IT CAME FROM OUTER SPACE #7

IT CAME FROM OUTER SPACE #7

ANTONIO VIVALDI – Opus 7, Concerto Numero 3 In Sol Minore, RV 326

Informazioni
Gruppo: Antonio Vivaldi
Titolo: Opus 7, Concerto Numero 3 In Sol Minore, RV 326
Anno: 1717
Etichetta: varie
Autore: 7.5-M

Terzo concerto di dodici, opera settima di Antonio Vivaldi. Tre movimenti: Allegro, Grave, Presto. Sol minore. Tutto si innalza, rallenta, il solista viene correndo verso di noi e a cascata ci giungono tutti gli altri strumenti addosso, in movimenti commoventi, tesi, nervosi e drammatici. Una composizione lucidissima, ricca di contrasti, di tonalità aperte, di fughe e di riprese. Un momento solo, è già tutto finito. Non siamo più nel Settecento. Non eravamo più nemmeno nel XXI secolo. Eravamo altrove.


PROPHILAX – Analive

Informazioni
Gruppo: Prophilax
Titolo: Analive
Anno: 2005
Etichetta: Ammonia Records
Autore: Mourning
 

Demenzialità, irriverenza, parolacce e ossessione per il sesso coniugate all'heavy metal? I Prophilax. La band capitolina ripercorre la sua breve carriera iniziata nel 2004 con un doppio live di oltre due ore di durata nel quale ripropone dei classiconi come "Dora Daccela Ancora", "Alice Nel Paese Dei Cazzi", "Mano" e la gigantesca "Pornografia Unica Via". È un disco per soli uomini? Certo che no, è per chiunque si voglia fare due risate. Ascoltando i brani sarà facile ritrovarsi in alcune cose; a meno che non siate degli erotomani ossessivo-compulsivi. Divertenti, sporcaccioni e metal.


ASTROSONIQ – Soundgrenade

Informazioni
Gruppo: Astrosoniq
Titolo: Soundgrenade
Anno: 2002
Etichetta: Freebird Records
Autore: ticino1

LSD? Granate? Bombe di erba? Ma dai, no! Stono? Io, mai, al massimo stonato. Muri di suono ti penetrano i canali auricolari? Ottimo. Granate ti sfaldano i timpani? Magnifico. È metal? No. Cosa è allora? E chi lo sa? Astrosoniq… Olanda… papaveri… Coffee Shops… Stoner ancora? Beh, forse… non è metal, ma chi se ne frega? Bel disco, non stonato, però forse stono sì. Da ascoltare? Sicuramente! Pensate di avere perso la testa per una donna? Dopo avere gustato questo disco ci crederete… oppure no.


CRUCIFIX – Dehumanization

Informazioni
Gruppo: Crucifix
Titolo: Dehumanization
Anno: 1983
Etichetta: Corpus Christi
Autore: Dope Fiend

Guerra, terrore, sangue e bombe. Spruzzate di Discharge e di Dead Kennedys. Istinto, dolore, rabbia e odio. Musica scarna, acida, veloce e tagliente. Miscelate tutto insieme e otterrete "Dehumanization", l'unico full dei Crucifix, datato 1983. Una delle pietre miliari per l'Hardcore Punk, così come uno dei punti di slancio del D-Beat. Rumore e tortura trasformati in musica, confusione e marciume passano attraverso la scellerata gola di Sothira Pheng e i riff divengono una potentissima scarica di sanguinolento disprezzo. Questo è "Dehumanization" e non necessita di parole, soltanto di ventitrè minuti di tempo per farvi capire definitivamente quanto faccia schifo la società in cui siete stati cagati.
 
…you're no longer human, something that's sickly…


LITFIBA – Desaparecido

Informazioni
Gruppo: Litfiba
Titolo: Desaparecido
Anno: 1985
Etichetta: I.R.A. Records
Autore: M1

I Litfiba e Piero Pelù mi sono sempre stati simpatici, questione di pelle, dato che non posso ritenermi né un conoscitore attento, né un fan della band. Questa simpatia è riuscita addirittura a farmi apprezzare un disco, "Desaparecido", basato su di una componente da me odiatissima: gli insulsi e irritanti suoni sintetici new wave! Avete letto bene, non li posso sopportare e tanto per farvi capire la gravità della cosa credo di essere l'unica persona al mondo, preparatevi allo shock (!), alla quale sia piaciuta di più la cover dei Lacuna Coil di "Enjoy The Silence" rispetto all'originale dei Depeche Mode. Tornando ai Litifiba, il disco in questione possiede pezzi davvero intensi come "Eroi Nel Vento" (non voglio pensare a cosa sarebbe potuto diventare in versione rock dura; in "Sogno Ribelle" la reinterpreteranno con la chitarra protagonista) o "Istanbul" e in generale una carica sognante e onirica accentuata, che si mantiene inalterata ancora oggi, a distanza di ventisette anni.


NENIA – La Casa Del Dolore

Informazioni
Gruppo: Nenia
Titolo: La Casa Del Dolore
Anno: 2000
Etichetta: Beyond Productions
Autore: Insanity

Un titolo un programma. L'angoscia è quasi tangibile nell'album di debutto dei nostri connazionali Nenia, un disco di Dark Ambient-Darkwave sperimentale in cui le urla e i pianti si appoggiano su basi a volte malinconiche, altre ossessive, ma sempre e comunque oscure. Un disco consigliato a chi vuole farsi del male musicalmente, a chi vuole ascoltare il dolore. Entrate nella casa del dolore, e soprattutto sperate di uscirne. Per rientrarci.

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