TOWARDS GLOBAL HOLOCAUST

TOWARDS GLOBAL HOLOCAUST Ci fa oggi compagnia la band dei Toward Global Holocaust, benvenuti, come va? Iniziamo nel presentare la formazione e parlare un po’ della vostra storia.

Blaash – E’ un po’ complicato, ma per riassumere: RF e io abbiamo iniziato nel 1996 nel tentativo di sommare delle idee nello stile death metal d’assalto basate su certi ideali non-proprio-felici, abbiamo fatto dei progressi e siamo uscito con una tape di prove nel 1997 ma per varie cause ci siamo divisi e siamo finiti in parti diverse del mondo.
Intorno al 2008 siamo stati costretti a riformarci dalla nostra tendenza all’annichilimento e ora stiamo andando avanti, supportati da lavori migliori e dalla crescente amarezza.

RF – Formati nel 1996 a Houston in Texas. Sciolti nel 1997 o circa. Riformati nel 2008 e occupati da allora nel comporre e registrare. Abbiamo fatto progessi negli ultimi anni!

Il vostro è un black/death ben orchestrato, quali sono le formazioni che vi hanno influenzato e quali ritenete valide al giorno d’oggi?

Blaash – Non citerei nessuna singola band che ci abbia influenzato, sono molto limitato come batterista, quindi non sentirai niente di quello che i batteristi dei Behemoth o dei Marduk sanno fare, potrei dire che sono influenzato un po’ dai NIDEN 187, oggi nella scena ci sono un sacco di band eccellenti e non eccellenti; dipende un po’ da cosa cerchi.


RF – Le persone possono capire le nostre influenze dopo un paio di ascolti. I miei album preferiti per ora sono: Toorn “Galgenberg” e Inquisition “Nefarious Dismal Orations”.
Ho avuto il piacere di avere fra le mani e poter parlare del vostro lavoro “Ever Onwards…”, un disco molto interessante con spunti validi e che denota personalità, com’è nato? da quale voglia è scatenato il tutto?

Blaash – Grazie per il riscontro positivo.. noi avevamo due canzoni “Issuing Forth” e “Burning The Ashes” rimaste dalle prove dell’epoca 1996-7, RF ha messo tutto insieme a quanto composto nel 2008, infatti lui è il principale omicida all’interno di questo assalto sonoro conosciuto come TGH – lui si interessa delle chitarre, del basso, della struttura delle canzoni e degli effetti, penso che tu voglia dire che abbiamo una certa personalità come band, noi cerchiamo di dare un certo suono ai pezzi.. ad esempio aggiungiamo degli effetti, dei pezzi lenti e melanconici, riff di chitarra thrash metal sputati dall’inferno, e certe volte tritio incontrollato con voci, come vengono fuori? Normalmente RF lavora sulle chitarre, le fa uscire dalla furnace e le passa a me, a quel punto io provo a fare qualcosa con la batteria, vivere 200 km l’uno dall’altro crea un po’ di problemi, ma non così terribili oggigiorno.

RF – Metà del materiale era del periodo 1996-1997 ed è stato sufficienti ri-lavorarlo e terminarlo. Nel 2008 abbiamo fatto altre due canzoni e un outro. Le cose sono andate in ordine cronologico nel modo con cui le abbiamo scritte. E’ un lavoro concettuale e secondo me alla fine è andato come doveva andare. Comunque il suono finale e il modo con cui abbiamo suonato non è stato proprio come ci immaginavamo. Ma penso che ci vada bene. E’ un buon punto di partenza e sento che stiamo migliorando sempre di più.

L’ep è incentrato su una tematica definibile apocalittica, quale visione del futuro avete e quali possibilità abbiamo di dare un cambio di rotta deciso alla strada percorsa sinora?

Blaash – Perché dovremmo evitare l’apocalisse? Penso che sarebbe stupido dire che sto lavorando allo sterminio totale quando tutto quello che faccio è starmene sdraiato a bere birra e suonare male la batteria, non sono nell’ordine di idee di salvare i miei vicini. Infatti le persone intorno a me, uomini e donne, mi annoiano; e ho adottato l’idea irrealistica di sterminare tutti per avere un po’ di pace.

RF – Il punto è che noi non evitiamo di arrivare all’apocalisse, al contrario cerchiamo la distruzione di tutte le forme di vita attraverso il fuoco.

Come nasce un brano dei Toward? Avete dei ruoli ben precisi in ambito di scrittura/composizione di liriche e musica?

Blaash – RF è il compositore. I testi ce li scambiamo, anche se i temi principali vertono sempre su campagne militari con enormi bombe incendiarie e distruzione del mondo da parte di pregiudizi con l’aggiunta di un possibile olocausto nucleare o l’uso di fuoco e suoi derivati.

RF – Ho delle idee per dei riff, oppure il mio collega spara un titolo e io scrivo il testo. Di solito ho un’idea generale e inizio a registrare. Ciò che non torna lo cancello e riparto. La maggior parte della musica la scrivo alle 3-4 di mattina. Quindi ho dei problemi a ricordarmi poi cosa avevo suonato. Quindi ho iniziato a registrare delle tracce base di giri armonici con la chitarra. E poi aggiungiamo elementi alla canzone piano piano. Ognuno scrive i suoi testi e li canta. E’ un processo laborioso, ma non siamo capaci di scrivere e suonare nel modo tradizionale.

