ZAPRUDER

Gruppo:Zapruder
Line-up:

  • Isaac – Voce
  • Etienne – Chitarra
  • François – Basso
  • Fiak – Batteria
  • Clément – Sassofono
  • Amaury – Produzione

 

 

Il secondo album degli Zapruder è stata una scoperta interessante, andiamo quindi a conoscere meglio questa band post-mathcore francese.


Benvenuti su Aristocrazia Webzine. Come va?

Zapruder: Ciao! Grazie dell’intervista. Tutto bene.

Partiamo dalle domande basilari: perché avete scelto Zapruder come nome per la vostra band?

Etienne: Ricordo che un giorno stavo ascoltando un programma storico della radio pubblica francese, un paio di settimane dopo aver iniziato, François e io, a ricercare persone con cui suonare. E il programma citò quel tizio che casualmente filmò l’omicidio di Kennedy. E quel tizio, un immigrato dall’Ucraina che cuciva vestiti per donne, si chiamava Abraham Zapruder. Non sono nato in Ucraina, né sono un sarto, ma pensai che suonasse figo.  Non trovando idee migliori, è rimasto così.

François: All’inizio, pensammo che potesse essere interessante renderlo concettuale, tipo farlo diventare un simbolo dell’impatto dei media sulla nostra società e così via, ma ci rendemmo conto subito che erano cazzate da nerd.

Sul sito della Apathia Records, Amaury Sauvé è descritto come «eterno tecnico e ora sesto membro della band»: com’è costituita la vostra formazione?

Etienne: Abbiamo Isaac alla voce, François al basso, Fiak alla batteria, Clément al sassofono e io alla chitarra. Abbiamo registrato con Amaury fin dal primo EP nel 2012 e ci ha aiutiati a crescere come musicisti e compositori, con il suo modo di lavorare e le sue note approfondite come produttore. Ci ha supportato davvero molto musicalmente, però non suona con noi.

Uno dei vostri componenti si è trasferito in Canada, mentre il resto della band è ancora in Francia. Cosa è cambiato dopo questo evento?

Etienne: Abbiamo incontrato questa difficoltà fin dall’inizio: un anno dopo la formazione della band, ci siamo trasferiti in città diversi, quindi conoscevamo già questo tipo di relazione a distanza. Molte cose necessarie per lavorare a distanza (abituarsi a non provare spesso, imparare strumenti per scambiarsi idee online e provare da soli, ecc.) sono parte della nostra esperienza già da un po’. Non è per forza facile e ci ha obbligati a rallentare le cose e concentrare i tour in periodi di tempo specifici invece di accettare proposte a caso.

Isaac: Sono io la pecora nera, mi sono trasferito in Canada tre anni fa. È una bella domanda, ma come Etienne ha già detto eravamo già abituati a lavorare in questo modo, anche se non era una relazione transatlantica. Sto provando a tornare a casa almeno una volta all’anno per un lungo periodo, quindi ci organizziamo per fare qualcosa di veramente importante così che ne valga la pena. Studio, tour, composizione, bere. È curioso, ma penso che questa relazione a distanza ci ha resi più vicini, perché ogni momento è importante sia come amici che come band.

Nonostante la distanza, la bromance è più forte che mai, tanto da essere uno dei temi del vostro album eponimo, insieme ad amore, sesso e libertà. Come scrivete i testi per le vostre canzoni?

Isaac: Ho uno strano modo di lavorare. Di solito non scrivo i testi fino all’ultimo minuto, perché mi concentro su come la voce dovrà combinarsi con la musica. Quindi canto un linguaggio stupido tipo quello dei Sims o un inglese sbagliato, giusto per capire dove mettere la voce e per concentrarmi sull’intensità e il ritmo. Per questo album sono andato oltre e ho deciso di scrivere in studio, perché credevo che dovesse essere fatto insieme a tutti fino in fondo. Ho scritto velocemente, mi sentivo davvero libero. È sicuramente il nostro album più personale. Parla di argomenti seri come il consumismo, l’emigrazione, l’amore, l’amicizia, il sesso, ma ha anche diversi significati e ogni canzone fa riferimento alle nostre storie personali, a volte in modo divertente e altre in modo più brutto.

