VERATRUM (2012)

VERATRUM (2012)

   
Gruppo: Veratrum
 
Formazione:

  • Marchosias – Basso
  • Sabnok – Batteria
  • Caim – Chitarra
  • Haiwas – Voce e Chitarra
 

Il demo "Sangue" era stato una gustosa anteprima circa le abilità in possesso dei Veratrum e ciò aveva caricato di aspettative la critica e i fan. Spesso si può rimanere delusi in tali circostanze, ma ciò non è accaduto con i Bergamaschi, che hanno rilasciato un disco di spessore assoluto, confermando quanto di buono era stato detto da Bosj nel maggio del 2011. "Sentieri Dimenticati" è un album di death metal multi-sfaccettato, curatissimo ma ricco di cuore.


 

Partiamo da qui ragazzi: come è possibile che una bomba come "Sentieri Dimenticati" non abbia alle spalle una etichetta discografica a supportarlo? Non avete ricevuto offerte adeguate oppure l'autoproduzione è stata una scelta consapevole e voluta sin dal principio?

Caim: Entrambe le cose. Vorremmo trovare un'etichetta che ci proponga un lavoro serio e una collaborazione duratura e fino ad adesso non abbiamo ricevuto nessuna offerta del genere, non vogliamo essere sotto etichetta per forza. Abbiamo deciso di registrare "Sentieri Dimenticati" e solo dopo di proporre il lavoro definitivo a qualcuno, non viceversa. Attualmente stiamo cercando un'etichetta seria o almeno una distro ben organizzata che possa diffondere i nostri lavori.

Come vi siete mossi dai tempi dell'intervista sulle nostre pagine alla data di pubblicazione del disco per realizzare queste dieci nuove tracce? Avete intervallato esibizioni live a momenti di scrittura, vi siete rinchiusi in studio per un tour de force oppure si è trattato di un processo di lunga durata nel tempo?

Marchosias: Bisogna dire che già durante le registrazioni di "Sangue" avevamo del materiale pronto, ma che non abbiamo inserito per lavorarci su di più e — vedendo come sono andate le cose — possiamo dire di aver fatto bene. Quindi il lavoro non è stato tutto fatto nell'intervallo tra i due CD.

Sabnok: Comunque sì, a parte qualche live ci siamo concentrati soprattutto sullo sviluppo dei brani e il lavoro si è fatto sempre più pesante man mano che le sessioni si avvicinavano.

Addentriamoci in "Sentieri Dimenticati". Leggendo le note del libretto che commentano i testi è evidente come si tratti di un concept: potete dirci qualcosa di più a riguardo? Esso narra di un viaggio verso la Conoscenza, per indagare «la realtà oltre la realtà»: di quale viaggio precisamente è protagonista l'Uomo? Quali sentieri sono stati dimenticati?

Haiwas: Sai, non mi definisco assolutamente un credente e non sono seguace di nessuna religione monoteista. Però è chiaro che l'uomo è fatto per qualcosa di più della semplice materia sensibile, altrimenti butteremmo via l'unica cosa che ci distingue dagli animali. Ci serve avere una spiritualità, quanto meno intesa come auto-analisi, sguardo interiore per capire meglio se stessi, gli altri e tutto ciò che ci circonda. Ovviamente la Conoscenza dovrebbe essere un percorso fatto di studio e di riflessione per capire il nostro posto nel Cosmo ed essere quindi meno limitati e più liberi e — forse — felici. Questo è un sentiero che oggi non si segue più, alcuni non hanno il tempo di coltivarlo (come dagli torto!), altri semplicemente non si pongono nemmeno il problema (ed è più grave). Ma ci sono anche livelli più bassi ma non meno importanti: l'immaginazione, la creatività… ne vedo poca oggi ed è un peccato. Questi sono i "Sentieri Dimenticati". Ma sono solo, per l'appunto, dimenticati non persi per sempre. Sono ancora lì, magari un giorno li ritroveremo.

A livello musicale emergono chiaramente le influenze che avevate citato nella nostra precedente chiacchierata, penso al death metal martellante e senza compromessi degli Hate Eternal, al lato tecnico degli Aborted e alla carica epica che riescono a sprigionare i Behemoth. Siete però andati anche oltre, inserendo un paio di assoli assennati, capaci di arricchire il brano e non di sfoggiare unicamente una mera abilità tecnica, intermezzi atmosferici dal sapore orientale e addirittura voci pulite. Il tutto mantenendo un equilibrio e arrangiamenti invidiabili e mai forzati. Come nasce un vostro brano? Qual è il segreto per avere pezzi così ricchi ma comunque fruibili e non cervellotici?

Marchosias: Ma sei sicuro di aver ascoltato il nostro CD!?

