TYRAEL | Aristocrazia Webzine

TYRAEL

Informazioni
Autore: Mourning
Traduzione: Insanity

Formazione
Joschka Prangenberg – Voce
Sven Urbansky – Chitarra
Holger Reinermann – Basso
Fabian Haas – Chitarra
Mario Althapp – Batteria

Oggi abbiamo i Tyrael qui con noi, benvenuti su Aristocrazia Webzine, siamo ancora in periodo di feste, come state?

Holger: Ciao Aristocrazia, stiamo alla grande, grazie mille! Dopo aver pubblicato il nostro primo album a gennaio 2010, stiamo scrivendo nuove canzoni.

Raccontateci qualcosa di voi, diamo qualche informazione sulla band ai nostri lettori.

Joschka: Se i boschi sono la vostra casa, gli schemi umani non sono di grande interesse. Evitiamo effetti di scarsa qualità e sentieri già battuti – solo pochi trovano la propria strada nei boschi. Nel 2000, la band che io e John fondammo fu completata con Sven e Thomas e si chiamò Tyrael. Thomas lasciò la band nel 2002, ma Holger lo sostituì nello stesso anno. Negli anni successivi, nacquero le tracce di debutto della band. John si perse nel suo mondo interiore nel 2006. A quel tempo decidemmo di pubblicare il nostro demo live “Raw Live Mementos” per assicurarci che le nostre canzoni non andassero perse. Durante la lunga ricerca per un successore meritevole, Fabian si spostò sulle chitarre, così che io potessi concentrarmi sulle mie urla e la mia voce. Alla fine, nel 2008 incontrammo Mario, che diventò il nuovo batterista. Con questa line-up i Tyrael pubblicarono “Der Wald Ist Mein Zuhause”, e scrissero cinque nuove canzoni e ancora lo fanno.

La band è nata un decennio fa, quali sono le ragioni che vi hanno portato a posticipare il vostro debutto fino ad ora?

Sven: Scrivere canzoni richiede tempo, per noi è un lavoro meticoloso. Nel 2006 alla fine ci eravamo decisi a pubblicare il nostro debutto, ma sfortunatamente il nostro batterista ci abbandonò. Per cui abbiamo passato molto tempo per cercare il nuovo batterista e per insegnare a Mario e Fabian come suonare le canzoni.

Com’è stata la creazione di “Der Wald Ist Mein Zuhause”?

Sven: Anche dopo dieci anni in una band, registrare il nostro primo album è stato un battesimo del fuoco. Abbiamo avuto un’infinità di discussioni per alcuni dettagli delle canzoni, ma è stato un processo molto interessante perchè abbiamo capito ancora di più le intenzioni degli altri membri con la band.

Come descrivereste il vostro primo lavoro?

Sven: Considerando che la maggior parte della band era nello studio per la prima volta, “Der Wald Ist Mein Zuhause” è andato bene. Non sono del tutto soddisfatto delle chitarre perchè peccano in potenza. Penso che avrmemo dovuto fare più tracce di chitarra in effetti. Ma dopotutto è un album diverso e potente con voci e batteria possenti. Non annoia mai e lascia che l’ascoltatore scopra sempre nuovi dettagli. Sui testi di per sè hanno detto spesso che sono standard, banali o addirittura ridicoli, ma Joschka dona loro una forma evocativa ed aggressiva.

L’album ha alcune ottime tracce (“Der Jaeger” e “Wo Sind Die Meinen?” tra le altre), ha alti e bassi ma mostra che siete forti. Quali sono le canzoni che meglio vi rappresentano o che suonano meglio live?

Sven: Il pubblico di solito apprezza molto “Der Jaeger”. Ma per noi “Sonnige Tage” è più divertente. Ha riff molto intensi. Ovviamente ognuno di noi ha la sua canzone preferita, la mia è “Gedankenfluss”. Mi piace per la sua struttura maniacale e per i testi, penso che sia una canzone d’amore autodistruttiva.

