WELL OF SOULS

WELL OF SOULS

Informazioni
Autore: Mourning
Traduzione: Dope Fiend

Formazione
John Calvin – Voce
Tim Wayne – Chitarra
John “OJ” Morris – Chitarra
Micheal Millsap – Basso

Ci sono rientri che non ti aspetti, con band che hai ascoltato amato poi svanite all’improvviso per un lungo lasso di tempo. Era accaduto anche ai Well Of Souls, per fortuna adesso sono tornati e, dopo averne recensito il secondo album “Sorrow My Name”, vediamo di saperne di più su cosa hanno combinato in questi anni.

Benvenuti su Aristocrazia Webzine, siamo sul finire di questo 2012, vogliamo iniziare tirando un po’ le somme della vostra annata?

John Calvin: Il nostro anno è stato molto buono! Abbiamo finalmente finito e rilasciato “Sorrow My Name” e abbiamo avuto modo di suonare il nostro primo live da molto tempo a questa parte. Stiamo continuando a provare e abbiamo già iniziato a scriverne il successore. Ci manca ancora un batterista fisso, ma in questo momento abbiamo la formazione migliore di sempre. Non vediamo l’ora di continuare questo nuovo capitolo della band.

I Well Of Souls sono in attività da quindici anni ormai, giusto? Offriamo la possibilità a coloro che non sono ancora entrati in contatto con la vostra realtà di conoscerne la storia e i membri che le danno vita, a voi la parola.

Sì, di certo non è come quindici anni fa. Ho dato vita alla band nel dicembre del 1997 con Brandon Johnson solo per divertirci. Abbiamo avuto poche persone che suonavano con noi per un anno circa, ma appena abbiamo ottenuto più consensi abbiamo fatto più sul serio. Così abbiamo licenziato i ragazzi e portato gente migliore e abbiamo iniziato a scrivere il nostro primo demo chiamato “Black Reign”. Abbiamo iniziato a suonare dal vivo nel 1999 e siamo stati molto popolari qui a Houston, in Texas. Abbiamo composto la canzone “The Realms Of Reverie” ed essa ha ottenuto l’interesse di John Perez dei Solitude Aeturnus nonché proprietario della Brainticket Records. Abbiamo registrato e rilasciato il nostro album omonimo nel gennaio del 2004 e lo abbiamo fatto abbastanza bene. Poi è stata la volta dell’ep intitolato “The Pilgrimage Of Doom”, quando siamo andati in tour con Gates Of Slumber e Reverend Bizarre nel 2004 o 2005. Dopodiché ho dovuto cambiare lavoro e abbiamo iniziato a scrivere il disco successivo, ma la mia occupazione mi ha lasciato poco tempo. Brandon, Ray e il nostro bassista erano arrabbiati con me, perché non riuscivo a provare a sufficienza e non avevo voglia di suonare dal vivo nei club locali ogni settimana; in più OJ (John Morris), il nostro chitarrista, ha avuto alcuni problemi di salute gravi. Queste cose mi hanno spinto a formare un’altra band con OJ e sapevo che sarebbe diventato il loro gruppo principale. OJ e io abbiamo messo tutto in pausa e lentamente abbiamo terminato la registrazione del disco. Non abbiamo fatto praticamente nulla per circa tre anni, dopo aver suonato il nostro ultimo live con Brandon e Ray all’inizio del 2008. Tim Wayne, il nostro chitarrista nei primi due dischi, è tornato nel 2010 e noi tre abbiamo reclutato un nuovo batterista e un bassista. Il batterista ha fatto un paio di prove con noi nel 2012, ma non ha funzionato affatto. Il bassista Micheal Millsap, che ha suonato con Axe e James Rivera degli Helstar, ha funzionato alla grande e ha anche rifatto le parti di basso all’ultimo minuto per “Sorrow My Name”. Lui è senza dubbio il miglior bassista che abbiamo mai avuto e suona anche con una grande band prog metal, i Six Minute Century, che sono anche sotto contratto. Agli inizi del 2013 quindi siamo ancora alla ricerca di un batterista fisso e stiamo promuovendo il nuovo disco mentre scriviamo i pezzi per il prossimo!