Sabnok: Di solito si parte da una struttura tendenzialmente completa e poi si passa agli arrangiamenti. A volte in questa fase il pezzo cambia anche tanto, ognuno mette il suo. Lavoriamo molto sull'arrangiamento e su diversi livelli: prima sistemiamo la ritmica, poi aggiungiamo le soliste, poi le voci e poi le finiture. Anch'io che sono batterista compongo dei riff.

Mi è sembrato di notare che col passare dei minuti del disco la vostra musica diventi sempre più raffinata e quasi ricercata, pur rimanendo sempre estrema, muovendosi in parallelo con il viaggio narrato nel concept. Dalla necessità iniziale di risveglio e superamento dei riti iniziatici, rappresentata fra l'altro da un brano massiccio come "I Trionfi Più Grandi", sino a giungere alle città di Atlantide, Thule e Agarthi. Si è trattato di una scelta ponderata fin dall'inizio?

Haiwas: Sì, abbiamo avuto l'idea fin da quando abbiamo cominciato ad interrogarci un po' di più sulla struttura definitiva del CD. Abbiamo aggiustato alcuni arrangiamenti e alcuni testi per renderli coerenti con il concept e così è nato l'ordine dei brani e il percorso sonoro definitivo.

L'intro "La Voce Del Silenzio" comprende le parole di Helena Petrova Blavatsky: potete dirci qualcosa in più circa la sua persona e il motivo per cui avete scelto il pezzo originariamente intitolato "The Voice Of The Silence" come incipit del concept?

Haiwas: Madame Blavatsky era una filosofa e spiritista vissuta nel XIX° secolo. Sarebbe troppo lungo spiegare qui il suo pensiero, ma al di là di alcune chiacchiere che girano attorno a chiunque abbia osato sfidare il Cristianesimo, fu una donna libera, studiosa dell'occulto ma non solo: si dedicò tantissimo alla spiritualità Indiana e Orientale. Nelle sue opere mette sempre al centro le potenzialità mentali e interiori dell'Uomo e la Libertà. Purtroppo molti aspetti del suo pensiero furono mal interpretati e finirono per essere adottati da sette e circoli estremisti, soprattutto razzisti. I maestri di Hitler leggevano gli scritti della Blavatzky, purtroppo. L'intro "La Voce Del Silenzio" è un opener perfetto perché è un incitamento a staccarsi dai propri sensi materiali e aprire la mente. Blavatzky, a sua volta, trasse l'intero brano da alcuni scritti tibetani quindi il poema non è del tutto suo.

Domanda per Haiwas: quanto è difficile adattare l'italiano usato nei testi alla metrica delle canzoni? Ritieni che la nostra lingua consenta poca varietà a questo riguardo a differenza dell'inglese? Come giudichi la tua prestazione? In ambito black, nel quale bazzico maggiormente, ricordo di aver letto diverse critiche sul fatto che tanti avessero copiato non solo l'idioma utilizzato e le tematiche ma anche l'aspetto della metrica agli Spite Extreme Wing. Sinceramente eccetto un paio di passaggi leggermente forzati, trovo che tu abbia svolto un buon lavoro a riguardo…

Haiwas: Scrivere i testi in Italiano è difficile tanto quanto scrivere dei bei testi in Inglese. Non è vero che l'Inglese ti rende la vita più facile, semplicemente non ti accorgi se fai errori perché non lo padroneggerai mai al 100%. Il lessico è importante e ti assicuro che molto spesso quando dei miei amici americani ascoltano o leggono testi di gruppi metal italiani ridacchiamo e mi dicono che alcune cose non hanno molto senso e suonano ridicole. Potremmo scrivere testi in Inglese ma non lo faremo mai e non ci abbiamo mai pensato; e visto che i risultati con l'Italiano non sono malvagi non vedo perché cambiare. Per quanto riguarda la prestazione, ovviamente non mi batto le mani, né mi insulto da solo. Posso solo assicurare che mi sono sbattuto moltissimo per ottenere un risultato buono. Poteva essere migliore? Spero di sì, se avessi raggiunto la perfezione dovrei smettere di suonare… e non ne ho voglia! Non ho visto (o non ricordo) critiche relative al fatto che ci sia somiglianza tra me e Argento degli Spite. Mettiamola così: primo, dato che gli SEW sono una delle migliori band black metal italiane di sempre, prendo la critica come un complimento; secondo, a mio parere i Veratrum non c'entrano niente con gli SEW e qualsiasi citazione da loro non è voluta anche se — ammetto — che il cantato in Italiano e i testi un po' magniloquenti possono indicare un qualche collegamento che però — ripeto — non è cercato.

