THE DROWNING

   
Gruppo: The Drowning
 
Formazione:

  • Mike Hitchen – Chitarra
  • Jason Hodges – Chitarra
  • Matt Small – Voce
  • James Easterbrook – Basso
  • Steve Hart – Batteria
 

"Senescent Signs" della band doom metal The Drowning è apparso sulla nostra webzine qualche settimana fa. Oggi è con orgoglio che vi presentiamo Steve, Mike e Matt in carne e ossa (più o meno): hanno risposto alle nostre domande sul disco, il gruppo e così via, oltre a condividere con noi un grosso carico di disperazione.


Ciao ragazzi, benvenuti su Aristocrazia. Come state?

Steve: In dopo-sbornia!

Mike: Non ne possiamo più dei nostri lavori normali!

Prima di tutto ci piacerebbe sapere qualcosa di più sulla band e i suoi componenti. Vi spiacerebbe raccontarci chi siete e come i The Drowning hanno iniziato a fare musica?

Mike: I The Drowning vengono dal Galles, la nostra madrepatria (beh cazzo, la mia, comunque); abbiamo iniziato a suonare all'inizio del 2003, allora la band non aveva un sound che fungesse da marchio di fabbrica. Abbiamo cominciato facendo demo e più o meno sapevamo in che genere volevamo inserirci, ma non abbiamo lasciato che ciò ci limitasse in quello che volevamo fare. Il primo album segna il punto a partire dal quale ci siamo uniti e abbiamo trovato l'avvio per il nostro stile in zona doom, tutto quello che abbiamo fatto prima decisamente non lo era. Inizialmente c'eravamo solo io e James (l'ex cantante) e tutto doveva essere registrato in studio come un vero e proprio progetto. Allo stato attuale gli unici componenti originari siamo io e Jason, ma le nostre sonorità si sono evolute in ciò che sono oggi attraverso i nuovi membri. Tutti hanno esperienza in altre band o progetti e quindi ognuno è portatore di componenti diverse, il che ci permette di creare un sound heavy-doom con elementi di altri generi.

"Senescent Signs" è il vostro quarto lavoro e l'ho davvero apprezzato, mi ha dato l'esatta quantità di doom di cui avevo bisogno, i miei complimenti. Mi ritrovo sempre a concentrarmi molto sull'aspetto grafico di un disco, cosa potete dirci a proposito delle immagini di copertina e del libretto che avete scelto questa volta?

Matt: Grazie, è figo che tu capisca cosa abbiamo cercato di trasmettere, ci distanziamo sempre dal classificare noi stessi come una band doom metal, prima di tutto siamo una band metal a cui piace roba oscura e che scrive quello che pensiamo suoni bene.

Steve: La grafica era affidata a Matt Vickerstaff, gli abbiamo dato una bozza di temi e liriche e… abbiamo mandato anche demo?

Mike: Sì, gli abbiamo mandato i demo.

Steve: Sì, quindi Matt Vickerstaff praticamente ha avuto campo libero, dopo che gli abbiamo inviato alcune idee e concetti tematici, e lui si è occupato della parte grafica. Ne siamo molto felici, sentiamo che abbia davvero catturato quello che stavamo cercando di dire ed è fantastico che chi ha lavorato alla grafica abbia anche collaborato con nomi grandi e di rilievo come Mayhem, My Dying Bride, Anathema, Darkthrone e un sacco di altri.

E il nome del disco?

Mike: Quello si origina semplicemente da ciò che vedo oggi, man mano che invecchio: le cose cambiano quando cresci, si muovono velocemente, non durano per sempre e tutto sembra perdere quella forza, quindi per me "Senescent Signs" parla, letteralmente, dello stare oltre la linea di mezzo, e quando sei oltre quella linea tutto inizia a rallentare e attemparsi. Quelli intorno a te, persone che non vedi da una vita improvvisamente sembrano dannatamente anziani, puoi vederlo nei tuoi animali domestici quando iniziano a cambiare. Il ciclo della vita giovane-vecchio, il ciclo della vita che scorgi in ogni cosa, e credo che l'invecchiamento porti molta sofferenza.

Matt: Mike è la forza tematica trainante nei The Drowning, ma mentre parlavamo del titolo e di ciò che significa l'ho sentito come un'esplorazione emotiva e filosofica del concetto di entropia.

"The House Of The Tragic Poet" è sia il titolo di uno dei vostri brani che il nome di un'abitazione romana del II secolo a.C. sita in Pompei; mentre tutti conosciamo il personaggio di cui parlate in "The Lament Of Faustus". Cosa pensate, in generale, a proposito della storia e della letteratura? Possiamo considerarle influenze sulla vostra musica?

