THE THORN

THE THORN

Abbiamo il piacere di parlare un po’ con i “The Thorn”. Salve ragazzi, come va? I nostri lettori sono curiosi di conoscere qualcosa nei vostri riguardi, presentiamo la band.
Grazie per l’accoglienza, siamo i “The Thorn” da Plock, Polonia. Suoniamo dal 1992 (come Cranthorpe , Thorpe e finalemente The Thorn). Ma tutti i dettagli li potete trovare su www.thorn.w.interia.pl (con la speranza che possiate visitare il nostro sito ahahahah) . In questo periodo ci siamo presi delle vacanze ma il clima in questa estate fa veramente schifo, speriamo solo che nella vostra bellissima Italia vada un po’ meglio.
Il vostro “Hermitage Of Non-Divine” ha richiesto molto tempo nella sua lavorazione, come mai?
Il motivo principale sono sempre i soldi. Registrare, mixare ed altre cose del genere sono abbastanza costose quando non hai nessuno che ti possa supportare finanziariamente oppure ci vuole sempre del tempo per riuscire ad unire i fondi necessari. Inoltre nel mezzo delle registrazioni di “Heritage” la band ha dovuto cambiare cantante, quindi abbiamo dovuto cambiare delle linee vocali, arrangiamenti, testi, ri-registrarli, mixarli e cose del genere. Ci ha preso del tempo e poi abbiamo avuto un altro problema nel pubblicare l’album. Fortunatamente Luckily Robert Legowik e la sua Psycho Records ha deciso di prendere il lavoro tra le proprie mani e per pubblicarlo così come potete ascoltarlo.

L’album è molto vario, e sono molte le influenze che vi si possono riscontrare; quali sono le band che vi hanno formato artisticamente e professionalmente?

  Giusto, molta gente ritiene che sia difficile etichettare la nostra musica, e la tua opinione sembra confermare la regola. Penso che le nostre influenze rimangano nascoste in una certa maniera. Cioè puoi ascoltare sonorità familiari ad altri gruppi ma di solito proviamo a suonare leggermente in maniera differente rispetto gli altri. Alcuni ovviamente ci odiano per questo ahahahah ma questa è una specie di evoluzione a mio parere, non siamo poi così giovani… Riguardo i nomi dei gruppi – beh, ci piacciono tutte le stronzate da metallari come Slayer, Megadeth , Kreator e tutti i classici ma ci sono anche alcune band più nuove come gli Opeth o i Tool per esempio – che portano qualcosa di totalmente nuovo ed ambizioso. Probabilmente apprezziamo tutta la buona musica ma il vecchio culone da metallaro non lo ammetterà mai in maniera chiara ahahaha.

Come descrivereste il vostro sound visto che non è facile descriverlo con un solo termine?

 Speravo lo sapessi… mai soddisfacente ahahaha. Seriamente, non ne ho idea. Se volessi dire thrash forse sarei al punto più vicino possibile per descriverlo ma attualmente non se sono così sicuro… Qualcuno ha detto che suoniamo progressive death/thrash mentre qualcun altro ha detto “questo è solo metal”… quindi diciamo solo metal – è questo che suoniamo.

Il vostro album contiene dei passaggi da brivido come in “Silent” oppure nella conclusiva “Paradise(United States of Arrogance)”. Come si è sviluppato il lavoro in studio? Siete soddisfatti delle scelte prese e del risultato finale?
 Entrambe le canzoni menzionate contengono delle chiare parti melodiche di chitarra acustica (delle cazzate per le ragazze, lo sai) ma la canzone Paradise (U.S.A.) – (Silent was written for “Hermitage…” album) è presa dall’album “Somewhere” del 1996 ed è una sorta di rifacimento con l’aggiunta di una parte finale aggressiva. Non posso dirvi come sembrava il lavoro iniziale perché non ero ancora presente prima delle registrazioni delle parti vocali. Probabilmente erano fatte alla stessa maniera – batteria, birra, basso, birra, chitarra, birra ecc. ahahhaha. Il risultato finale è sempre più affascinante a fine lavoro e sempre meno dopo un po’, credo. Il suono non è eccezionale, lo sappiamo bene, ci sono delle parti dove abbiamo cagato dei riff, delle parti vocali ma la fase di registrazione è stato decisamente troppo veloce ed alla fine ci importa molto di meno

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Chi si preoccupa delle musica e chi lavora sui testi delle canzoni, e di cosa parlano?

 Il compositore principale della musica è Mac. Lui ha delle idee, compone dei riff e poi li propone alla band e lavoriamo su quella base. Ma la parte più importante è la sezione ritmica e quella dipenda da Zalo. E’ un batterista incredibile ed ha una grande influenza sul sound dei The Thorn. Śmigacz e Marian sono molto talentuosi ed hanno esperienza come musicisti come si può sentire su CD quindi diciamo che i The Thorn compongono musica insieme. I testi di “Hermitage…” sono stati fatti parzialmente da me e Mac. Sono in un certo modo astratti e penso che in general parlino della vita spirituale, dei pensieri e dei ripensamenti delle persone, delle paure e delle ossessioni e cose simili. Nel nostro nuovo EP “The First Step to Insanity” i testi sono stati composti solo da me – e già il titolo mostra che i testi delle canzoni sono molto forti così potete già immaginare che cosa ne pensi a riguardo…

Trovo un particolare interesse per le band che provengono dalla Polonia, sembra che l’underground e l’intera scena vivano come mai prima d’ora, cosa vi spinge come musicisti a creare musica?

 Ci piace e basta – non so dare nessun’altra spiegazione a riguardo. Dopo tutti questi anni rimaniamo ancora appassionati nei confronti della musica. I risultati oppure il genere non sono così importanti. Se ti piace lo fai, altrimenti non puoi suonare sotto la stessa label per 17 anni di fila – in nessun modo…

Siete in tour adesso? Cosa ci volete dire delle vostre esibizioni e quale ricordate con maggior piacere?

 Non ci sono tour in senso stretto nel mondo dei The Thorn. Suoniamo giusto occasionalmente, la maggior parte delle volte con i nostri amici metallari. L’ultimo che ricordiamo con una certa soddisfazione è la data nella nostra città natale, dove l’ambiente musicale non ci piace molto. E l’abbiamo fatta dannatamente bene, lasciando il pubblico senza parole – noi siamo i The Thorn, suoniamo merda pesante e veniamo da qui!

Vi vedremo mai in Italia?

 Si, certamente – è abbastanza invitarci, pagarci i biglietti e siamo pronti per venire ahahaha. Ad essere onesti – al momento è veramente impossibile. Ma mai dire mai…

A questo punto, siamo giunti alla fine dell’intervista, volete dire una parola per ringraziare i nostri lettori.

 Grazie per l’interessamento ragazzi, veniteci a trovare sul nostro sito o sul nostro myspace e vi auguriamo il meglio per tutti i fans italiani.

Kris Cichocki – The Thorn

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