THE DEAD

THE DEAD

Informazioni
Autore: Mourning
Traduzione: Dope Fiend

Formazione
Mike Yee – Voce
Adam Keleher – Chitarra e Basso
Chris Morse – Batteria

Personalmente penso che quello dei The Dead sia uno dei migliori dischi usciti nel periodo 2008-2010, oggi li abbiamo qui con noi, una di quelle band che fa del sound nero e “old” il proprio marchio di fabbrica.

Cominciamo parlando della storia della band, ci puoi dare qualche informazione?

Mike Yee: Grazie mille per la bella recensione. Abbiamo iniziato nel giugno del 2005. Sapevo che il chitarrista in quel momento stava formando una band con Chris e Adam. Avevano bisogno di un cantante, abbiamo provato quattro canzoni e entro sei settimane abbiamo registrato il Demo uno. Una risposta positiva è stata ricevuta da subito, per cui le ruote hanno sicuramente cominciato a girare da quel momento.

Come ho scritto nella recensione, non ho potuto acquistare la prima versione del lavoro ma per fortuna la nuova label della zine Diabolical Conquest lo ha ristampato. Perché avete deciso di fare un’altra stampa dell’album? Avete ricevuto molte richieste da parte di persone che, come me, non hanno potuto acquistare la prima stampa?

Abbiamo registrato “Ritual Executions” nel 2009 con Aphotic Mote (Portal). Le cose in quel momento sembravano ferme, quindi abbiamo deciso di rilasciarlo per un importante concerto che stava per avere luogo (limitato a 100 copie, che sono finite subito), quindi credo che ci immergemmo nelle cose un poco alla volta. Col passare del tempo abbiamo parlato di remissaggio del disco, così Kunal della Diabolical Conquest si è premurata di farci firmare per la sua nuova label ed era il momento perfetto per remixare e ristampare il cd.

Come mai avete cambiato l’artwork con colori in più?

L’artwork era originariamente a matita grigia, l’effetto blu dà più vita rispetto al nero della stampa originale. L’artwork interno in realtà è roba vecchia che avevo già da tempo.

L’album è una gran mazzata, si possono sentire le influenze di grandi band ma quali sono i gruppi che vi piacciono e che vi hanno aiutato nella creazione del vostro sound?

Noi tutti amiamo il Doom, il Death e il Thrash, anche se non è nostra intenzione o finalità suonare così. Noi scriviamo ciò che viene naturale al momento. Ascoltiamo vari generi musicali. Mi sento orgoglioso anche quando la gente ci descrive come “gli Autopsy incontrano i Black Sabbath”, due grandi band per me.
Creare musica è ciò che ci piace, se la gente lo scopre la apprezza, se non lo fanno se la perdono haha.

Come è la vita nella band? Come scrivete i brani?

Va tutto bene al momento, stiamo scrivendo nuovo materiale per il nuovo disco nel 2011. Chris e Adam badano al lato musicale delle cose, poi passano a me che scrivo i testi e organizzo le linee vocali. A volte le cose cambiano una volta che le parti vocali sono inserite, a volte no, noi come band teniamo molto conto della personalità altrui, dei commenti e dei suggerimenti, non c’è nulla di peggio di quando una band non riesce a capirsi su quel piano. La maggior parte non dura a causa di questo.

Ho letto molte buone recensioni del vostro lavoro, come è il bilancio di “The Ritual Executions” in entrambe le edizioni? C’è ancora qualcosa che potrebbe migliorare o pensate di poter essere molto soddisfatti così?

Siamo decisamente soddisfatti della riregistrazione, come delle nostre registrazioni del passato. La band non ragiona come “avremmo dovuto o avremmo potuto fare quella cosa”, passiamo a cose nuove praticamente subito. Ognuno dei nostri dischi ha un diverso effetto e un feeling diverso. Tocca a noi suonare un buon Heavy Metal, per noi stessi e per le persone a cui piace.

Come suonano questi brani dal vivo? C’è stato un concerto particolarmente piacevole che volete raccontare?

Live è dove brilliamo maggiormente con il nostro sound, forte e pesante, è sorprendente la quantità di gente che ogni volta viene a un concerto, perché ci sentono passando per la strada, entrano e diventano fan, la loro reazione è sorprendente sia per loro stessi che per noi come band.

L’Australia ha una delle scene più maligne, come sono i rapporti con altre band e quali sono secondo voi le più importanti (sia passate che presenti)?

La scena è abbastanza bella qui a Brisbane, come è stato negli ultimi venti anni, maggiormente negli ultimi cinque o sei anni. Ci sono un sacco di talenti locali, che anche a livello internazionale suonano molto, andiamo tutti d’accordo e ci rispettiamo, abbiamo molti amici comunque. C’è una lunga lista di band interessanti qui a Brisbane e in Australia, gruppi come Portal, Dead Letter Opener e Excuciate sono grandi, ma ci sono un sacco di nomi in realtà. La nostra scena si sta espandendo molto e chi la segue ha le sue ragioni, credo.

Cosa ne pensate della scena metal di oggi? Alti e bassi rispetto ai decenni passati?

Sono appassionato di metal da più di venticinque anni, quindi ho visto e sentito che le mode vengono e vanno, io sono appassionato dell’Heavy Metal tradizionale, di Thrash e Death Metal che hanno perso in popolarità, rispetto al passato, ma ormai si è in pieno revival. La scena di oggi è più accessibile a una vasta gamma di persone diverse e questo è bene per band come noi.

Webzine, social network, cosa ne pensate della grande esposizione del metal?

L’esposizione è una chiave di volta per molte band, siano fan/webzine o social network, alla fine si tratta della tua musica che produci e ascolti. Viviamo in tempi incredibili per la promozione delle cose, è praticamente in tutto il mondo quando va in rete, non come ai vecchi tempi quando si cercava attraverso riviste o andando nel negozio di dischi preferito per vedere che band si poteva scoprire per caso o per voci di corridoio. Noi siamo felici dell’esposizione che la rete ci ha dato.

Quali sono i vostri progetti per il futuro? State già lavorando a un nuovo album?

Al momento ci stiamo concentrando sulla scrittura per il nuovo disco. Speriamo di registrare nel prossimo mese e che poi Kunal della Diabolical Conquest Record lo pubblichi. Ha fatto un grande lavoro con “The Ritual Executions”. Non vediamo l’ora di registrare di nuovo il prossimo mese o giù di lì, considerando che le recensioni e le risposte a “Ritual” sono state molto positive.

Vi vedremo in Italia?

Sì, ci piacerebbe venire nel vostro meraviglioso paese. Se mai si presenterà l’occasione per noi di viaggiare in Europa o negli Stati Uniti, i nostri sogni si avvererebbero. Fare tour all’estero sarebbe la ciliegina sulla torta per noi come band. L’Australia è luogo bello per vivere, ma il sogno di ogni band è suonare all’estero, ovunque ci siano piccoli club o festival di pazzi.

Grazie per il tempo passato con noi, l’ultimo messaggio per i nostri lettori è a vostra discrezione.

Grazie per l’intervista. Ogni esposizione all’estero è per noi una cosa buona, siamo grati per il (fottuto) bellissimo supporto che ci date, speriamo che i The Dead vengano a demolire il vostro paese prossimamente! Saluti.

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