VERATRUM (2018)

Gruppo:Veratrum
Formazione:

  • Marchosias – Basso
  • Sabnok – Batteria
  • Rimmon – Chitarra
  • Haiwas – Voce, Chitarra
Tra le band che si sono esibite durante la terza edizione del Cult Of Parthenope Black Metal Fest ci sono stati i Veratrum, formazione nostrana decisamente di casa da queste parti. Potevamo mai perdere l’occasione per disturbarli? Potevamo farci sfuggire l’ennesima intervista?

Buon pomeriggio, Haiwas, e bentornato su Aristocrazia Webzine.

Haiwas: Grazie!

Eccoci alla terza intervista da parte nostra. Come ci si sente a essere vittime di stalking da parte di una webzine?

Beh, essendo Aristocrazia Webzine direi che siamo stalkerati da così tanto tempo che è sindrome di Stoccolma, ormai.

L’ultima vostra chiacchierata con M1 risale a sei anni fa. Cosa è cambiato dal 2012 a oggi in casa Veratrum? Come si è evoluta la band?

Allora, nel 2012 avevamo pubblicato l’album Sentieri Dimenticati, a cui ha fatto seguito Mondi Sospesi, poi Chronicon e poi Visioni, quindi direi che è cambiato abbastanza. Abbiamo aggiunto elementi alla nostra musica, siamo cresciuti come musicisti… Molte cose sono cambiate. Però, in realtà avete continuato a stalkerarci!

Il vostro ultimo EP Visioni è uscito quest’anno, portando con sé una prepotente ventata di aria fresca. Come descrivereste questa pubblicazione a chi ancora non vi conosce?

Credo che sia essenzialmente un album di black metal epico, molto melodico, molto orchestrale. Non lo definirei un album symphonic black metal, perché secondo me è lontano da quelle che sono le sonorità solite del symphonic black metal. Abbiamo sempre fatto molto ciò che sembrava fosse meglio per noi, che ci piaceva di più e, in realtà, abbiamo preso tutti i principi che avevamo applicato in Mondi Sospesi e li abbiamo semplicemente portati alle estreme conseguenze, con una maggiore consapevolezza e anche maggiori mezzi a nostra disposizione in termini di produzione eccetera.

Anche in questo caso, come in passato, sono piuttosto convinto che la copertina del disco abbia un certo peso. Ce la spiegate?

Innanzitutto la copertina, come sempre, è realizzata dal nostro batterista Sabnok, che è anche un designer professionista e ha curato sempre il nostro artwork e i nostri simboli. Secondo me quest’ultima sua copertina è, credo, forse la migliore che abbia mai fatto, è molto ispirata a tutto il lavoro. Visioni parla, appunto, della visione, della potenza della visione in tutte le sue forme, sia spirituali che fisiche eccetera, e quindi la copertina ritrae, appunto, una visione in un paesaggio oscuro e notturno, quindi la copertina vuole introdurre, se vuoi, il significato dell’album.

Domanda test: il vostro pezzo preferito dell’EP?

“La Stella Imperitura”.

Congratulazioni, avete vinto una domanda scomoda! Siete ancora senza etichetta… Parliamone.

No, mah, ti dico, in realtà noi… Siamo ancora senza un’etichetta [ride] perché non l’abbiamo proprio cercata! Nel senso che abbiamo avuto delle etichette in passato. Stavolta abbiamo detto: ma perché non andare di autoproduzione? Comunque il nostro lavoro, Visioni, è un’opera di 25 minuti suddivisa in cinque tracce: crediamo nelle canzoni, perché semplicemente non promuoverle senza un’etichetta? Alla fine, sai, oggi credo che sotto molti aspetti la cosiddetta editoria discografica valga meno che in passato. Dipende molto, almeno ai nostri livelli, che siamo semi-professionisti, probabilmente anche dal fatto di avere delle belle canzoni, delle buone idee di marketing online piuttosto che fare tanti live, come stasera; tutto ciò è forse più importante.

Dicevamo, siete ancora senza etichetta… Ma avete trovato il supporto di una nuova PR. Come vi state trovando a collaborare con la Cult Of Parthenope di Giulian?

Molto bene. Devo dire che noi in oramai dieci anni di attività abbiamo usufruito di servizi di vario tipo da parte di diverse persone; alcune volte ci siamo trovati meglio, altre volte ci siamo trovati peggio. Ritengo che il livello di professionalismo della Cult Of Parthenope sia veramente molto alto, ed è importante collaborare con gente che è sulla tua stessa lunghezza d’onda. Devo dire anche un’altra cosa, non perché Giulian mi passi delle mazzette, ma tendenzialmente lui collabora con gente che secondo me a lui interessa in prima persona; e si vede, perché non fa mai niente per caso, niente di standardizzato.

Apriamo ora una bella parentesi di domande ispirate al passato. M1 vi aveva fatto arrivare una domanda di Bosj sull’argomento concerti. Del tipo: cosa pensate delle possibilità che hanno le band italiane, nella fattispecie metal, di esibirsi dal vivo e organizzare date? Come commentereste, oggi?

