IT CAME FROM OUTER SPACE #13

JUDGE DREAD – Big Tin

Informazioni
Gruppo: Judge Dread
Titolo: Big Tin
Anno: 2000
Etichetta: The World Famous Harry May Record Co.
Autore: ticino1

Stivali da lavoro, bretelle e teste pelate… Ska… e un musicista bianco che entra nelle classifiche giamaicane con un pezzo reggae… pensate che io sia impazzito? Forse il pazzo era Judge Dread che s'innamorò delle sonorità tipiche per le Antille grazie ai suoi vicini immigrati da tanto lontano. Sì, lui è il padre di quel genere che mescola la musica europea con quella africana e tanto amata dagli skins dello "Spirit of 69". La provocazione ivi contenuta era il risultato di una lingua che tagliava il ferro e abile a celare frasi triviali in testi divertenti. Il suo pionierismo portò l'Etiopia a nominarlo cittadino d'onore, dopo che Alexander Minto Hughes, questo era il suo nome civile, raccolse fondi per aiutare le vittime della fame in quell'angolo d'Africa. The Judge lasciò questo mondo come ogni intrattenitore desidererebbe gli succedesse: sul palco. Un infarto lo stroncò a Canterbury durante un suo concerto; era il 1998.

"Judge Dread's Big Tin" vi racconta la sua storia.


TERRA TENEBROSA – The Tunnels

Informazioni
Gruppo: Terra Tenebrosa
Titolo: The Tunnels
Anno: 2011
Etichetta: Trust No One Recordings
Autore: Advent

Uccidete i Breach, fate un rito vodoo e godeteveli nel loro marciume zombi. Terra Tenebrosa: maschere per spaventare, un concept di versi inafferrabili per annientare la mente. "The Tunnels" è un album che vuole incutere una certa presenza nell'atmosfera di chi lo ascolta. Annoia chi vuole qualcosa di diretto, cattura e inghiotte chi cerca l'abisso. Oscurità drone, oscillazioni sludge e psichedeliche destrutturate in una veste industrial affine al black. "The Tunnels" è per ora il primo passo di un trio malato e grottesco, quale sarà il prossimo?


SKRILLEX – Leaving

Informazioni
Gruppo: Skrillex
Titolo: Leaving
Anno: 2013
Etichetta: OWSLA
Autore: Insanity

Ho perso il conto delle risate ironiche che ho ricevuto come risposta alla mia affermazione "Skrillex è un buon artista". Ultimamente però sono un po' cambiate le cose, il suo ultimo EP ha fatto cambiare idea a un bel po' di persone. Le tre tracce di questo lavoro ci mostrano infatti uno stile più oscuro e grigio, l'influenza di Burial è più che evidente; ma il nostro Sonny non è il solito, ennesimo, banale clone del "fenomeno" inglese, riesce invece a prenderne gli elementi che lo caratterizzano facendoli propri e rielaborandoli secondo il suo stile: l'impronta "Skrillexiana" è in effetti ancora evidente nonostante l'ingresso di nuovi elementi, e questo fa la differenza. In barba a chi si lamentava che sa solo "droppare".


CCCP FEDELI ALLA LINEA – 1964-1985 Affinità-Divergenze Fra Il Compagno Togliatti E Noi Del Conseguimento Della Maggiore Età

Informazioni
Gruppo: CCCP Fedeli Alla Linea
Titolo: 1964-1985 Affinità-Divergenze Fra Il Compagno Togliatti E Noi Del Conseguimento Della Maggiore Età
Anno: 1985
Etichetta: Attack Punk Records
Autore: 7.5-M

Avevano un istrione sul palco che si rollava catene tra i denti, era un poco presunto fascistoide, e faceva lo spogliarellista. Avevano una trasformista che, di contro, si riempiva nel minor tempo possibile di vestiti. Erano in tre, soli. Due suonavano, uno cantava. Venivano dall'Emilia, passando per Berlino (Est, Ovest?). Facevano Punk filosovietico e musica popolare emiliana. Questo era il loro primo lavoro. Un monumento di metallo senza una linea precisa (perché in realtà la linea non c'è, non l'ha disegnata nessuno, anche se in molti si sono presi la responsabilità di farlo). Una statua in movimento. Un'estasi! Lode a Mishima e a Majakovskj! Sono scomparsi, perché ne avevano voglia, e lo hanno fatto contando solo sulle proprie forze, quando il Monumento che li teneva in piedi è caduto. Ricordarli, senza nostalgia, ci sconvolge ancora! Ed il monumento ci pare essere ancora lì, enorme. CCCP, altro che buoni uomini!