Matt: Sì, totalmente. Influenza enormemente i testi, la musica si basa di più su come si sentono Mike e Jason, ma i testi sono molto ispirati alla storia e alla letteratura. Sono fissato con la filosofia e la storia dalla più tenera età, quindi quando ascolto un nuovo demo faccio caso a quali sentimenti e idee ispira in me, penso a come tradurli alle persone. La Casa Del Poeta Tragico è un sito archeologico che mi interessa molto e la «casa del poeta tragico» a cui io mi riferisco è una casa metaforica, come una manifestazione della mente di qualcuno, e i dipinti che si trovano in quella casa sono ricordi deformati dal desiderio di perfezione che ha il poeta; attraverso la maledizione della propria immaginazione, lui è destinato ad avere il cuore spezzato e a essere, quindi, tragico. Servendomi di questa idea, ho potuto esprimere sentimenti che ho sperimentato nel corso di tutta la mia vita. Per quanto riguarda invece "The Lament Of Faustus", ho sempre amato Marlowe e considerato il suo lavoro superiore a quello di Shakespeare. Faustus ha fornito terreno fertile a molte band metal e anche, in modo più ovvio, a "A Cautionary Tale" dei Sabbat. Ma con "The Lament" ho voluto scrivere un brano basato su un istantaneo guizzo di panico dalla prospettiva di Faustus subito prima di venire trascinato all'inferno, mentre tutto ciò che lo ha condotto a quel punto scorre nella sua mente, e in quel momento egli piange il proprio fato.

Quali sono le band più significative che vi hanno ispirato e, in qualche modo, introdotto al genere che alla fine avete scelto di suonare?

Matt: Sono un death metaller fino al midollo e amo il mio black metal estremo, ma per me "Turn Loose The Swans" dei My Dying Bride è assolutamente uno dei più grandi dischi mai pubblicati e quello che mi ha condotto al doom. Per quanto riguarda la parte vocale, il mio eroe fottutamente assoluto è Corpsegrinder dei Cannibal Corpse, lui è letteralmente il motivo per cui ho smesso di essere un chitarrista sotto la media e sono diventato un cantante sotto la media.

Mike: Negli anni, i nostri dischi precedenti sono sempre stati paragonati ai grandi tre, Paradise Lost, Anathema e My Dying Bride e sì, è vero, sono stati influenti a mani basse. Come musicista mi ispiro al death metal vecchia scuola e a gruppi thrash tipo Sodom, Destruction, Dark Angel e anche roba tipo Judas Priest è una grossa influenza a livello strumentale, non di testi però. Jason non è qui, però adora i suoi Motley Crue e Iron Maiden, che credo contribuiscano a tirare in ballo il suo stile metal più classico negli assoli, il che non si vede molto spesso in questo genere.

Steve: Mike mi ha condotto al periodo doom. Le mie influenze vengono da roba più mainstream, tipo Slayer e Testament, Gene Hoglan è uno dei miei batteristi preferiti.

Potreste elencarci cinque album significativi per la vostra crescita, individuale e come band?

Matt: Dicky e Jason non sono qui, quindi per loro nessuna risposta!

Steve: Cazzo, è difficile! Cinque album significativi…

  • Metallica – "Master Of Puppets": quello che mi ha introdotto al metal da ragazzino
  • Motley Crue – "Shout At The Devil": le capacità da showman di Tommy non sono seconde a nessuno, per me
  • Machine Head – "Davidian": una grossa influenza quando ho iniziato a suonare la batteria
  • Slayer – "Seasons In The Abyss": perché gli Slayer
  • Devil – "The Devil": per avermi riportato al doom, per quello che facciamo ora

Mike: Per me è facile,

  • Paradise Lost – "Gothic"
  • Judas Priest – "British Steel"
  • Bethlehem – "Dictus Te Necare"
  • Endura – "Black Eden"
  • Pink Floyd – "The Wall"

Matt: Sono d'accordo con Steve, cazzo, è dura…

  • Metallica – "Kill 'Em All"
  • Cannibal Corpse – "The Wretched Spawn"
  • Aborym – "Generator"
  • Watain – "Sworn To The Dark"
  • Marduk – "World Funeral"

The Drowning:

  • Devil – "The Devil": dobbiamo nominarli di nuovo
  • The Vision Bleak – "Deathship Has A New Captain"

Riusciamo a nominare solo due gruppi che abbiano influenzato la band in un certo senso, siamo stati ai loro concerti e ci hanno davvero colpito. Per quanto riguarda gli album, lavoriamo in modo tale che i dischi ci condizionano individualmente, mentre in fase di scrittura mescoliamo tutto, in contrasto con un sound che sia ispirato in maniera diretta da altra musica.

