THE GREAT OLD ONES

   
Gruppo: The Great Old Ones
Traduzione:  Insanity
 
Formazione:

  • Sébastien Lalanne – Basso
  • Léo Isnard – Batteria
  • Xavier Godart – Chitarra
  • Jeff Grimal – Chitarra, Voce
  • Benjamin Guerry – Chitarra, Voce
 

I The Great Old Ones e il loro "Al Azif" "Al Azif" sono stati fra le sorprese più piacevoli della prima parte di questo 2012, proviamo adesso a entrare in contatto più profondamente con questi musicisti francesi e vediamo cos'hanno da raccontarci.

 


 

Benvenuti su Aristocrazia Webzine. Il vostro è stato un debutto col botto, ve l'aspettavate un'accoglienza così positiva?

Sébastien: Ciao! Non proprio, anche se sentivamo che qualcosa doveva succedere con questo progetto. Siamo davvero soddisfatti di tutto.

Come nascono i The Great Old Ones, chi sono i musicisti che ne fanno parte e quali sono le storie che vi hanno condotto sin qui?

Benjamin Guerry (chitarra-voce) creò il progetto da solo nel 2009. Quando iniziò a scrivere, sentì che la sua musica poteva davvero descrivere l'atmosfera e l'universo dell'opera di Lovecraft. Voleva trasporre il lato sognante e disturbante. Conosceva Jeff Grimal (chitarra-voce) da molti anni. Suonavano in diverse band della scena locale e fecero molte feste insieme. Jeff conosceva Léo Isnard (batteria) e gli propose di unirsi alla band. Poi sentirono Xavier Godart (chitarra) e me, Sébastien Lalanne (basso), nello stesso momento e la formazione era pronta a suonare. Penso che passarono tre mesi da quando Benjamin decise di creare la band prima che le cose iniziassero ad andare bene.

Il maestro di Providence H.P. Lovecraft è l'ispiratore di molti artisti nell'ambito musicale estremo e non. Come vi siete appassionati al suo "mondo" e perché puntare su "Al Azif" come titolo del disco?

Benjamin, Jeff e io abbiamo letto molto di Lovecraft, specialmente quando eravamo adolescenti, ed è uno scrittore che leggiamo anche ora. Descriveva un mondo onirico e terrificante, pieno di segreti ed enigmatico. È un ottimo argomento per la musica. "Al Azif", la prima traccia dell'album, parla del "Necronomicon". Poichè pensiamo sia la canzone più rappresentativa della nostra musica, era ovvio intitolare l'album "Al Azif".

Com'è stato il processo di composizione dell'album? Quali erano le mete che vi eravate prefissati di raggiungere? Riascoltando adesso siete totalmente soddisfatti del risultato ottenuto?

Benjamin ha scritto l'80% del materiale per "Al Azif" prima che incontrasse noi. A quel punto abbiamo solo dovuto scrivere le parti vocali, qualcuna di chitarra e una traccia aggiuntiva. Siamo molto soddisfatti del risultato. Volevamo registrare un album oscuro, complesso e intenso. Pensiamo di aver raggiunto questi obiettivi.

Vi siete rivolti allo stesso produttore degli Year Of No Light e secondo il mio parere è stata una mossa indovinata. Questo aspetto maggiormente ruvido rispetto agli standard delle uscite "post" odierne vi dà una marcia in più. Non sembra anche a voi che questo filone musicale si stia sempre più "incassando", o per meglio dire recintando dietro a soluzioni esecutive e al mixer ormai divenute banali?

Volevamo chiaramente fare cose diverse da un classico album metal. Molti album metal di oggi suonano come un blocco massiccio in faccia per quarantacinque minuti. Supercompressi, superprodotti… Volevamo un sound più organico, volevamo che la nostra musica respirasse, che fosse più dinamica in generale. Per questo abbiamo deciso di lavorare con Cyrille Gachet. E siamo molto soddisfatti del risultato, questo suono funziona con la nostra musica.