Le band con membri che vivono in stati diversi non sono così rare al giorno d’oggi, ma ognuna ha il proprio modo di comporre. Come collaborate durante la fase di scrittura?

Etienne: Per questo album è stato molto semplice: ci siamo chiusi una settimana in una stanza squallida per provare. Ogni giorno lavoravamo ai riff proposti da qualcuno e ogni notte facevamo baldoria e raccoglievamo idee per il giorno dopo. Non voglio sembrare arrogante, ma abbiamo scritto il tutto in meno di una settimana e non abbiamo modificato molto successivamente.

Isaac: È stato fantastico vivere un momento simile. Una settimana intera insieme, mangiando buon cibo, bevendo roba ottima e concentrandoci sulla musica. Non lo avevamo mai fatto prima ed è stata una fantastica esperienza di amicizia e creazione.

I The Dillinger Escape Plan e i Daughters sono sicuramente tra le vostre fonti di ispirazione, ma è facile sentire che c’è molto di più nella vostra musica; ho perfino nominato i Morphine nella mia recensione. Quali band considerate importanti per il vostro stile?

François: Mi fa sempre ridere l’idea del FFO, dato che non ho mai ascoltato il 50% delle band a cui veniamo comparati. Potremmo elencare tutte le band che hanno avuto un’influenza sui nostri gusti musicali, oppure dire che siamo dei geniacci che cercano di creare qualcosa di nuovo. Queste due risposte sarebbero noiose e pretenziose allo stesso tempo. Considero la creazione di musica come la diversità genetica: è un processo senza confini influenzato e selezionato da variabili ambientali, che sono più numerose di quanto possiamo immaginare. E se proviamo a capire, osservando solo un parametro alla volta, la visuale sarà molto limitata e influenzata dal tuo percorso.

Etienne: …Ma ci rendemmo conto subito che erano cazzate da nerd.

A quanto pare, il kanji al centro della copertina di Zapruder ha un significato molto profondo: potreste spiegarci come è legato all’album?

Etienne: È legato in modo specifico a un brano dell’album, ma preferisco non dare ulteriori spiegazioni.

Isaac: Ha anche un significato specifico che dipende dalla coesione col lavoro grafico, a cura del fantastico Chien Bleu.

Il 2018 è ormai finito e anche noi abbiamo pubblicato le nostre playlist annuali. Quali sono stati i vostri album preferiti?

Etienne: You Won’t Get What You Want dei Daughters. Senza dubbio. Quella roba mi dà i brividi e mi fa venire voglio di ballare nudo sulle strade del centro di Baltimora. Lo adoro. Anche Loved dei KEN Mode è un ottimo album. Li ho visti dal vivo un paio di settimane fa ed è stato fantastico.

François: Anche io adoro l’ultimo lavoro dei Daughters. Anche i The Armed hanno realizzato un ottimo disco, pazzesco e intenso.

Isaac: Credo di essermi perso molto quest’anno, non ho avuto tempo di ascoltare gli album di Zeal And Ardor e Between The Buried And Me, ma direi Daughters, Sleep, Coilguns, Huata e Infant Island.

Ultima domanda: come ci si sente a comporre musica camminando nudi e facendo bodybuilding con borse piene di bottiglie?

Etienne: Ci sono parti del processo compositivo che non sono sicuro di ricordare. Questa deve essere una di quelle.

François: Forte & sexy.

Isaac: Fottutamente stupido.

Ok, direi che è abbastanza; grazie del vostro tempo. Se volete, potete lasciare un messaggio ai nostri lettori.

Etienne: Sabato scorso ho perso un guanto di pelle sulla linea 4 della metro di Parigi. È nero. Se qualcuno dovesse trovarlo, lo mandi alla brave gente di Aristocrazia Webzine per la loro collezione di guanti di pelle.

Isaac: Non abbiamo mai suonato in Italia, ma lo faremo presto!

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