Impressioni dal Midi Festival di Pechino 2013

BEIJING MIDI MODERN MUSIC FESTIVAL 2013

Evento:Beijing Midi Modern Music Festival 2013
Data:29/04/2013 – 01/05/2013
Luogo:Pinggu, Pechino, Cina
Gruppi:

  • Nova Heart
  • 液氧罐头 [Yeyang Guantou]
  • 激肤乐团 [My Skin Against Your Skin]
  • 战斧 [Tomahawk]
  • Before The Daylight
  • 布衣 [Buyi]
  • Bloody Woods [血森林]
  • 木玛 & Third Party [Muma]
  • 巨蟹座 [Cancer]
  • SUBS
  • 九宝 [Nine Treasures]
  • 脑浊 [Brain Failure]
  • 窒息 [Suffocated]
  • Bubble Beatz
  • Sybreed
  • 痛苦的信仰 [Miserable Faith]

BEIJING MIDI MODERN MUSIC FESTIVAL 2013

La Scuola di Musica Midi — non come il formato per le basi del karaoke o i giochi d’annata, è proprio il nome della scuola — di Pechino (北京迷笛音乐学校) fu fondata nel 1993 e fu la prima in Cina a occuparsi ufficialmente dell’insegnamento di generi “nuovi” come il jazz, il rock, il blues, eccetera. Non dimentichiamo che, fino ai tardi anni ’70, la musica (soprattutto straniera) non aveva avuto vita facile nell’austera epoca maoista, e solo nella seconda metà degli anni ’80 e nei primi ’90 inizia a sorgere un movimento rock di una qualche rilevanza intorno a figure come Cui Jian e Dou Wei. La storia del Midi Modern Music Festival (comunemente noto come Midi Festival) è un po’ la storia della musica rock (e non solo) in Cina.

L’evento nacque come poco più di un saggio di fine anno, con i gruppi formati dagli studenti della scuola, nel 2000. Ottocento spettatori, un solo palco allestito all’interno della scuola stessa e trentasette gruppi distribuiti in una due giorni gratuita. Nell’arco di poche edizioni, nel 2004, il festival fu spostato all’esterno per via del crescente successo (seimila persone quell’anno) e da allora non si è più guardato indietro. Una delle maggiori differenze rispetto ai festival europei è l’eterogeneità della proposta: immagine di un panorama relativamente giovane e quindi non ancora abbastanza “specializzato” da offrire festival di livello specificamente “metal”, “rock”, “elettronici” o altro, per quanto il rock resti in termini numerici la fetta più consistente dell’evento. Il festival si tiene in genere a Pechino nei giorni intorno alla Festa del Lavoro, una delle ricorrenze più importanti in Cina, in modo da permettere anche a chi viene da fuori di godersi questi giorni di musica senza pensare a scuola o lavoro. Tuttavia è ormai diventato talmente grande da avere anche date al sud (nel 2013 c’è stata ad esempio la seconda edizione shanghainese).

Il Midi Festival 2013 di Pechino ha celebrato anche i vent’anni di attività dell’omonima scuola. Io sono stato all’edizione 2011, ma in quell’occasione non ebbi la chance di restare più di un giorno, stavolta sono stato in campeggio per tutti i tre giorni, quindi potrò esprimere un giudizio più completo. Partiamo dalla location, quest’anno il festival si è tenuto nell’area di Pinggu, a circa due ore di autobus verso est dal centro di Pechino (e, nel mio caso, ulteriori diciassette ore di treno notturno, senza letto, da Shanghai). Questo aspetto si è rivelato vincente per certi versi (cielo azzurro e colline verdi, la zona è una pista da sci durante l’inverno, lontano dall’insostenibile smog della città), e scomodo per altri (per raggiungere il più vicino centro abitato bisognava prendere un taxi illegale per quindici-venti minuti). L’area tende è molto vicina all’area concerti, e questa è una cosa positiva, peccato che fosse vietato portare bevande anche lì e non solo ai palchi, con conseguente spreco di letteralmente migliaia di bottiglie prima del controllo di sicurezza. I bagni non erano abbastanza per la mole di gente che ha affollato la tre giorni (circa ventimila persone) e l’assenza di una doccia è stata un fattore piuttosto pesante nel giudizio sull’organizzazione della struttura in generale. La cosa più stramba è il fatto che si poteva entrare e uscire dall’area concerti solo una volta durante una giornata, diciamo quindi che in termini gestionali c’è ancora da lavorare. Tanti gli stand di cibo all’interno, e anche in termini di merchandising e bancarelle di vario tipo non ci si può lamentare. Chiaro, gli standard dei festival tedeschi sono lontani, ma i presupposti sono molto diversi.
Bene, l’organizzazione ha ancora da imparare, ma parliamo della musica, che è ciò che ci interessa di più. Oltre ottanta gruppi distribuiti su quattro palchi (più un altro palco per le band degli studenti), cercando di rappresentare quanti più generi possibili, dal metalcore al folk, passando per la drum and bass e il rock.