Una delle cose che ho apprezzato oltre chiaramente la vostra musica è l’artwork del vostro lavoro molto semplice ma alquanto significativo, quant’è importante per voi che la rappresentazione grafica sia affine a quella sonora?

Blaash – sì, è importante e tentiamo di mantenere tutto semplice. Lo split CDr che abbiamo fatto con i Christ Dismembered è un po’ complicato, e so che RF non è contento del risultato, l’ho fatto io il lay-out e ho tentato di fare del mio meglio con le mie scarse abilità. Il full length (che per noi dovrebbe chiamarsi “Feuersturm”) ha già l’artwork pronto e sono felice di dire che abbiamo seguito il metodo semplice – RF l’ha completato.

RF – Sì, l’artwork “a diritto” ha funzionato. Visto che i Towards Global Holocaust sono un gruppo fatto col cuore, è importante che ogni cosa sia legato a questo modo di fare, molto semplice e diretto. Non sono felice di “Upon Firmaments Of Sacrilege And Genocide”, ma era uno split e non mi piace dover dire agli altri come si devono fare le cose. Se lo faremo uscire di nuovo tenterò di tutto per avere un layout e un artwork migliori. Tutte le future uscite dei Towards Global Holocaust dovranno raggiungere degli standard qualitative indicate dal Ministero della Propaganda dello Stato dell’Olocausto.

Siete già all’opera per creare il full? Potete dare qualche anticipazione? Ci saranno novità?

Blaash – Sì, stiamo lavorando a ”Feuersturm”, sarà sullo stile di “Ever Onwards” con una migliore precisione di esecuzione, anche se non posso garantire per le batterie.


RF – Sì, stiamo registrando “Feuersturm”. Abbiamo sei canzoni fatte e tre da finire. Penso di avere chitarre e batterie pronte per metà gennaio. Dovremmo avere pronto tutto per Febbraio in modo da poter uscire per metà Febbraio o primi di Marzo. Le canzoni suonano come il nostro standard, ma con più precisione nel songwriting e nei suoni.
Cosa c’è nella vostra vita oltre i Towards? Avete altri progetti, band o interessi legati al campo musicale?

Blaash – Io mi interesso alla mutilazione di pelli/batteria per i BAHIMIRON e lavoro alla Wheresmyskin zine.

RF – A parte i TGH, lavoro agli Ever Adrift e ad altri due progetti senza nome. Ho anche un progetto dei vecchi tempi, Eternal Ice Storms, che potrei resuscitare, sempre che mi ricordi come suonare i vecchi pezzi e come si faceva a comporne altri nello stesso stile. Ho anche delle nozioni per scrivere musica da camera e altra strana roba ambient. Quando non lavoro il mio interesse principale è la musica. Nel futuro ho intenzione di riprendere a dipingere e scolpire.

Cos’è l’underground per voi? E a cosa è dovuta tutta questa voglia di rimanervi dentro? Cosa c’è da cambiare in questo mondo del metal che non va?

Blaash – So poco del cosiddetto underground. Se trovo materiale che mi piaccia, sia un demo di 20 copie o il nuovo Gorgorth (senza Gaahl), se mi piace va bene. Altrimenti, no; trovi merda in ogni genere e il metal estremo non fa differenza. A causa d’internet e del modo facile di ottenere informazioni, l’‘underground’ non esiste più nella sua forma originale; non hai più bisogno di scambiare cassette che ci mettono giorni, settimane o mesi a arrivare. Ora scarichi tutti gli UberKult demo che vuoi e avere lo stesso orgoglio del tipo che ha speso anni col tape trading a farsi la collezione di TDK 90 che ora nemmeno può riascoltare perché si sono sciolte a stare al sole per troppo tempo.


RF – Il metal ha bisogno di musicisti che stiano attenti sia a innovare che a mantenere le radici del passato. Non ho una vera opinione della scena underground. Dico che le vere band metal sono underground semplicemente perché non riescono a vendere abbastanza cd per essere conosciute.
Situazione live, i Towards Global Holocaust hanno intenzione di andare on stage o preferiscono evitarli?

Blaash – Sì, ci piacerebbe, ma ci vorrebbero altri due membri come session.


RF – Speriamo di suonare a dei festival nel 2010. Visto che siamo solo in due dobbiamo pensare a come fare. Io sono riluttante a chiamare altri a suonare solo per i live. Ma se non ce la facciamo solo in due dovremo cercare altra gente, almeno altre due persone. Altrimenti alcune canzoni dovranno essere semplificate per essere suonate live in due.
Che rapporto avete con chi vi segue tramite i socialnetwork di cui fate parte come ad esempio Myspace?

Blaash – Non mi piace myspace o i social networks, sembra solo che di questi tempi sia necessario usarlo per farsi vedere.

RF – Abbiamo una pagina myspace ma non ha molta attività. Stiamo costruendo un sito per la nostra etichetta: Scattered to the Winds. Dopo che avremo registrato Feuersturm pagheremo una agenzia di PR per attirare l’attenzione sull’album. Vedo queste cose come un male necessario dei nostri tempi.

Vi ringrazio per il tempo dedicatoci lascio a voi chiudere come meglio credete:

Blaash – Grazie per l’intervista- avanti verso l’olocausto nucleare.

RF – Genocidio in tutto il mondo!

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