In generale avete fatto un buon lavoro, devo dire che Joschka e Mario sembrano essere sempre un passo avanti ma mantenete comunque la vostra coesione; com’è la vita nella band?

Mario: Non penso che io o Joschka siamo avanti agli altri. Siamo tutti sullo stesso livello ed ogni strumento è vitale per la nostra musica. Non c’è nessuno nella band che sia ad un altro livello. Funzioniamo abbastanza bene insieme Parliamo molto delle nostre decisioni e penso che bilanciamo sempre tutto.

Holger: È importante precisare che le tracce di chitarra e basso, come la voce e la batteria, sono state scelte liberamente. Vero, molte band hanno un approccio più tecnico, o fanno più scena, ma spesso ciò diventa più una distrazione dalla canzone. Penso che il modo in cui suoniamo supporti bene le nostre canzoni ed aiuti a trasmettere la loro potenza.

E com’è la vita all’esterno di essa?

Sven: Joschka ed io abbiamo lavori normali, lui lavora in un vivaio ed io sono un ingegnere chimico. Holger studia economia e Fabian ingegneria meccanica. Il più giovane, Mario, va ancora a scuola. Alcuni nostri hobby sono comuni, come la natura o le feste, altri variano. Siamo contenti di non avere nessun fanatico nella band.

Come date vita alle vostre canzoni? Da cosa prendete ispirazione?

Joschka: Penso che scrivere buona musica e bei testi sia il prodotto di molti scarti nella vita di un musicista. Il dolore di doversi confrontare con la delusione emoziona tutti e porta materiale emozionante. Solo questo connette la musica all’ascoltatore, e gli permette di immergersi in essa.

Chi scrive la musica? E i testi?

Holger: La maggior parte dei testi sono stati scritti da John, il nostro ex batterista, “To Isengard”, “Throne Of God” e “Erlkoenig” sono interpretazioni suggerite e modificate da Sven. Per le canzoni nuove, Joschka scrive la maggior parte dei testi. Siamo tutti coinvolti nel songwriting. La maggior parte delle canzoni contengono idee da almeno tre membri. Le parti di batteria sono quasi completamente opera di John comunque, fino a che uno di noi ha avuto un’idea speciale. Mario ha scritto buona parte delle tracce di batteria da “Sonnige Tage”. Le chitarre di alcune vecchie canzoni come “Gebrochenes Eis”, “Der Jaeger” e “Gedankenfluss” sono opera di Joschka e “To Isengard” di Sven. A volte Joschka o Sven hanno avuto idee per il basso, ma di solito me ne occupo io. Anche alcune idee per la chitarra sono arrivate da John o me, e ho scritto anche alcune delle nuove canzoni. Fabian ha fatto la melodia di chitarra alla fine di “Throne Of God” ed ha anche buone idee per le nuove canzoni.

Cosa dice la gente del vostro album? Come lo state promuovendo?

Mario: Ci sono persone a cui piace ed altre no, è normale. Abbiamo inviato l’album a riviste, le recensioni sono abbastanza varie. Alcune sono molto entusiaste, altre non proprio belle. Sven organizza la maggior parte della distribuzione e grazie a lui abbiamo il nostro album in alcuni negozi. Ma è disponibile anche su internet, ad esempio Amazon o iTunes.

Quali sono i principali problemi del muoversi nella scena underground?

Sven: Una comunità abbastaza grande da riuscire a muoversi da sola non può essere creata facilmente. Arrivare al pubblico ed informare i nostri fan sui Tyrael è come camminare su una corda, c’è sempre il rischio di essere considerati spammer. Il successo della promozione dipende anche dalle abilità di marketing e senza un supporto professionale da un’agenzia non c’è molto progresso. D’altro canto, non siamo sicuri di avere i requisiti per un contratto con un’etichetta, anche perchè non abbiamo mai avuto l’occasione di guadagnare esperienza nel confrontare diversi contratti.