La LADLO Productions ha rilasciato il vostro "Al Azif": com'è nato questo rapporto? C'è già un programma per rinnovarlo in futuro?

Abbiamo avuto un contatto con la Antithetic Records (l'altra etichetta dei TGOO, che ha pubblicato l'edizione digipak e pubblicherà quella 2xLP) e stavamo cercando una etichetta europea. Abbiamo contattato la LADLO e Gérald Milani ci ha offerto un ottimo accordo. Gérald è un ragazzo molto appassionato. Lui e la LADLO fanno tutto ciò che possono fare per noi e per la nostra musica. Siamo molto soddisfatti del rapporto che abbiamo con loro e saremmo felici di poter lavorare con loro ancora in futuro.

Quali sono le motivazioni per le quali suonate questa musica? Cosa vi spinge ad addentrarvi in tali territori sia musicali che lirici?

Questo tipo di musica e i testi portano tutto ciò che amiamo: oscurità, violenza, paesaggi sognanti, trance ipnotica…

Qual è il vostro pensiero sulla scena metal odierna? E andando più sullo specificico, parlando di quella francese, quali sono i pregi e i difetti che la rendono ora come ora fra le più prolifiche e qualitativamente migliori?

La scena francese è riconosciuta per la sua originalità. Penso a band come Deathspell Omega, Blut Aus Nord, ma anche Gorod e addirittura Gojira in un modo più mainstream. Purtroppo però i grandi media francesi (tv, radio…) non parlano mai di queste band, anche se, come i Gojira, sei in tour con i Metallica e suoni negli stadi di tutti gli Stati Uniti. Penso sia questa assenza di interesse ed esposizione a motivare le band francesi a eccellere nella propria scena.

L'arte sta divenendo sempre più merce da barattare per due soldi in formato mp3, pdf etc… Quanto ha inciso sul decadimento culturale che si è abbattuto sulle nuove generazioni? Sembrano poter avere tutto a portata di mano, ma al momento di aprire un libro o comprare un disco e dare forma a ciò che desiderano, si annullano. Perché secondo voi?

Penso ci siano lati positivi e negativi in tutto questo, ma onestamente penso che non abbiamo abbastanza esperienza per spiegare questa rivoluzione digitale della culture. Vedremo tra vent'anni.

Com'è nata la vostra passione per la musica? Il primo disco comprato e l'ultimo concerto al quale avete assistito?

Il primo album che ricordo di aver sentito è "Thriller" di Michael Jackson. Il primo album metal è stato "Fear Of The Dark" degli Iron Maiden. Ultimo concerto: Wolves In The Throne Room a Tolosa (Francia).

Quali sono state le reazioni del pubblico quando avete eseguito i pezzi live? C'è un brano dell'album che in quella sede rende di più?

Amo davvero suonare "Jonas" in concerto. Questa canzone è molto pesante e doom. Vogliamo creare un'atmosfera ritualistica, una sorta di trance nel pubblico. Alcune persone dicono che funzioni.

Ci sono date programmate? Avremo la possibilità di ascoltarvi suonare dal vivo qui in Italia?

Stiamo prenotando concerti in Francia ed Europa per la fine dell'anno. Prenotateci (thegreatoldonesband[at]gmail.com)! Speriamo di poter suonare in Italia l'anno prossimo, se non quest'anno.

Cinque motivi per i quali è giusto conoscere un disco come "Al Azif"?

Non cinque, solo uno: perché ce l'abbiamo messa tutta per fare un buon album personale.

Vivere di sola musica è sempre più un'utopia, a meno che non si parli di una ristrettissima cerchia di eletti. Chi sono i The Great Old Ones al di fuori della dimensione band? Lavoro, hobby, insomma vita quotidiana…

Siamo gente normale che fa cose normali, ma suona musica diversa.

E con questa si chiude il sipario…Vi giro un'ultima volta la parola per un saluto o un messaggio diretto ai nostri lettori.

Grazie delle domande! Speriamo di vederci in Italia!

Facebook Comments