AC/DC – Rock Or Bust World Tour (07/06/2015 @ Letzigrund Stadion, Zurigo) | Aristocrazia Webzine

AC/DC – Rock Or Bust World Tour (07/06/2015 @ Letzigrund Stadion, Zurigo)

Evento: AC/DC – Rock Or Bust World Tour
Data: 07/06/2015
Luogo: Letzigrund Stadion, Zurigo, Svizzera
   
Gruppi:

 

Dicembre 2014: i biglietti per il concerto degli AC/DC al Letzigrund, stadio del Grasshopper Club Zurigo, sono esauriti. Come spesso succede in questi casi, il pubblico rimasto a bocca asciutta approfitta del bis commerciale: una seconda prevendita per la domenica seguente il concerto del 5 giugno 2015.


Vintage Trouble

BRUTAL ASSAULT 2013 - Parte II

Il freddo sembra essere definitivamente passato, un quintetto in calzoncini corti si mette in marcia questo pomeriggio domenicale per onorare la presenza degli Australiani più conosciuti su questo pianeta. Zurigo sarà la città più grande della piccola svizzera, ma soffre delle stesse malattie di mamma: mancanza di spazio. La gente si accalca attorno alle entrate e soffre della canicola che dura ormai da qualche giorno. Una volta decifrata la metodica di distribuzione delle persone sugli accessi, è facile capire dove conviene accodarsi, magari pure all'ombra. Le formalità d'imbarco sono sbrigate rapidamente dalla sicurezza e ora accediamo all'area, passando davanti a bancarelle piazzate in maniera strategica come monumenti al marketing targato AC/DC e a lunghe code di spettatori in attesa che il prossimo WC mobile si liberi.

Alle sette, come previsto, il giovane gruppo di spalla Vintage Trouble si presenta al pubblico con il suo energico cantante di colore Ty Taylor. Il Soul Rock degli Statunitensi ha poco in comune con lo scopo della serata, a parte — forse — il gusto per le tonalità Blues. Gran parte dei presenti sembra ignorare la performance del quintetto, che vive soprattutto di Ty, del suo notevole talento vocale in stile James Brown o Little Richard e del suo notevole impegno come intrattenitore di calibro. Il quarantaseienne incita il pubblico, si muove carismatico sul palco e cerca il contatto con i sostenitori, buttandosi sulle prime file per lasciarsi trasportare dalle loro mani. De gustibus non est disputandum, ma Ty Taylor è un frontman con le contro-palle.


AC/DC

Le previsioni del tempo hanno annunciato solo qualche millimetro di pioggia, ma il cielo diventa sempre più scuro e minaccioso sopra il lago. Ci consoliamo con la frase «tanto cadranno solo quattro gocce».

Angus Young (60) e Brian Johnson (67) sono oggi le colonne portanti di una leggenda nata nel 1973. Molti di voi avranno letto le tragiche vicende legate alla malattia di Malcolm e ai problemi giuridici di Phil Rudd, ma ci vuole molto di più per intaccare la grinta granitica della formazione. La platea è concentrata sugli avvenimenti in questo stadio esaurito anche nella seconda serata ed esplode quando sugli schermi appare la pomposa scenografia d'apertura con immagini dell'allunaggio visto dall'ottica AC/DC."Rock Or Bust" è forse l'inizio più timido da scegliere per attizzare la miccia, tuttavia il pubblico — già caricatosi di adrenalina durante la pausa — segue ogni movimento sul palco, applaude, partecipa e urla a squarciagola. Angus ha perso un poco di energia rispetto al tour di "The Razor's Edge", ma sessant'anni in quella forma e con quella forza sono ancora invidiabili.

La selezione delle venti canzoni è incentrata sul passato, lasciando spazio a soli due dischi dell'ultimo quarto di secolo, "Black Ice" e "Rock Or Bust". Il pubblico è molto eterogeneo. Alcuni spettatori con il diploma di esperto delle canzoni AC/DC che suonano alla radio saltellano e danzano, ondeggiando con gaudio al ritmo di "Rock'N'Roll Train", mentre quelli veri si esaltano cantando a squarciagola il testo di tracce meno gettonate come "Shot Down In Flames". L'energia sprigionata dal gruppo, la spettacolare scenografia, l'eccellente qualità sonora e le scarse pause aumentano il piacere del pubblico, piacere disturbato solo dallo sguardo verso l'alto, verso quelle minacciose nuvole nere e gialle forse cariche di grandine e acqua, accompagnate da qualche fulmine che offre la coreografia adatta all'introduzione di "Thunderstruck". Gli ultimi otto pezzi sono odi al glorioso passato e fino a "Whole Lotta Rosie" ancora asciutti. La dama con il seno prosperoso e le forme orgiastiche paiono stimolare le cataratte che poco a poco si aprono. Angus celebra il suo assolo ascendendo grazie a una piattaforma mobile verso il paradiso del Rock, solo soletto nel bel mezzo del palco e accompagnato dal boato del pubblico che lo sostiene, partecipando a ogni suo gesto di sollecito… e da qualche tuono in sottofondo.

La melanconica "For Those About To Rock" è accolta con un poco di dispiacere dagli accaniti come il sottoscritto, che riconoscono in questo pezzo il finale di un concerto pieno di soddisfazioni e sudore.


Abbiamo avuto fortuna. Le mantelline coprono già i corpi di alcuni presenti, ma la quantità di pioggia è sopportabile. Poco più tardi, andando verso l'auto, ci troveremo nel bel mezzo di un violento nubifragio con grandine, tempesta e molto più. Questa però è un'altra storia…