Joschka: Oltretutto, ci sono pochi posti in cui le band possano suonare oggi. Oltre a questo, un giorno avrai suonato in tutti i posti della tua regione, se non vai oltre. Specialmente provando le stesse canzoni anno dopo anno senza avere la possibilità di fare un concerto è stata dura. Abbiamo avuto quell’esperienza quando abbiamo cercato il nuovo batterista e insegnato le canzoni a Fabian.


Come diffondete la vostra musica? Quanto è importante essere nei social network o nei media?

Sven: La nostra promozione di solito avviene via Internet usando community come Myspace, Reverbnation (che attualmente sono i nostri principali) e così via. Penso che la maggior parte delle band underground non avrebbe possibilità di promuoversi senza Internet. È il modo più veloce e facile per contattare riviste, mailorder e nuovi fan. Stiamo molto attenti a non cadere nello spam, preferiamo diffondere semplicemente la nostra presenza su più siti possibile nel caso qualcuno voglia provare la nostra musica. Attualmente gestiamo 48 pagine e profili e la nostra musica è disponibile in più di 45 negozi di mp3 e mailorder. Abbiamo anche dei negozi di merchandise, che potete vedere su www.Tyrael.net. Collaboriamo con thepainfucktory.com in Perù, ed abbiamo avuto buone esperienze finora. Ci hanno aiutato molto ad avere le nostre canzoni sulle radio su internet.

La scena tedesca ci ha sempre dato musica di qualità ed un gran numero di band anno dopo anno, cosa ne pensate?

Holger: È vero, ci sono molte buone band tedesche. Ma penso che abbiano creato nuovi stili o che ne abbiano presi alcuni già esistenti e li abbiano portati ad un altro livello. I metallari in genere non mi sembrano aperti alle novità, ma a volte ho l’impressione che i tedeschi siano fissati su questo. È come se fosse figo essere innovativi. È davvero ridicolo.

E cosa pensate della scena mondiale? C’è qualcosa che non vi piace del mondo del Metal moderno?

Sven: Ci sono molte band nel mondo. Ci sembra che ci siano poche differenze tra nazioni, probabilmente a causa di Internet. Penso che sia abbastanza buono, perchè non accettiamo nessun nazionalismo nella musica. Comunque, ci sono alcune band NSBM che fanno un buon lavoro. Per noi la musica viene prima, ma evitiamo assolutamente i razzisti. Personalmente, è difficile accettare l’ascesa dell’emo e del metalcore. Non sopporto le clean vocals, non sono per niente vicino a musica completamente sterile o troppo tecnica.

Cos’è il Metal per voi?

Holger: Lo so, molte persone direbbero qualcosa come essere un ribelle e cose simili. Ma non mi serve la musica per questo. In più, ho visto molte persone che cercavano di mostrarsi ribelli finiti a vestire una sorta di “uniforme metallara”. Per me la musica in generale serve ad esprimere emozione, e il metal esprime una parte specifica delle emozioni che tutti noi abbiamo.

Sven: Per me il Metal è la più alta forma di musica. Nessun’altro genere combina il meglio di diversi periodi classici, Rock e avanguardia in una musica così coinvolgente.

Farete qualche concerto? Avete qualche data da ricordare ai nostri lettori?

Sven: Nel 2011 abbiamo lavorato alle nostre nuove canzoni e Holger è stato in Polonia da settembre a febbraio ma da gennaio 2012 abbiamo schedulato qualche concerto nella nostra zona, e stiamo pianificando altre date.

Vi vedremo qui in Italia?

Sven: Fare concerti fuori dalla Germania sarebbe figo, ma dipende tutto dai soldi. Non possiamo proprio permetterci il viaggio e l’albergo. Certo, se qualcuno ci rimborsasse potremmo provare a fissare una data. Sfortunatamente nessuno ci ha offerto niente di simile finora. Chissà, forse qualcuno lo farà?

Grazie per il tempo passato con noi, potete lasciare un ultimo messaggio ai nostri lettori.

Joschka: Divertitevi con la nostra musica e date un occhio alle nostre pagine per mettervi in contatto con noi.