WOLVES IN THE THRONE ROOM

Gruppo: Wolves In The Throne Room
Formazione:

  • Aaron Weaver
  • Nathan Weaver
  • Kody Keyworth

La settimana scorsa noi di Aristocrazia siamo riusciti a collegarci nientepopodimeno che con le foreste dello Stato di Washington, nel profondo nord-ovest degli Stati Uniti: una breve ma piacevole chiacchierata in seconda serata (almeno per noi) con una metà della premiata ditta Weaver dei Wolves In The Throne Room, più precisamente Aaron, che ci ha parlato con estrema disponibilità del nuovo “Thrice Woven”, dei luoghi a cui la band è legata e un po’ di altre cose. Buona lettura!


Ciao Aaron, grazie per il tuo tempo e scusa per questa intervista last minute!

Aaron: Hey, nessun problema. Sai una cosa, ti sento molto basso, ti metterò in impianto… ok, molto meglio, adesso sei in surround.

Ottimo! Iniziamo con il nuovo album, “Thrice Woven”. È un grande disco, le tracce sono molto variegate ma suonano comunque dirette. Com’è cambiato il vostro approccio dal 2011, quando avete rilasciato il vostro ultimo album propriamente black metal?

La cosa principale è aver costruito lo studio, dove mi trovo adesso. L’album precedente, “Celestite”, quello dei sintetizzatori, è stato per noi la nascita di “Thrice Woven”. È stato in quel periodo che ci siamo messi seriamente a realizzare questo studio, la nostra fonte di energia: puoi sentire tutta quella magia in “Thrice Woven”.

Stavo proprio per chiederti di “Celestite”. Credo che il nuovo album ne sia in parte influenzato, le sezioni atmosferiche me l’hanno ricordato parecchio. Mi chiedevo se fosse una mia sensazione o fosse a tutti gli effetti un’influenza.

Sì, gran parte della strumentazione è la stessa, gli stessi sintetizzatori e, più semplicemente, il modo di lavorare in studio.

Credo che le collaborazioni con Steve Von Till e Anna Von Hausswolff siano un valore aggiunto all’album. Come vi è venuta l’idea di collaborare con loro?

Oh, ottima domanda. Beh, entrambe queste collaborazioni su “Thrice Woven” sono state propiziate da Randall Dunn, il produttore con cui abbiamo lavorato per tanti, tanti anni. È un grande amico, un mentore per me nello specifico. Sapevamo di volere una voce sul disco: nel caso di Steve Von Till, volevamo una voce di… [sospira] di qualcuno che potesse incanalare una grande verità dal proprio cuore, riguardo il nostro vivere sulla Terra, l’attenzione che riserviamo alle stagioni, la gratitudine per la vita qui. Volevamo che fosse una voce di qualcuno più anziano di noi, saggio, l’abbiamo detto a Randall e lui ha risposto «Bene, allora dovreste chiamare Steve Von Till», e questo è quanto. Per ciò che riguarda Anna, volevamo la voce di una donna, una voce che suonasse come l’acqua fredda e grigia, perché è così il luogo in cui viviamo: nel Nord, dove l’acqua salata, d’inverno, è molto fredda e molto grigia. Anna Von Hausswolff ha la voce perfetta e Randall ha fatto in modo di metterci in contatto.

Sono d’accordo, Steve ha una voce davvero profonda e tormentata. È uno dei punti salienti del disco. Ho notato poi che Kody Keyworth è un membro fisso della band, adesso; correggimi se sbaglio. Ha partecipato anche lui al processo di scrittura?

Un po’. Vedi, Nathan e io abbiamo iniziato a lavorare ai riff, non so, intorno a dicembre 2015. Abbiamo lavorato da soli per tre o quattro mesi in studio, nell’oscurità invernale, solo noi due. Abbiamo messo insieme gran parte del disco da soli e alla fine del processo qualcosa è scattato: ci era finalmente chiaro che Kody fosse una parte della band tanto quanto Nathan e me. È un vero fratello per noi, parliamo nella stessa lingua. È stata una bellissima rivelazione e dare il benvenuto a questo spirito e questa energia ci ha aperto un nuovo universo.

Per quanto riguarda le tematiche, la mitologia europea e nordica nello specifico è un elemento importante nel lavoro. C’è una ragione specifica per questa scelta?

Sì, la adoro. Prendi la copertina del disco. In quell’immagine c’è Týr, il dio della giustizia e della verità, che sta mettendo la sua mano nella bocca del lupo Fenrir. Ci sono così tanti elementi in quella storia: c’è il coraggio, il fatto che lui sia disposto a perdere la mano per porre freno alle forze del caos e della distruzione. Allo stesso tempo è il dio della verità, ma nonostante ciò è costretto a raccontare una menzogna al lupo. Non è facile, lo vedi? A volte la vita degli esseri umani è così, non c’è una risposta ben chiara. È la mitologia nordica, così come tutta la mitologia, tutte le storie antiche, che ci insegna come vivere la vita. Le storie antiche sono il luogo da dove traggo la mia ispirazione e la mia saggezza.

