THE FORESHADOWING

   
Gruppo: The Foreshadowing
 
Formazione:

  • Marco Benevento – Voce
  • Alessandro Pace – Chitarra
  • Andrea Chiodetti – Chitarra
  • Francesco Sosto – Tastiera e Seconda Voce
  • Jonah Padella – Batteria
 

Aristocrazia Webzine ha il piacere di accogliere oggi i romani The Foreshadowing (nella figura del tastierista Francesco) forti della loro nuova uscita "Oionos"
 


 

Ciao Francesco, come va?

Un saluto a tutto lo staff di Aristocrazia Webzine. Tutto bene.

Iniziamo col presentare la band a chi non avesse ancora avuto il piacere di conoscervi?

Come abbiamo già avuto modo di precisare in tante altre interviste la storia dei The Foreshadowing nasce formalmente nel 2005 ma ha origine ancor prima, precisamente nel 1999 da un’idea del nostro chitarrista Alessandro Pace, il quale durante quegli anni conobbe me e Andrea Chiodetti. Con lui stringemmo un ottimo rapporto d’amicizia e oltre a questo intravide in noi alcune affinità musicali che lo indussero a progettare l’idea di una gothic doom band con sonorità vicine a My Dying Bride, Paradise Lost e Anathema. Il progetto non venne mai avviato in quegli anni data la mancanza di musicisti con il nostro stesso spirito d’iniziativa e soprattutto privi d’interesse verso quel genere, così decidemmo ognuno di noi di prendere la propria strada, a volte incrociandoci, fino a quando, verso la fine del 2005, Andrea registrò alcune demo del suo materiale che aveva intenzione di sfruttare allora per i The Foreshadowing e da lì si riaccese in noi quella voglia di riprovarci. Ben presto lasciammo i nostri progetti paralleli e nel contempo si unirono a noi il batterista Jonah Padella e il cantante Marco Benevento, per poi fondare ufficialmente la band. Il resto è storia che immagino conosciate già.

Vi avevamo lasciato con un debutto, "Days Of Nothing", che aveva davvero poco o nulla da farsi perdonare. Buona qualità, brani coinvolgenti, faceva ben sperare per il futuro. Com'è nato "Oionos"? Qual'è stata l'evoluzione/ricerca naturale svolta per arrivare a un risultato così soddisfacente e ricco?

"Oionos" è nato da una serie di idee che col tempo si sono evolute in maniera del tutto spontanea e naturale. Sicuramente è stato molto importante avere ben chiara un'idea ricorrente per tutto l’album così come era stato per "Days Of Nothing". La principale differenza comunque rispetto al nostro debut album è che "Oionos" è un lavoro più collettivo, visto che è nato tra home recordings e varie sessions in sala prove. "Days…" invece era un lavoro fatto tutto in casa, prima ancora che ingaggiassimo Jonah e Marco. Pertanto il fatto che abbiano contribuito più "teste" alla realizzazione di "Oionos" è stato il fattore principale della nostra svolta evolutiva.

Rispetto al suo predecessore a mio avviso ha una maggiore propensione a mantenere un valore costante nel tempo, la solidità dei pezzi e la malinconia espressa sono davvero superbe.

Ti ringrazio. La caratteristica di "Oionos" è il fatto che lo si apprezza a lungo andare, più volte lo ascolti, più sei in grado di coglierne le sfumature e di assorbirle. Era proprio questo il tipo di album che volevamo realizzare, e del resto noi stessi amiamo gli album complessi perché sanno scavare più a fondo nelle emozioni dell'ascoltatore.

Quali sono i vostri punti cardine come ascolti, il background generale dal quale volente o nolente siete influenzati?

Abbiamo spesso citato gli Swans e i Neurosis come principali ispiratori di questo ultimo album ma è opportuno ricordate i soliti nomi che hanno fatto grande il gothic doom metal: Paradise Lost, Katatonia, Candlemass. Personalmente amo citare anche personalità esterne al nostro genere come Philip Glass o Angelo Badalamenti, ma dato che la domanda è estesa a tutti i componenti sono sicuro che ci sarebbero altri nomi o gruppi da menzionare.

Il disco è omogeno ma questa sembra essere una carta vincente a suo favore, l'unica traccia che spezza i ritmi è "Chant Of Windows" e poi ci si ritrova dinanzi una cover di Sting, una riproposizione di "Russians", davvero molto bella. Per quale motivo avete puntato proprio su questo brano?

