VITALES EXSEQUIAE

VITALES EXSEQUIAE

Informazioni
Autore: M1

Formazione
Marco Squillino – Voce e Chitarra
Marco Carbotti – Chitarra
Luca Zecca – Tastiere
Vito Surgo – Basso
Valerio Corsi – Batteria

Ho dovuto aspettare parecchio tempo per mettere le mani su “A Short Lived Hope”, ep di debutto dei death/doom metaller Vitales Exsequiae, dopo averne apprezzato le gesta su Myspace. Oggi finalmente oltre alla recensione abbiamo l’occasione di proporvi anche un’intervista alla band tarantina.

Ciao Marco (Squillino, chitarrista e cantante, ndr), benvenuto su Aristocrazia Webzine e ancora complimenti per la vostra prima prova. Vuoi illustrare ai nostri lettori una breve biografia del gruppo? Da dove nasce il monicker Vitales Exsequiae?

Ciao Simone ti ringrazio per i complimenti e per quest’intervista. Sì, riporterò brevemente la nostra biografia. Cominciamo dagli albori: i Vitales Exsequiae nascono come un side-project nel novembre del 2007, per diventare poi, dopo una serie di vicissitudini, una vera e propria band verso il dicembre del 2008, con una formazione che vedeva me, Marco Squillino, alla voce e alla chitarra, Marco Carbotti alla chitarra, mio fratello Mattia Squillino al basso e Antonio Leggieri nel ruolo di batterista. Questa è stata la prima essenza della band, quella originaria, da cui tutto è iniziato. In seguito sono avvenuti altri cambi di line-up che han portato solamente verso il giugno 2009 alla formazione completa di “A Short Lived Hope”, con l’ingresso di Luca Zecca alle tastiere (la tastiera era un elemento non presente precedentemente) e Vito Surgo al basso. E’ questa la line-up con cui siamo conosciuti ora, in quanto tutta la attuale attività live è stata eseguita con questi componenti, e in quanto il nostro primo ep è stato registrato da essi, pur se bisogna precisare l’apporto compositivo ed emotivo dato anche da “ex-membri” quali mio fratello e gli altri. Il nostro amico Antonio Leggieri ha dovuto abbandonare il ruolo di batterista, e da un mese ricopre il suo ruolo Valerio Cosi, polistrumentista che ha all’attivo molti progetti solisti e non solo. Per quanto riguarda il monicker riporterò la risposta di un’altra intervista perchè bene esplica il concetto alla base di “Vitales Exsequiae”.

“Il monicker Vitales Exsequiae altro non fa che riassumere brevemente la mia ideologia-filosofia sulla vita, idealista in quanto è posta in senso “cosmologico”. Mi spiego meglio. La trasposizione in italiano di Vitales Exsequiae è pressoché “Esequie Vitali”. Sono un grande appassionato di giochi di parole, di ossimori, e “esequie vitali” non è solo un effimero “gioco”, bensì un monicker zeppo di significati. Mi riallaccio alla poetica leopardiana della caduta degli ideali e delle illusioni umane (l’amore, l’amicizia e via discorrendo), “personalizzandola”. Da un punto di vista sempre ideale, la vita e le attività a essa correlate da me sono viste come delle esequie vitali; tutto quello che facciamo altro non fa che celebrare la nostra vicinanza alla Morte. Questo mio pessimismo di fondo (ma direi più realismo) non dà adito ad uno stato depressivo ma a una sorta di spleen. Posso essere additato come una persona debole o che dir si voglia, ma in realtà questa è solo una mia inutile farneticazione sulla Vita e sulle sue Meccaniche. Ciò non preclude la mia profonda sensibilità e necessità verso le illusioni, e sono una personalità molto determinata e combattiva per il compimento di esse (ed ecco la non coerenza mia e dell’Uomo). Avrei bisogno di molto più spazio per spiegare tutto il mio pensiero ma spero di essere stato chiaro in queste poche righe.”

“A Short Lived Hope”, come riportato nel booklet, è stato registrato nel giugno del 2009 a Lizzano (Taranto): cosa puoi raccontarci di quella esperienza?

