutti lavori regolari. Sven lavora come educatore con i disabili, Lutz è un elettricista, Lars lavora nell’amministrazione e i miei impieghi variano di quando in quando. Sfortunatamente non ho ancora trovato il lavoro adatto a me.

Vi faccio un bocca al lupo per i prossimi impegni e vi lascio l’ultima battuta per un saluto o qualsiasi cosa vi passi per la testa.

 Grazie mille per questa intervista e per il vostro supporto, apprezziamo molto! Ciao Italia!
Michael.

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