Due album e due formazioni quasi del tutto diverse, in “Well Of Souls” erano presenti in formazione Raymond e Brandon dei Project Armageddon, in che rapporti siete rimasti? E cos’è cambiato nella dimensione band e nella vostra vita di musicisti da quel periodo a oggi?

Nel demo “Black Reign” e nell’album omonimo suonavamo io, Brandon, Raymond e Tim. Tim suonava il basso e la chitarra solista, ma ha lasciato nel 2004, così John “OJ” Morris, che era un nostro session da più di un anno, a quel punto è diventato sostituto fisso di Tim. In “The Pilgrimage Of Doom” suonavamo io, Brandon, Ray, OJ e un ragazzo di nome Adam al basso. Questa stessa formazione ha registrato il nuovo disco “Sorrow My Name” e abbiamo avuto questa formazione dal 2006 al 2008. Sono una persona molto fedele ai miei amici, la band nel suo complesso e OJ sono stati fermi dal 2008. Tim è poi tornato nel 2010, abbiamo aggiunto Michael nel 2011 e ri-registrato le tracce di basso del disco. Sembrava strano in un primo momento non avere Brandon e Ray più con me, ma ovviamente volevano andare a fare altro e quando mi guardo indietro è ovvio per me che eravamo su strade diverse. Io sono molto leale verso i miei amici, ma le cose non hanno funzionato bene con quei ragazzi e non riusciremo mai più a lavorare insieme. I Well Of Souls contavano chiaramente di più per me che per loro, quindi ho continuato senza di loro. Tim e OJ sono amici incredibili e leali compagni di band e così mi sento meglio con loro rispetto a come mi sono sentito con gli altri ragazzi per un lungo periodo di tempo. Micheal è un caro amico e un grande musicista, io non avrei potuto essere più felice con loro. Ogni volta che qualcuno ha lasciato la band siamo andati sempre meglio e spero che questa sarà la formazione definitiva, perché sono stanco di cercare nuovi musicisti! Naturalmente abbiamo ancora bisogno di un batterista fisso [ride]!

Nell’incipit della recensione ho parlato di un legame con la tradizione in controtendenza con ciò che sta avvenendo oggi all’interno del mondo metal in genere. Perché spesso si parla di musica “datata” o priva di senso in quanto suona vecchio stile? Non sono le basi che dovrebbero formare ciò che si diverrà in futuro?

Io sono figlio degli anni Ottanta… e mi piacciono! Abbiamo emulato le nostre influenze e cercato di creare qualcosa di personale al tempo stesso. Io amo tutto l’heavy metal dagli anni Settanta ad oggi, ma quando scriviamo per i Well Of Souls non pensiamo minimamante a quello che sta facendo chiunque altro. Scriviamo per noi e, se ci piace e non ci stanca, allora siamo felici, e se piace anche agli altri è la ciliegina sulla torta.

Com’è radicata la scena doom in Texas? Oltre a voi, i ragazzi dei Project Armageddon e i capofila Solitude Aeturnus quali altre realtà si muovono? C’è coesione fra le varie band?

In realtà non c’è una vera e propria “scena” in Texas, o in America in generale, se è per questo. I Solitude Aeturnus suonano raramente e, naturalmente, sono i più grandi che ci siano. I Las Cruces suonano di nuovo e sono davvero grandi, a parte questo però non c’è molto altro. Noi suoniamo con gruppi progressive, death e gothic perché non c’è nessun altro con cui suonare. Vorremmo vivere in Europa perché lì tutti voi sembrate curarvi molto di più della musica di quanto la gente faccia qui.

“Sorrow My Name” è un album privo di riempitivi, che suona dannatamente bene e offre un paio di pezzi superlativi, uno di questi è certamente “Sanity’s Lie”. Come nasce un brano dei Well Of Souls? C’è una ricetta perfetta per combinare musica e parole?

Grazie mille! Quando ho scritto questo album ho fatto uno sforzo per rendere più omogenei i pezzi. Di solito uno dei ragazzi porta una o più parti di una canzone e poi io le organizzo. Ascolto il pezzo un sacco di volte e in qualche modo, ad un certo punto, esso mi parla e mi dice quale argomento dovrebbe trattare. Quando scrivo, il resto del testo di solito fluisce da sè. Passo un sacco di tempo a stendere le parole e a curare il significato di ogni canzone. Sono tutte molto importanti per me e spero che i fan le leggano e ne interpretino il significato. La musica imposta l’atmosfera e il testo ti accompagna durante il viaggio.