Il nostro album è incentrato sull’idea dell'apocalisse che abbiamo scelto di simbolizzare con l'idea della bomba atomica e dell'esplosione nucleare, soprattutto in brani come "Hope", "She's In The Water" e "Revelation 3.11". Qualcuno si ricorderà che "Russians" venne scritta da Sting durante il periodo della guerra fredda fra Usa e Urss e della minaccia di una guerra nucleare incombente durante quegli anni. Quindi la scelta di "Russians" è dovuta al fatto che le tematiche affrontate in "Oionos" coincidevano in maniera talmente evidente con quelle di "Russians" che era più che logico prenderla in considerazione come cover da inserire nell'album.

Il processo compositivo come si svolge? Chi si occupa della musica e chi dei testi?

Di solito ognuno di noi registra una demo fatta in casa di un'idea o di un riff e se ci piace lo sviluppiamo in sala prove o in casa. Per quanto riguarda i testi solitamente me ne occupo io anche se in quest'ultimo album Marco ha dato il suo contributo in quelli di "Lost Humanity" e di "Oionos" che invece abbiamo scritto insieme.

L'atmosfera che pervade "Oionos" ha quel gusto dolciastro di fine anni Ottanta, seppur la musica del primo periodo gotico fosse molto più legata al death, c'è un legame forte espresso nelle note e nella voce di Marco. Cosa ricordate di quel periodo e quali sono le maggiori differenze che notate fra il panorama musicale odierno e quello della sua prima era?

Io direi che questo nostro album risente piuttosto dell'atmosfera di fine anni Novanta, perché quello è il periodo storico in cui affondiamo le nostre radici musicali. Per quanto riguarda il panorama musicale odierno, direi che la differenza principale sta nel fatto che oggi come oggi per un gruppo agli albori come il nostro è sempre più difficile emergere, le case discografiche e i promoters di concerti puntano più sulle reunion di gruppi storici che sono ormai la copia sbiadita di quello che erano un tempo perché è la soluzione di più facile guadagno. Il panorama musicale di allora era molto più fertile ed innovativo, probabilmente perché allora si vendevano più dischi e perciò i gruppi emergenti avevano la possibilità di crescere e di evolversi fino a diventare innovativi, almeno questo secondo il mio modesto parere.

Ha davvero senso usare ancora il termine gothic? Cos'è per voi? Vi pongo questo quesito perché molto di quello che gira ormai sotto questa etichetta è power con i chitarroni e una donna ben messa, senza che si possa capire che nesso abbiano con il genere in sé.

Per noi queste "etichette" possono significare tutto e nulla. Sono solo termini che vengono usati per identificare determinate caratteristiche di uno stile che può benissimo contaminarsi con altri ancora. A noi quello che più preme è di saper fare buona musica, poi come la si vuole denominare questo è un compito che spetta a voi giornalisti. Comunque se la cosa ti può rassicurare difficilmente introdurremo voci femminili nel nostro gruppo, è un qualcosa che troviamo troppo banale e trendy al giorno d'oggi e non si sposa per nulla con il nostro sound.

Siete passati dalla Candlelight alla Cyclone Empire, come siete approdati alla nuova casa discografica e come sta supportando la promozione del disco?

Siamo passati alla Cyclone Empire perché avevamo bisogno di un'etichetta che credesse e scommettesse su di noi, poiché non eravamo soddisfatti del nostro rapporto con la Candlelight. Fino ad ora siamo molto soddisfatti del lavoro che hanno fatto, direi che se "Oionos" ha finora riscosso dei feedback importanti nell'ambito della critica ciò è dovuto anche al loro ottimo lavoro di promozione.

Il Metal e l'Italia: esiste una scena o siamo ancora con i singoli che spiccano e il resto che lotta per emergere senza nessun aiuto? Clientelismo anche nel Metal?

A mio modo di vedere il clientelismo esiste nel Metal ma non solo a livello italiano, anche a livello europeo. Sarà anche vero che in Italia esiste la realtà che hai definito te perché è innegabile che sia così, ma ti posso dire che anche in altre realtà al di fuori del nostro paese c'è una sorta di "clientelismo" e lo abbiamo constatato durante questi nostri cinque anni d'esperienza, potrei farti degli esempi più efficaci, ma preferisco non andare oltre questo argomento perché non mi va di essere cattivo o velenoso, piuttosto mi piace sottolineare che tutto quello che abbiamo raggiunto finora è semplicemente frutto del nostro lavoro e sacrificio, senza aiutini o spintarelle, e posso dire con orgoglio e onestà che da questo punto di vista siamo un esempio da imitare.