VERDENA – Verdena

Informazioni
Gruppo: Verdena
Titolo: Verdena
Anno: 1999
Etichetta: Black Out / Universal Music Italia
Autore: M1

Da adolescente guardi il mondo con occhi incontaminati e puri, vivendo sempre intensamente le situazioni e le novità, ti apri quindi all'esterno, all'altro da te, energicamente. In questa fase però inizi a conoscere anche te stesso e il tuo lato "oscuro", quello più introverso, cupo, malinconico, generato da chissà cosa: le ingiustizie nel mondo? Le difficoltà percepite tutti i giorni? La natura umana?

I Verdena sono stati il mio incipit musicale di questa particolare "avventura", l'espressione di malessere e disagio messa in note da tre ventenni bergamaschi all'esordio, con tutto il relativo carico di naturalezza, semplicità e ingenuità che solo a distanza di anni si può percepire. Dentro "Verdena" si trovano il gusto agrodolce di "L'Infinita Gioia Di Henry Bahus", la dolce carezza di "Vera", gli sbalzi umorali di "Dentro Sharon", l'energia di "Viba", l'urlo disperato di "Ovunque". Anni che non torneranno mai più.


NIRVANA – In Utero

Informazioni
Gruppo: Nirvana
Titolo: In Utero
Anno: 1993
Etichetta: DGC
Autore: Dope Fiend

Laddove ha inizio la maturità, prende forma la consapevolezza, la quale, a sua volta, genera strazianti riflessioni sulla vita, sul mondo, su tutta la merda che ci circonda. Amarezza, follia, acidità esistenziale e cinismo sono dunque i frutti derivati dal grembo della maturità, sia essa artistica o intellettuale. E chi può gettar biasimo, quindi, nel momento in cui la dimostrazione della raggiunta maturità diviene testamento artistico e morale, riflesso bollente, rabbioso e geniale del tormento, figlio di un'esistenza contro la quale non si è in grado di lottare?

…as my bones grew they did hurt, they hurt really bad…


MAD SEASON – Above

Informazioni
Gruppo: Mad Season
Titolo: Above
Anno: 1995
Etichetta: Columbia / Sony Music
Autore: Mourning

Una superband, questo erano i Mad Season. Il solo pensare che membri di Alice In Chains, Screaming Trees e Pearl Jam potessero unire le forze per dare vita a un disco era un sogno che si realizzava.
Purtroppo l'album partorito dalla compagine nata per volere di Mike McCready e del bassista dei The Walkabouts John Baker Saunders sarebbe divenuto, oltre che un tassello musicale da annoverare assolutamente nelle nostre collezioni, il canto del cigno sia per John che per il più noto e maledetto Layne Staley. Il disco è arte allo stato puro che unisce rock e blues e nel quale spuntano le figure di Mark Lanegan alla voce e Sherik al sax ad aumentarne i valori già estremamente brillanti.
"Above" è un lavoro che una volta ascoltato non si dimentica, così riflessivo, elegante e malinconico, lascia il segno. È quello che si può definire un capolavoro con la "C" maiuscola.


IL TEATRO DEGLI ORRORI – Il Mondo Nuovo

Informazioni
Gruppo: Il Teatro Degli Orrori
Titolo: Il Mondo Nuovo
Anno: 2012
Etichetta: La Tempesta
Autore: Istrice

È passata parecchia acqua sotto i ponti dai tempi de "Dell'Impero Delle Tenebre", opera con cui Il Teatro Degli Orrori aveva dato una sferzata alla scena indie rock di casa nostra. Disco graffiante, pregno, corposo, in cui Capovilla stesso, per la prima volta alle prese con l'italica favella e abbandonato l'inglese, sembrava aver trovato la sua giusta dimensione artistica.
Il successo di "A Sangue Freddo" li ha resi una delle band più in vista della scena "underground" (ma vogliamo veramente chiamarla così?) italiana. E poi? E poi il declino, lento, ma inesorabile, fra cambi di formazione e ritorni di gente che ne era uscita. Capovilla si monta la testa e si reinventa poeta del nuovo millennio, ostentando un certo snobismo intellettualoide davvero fastidioso, e le scarse idee musicali rimaste si concretizzano con una superficiale deriva pseudo-cantautorale ne "Il Mondo Nuovo", disco la cui inutilità è seconda solo alla sua bruttezza. I testi sono sterili e pleonastici, le melodie banali, i tentativi di dare un tono ai brani inserendo richiami etnici, violini e quant'altro totalmente vani. E come se non bastasse il sound nel complesso è mutilato della sua componente noise per renderlo totalmente omologato, piatto e commercialmente fruibile.
Un disco che, per dirla in gaelico arcaico, fa cagare.

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