AGALLOCH – Lucifer Over Europe 2013 Tour (17/05/2013 @ Rock’N’Roll Arena, Romagnano Sesia)

Evento: Agalloch – Lucifer Over Europe 2013 Tour
Data: 17/05/2013
Luogo: Rock 'N' Roll Arena – Romagnano Sesia, Novara
   
Gruppi:

  • Agalloch
  • Fen
 


BRUTAL ASSAULT 2013 - Parte IIQuasi un lustro è trascorso dalla prima calata in terra italica della band di Portland, un ricordo per certi versi lontano, per altri ancora vivo nella memoria, e nonostante il tempo cambi tante cose, quando ci si dirige a un concerto degli Agalloch (tre su tre per il sottoscritto, per Bosj e per il nostro onnipresente socio Michelino) l'atmosfera ha sempre una sfumatura leggermente diversa. Attesa ai massimi livelli, nonostante la nostra familiarità con la band sia ormai consolidata, dettata dall'annuncio largamente pubblicizzato delle due ore di concerto, un tempo ben più consono alla proposta musicale del gruppo, sempre limitatosi a concerti da poco più di un'ora nelle sue uscite precedenti.

Tra peripezie varie, arriviamo sul luogo del concerto (che doveva essere in origine il defunto Circolo Colony) giusto in tempo per assistere all'entrata in scena degli anglosassoni Fen, ma il tour alla bancarella e soprattutto i saluti e i convenevoli con amici trovati in loco ci distraggono colpevolmente dalla loro esibizione. Va detto che nei brevi momenti d'attenzione poco capivamo di quanto stesse succedendo sul palco, con la chitarra totalmente sotterrata dalla batteria e dal basso. Mi riservo di rivalutarli se ce ne sarà nuovamente l'occasione.

Arriva il momento atteso, cessano le chiacchiere e ci si focalizza sullo spettacolo nascituro. L'applauso del pubblico, non numerosissimo, ma comunque discreto se si considera che è la seconda venuta in due anni, e in quest'occasione hanno fatto pure tappa a Roma, si trasforma in ovazione con l'apparizione sul palco del quartetto. L'apertura è affidata all'inossidabile "Limbs", che lascia il passo a "Ghost Of The Midwinter Fires", unico estratto dal recente "Marrow Of The Spirit", e probabilmente uno dei migliori pezzi dell'album in questione. I suoni sono più che discreti, i Nostri sono in ottima forma e martellano una pregevole "Falling Snow" prima di proporre agli astanti il nuovo EP "Faustian Echoes" nella sua interezza. Nonostante la lunghezza, il brano riesce a essere ragguardevole e apprezzabile anche in sede live, oltre che su disco.

È lo spartiacque di una serata che da questo punto in poi si trasformerà per il sottoscritto e — posso dire per certo — per altri presenti in qualcosa di più di un semplice concerto.


Arriva il momento revival, il momento di "Pale Folklore" e di "The Mantle". Il rapimento musicale è tale da far perdere le nozioni di tempo e consecutio, per cui mi scuso fin da subito se la scaletta non dovesse essere esatta. Ci si ricorda precisamente di cosa s'è sentito, ma l'ordine, la sequenzialità dei fatti si perde nella memoria. Ed è questa la magia della musica, del live, che vi piaccia o no il gruppo in questione, che vi piaccia o no il genere, che siate appassionati di musica classica o di trip-hop, vi auguro di avere le stesse sensazioni qualche volta in vita vostra. Arrivano "Melancholy Spirit" e la clamorosa "Dead Winter Days" dal debutto, a ricordarci che tutti si muore in primavera, la devastante "You Were A Ghost In My Arms", un inedito per quanto riguarda i concerti in Italia, il cui impatto emotivo è totale, e la classica "In The Shadow Of Our Pale Companion", che a ogni riproposizione riesce a essere incisiva quanto la volta precedente. Un grande scenario di morte e desolazione si distende davanti a nostri occhi, lungo il percorso che porta al termine, che si concretizza in "Kneel To The Cross", cover del celebre brano di Sol Invictus.


La pausa è breve, il ritorno sul palco coincide con l'attacco della suite "Our Fortress Is Burning", proposta praticamente nella sua interezza. "Bloodbirds" è notevole, ma dopo la tirata precedente pare quasi un esercizio di defaticamento emozionale. Nel caos di riverberi delle chitarre di "The Grain" il quartetto saluta ed esce dal palco, concludendo quella che senza dubbio resta la migliore esibizione delle tre da noi presenziate.

Scaletta

  1. Limbs
  2. Ghost Of The Midwinter Fires
  3. Falling Snow
  4. Faustian Echoes
  5. Melancholy Spirit
  6. You Were But A Ghost In My Arms
  7. Dead Winter Days
  8. In The Shadow Of Our Pale Companion
  9. Kneel To The Cross
  10. Our Fortress Is Burning – I
  11. Our Fortress Is Burning – II – Bloodbirds
  12. Our Fortress Is Burning – III – The Grain
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