A proposito, vedo che per questo album d'esordio avete abbandonato i vostri nomi propri in favore di pseudonimi. Qual è il motivo di questo cambiamento?

Caim: La ragione terra terra è che preferiamo che i nostri veri nomi circolino in Internet il meno possibile. La ragione più profonda è che lo pseudonimo stacca maggiormente il lavoro dalla realtà. Ci piacerebbe pensare che gli ascoltatori del nostro lavoro chiudano gli occhi e si facciano trasportare, senza pensare a niente e per fare ciò il nome e cognome umano del musicista è meglio che spariscano.

Sul libretto è riportata la presenza di due ospiti: Davide Forotti (Voland) e Jan Nava (Zaburon). Puoi spiegare a chi non li conoscesse chi sono e come hanno contribuito al lavoro? Personalmente non potrò mai dimenticare lo splendido lavoro fatto da Davide coi Voland, la sua performance vocale fu davvero commovente e intensa…

Haiwas: Sono due vocalist di esperienza e talento. Il primo è di scuola black metal, il secondo death metal. Hanno partecipato alle parti corali del CD e ciò è stato molto bello (e divertente). In più, è stata l'occasione per mescolare il nostro lavoro con quello di altre band storiche bergamasche.

Cosa rappresenta invece l'immagine di copertina?

Sabnok: Il personaggio in copertina è il protagonista del concept che — idealmente — coincide con l'ascoltatore. I tre simboli alle sue spalle rappresentano le Città Perdute, da sinistra a destra Agarthi, Atlantide e Thule. Il paesaggio desolato e sulfureo sullo sfondo è uno spazio primordiale, magico per definizione.

Avete dedicato "Ritorno Ad Atlantide" a Franco Battiato, definendolo «Maestro e fonte d'ispirazione». Come pensate che potrebbe giudicare il pezzo nel caso in cui dovesse ascoltarlo?

Caim: Benissimo naturalmente! Sto pensando di inviargli il CD!

Il disco è stato presentato ufficialmente nella serata di venerdì 24 febbraio all'Altrove Pub di Palazzolo sull'Oglio, come è andata? Che riscontri avete ricevuto portando i nuovi pezzi sul palco?

Marchosias: Serata bellissima, locale fantastico, suoni e luci ottimi. Abbiamo suonato un'ora e tutto è andato perfettamente. Probabilmente è stata la nostra migliore performance di sempre.

Caim: C'era tantissimo pubblico, il locale era strapieno con gente anche in piedi. Alcuni ragazzi che non conoscevamo era venuti apposta per noi, è stato emozionantissimo.

Avete in programma altre date?

Sabnok: Per ora no, si riprenderà a settembre penso. Ma va bene, così possiamo ripassare i pezzi vecchi e lavorare su materiale nuovo.

Come state promuovendo il disco? C'è qualcuno che lavora per voi oppure fate tutto in prima persona?

Haiwas: Eh magari avessimo qualcuno! Facciamo tutto in casa. Io lavoro su Internet, Caim si occupa dei concerti e di inviare i CD a chi li compra. Sta anche cercando di contattare le case discografiche. Sabnok e Marchosias si occupano delle magliette e del merchandising in generale. Devo dire — però — che gli ascolti ci sono e la promozione non va malissimo quindi gli sforzi — per ora — non sono vani.

Qual è stato l'ultimo album ascoltato? E quale vi ha lasciato invece a bocca aperta dallo stupore?

Marchosias: Un album che ci ha stupiti tutti è stato l'ultimo Belphegor "Blood Magick Necromance". L'ho fatto sentire io alla band e ci ha molto appassionati. Per il resto, attualmente ascolto molto gli Anaal Nathrakh e gli Strapping Young Lad.

Caim: Ho recentemente ascoltato l'ultimo dei Drudkh "Eternal Turn Of The Wheel", molto interessante.

Sabnok: Ascolto molto gore-grind. Penso che l'ultimo CD che ho ascoltato sia qualcosa dei Septycal Gorge.

Haiwas: Sto ascoltando tantissimo i Dissection, ma l'ultimo CD che ho ascoltato penso sia stato "Oracles" dei Fleshgod Apocalypse.

Per me può bastare, a voi la parola, non prima però di aver consigliato a tutti gli amanti delle sonorità estreme in chiave epica di approcciarsi ai Veratrum. Meritano per davvero…

Veratrum: Vi ringraziamo per il supporto costante e l'amicizia. Invitiamo tutti coloro che amano il death black epico ad ascoltarci su Internet e a venire ai nostri concerti. Alcune canzoni e tutte le informazioni necessarie possono essere trovate sulla nostra pagina Facebook o su Reverbnation. Grazie e a presto, un saluto da parte dei Veratrum!

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