Cosa manca davvero per far diventare la nostra nazione competitiva? (È ormai da circa un ventennio che ce lo domandiamo).

Manca la mentalità. È tutto qui. Il Metal è molto seguito qui in Italia, ma c'è sempre una certa tendenza all’esterofilia ed alla prevenzione verso i gruppi nostrani, e poi un po' di coraggio in più da parte di media, clubs e magazine nel supportare le band emergenti che hanno davvero le carte in regola per diventare il futuro del metal italiano.

Ci sono band nostrane che avreste piacere di consigliare come ascolto?

Sì, tutte quelle band che hanno fatto parlare di una "scena romana" qui nella nostra città e che meritano un supporto ancor più incisivo.

Che responsi avete ottenuto oltre confine? Come è stato accolto "Oionos"?

Credo che in Germania siamo stati accolti molto bene, e questo per noi è stato un gran bel risultato, anche perché la Germania è un paese in cui c'è maggior attenzione e supporto per gruppi come noi. Devo dire che anche in Spagna, Francia e Olanda si è parlato molto bene di noi, ho notato che anche nei paesi scandinavi ci sono stati dei consensi positivi, anche se comunque rimane un pizzico di diffidenza verso di noi, d'altronde per queste nazioni risulta ancora un po' difficile immaginarsi una band italiana che faccia un genere così oscuro e oltranzista come il doom metal ed è ancora ancor più difficile convincerli che anche qua da noi possa esserci una certa predisposizione verso questo genere.

Cosa si prospetta adesso? Progetti per il futuro? Tour?

Diciamo che in questo momento il nostro primo pensiero è di realizzare un tour per questo autunno per la promozione di "Oionos". Stiamo facendo il possibile per realizzare questa nostra volontà, purtroppo non dipende solo da noi, posso solo dirti che stiamo facendo il possibile, anche perché credo sia il modo migliore per far conoscere meglio la nostra musica a chi ancora non ha avuto modo di ascoltarci. In seguito penseremo alla realizzazione di un nuovo album ma la cosa è ancora abbastanza remota.

C'è un'esperienza dal vivo che vi ha colpito e che vorresti rifare assolutamente?

Come tutte le band amiano esibirci davanti a più gente possibile, e quest'emozione l'abbiamo vissuta in Olanda durante il Summer Darkness quando abbiamo fatto da supporto ai Lacuna Coil, e fortunatamente è un'esperienza che ripeteremo molto presto visto che ad agosto parteciperemo al Summer Breeze Open Air festival in Germania, dove troveremo ancor più gente di quanta ne abbiamo trovata in Olanda lo scorso anno.

Che rapporto avete con chi vi segue mediaticamente (socialnetwork) e personalmente presenziando ai vostri concerti?

Abbiamo un rapporto molto aperto con i nostri fans, parliamo e interagiamo con loro senza guardarli dall'alto in basso come se fossimo degli esseri trascendentali, ed è anche giusto che sia così, d’altronde bisogna avere un rispetto "sacro" per tutte le persone che apprezzano la nostra musica perché grazie al loro supporto abbiamo ancora la speranza di credere in quello per la quale stiamo lottando da anni.

Vivere di musica è cosa alquanto complicata, di Metal poi ancor di più. Cosa fanno i The Foreshadowing quando non suonano?

Purtroppo per vivere bisogna lavorare, e ognuno di noi ha una vita lavorativa parallela accanto a quella musicale. Dico purtroppo non perché siamo degli scansafatiche, ma semplicemente perché vorremmo occupare il 100% delle nostre risorse nella musica e questo non è possibile, almeno non adesso, non so per il futuro ma lo vedo molto difficile. Tuttavia non è detto che se un giorno dovessimo arrivare al grande successo questo si riveli poi un bene, spesso chi arriva allo status di band come Metallica o Iron Maiden rischia di perdere gli stimoli compositivi e di snaturare la propria arte, per cui se il prezzo da pagare fosse quello allora preferiremmo restar così come stiamo, poveri e puri di spirito.

Francesco, ringraziandoti per il tempo concessoci, ti lascio nuovamente la parola per un saluto o un messaggio rivolto ai nostri lettori.

Recentemente il Metal ha perso uno dei suoi personaggi più rappresentativi e noi lo volevamo commemorare: Ronnie James Dio R.I.P.

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