A Luigi Tenco, cantautore e cantante italiano, una volta fu chiesto «Perché scrivi e suoni sempre musica triste?», domanda alla quale rispose «Perché quando sono felice esco». Credo che tristezza, delusione e sentimenti negativi e oscuri come questi costituiscano gli elementi che danno vita alle canzoni migliori. Cosa ne pensate? Pensate di poter mai scegliere un tema positivo per una delle vostre canzoni?

Matt: Tutti i drammi si originano dal conflitto, se sei felice non lotti per ottenere nulla, perché ce l'hai già; la negatività è una forza creativa e motivante migliore, e ci piace. Penso che sia molto semplice, siamo attratti dal lato più oscuro dell'esperienza umana. Se scrivessimo una canzone con un tema positivo, non sarebbero i The Drowning.

Partecipate tutti attivamente al processo di scrittura oppure ciascuno di voi ha un singolo ruolo all'interno della band?

Matt: Mike è il motore della band, la visione che aiutiamo a venire al mondo è sua. Lui ha un'idea e alcuni riff e noi ci lavoriamo sopra in maniera pratica. Non c'è un vero e proprio regime, ciascuno di noi può dare un input alle carte in tavola, però Mike ne è il cuore e l'anima. Jason si occupa delle proprie parti, cominciando dalla base, e Steve e Dicky fanno lo stesso. Io scrivo tutti i testi, ma spesso gestisco cose a proposito della band e idee che chiunque vuole condividere.

Com'è la scena metal estrema in Galles? Quanto spesso suonate dal vivo, ci sono concerti in programma per i prossimi mesi?

Matt: A dire la verità, al momento è una merda, la scena death si sta riprendendo ma, anche se abbiamo influenze death, non rientriamo negli schemi di una formazione completamente death.

Mike: Sta migliorando, subito dopo che Matt si unì al gruppo quattro anni fa era decisamente migliore e a volte suonavamo a Cardiff un paio di volte al mese. Da allora suoniamo molto al The Little Devil di Tilburg e abbiamo più date europee a seguire. Abbiamo un concerto a Cardiff come supporto agli Ancient Ascendant e stiamo lavorando a un tour europeo per la seconda metà del 2017.

Che altro vi piace fare, a parte suonare?

Mike: Sono un bevitore professionista… non paga molto.

Steve: Sono un tatuatore, quindi l'arte è una cosa molto importante per me.

Matt: La palestra e la fuga dalla realtà.

Se poteste vivere in un altro paese, dove vi trasferireste?

Mike: Baviera, in Germania, esclusivamente per la birra. Avrei un bel rifugio in montagna vicino al lago.

Steve: Australia! Ho passato un anno lì a tatuare, adoro dannatamente quel posto.

Matt: Giappone, sono completamente fuori di testa ma educati… un posto per me.

La gente e i musicisti spesso si lamentano della scena musicale contemporanea, in cui tutti sembrano essere più interessati a fare soldi che a creare un proprio sound. Tutto ciò che è relativo all'industria musicale odierna è davvero così avvilente?

Mike: Praticamente, sì. Si tratta di business, è un modo per fare soldi con il talento delle persone, e le band di oggi quei soldi nemmeno li vedono.

Steve: Non siamo qui per guadagnarci, è un obiettivo non realistico allo stato attuale; suoniamo perché amiamo farlo. Essere pagati è bello, ma tutto viene poi nuovamente investito nella band per le registrazioni, il merchandise, le spese per i tour.

Matt: Tutto ciò che ci interessa è guadagnare abbastanza da poter continuare a suonare, ecco, abbastanza soldi da poter continuare a esibirci.

Il 2016 sta per finire, com'è stato quest'anno per voi finora? E i vostri piani per il 2017?

Matt: Dal punto di vista delle serate dal vivo è stato molto lento, ma pensiamo che sia stato un anno positivo per via della pubblicazione del disco e del modo in cui è stato accolto, con interviste e cose simili. Pensiamo di aver raggiunto un pubblico decisamente più vasto attraverso giornali e webzine. Vogliamo che il 2017 inizi nel migliore dei modi e suonare il maggior numero di fottuti show possibile.

Siamo alla fine della nostra intervista, grazie per aver risposto alle domande. Vi auguro tutto il meglio per le vostre attività future e incoraggio i nostri lettori ad ascoltare "Senescent Signs". Potete lasciare un messaggio anche voi, questo spazio è vostro.

Mike: Se state cercando qualcosa di più oscuro e pieno di metallo, che non sia una nota tenuta per dieci minuti ma qualcosa di deprimente in ogni caso, siamo i vostri tipi!

Matt: Grazie per l'intervista, è dannatamente fantastico imbattersi in qualcuno che colga a livello generale ciò che stiamo cercando di condividere, ben fatto!

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