Nova Heart

18:50 (Cina – Elettronica – Tang Stage)

Il primo giorno è andato via abbastanza velocemente, tra autobus, montaggio tende e questioni logistiche varie. La prima band che riesco a vedere nel tardo pomeriggio sono i Nova Heart, progetto di rock elettronico fondato a Pechino da Helen Feng, una delle figure più in vista della scena locale negli anni ‘00. Arrivo al palco quando la loro esibizione è già a metà, ma vengo subito rapito dal ritmo incalzante della loro musica a cavallo tra le atmosfere trip-hop e momenti da ballo (quasi) sfrenato. La vocalist è il centro della performance e interpreta i brani in maniera molto personale. I Nova Heart sono già stati in tour all’estero ed è possibile trovarli su Soundcloud con alcuni brani dimostrativi. Miglior band della prima giornata.

液氧罐头 [Yeyang Guantou]

19:50 (Cina – Nu Metal / Crossover – Tang Stage)

Un fenomeno molto interessante in Cina è la relativa popolarità di un genere quale il nu metal / crossover, che tra Stati Uniti ed Europa è praticamente scomparso una decina d’anni fa. Alcune band (Twisted Machine su tutti) a cavallo tra anni ’90 e ’00 introdussero questo stile in Cina e man mano moltissimi gruppi hanno invaso i festival in giro per il paese. Questo gruppo non aggiunge niente di particolare al calderone, se non qualche momento vagamente “reggaeggiante”. Primi cinesi con i rasta di una lunga lista.

激肤乐团 [My Skin Against Your Skin]

21:40 (Taiwan – Indie / Punk Rock – Song Stage)
Dopo una visita ai due palchi minori (un po’ di drum and bass con gli svizzeri Bubble Beatz e di country con i Randy Abel Stable), mi avvio verso il Song Stage. Già si manifestano i primi ritardi sul palco principale, con i My Skin Against Your Skin che iniziano oltre un’ora più tardi rispetto a quanto segnato sul bill ufficiale. Altra nuova scoperta per me, e ancora una band con una donna alla voce, questo gruppo taiwanese mi porta alla mente i Subs (che saranno headliner della seconda giornata) e una decina di band straniere di questo tipo. Pur non brillando per originalità, sono protagonisti di un’ottima esibizione e il pubblico gradisce e balla molto. Bel vestito.

战斧 [Tomahawk]

22:30 (Cina – Nu Metal / Thrash – Song Stage)

Uno dei gruppi storici del nu metal locale, in particolare con il disco del 2001 死城 (Dead City). Il loro stile è più pesante rispetto ai Twisted Machine e si affaccia spesso anche sul groove metal. Primo esempio della particolare concezione di headliner a un festival cinese: nessun gruppo suona più di quaranta o quarantacinque minuti, nemmeno gli ultimi in scaletta. A chiudere la prima giornata saranno proprio i Twisted Machine, ma io ero decisamente troppo stanco dopo le mille ore di viaggio in pochi giorni e non sono riuscito a vederli. Minchia man, i Pantera?

Before The Daylight

13:15 (Cina – Metalcore – Qing Stage)
Il secondo giorno sono decisamente più pronto a vivere il festival nella sua interezza e appena possibile vado a vedere la prima band di giornata su uno dei palchi minori. Il metalcore è uno dei generi più in vista in questi ambienti negli ultimi due o tre anni, e questa band spicca per la presenza di una ragazza alla voce. Lo stile alterna momenti molto grezzi ad altri anche troppo melodici, a volte minando la consistenza dei brani. Un buon gruppo da mezz’ora dal vivo.

 布衣 [Buyi]

16:00 (Cina – Alternative / Folk Rock – Tang Stage)

Dopo un giro tra gli stand e qualche acquisto, è il momento di una delle band storiche e più popolari del rock cinese contemporaneo, i Buyi furono fondati nel 1995, anche se iniziarono a raccogliere consensi su scala nazionale solo verso la metà degli anni ’00. Il nome del gruppo significa letteralmente “vestito di stoffa”, ma in cinese è un modo di indicare le persone comuni; i loro testi sono spesso divertenti e da cantare insieme. Terza volta che li vedo (ma prima all’interno di un festival), Wu Ningyue e soci si confermano padroni del palco e del pubblico, che canta quasi tutte le canzoni. Verso metà concerto, mi dirigo a vedere una band nuova sul Qing Stage, soddisfatto come sempre della prestazione dei Buyi. Consapevolmente divertenti.

