Tra fango e grugniti noise: un’intervista con I Maiali

Gruppo:I Maiali
Formazione:

  • Francesco Foschini – Voce
  • Matteo Grigioni – Basso
  • Daniele Ticconi – Chitarra
  • Angelo Del Rosso – Batteria



«Buongiorno Maiali»: ho sempre sognato di iniziare una conversazione così, lo ammetto. Proprio a questo proposito, oggi abbiamo l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con uno dei più interessanti nomi emergenti degli ambienti noise-hardcore in Italia: I Maiali. Il quartetto ha debuttato su Overdub Recordings con Cvlto.


Innanzitutto, buongiorno Maiali, benvenuti su Aristocrazia Webzine. Inizierei con una domanda semplice per presentarvi al nostro pubblico. Come e perché nasce il progetto I Maiali?

Il progetto I Maiali nasce nell’autunno del 2016 con l’intenzione di creare scompiglio nella scena italiana, che si avviava a diventare sempre più incline a sonorità buoniste e banali. Ci siamo incontrati tutti e quattro quasi per caso durante i vari cambi di formazione e la continua ricerca di musicisti, tra annunci su internet e la vita reale, fino a rimanere stabili con i quattro elementi che ora compongono la nostra band.

Complimenti per la scelta di Coito Negato per la creazione della veste grafica del vostro allevamento-mattatoio-tempio. Come siete entrati in contatto, quali sono state le idee alla base della parte visiva?

La bravura di Coito Negato è sotto gli occhi di chiunque nell’etere e una volta presa coscienza della direzione che stava prendendo il nostro progetto, la volontà di contattarlo per affidargli le nostre grafiche è venuta naturale. Si è dimostrato una persona umile e un artista con la sensibilità giusta per comprendere con semplicità cosa volevamo, per poi renderlo alla perfezione in linea col suo stile. La nostra idea era di mettere subito in chiaro le nostre intenzioni, a prima vista, usando un immaginario forte e di impatto, ma anche pieno di simbolismi da poter ricondurre a noi e al nostro Cvlto, come ogni religione e ogni rituale che si rispetti. Coito Negato è riuscito a trasformare tutte queste nostre idee grezze in realtà e nel modo migliore che potessimo immaginare e lo ringraziamo ancora una volta per questo.

Nonostante il marciume e il fango che sembrano coprire la vostra musica a un primo approccio, Cvlto è in realtà un disco a suo modo quasi orecchiabile. Come siete riusciti a tenere insieme queste cose?

Tutta la composizione dell’album è stata diretta e di istinto; tutto è partito dal nostro stomaco ed è stato messo in musica, un parto naturale e veloce. Sicuramente i nostri ascolti eterogenei hanno fatto in modo che le varie influenze, da quelle più estreme a quelle più orecchiabili, si unissero in quello che è il risultato finale. Non abbiamo pensato a fare un ritornello catchy o una strofa distruttiva, ci siamo solo immersi nelle nostre idee e nelle ispirazioni.

Sul versante contenuti, ci ho letto tanta critica della spettacolarizzazione della violenza e della sofferenza, di fronte all’elevazione a culto (per l’appunto) della parte più ributtante del nostro essere. È una lettura che condividete? Ci sono altri aspetti particolari che avete voluto affrontare nel vostro primo lavoro?

I temi trattati sono diversi e controversi, le chiavi di lettura sono molteplici e dipende sempre dal background e dalle esperienze dell’ascoltatore quale di queste arrivi per prima. Sicuramente c’è una critica alla società, agli stereotipi che questa crea e alla demonizzazione di ciò che per loro è sbagliato. C’è uno sguardo di insieme a ciò che ci viene mostrato come entità divina, una lotta interiore tra l’Io e la sottomissione a qualcosa di superiore che ci viene dettato e imposto da entità di dubbia etica e morale. Infine, c’è l’eterna lotta con se stessi, la consapevolezza della forza intellettuale che un essere umano può avere e il modo ignobile nel quale viene usata. Ci piace provocare e creare emozioni contrastanti nell’ascoltatore, nei testi come anche nella musica.

Possiamo dire che I Maiali sono diventati parte del sottobosco dello schifo che sta prendendo forma negli abissi della musica italiana? Mi vengono in mente personaggi come Hate & Merda e OvO su tutti. Ci sono rapporti di collaborazione o comunque di confronto creativo con altri progetti simili?

Sicuramente stiamo lavorando duramente affinché I Maiali entrino a far parte a pieno titolo di questa scena così florida e che si sta espandendo ogni anno di più, grazie a entità come quelle da te nominate. Al momento i contatti sono stati pochi, però siamo sicuri che continuando a portare il nostro rituale in giro per l’Italia ci sarà modo di conoscere più a fondo il resto dell’abisso e magari di collaborare con esso.

Eccoci alla canonica domanda da webzine. Dopo aver reso pubblico il vostro Cvlto, quali sono i vostri prossimi piani, se ne avete? Qualche concerto, festival o evento da segnalare a chi segue Aristocrazia?

I Maiali è un progetto in continua evoluzione che si sta muovendo sia a livello musicale, continuando a comporre e a creare nuove liturgie che speriamo possiate ascoltare in futuro, sia a livello di immagine e merchandising. Molte cose stanno bollendo in pentola e con l’arrivo dell’autunno le sveleremo sui nostri social (pagina ufficiale Facebook e @imaialiband su Instagram) per poi portarle ai nostri prossimi concerti, che verranno annunciati nello stesso periodo.

Grazie ancora del vostro tempo, speriamo di sentire presto il vostro odore e la vostra musica. Usate pure quest’ultimo spazio per un consiglio extra-musicale: una lettura, una serie, un film, qualcosa che ha contribuito alla nascita de I Maiali.

Il nostro immaginario attinge e si ispira molto a tutta l’arte che ci circonda, dal cinema alla letteratura, quindi nominare un solo elemento potrebbe risultare difficile e riduttivo, ma a tal proposito abbiamo una curiosità da raccontare. Il riff iniziale di “INRI” prende ispirazione dalla colonna sonora de Lo Squalo, film del 1975 diretto da Steven Spielberg, che consigliamo di vedere e ascoltare a chi voglia ampliare la propria cultura cinematografica.

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