Di recente siete stati in tour in Europa e ho avuto l’occasione di vedervi per la prima volta al Brutal Assault. Ero piuttosto indietro nella folla e non sono riuscito a vedere niente, ma l’atmosfera era fantastica. Cercate di creare una connessione con il pubblico o siete totalmente immersi nella vostra musica?

No, no. È una celebrazione, un’esaltazione e una comunione con il pubblico, sempre. È il motivo per cui lo facciamo. Lo studio è un posto solitario, solo noi tre, con i nostri, non so… i nostri demoni, i nostri angeli, le nostre delusioni, le nostre storie. Poi, quando il disco esce, quando andiamo in tour, siamo di nuovo con la gente: è un momento di unione e sono estremamente grato ai fan, un grande amore nei confronti di chi viene ai nostri concerti. Ci penso ogni giorno, il mio cuore ne è pieno.

Siete sempre stati legati alla natura e, tristemente, questo non è il periodo migliore per l’ambiente e simili. Qual è la tua opinione riguardo i problemi ambientali e tutte le minacce odierne?

Sono un musicista, tutti i miei sentimenti sono lì, nella musica. È ovvio: ci sentiamo col cuore spezzato, ma allo stesso tempo colmi di gioia e speranza.

Il Nordovest è stato un punto focale per la scena Black Metal americana, con molte band valide e il filone «Cascadian Black Metal», del quale siete considerati tra i gruppi di punta. Cosa ne pensi di questa eredità e della scena che si è sviluppata dopo i vostri primi dischi?

Mmh. Mi fa sentire bene. Sai, noi osserviamo sempre le altre band, perché dobbiamo trovare chi portare in tour con noi. Ci sono un sacco di band giovani che lavorano con lo stesso spirito dei Wolves In The Throne Room. C’è amore per la terra in cui viviamo, il desiderio di vivere in modo bilanciato, in modo positivo, alla vecchia maniera. Non è soltanto la musica, si tratta dei vari luoghi e le culture, i luoghi che amo e le persone che amo.

Al di fuori della band, che musica ascoltate di solito? Sempre metal o avete, non so, un peccato di gola?

Oh no, non ci sono peccati nella musica, amo tutto ciò che ascolto! A volte è metal, altre… [sospira] dio, così tanta roba. Posso dirti un gruppo che ascoltiamo molto: io, Nathan e Kody amiamo i Coil. Li conosci?

No, mai sentiti.

Oh, li amo davvero tanto. Sono nella stessa famiglia in cui trovi Psychic TV, Throbbing Gristle, sono band Industrial inglesi. Vecchia scuola.

Ah, ok. Non conosco la scena…

[ride] Dagli un ascolto. Incoraggio sempre la gente ad ascoltare i Coil, se vogliono i loro cervelli aperti in due.

D’accordo, lo farò! Una domanda correlata, in qualche maniera: cosa fate per rilassarvi? Vi immagino a vagare per le foreste, ma magari è un cliché, più che altro… o magari no.

No, no, tutto vero! È l’unico modo per… intendo dire, è il posto da cui viene la mia musica. Sono fortunatissimo ad avere questa bellezza nella mia vita: esco fuori dallo studio e ci sono mille acri di alberi antichi e bellissimi, ruscelli, il tutto che si spinge fino al mare. Le piante, gli animali, gli alberi, i vecchi spiriti: questa per me è musica, è da dove proviene tutto.

Davvero unico. Posso capire in un certo modo, vivo in un’area dove in quaranta minuti puoi raggiungere le montagne, il mare… è bellissimo essere circondati dalla natura nelle varie forme.

Già… in che città vivi?

Udine, nel nord-est italiano, vicino ad Austria e Slovenia.

Ah, quindi sei lassù nelle Alpi!

Sì, anche se in realtà sono siciliano, è un ambiente molto diverso da quello delle mie origini.

Sì, mia moglie ha sangue siciliano!

Davvero?

È italo-americana fino al midollo, ha parenti in Sicilia e a Napoli…

Wow, che città, se ti ricordi?

Aaaahhh… mi toccherà scoprirlo! Sua nonna era di lì, poi ha sposato uno del nord.

Bene, abbiamo finito, è stata una chiacchierata molto piacevole. Grazie del tuo tempo!

Grazie mille, è stato bello parlare con te!

Grazie, buona… aspetta, che ora è lì adesso?

Adesso sono le due del pomeriggio, quindi… qui a nord il sole inizia a tramontare, ci avviamo verso sera.

Bene, io credo che andrò direttamente a letto visto che sono le 11:00 di sera passate… grazie, buona serata!

Anche a te, ciao!

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