Bloody Woods [血森林]

17:00 (Cina – Neofolk – Qing Stage)
Ecco il gruppo che ero più curioso di sentire all’interno della seconda giornata. Mai sentiti nominare prima del festival, scopro presto che si tratta di un complesso legato a 白水 (Bai Shui, “Acqua Naturale”), progetto del polistrumentista simbolo della nascente scena neofolk in Cina. I Bloody Woods sono un side project del suo chitarrista Gu Dao. Il concerto inizia con circa mezz’ora di ritardo per via di problemi tecnici, che ahimé sono stati piuttosto frequenti nell’arco del festival. Questo gruppo originario del Sichuan, a differenza di Bai Shui, guarda dichiaratamente all’Europa, addirittura con qualche testo cantato in tedesco dalla cantante Anna. Sembra di trovarsi davanti a una fusione di Corde Oblique, Neun Welten, Ataraxia, insomma la “nuova” scena neofolk e affini europea. Atmosfere eteree si alternano a ritmi da fiera di paese, i Bloody Woods conquistano lo sparuto pubblico del pomeriggio sul palco minore. Scusati per il ritardo.

木玛 & Third Party [Muma]

19:50 (Cina – Rock Elettronico – Tang Stage)

Ancora una pausa per riposarsi, mangiare qualcosa e guardare distrattamente qualche gruppo da lontano. Quando cala la sera è finalmente il momento di un’altra delle figure simbolo dell’ultima quindicina d’anni di rock cinese: Mu Ma. Fondatore della band quasi omonima Muma 木马 nella seconda metà degli anni ’90, ha iniziato a collaborare dopo qualche anno con i Third Party, passando da un rock alternativo variamente ispirato ai contemporanei occidentali a una proposta dalle venature dichiaratamente più elettroniche. La performance è di livello assoluto, anche la scelta dei video sullo sfondo si rivela vincente e ci si ritrova rapiti dalla musica e a ballare quasi senza accorgersene. Miglior esibizione del festival.

 巨蟹座 [Cancer]

21:20 (Cina – Nu Metal – Song Stage)

Ancora un gruppo con più di dieci anni di esperienza negli ambienti nu metal, che nella sua carriera non ha mancato di sollevare qualche controversia per via dei testi socialmente impegnati. Purtroppo il Song Stage ha continuato ad accumulare ritardi nell’arco della giornata, con i Cancer che iniziano quasi un’ora dopo il previsto. La prestazione è solida e conferma l’esperienza di questo gruppo formatosi sui palchi di Pechino e ancora una volta la vivacità della scena alternativa del nord del paese a cavallo tra anni ’90 e ’00. Professionisti (cit.).

SUBS

22:20 (Cina – Indie / Punk Rock – Song Stage)
La preparazione all’evento principale della giornata soffre ancora qualche ritardo, ma resto speranzoso in attesa degli headliner. I SUBS sono una delle band di maggior successo nella scena punk cinese, forti del carisma della cantante Kang Mao e delle loro esibizioni sempre cariche e coinvolgenti. La loro apparizione sul palco viene accolta con entusiasmo dalla folla e subito si va forte, in una performance che rischia di entrare seriamente in corsa per la migliore del festival. Peccato solo che a metà (circa una ventina di minuti) l’organizzazione decida di chiuderla lì, interrompendo i SUBS senza far completare loro il concerto in un momento alquanto surreale. Occasione sprecata.

九宝 [Nine Treasures]

13:30 (Cina – Folk Metal – Tang Stage)
Il terzo e ultimo giorno si prospetta di discreto interesse fin da subito, con una delle band della recente “nuova ondata” proveniente dalla Mongolia Interna. Da quando gli Hanggai sono venuti fuori intorno alla metà degli anni ’00 con il loro folk rock ballerino, i costumi tradizionali e i testi in mongolo, sono tantissime le band originarie di quella provincia che sperimentano le mescolanze più varie tra strumenti tradizionali e rock / metal di varia intensità (Tengger Cavalry e Ego Fall per dirne due). Dopo aver dato un’ascoltata rapida a un altro gruppo di origine mongola (guarda un po’) sul palco minore, mi dirigo al Tang stage, dove i Nine Treasures hanno raccolto una folla incredibile per l’una di pomeriggio. Sembra la solita proposta, abiti e strumenti tradizionali (come la balalaika) e battute in mongolo con il pubblico presente, ma il gruppo è protagonista di una delle esibizioni migliori dell’intero festival (prima volta al Midi per loro), a mani basse. In questo caso dispiace che abbiano avuto solo trenta minuti, sicuramente scaleranno qualche posizione nel bill in futuro (per quanto possa contare qui, visto che gli headliner non suonano più di una quarantina di minuti). Miglior gruppo emergente.