I testi sembrano essere divenuti quasi superflui con l’avvento dell’mp3, la gente scarica, infila i file nell’Ipod e quando vuole cancella. Si è devastata la concezione d’arte a tutto tondo rappresentata da un’uscita discografica completa o è soltanto il prezzo da pagare per rimanere al passo con i tempi?

Io personalmente odio gli mp3, ma altri sembrano amarli quindi temo sia un male necessario. Noi abbiamo comunque realizzato un disco vero, con un bell’artwork di un’artista portoghese di nome Ana Cruz e con le foto, i testi e tutto ciò che un fan può desiderare. Le persone che amano veramente la musica, il doom e quello che facciamo apprezzano veramente ciò che abbiamo realizzato. Se c’è un ascoltatore casuale che compra solo il download o una canzone o due, anche questo va bene per noi. Io odio ciò che l’industria della musica è diventata, ma tutto quello che possiamo fare è adattarci. Mi piacerebbe tornare indietro e rilasciare ancora vinili per i fan irriducibili.

Non vorrei sbagliarmi, è possibile intendere “Sorrow My Name” come un concept? Le varie canzoni sembrano concatenarsi sino al finale di “A Dark Soul’s Destiny”, potreste chiarirmi la situazione al riguardo? È una vera e propria storia o cos’altro?

No, non c’è un concept dietro a questo disco. Abbiamo comunque costruito tutto su una sensazione generale, il tema del “senso di perdita”. Ci sono pezzi che trattano la follia, il freddo della morte, le molestie sui bambini, il suicidio e tutte le altre cose meravigliosamente doom che ci sono nel mondo! Nel primo disco c’era una canzone-concept, “Black Reign”, divisa in tre parti ma, ad oggi è l’unico tentativo che abbiamo scritto. Mi piacerebbe imbastirne uno per il prossimo album però.

Il disco è stato rilasciato per l’etichetta di John Perez, la Brainticket Records, vi conoscevate già, eravate in buoni rapporti?

John è un caro amico dal 1995 e non c’è niente che non farei per lui. Ci ha aiutato immensamente quando abbiamo iniziato e ancora ci aiuta. Ci piacerebbe continuare a lavorare con lui per tutto il tempo possibile. Speriamo di trovare un contratto europeo però, perché la Brainticket non dispone di una distribuzione in Regno Unito o nell’Asia e noi vorremmo davvero che la nostra musica raggiungesse più gente possibile. Speriamo che qualche grande etichetta europea voglia metterci sotto contratto.

Il doom è stato per molto tempo un genere di nicchia all’interno del panorama metallico. Al contrario negli ultimi anni c’è stato un crescente interesse intorno a questo tipo di sound, qual è il motivo di questo “revival”, secondo voi?

Non sono sicuro di cosa sia il “revival” del doom, ma penso che esista per lo stesso motivo per cui io mi sono avvicinato al genere. Si tratta di una forma pura di vero heavy metal che ha sentimenti e significati profondi e, quando la si ascolta realmente, può indurre ad un viaggio nel profondo. Le sensazioni potenti e il doom metal sono inseparabili, penso che forse i nuovi ascoltatori siano attratti da questo.

Cosa rappresenta per voi il doom? È innegabile che sia un genere molto profondo e per certi versi di difficile assimilazione: cosa significa per voi? Un’esigenza artistica, un impulso indomabile, un’espressione intima?

Tutte queste cose. Si tratta di un’uscita artistica per me. Quando mi esibisco mi sento più legato alla musica che a qualsiasi altra cosa sulla terra. È la sensazione più incredibile che possa esistere.

Quali sono le band e dischi che vi hanno spinto a intraprendere questa via musicale?