E’ stata un’esperienza magnifica legata a ricordi molto piacevoli e anche a qualcuno molto spiacevole che non fa parte della “sfera-band”. E’ stato soprattutto un processo formativo umano e musicale, in cui ci siamo conosciuti ancora più a fondo come musicisti e amici. Colgo l’occasione per dare un grande merito, per la produzione del disco, al nostro tastierista Luca Zecca che ha passato notti insonni per giungere ad un sound il quanto più possibile gradevole ed edificante!

La vostra pur breve storia di band è già caratterizzata da diversi cambi di formazione per cui mi sorge spontaneo chiedervi quale sia stato il contributo di ciascun membro, passato e presente, del gruppo riguardo composizione della musica e stesura dei testi.

Il contributo più importante dei membri passati è stato senza dubbio dato da Antonio Leggieri, il quale ha partecipato attivamente alla composizione dei brani, di un testo (“Pale Morning, Then The Void”) e continua a essere un elemento importante per noi Vitales Exsequiae, in quanto rimaniamo in contatto, e magari in futuro ci saranno anche altre collaborazioni, quindi, per quanto ci riguarda, rimarrà sempre un componente della band, oltre che un grande Amico. L’altro importante contributo è stato quello di mio fratello Mattia, con cui composi “The Anatomy Of Ineptitude” e infine il testo di “Shallow Flower” che fu interamente scritto da Erika Martin.

Il vostro ep è uscito per l’inglese Casket Music, è stato difficile trovare un accordo soddisfacente per entrambe le parti? Nessuna etichetta italiana ha creduto in voi?

La Casket Music è stata una sorta di “frutto proibito dell’Eden” per noi. Ci offrirono un contratto discreto, che ci lusingò. Arrivammo alla firma dopo un paio di mesi, in cui ci informammo, valutammo un po’ le cose e facemmo uno “schema” che ci fece arrivare alla firma. Abbiamo avuto una serie di disguidi e ritardi notevoli, ma alla fine tutto è andato per il verso giusto e contiamo su un numero molto elevato di canali di distribuzione del calibro di Plastichead, iTunes, IBS, Audioglobe e via dicendo. Riflettendo, si tratta del primo lavoro e non potevamo desiderare di meglio. Con i prossimi valuteremo molte più proposte e saremo ancora più accorti nella scelta, e perchè no non sarebbe male avere un contratto con qualche label italiana.

Come sta procedendo la campagna promozionale? Qual è stato l’elogio più bello che avete ricevuto e quale la critica più dura?

La campagna promozionale sembra procedere positivamente, nonostante i ritardi nella stampa delle copie. L’elogio che davvero ho a cuore e che mi riempie di orgoglio, umiltà e desiderio di continuare, è quello che arriva da numerose critiche positive che ci ritraggono come una band che ha una “voce nuova”. Una band che cerca di portare avanti il discorso iniziato quaranta anni fa, mischiandolo alla scuola più moderna della Musica, senza ostentare nessun tecnicismo e cercando di creare un qualcosa di Nuovo, fregandosene dei limiti, del “già dato” e che distrugga le forme convenzionali del fare musica creando. Le critiche più dure sono quelle che esprimono il contrario, ma non abbiamo mai ricevuto “critiche gratuite”, insulti, ma solamente pareri discordanti di gente che possiede altre visioni della Musica. Abbiamo ricevuto tante critiche costruttive, che stiamo utilizzando umilmente per i prossimi Vitales Exsequiae.

Il death/doom e il progressive sono i due generi che emergono con più forza dall’ascolto del cd. Quali sono i vostri gruppi preferiti? Quali stimate di più?

Ti faccio una breve lista, sicuramente non esaustiva ma sufficiente: Anathema, Novembre, Katatonia, Opeth, My Dying Bride, Paradise Lost, Draconian, Swallow The Sun, Black Sabbath, Daylight Dies, Enslaved, Moonspell, Morbid Angel, Electric Wizard, Darkthrone, Death, Agalloch, Orphaned-Land, Celestial Season, Carcass, Bathory, Porcupine Tree, Celtic Frost, Cathedral , Moonspell, Tiamat, Secrets of the Moon, Type O negative, Pink Floyd, Alice In Chains, The Cure, Area, Banco del Mutuo Soccorso, Museo Rosenbach, Jacula, Paul Chain, 13th Floor Elevator, Devil Doll e via dicendo.