Innanzitutto mando un saluto a Bosj! [ride] Secondariamente, diciamo che secondo me in questi anni c’è stato un ulteriore impoverimento della possibilità per le band italiane di suonare, siamo onesti. Guarda, credo proprio forse l’anno scorso o un paio d’anni fa abbiamo fatto un tour in nord Italia assieme a Scuorn e sembrava che stessimo andando in giro a dire addio a tutti i locali, anche i più storici del nord Italia, per esempio il Daevacian di Torino, dove avevamo suonato tantissime volte eccetera. Cioè, è un periodo così, e quindi comunque ben vengano anche iniziative, appunto, come il Cult Of Parthenope che permettono aggregazione.

Nel 2011 si parlava di Battiato fonte di ispirazione per i Veratrum: pensereste mai di invitarlo a cantare con voi come special guest? L’avete già fatto e non ne sappiamo ancora niente?

Allora, sicuramente Battiato resta il top. Non sono ancora riuscito a contattarlo, ma secondo me se gli mando un CD lui arriva subito.

Nel 2012, invece, si parlava di Anaal Nathrakh, Behemoth e Drudkh che avevano pubblicato cose. E, casualmente, hanno cacciato nuovi album tutti insieme anche oggigiorno: che ve ne pare delle loro ultime uscite?

Allora, Anaal Nathrakh secondo me è sempre una garanzia. Poi dipende se ti piace il genere o no, ma sicuramente è sempre una garanzia. Ti dirò, l’ultimo Behemoth mi piace meno del precedente però, voglio dire, siamo sempre su livelli stratosferici; intanto salutiamo Libero Verardi che mi ha appena mandato un bacino; perché il Cult Of Parthenope è anche questo. Beh, i Drudkh… Quelli sono una band diversa. Ben venga che ogni tanto caccino qualcosa anche loro!

All’inizio abbiamo parlato un po’ di come si è evoluta la band nell’ultimo periodo. Ho notato, negli ultimi tempi, che il panorama musicale italiano, benché molto eterogeneo, è solcato da una, chiamiamola così, isoglossa di sonorità sinfoniche. Questa peculiarità la si riscontra tanto all’interno del contesto death metal (cfr. Fleshgod Apocalypse, Dark Lunacy, Nightland) tanto quanto in quello del black (Stormlord e Scuorn, solo per citarne un paio) e comprende, ovviamente, anche band power (Rhapsody, su tutti); ecco, neppure voi siete stati immuni al richiamo delle pianole. Pensate si possa parlare, in un certo senso, di una scena sinfonica italiana?

Sicuramente sì, sono d’accordo. Anche se ti dovrei uccidere per aver usato la parola pianola; e tu lo sai perché. In realtà, soprattutto in questo ultimo lavoro noi abbiamo fatto maggiore uso delle orchestrazioni digitali e in questo devo ringraziare la macro-scena, perché la persona che mi ha insegnato a usarle è stato proprio Ferrini dei Fleshgod, quindi… Ma sì, certamente. Credo ci sia sempre stata [una scena sinfonica italiana, NdR], anche prima dei Fleshgod Apocalypse, anche prima che venisse un po’ più, ahimè, a emergere. Io credo sia anche una cosa positiva, perché comunque personalmente, come si dice, do sempre il benvenuto a idee che ti possono permettere di aver accesso a suoni diversi da quelli che senti di solito e in teoria l’orchestra, anche se solo digitale, è una porta aperta per mille tipi di sonorità. Perché è vero che c’è una macro-scena, ma noi usiamo tutti l’orchestra in modo diverso.

Cosa ha in serbo il futuro per i Veratrum?

Innanzitutto noi continueremo a suonare per promuovere Visioni. Stiamo adottando una linea un po’ diversa per i live, nel senso che nel periodo attorno al 2012, di cui citavi l’intervista, facevamo, non scherzo, 40 o 50 concerti l’anno; eravamo sempre in giro. Adesso è passato un po’ il tempo e abbiamo strategie diverse, quindi meno concerti, più selezionati, in cui possiamo veramente portare la nostra musica a persone interessate, piuttosto che cercare di suonare ovunque per diffondere il messaggio con esiti, magari, più o meno buoni. Quindi, intanto continueremo a fare questo; e non si smette di lavorare. Però sai, il nostro nuovo lavoro è uscito da pochi mesi, è abbastanza, quindi non metterci fretta, va! [ride]

Ci siamo, non ho altre domande. Ti ringrazio per la disponibilità e per la piacevolissima chiacchierata. Ora ti lascio la parola per le ultime considerazioni e alla prossima!

Beh, io vorrei innanzitutto ringraziare, come sempre, Aristocrazia Webzine e vi auguro in bocca al lupo per il vostro nuovo sito: continuate a supportare la scena. I Veratrum vi salutano! E ascoltate Visioni, soprattutto se vi piace un sound epico-melodico potente con tante influenze, perché secondo me potrebbe interessarvi.

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