100% Solitude Aeturnus: ecco ciò che mi ha iniziato su questa strada. Li ho visti aprire per i Mercyful Fate nel 1995 e non avevo mai sentito parlare di loro. Hanno suonato “Falling”, dall’album “Through The Darkest Hour”, come prima canzone e quando è finita io ero stregato per sempre. Non avevo mai visto, nè prima nè dopo, una band che mi commovesse come hanno fatto loro. Prima ho adorato Ozzy, i Black Sabbath, gli Iron Maiden, Dio e tutti i grandi del metal degli anni Settanta e Ottanta, quindi credo sia stato un passaggio facile per me. Avevo suonato in band metal prima, per anni, ma una volta che mi sono innamorato del doom, non ne sono più uscito. Quando ho fondato la band nel dicembre del 1997, avevo l’unico intento di non fare nulla che non fosse doom. È la mia vocazione. Gli altri ragazzi che mi onorano suonando nei Well Of Souls non avevano mai ascoltato doom, fino a che non gliel’ho fatto ascoltare io. Ho traviato davvero sia Tim che OJ. Ora stiamo indottrinando Michael e dovremmo aver quasi completato il suo lavaggio del cervello [ride]!

Parlando di Texas e doom è impossibile non tirare fuori il nome dei Solitude Aeturnus che, a sua volta, può facilmente essere collegato ai Candlemass tramite la figura di Rob Lowe. Pare che gli svedesi abbiano davvero intenzione di abbandonare le scene: come vedete questo addio? Cosa ne pensate del loro ultimo disco, “Psalms For The Dead”?

Robert e io siamo cari amici e mi piace ogni nota che ha suonato. L’album, come tutti gli album dei Candlemass, è bellissimo e sarà triste vederli ritirarsi, ma non credo che sia l’ultimo album di Leif. La gente ci paragona molto ai Candlemass ma, fatta eccezione per il nostro nome, davvero non capisco perché. Io canto pulito come Robert, eppure la nostra musica è strutturalmente molto diversa, credo. Dal momento che Rob non è più nei Candlemass spero che i Solitude Aeturnus possano tornare a ruggire in un prossimo futuro.

Cambiando punto di vista, siete stati positivamente colpiti da qualche gruppo o disco delle “nuove generazioni” di musicisti dediti a tale stile?

Purtroppo non sono riuscito ad ascoltare molta musica ultimamente. Abbiamo fatto un live con i Novembers Doom a New York, quando eravamo in tour e mi sono piaciuti molto. Sono sicuro che ci siano alcune grandi band là fuori ora, purtroppo però io non ho avuto il tempo di scoprirle. Spero che il nuovo anno mi consenta più tempo per ascoltare musica.

L’attività live è prolifica? Qual è la risposta media del pubblico quando siete sul palco?

Abbiamo suonato nell’agosto del 2012 ed era la prima volta in scena dopo quattro anni. È stato fantastico essere di nuovo sul palco. Ogni volta che suoniamo ci sembra di ottenere una reazione piuttosto buona e ci guadagnamo nuovi fan. Io sono molto energico sul palco e credo che il mio entusiasmo sia contagioso per la folla. Speriamo di arrivare di nuovo a suonare alcuni grandi concerti, come facemmo quando aprimmo per Savatage, Helloween e Helstar. In questo modo poi si arriva a suonare per un pubblico di metallari che non necessariamente comprende il doom, ma sembra che piaccia comunque molto.

Farete un tour per promuovere “Sorrow My Name”? Se sì, ci sarà la possibilità di vedervi qui in Italia?

Speriamo davvero di arrivare a fare un tour europeo, questa volta in modo da poter suonare per il grande pubblico di cui abbiamo sentito parlare all’estero. Tutti noi sognamo di suonare in tutta Europa, in Asia e in Sud America. Senza un contratto discografico in Europa però, non so se qualcuno ci darà una possibilità. Speriamo che più recensioni ed interviste stuzzichino l’interesse verso i Well Of Souls e ci sia offerta la possibilità di un tour nel Regno Unito. Per ora abbiamo alcuni live programmati in Texas nei primi mesi del 2013 ma, per il momento, questo è tutto.

L’intervista è conclusa, grazie per la disponibilità. Vi passo la parola per un ultimo saluto ai nostri lettori.

Grazie mille per il vostro interesse verso i Well Of Souls e per il grande lavoro che fate nel promuovere l’heavy metal in questi tempi! Per favore, continuate a diffondere il verbo del doom e dei Well Of Souls in tutto il mondo! Date un’occhiata al nostro sito www.wellofsoulsband.com per aggiornarvi sulle nostre date, sul nostro merchandise e sulla nostra musica! We are all… doomed for life!

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