Avendo letto varie interviste sul web sono a conoscenza della vostra passione per il cinema tanto che Marco “Doomark” lo cita come una delle sue maggiori fonti di ispirazione nei ringraziamenti dell’ep. Quali filoni e registi amate maggiormente?

Potremmo parlare di Cinema per ore davvero eheh. Onde evitare di scrivere intere pagine, ti elenco qualche regista che amo: David Lynch, Stanley Kubrick, David Cronenberg, Wim Wenders, Terry Gilliam, il primo Dario Argento, Jodorosky, Oliver Stone, Quentin Tarantino, Michael Cimino, Martin Scorsese, il giovane Duncan Jones, Darren Aronofsky, l’insuperabile poeta Andrei Tarkovsky, Luis Bunuel, Ingmar Bergman, Ridley Scott e via dicendo.

Sul fronte live invece come vi state muovendo?

Con l’ingresso del nuovo batterista stiamo subendo una piccola evoluzione senza screditare le nostre radici death-doom e incrementando il lato psych-sperimentale. E a riguardo ci saranno molte notizie nei prossimi mesi. E’ proprio per questa “riformulazione” della band che ci siamo fermati sul fronte live, ma a breve pianificheremo nuove date!

Voi siete pugliesi, cosa puoi raccontarci della scena metal della vostra zona? Consiglieresti qualche gruppo emergente che non è ancora riuscito ad imporsi all’attenzione generale ma che meriterebbe di farlo?

Ci sono e ci sono state ottime band, ma purtroppo il metal non è visto di buon occhio prima ancora che dalle “Istituzioni” o da chi organizza i parties, dagli stessi, presunti tali, metal fans. Nell’aria circola molta invidia, nullafacenza, incapacità, mancanza di mettersi in gioco che non fa di certo bene ai pugliesi. Questa è una faccia della Realtà, perchè poi fortunatamente ci sono ottime band, anche nel tarantino, come gli Heart Failure, gli Hate Inc., gli Elegy Of Madness, gli Stige, gli Assaulter, o i salentini Silvered, Shotgun Babies e altre bands che mi devono perdonare se non nomino in quanto non mi vengono in mente in questo momento, ma assicuro che ci sono ottime proposte musicali, e alcune di queste meritano davvero grande attenzione, perchè han tutte le carte in regola per il salto nazionale e internazionale.

Oltre alla musica e al cinema avete altre passioni o hobby? Cosa fate invece nella vita di tutti i giorni?

Tra noi c’è chi studia, chi lavora e chi svolge altre attività parallele a quelle del mondo della Musica.

Prima di chiudere una domanda sul vostro futuro. Avete già programmato le prossime mosse da fare?

Sì. Impegnarsi a 360° nell’attività di promozione, e nel frattempo continuare la composizione e la ricerca stilistica, crescendo anche sul fronte live.

Augurandovi un grosso in bocca al lupo per il futuro, a voi la parola per la chiusura.

Vorrei ringraziare te Simone per il supporto, per quest’intervista e i numerosi complimenti. Vorrei lasciare un po’ di contatti per chi volesse conoscerci meglio, ascoltare un po’ di materiale o anche comprare “A Short Lived Hope”. Il nostro myspace è all’indirizzo www.myspace.com/vitalesexsequiae dove trovate ogni tipo di informazione, la nostra email ufficiale è [email protected] Per chi volesse acquistare il disco lascio una serie di links dei distributori ufficiali:

http://www.ibs.it/disco/5060047114967/vitales-exsequiae/short-lived-hope.html?shop=2057

http://www.audioglobe.it/disk.php?code=5060047114967

http://www.mariposaonline.it/CD/A-SHORT-LIVED-HOPE.html

http://itunes.apple.com/ie/album/a-short-lived-hope-ep/id404809556

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