脑浊 [Brain Failure]

BRUTAL ASSAULT 2013 - Parte II

15:30 (Cina – Punk / Pop / Ska Rock – Tang Stage)
Tanti i gruppi storici in questa tre giorni, in vari generi. Nel caldo pomeriggio dell’ultimo giorno, è il turno del gruppo cardine del punk rock cinese: i Brain Failure sono tra le band più popolari anche all’estero, fondati nel 1997. Il loro show è abbondantemente uno dei più intensi del festival, con il pubblico che pende dalle loro corde e si scatena (addirittura un membro della security si produce in un momento di crowd surfing, memorabile). I Brain Failure sono una delle presenze fisse ai festival maggiori, quaranta minuti di qualità che mettono l’asticella molto in alto per le band successive (e precedenti). “I’m coming down!”.

窒息 [Suffocated]

16:20 (Cina – Thrash / Death Metal – Tang Stage)

Eccoci forse al gruppo più vicino alle competenze di Aristocrazia, una delle prime band di metal estremo a calcare i palchi cinesi. I Suffocated si formarono tra 1996 e 1997 a Pechino e subito segnarono una rottura rispetto al (poco) metal che esisteva nel paese all’epoca. Sono un gruppo live molto solido ormai da anni e un piacere per chi gradisce certe sonorità. Durante la loro esibizione si scatena un discreto mosh e capelli di varia lunghezza roteano ad alta velocità, alla fine mi dirigo verso la tenda per l’ultima pausa prima del gran finale. Metallo.

Bubble Beatz

20:00 (Svizzera – Drum And Bass / Elettronica – Mini Stage)
Uno dei palchi minori del festival è stato dedicato alla musica elettronica, con due gruppi ad alternarsi tre o quattro volte nell’arco di ogni giornata. Credo che sia giusto spendere due parole sui Bubble Beatz, duo svizzero che si è prodotto in show molto coinvolgenti e di discreto appeal nei confronti del non numeroso pubblico. La particolarità di questo progetto è l’utilizzo dei più vari strumenti, pentole, coperchi e bidoni su tutti. I due riescono a far ballare addirittura il difficile pubblico pechinese (che è stato invece molto movimentato, come da tradizione, durante i concerti dei palchi maggiori). Ben due encore per i Bubble Beatz, che sicuramente conserveranno un ricordo positivo di questi tre giorni nella periferia di Pechino. Sudati.

Sybreed

20:40 (Svizzera – Industrial Metal – Song Stage)
I festival cinesi non sono ricchissimi di ospiti stranieri, in genere intorno alla decina di band e raramente headliner. I Sybreed sono forse il nome straniero di maggior richiamo quest’anno, anche loro alle prese con i ritardi ormai inevitabili del palco principale. La loro performance raccoglie una folla notevole e il risultato è pregevole, nei canonici quaranta minuti a disposizione pescano anche e soprattutto dal loro disco più riuscito Antares. Onesto concerto da quasi-headliner.

 痛苦的信仰 [Miserable Faith] 

22:00 (Cina – Nu Metal / Crossover / Rock – Tang Stage)

Attendo un (bel) po’ di tempo per vedere l’inizio degli Escape Plan, capelli a scodella e una massa di pubblico enorme per questo gruppo pop/rock. La folla è esagerata e, dopo due o tre canzoni, è decisamente il tempo di dirigersi al Song stage, siccome è letteralmente impossibile stare tra la gente e uno degli show più interessanti sta per iniziare. Come ormai è abitudine, i Miserable Faith chiudono il festival davanti a un oceano di persone. Un altro dei gruppi storici dei primi ’00, furono tra quelli che hanno gettato le basi del nuovo rock cinese. Sono alcuni anni che la band ha introdotto elementi più vicini al rock o al folk e smussato gli angoli dell’esordio datato 2002, Gao Hu e i suoi ci regalano una grande performance accompagnata da bei video di sottofondo e dal pubblico che canta molte delle canzoni. Qui il nu metal non è (ancora) morto.

Rifare i bagagli alla fine di un festival è sempre un momento un po’ triste. Si esce da una dimensione che apparentemente esiste solo in quel momento e in quel luogo, per tornare più o meno velocemente alla propria routine. Due ore circa di autobus e si torna nell’immensa capitale, da lì il viaggio continua, ma per il prossimo Midi Festival di Pechino bisognerà aspettare un altro anno.

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