BLOOD CEREMONY + Spiders + Doctor Cyclops (09/05/2014 @ Bloom, Mezzago)

BLOOD CEREMONY + Spiders + Doctor Cyclops (09/05/2014 @ Bloom, Mezzago)

Evento: Blood Ceremony + Spiders + Doctor Cyclops
Data: 09/05/2014
Luogo: Bloom, Mezzago (MB)
   
Gruppi:

  • Doctor Cyclops
  • Spiders
  • Blood Ceremony
 

Sono all'incirca le otto di venerdì sera quando la nostra allegra brigata, composta per l'occasione da ben quattro aristocratici (il sottoscritto, Bosj, Istrice e pierinz), si ritrova a Milano. Dopo aver consumato una giusta cena a base di prodotti suini assortiti, ci mobilitiamo a bordo della mitica Micra di Bosj e, usciti quasi indenni dalla folle viabilità dei paeselli brianzoli, arriviamo alle porte del Bloom di Mezzago a pochi minuti dall'inizio dell'evento.


BRUTAL ASSAULT 2013 - Parte IIIl primo gruppo a salire sul palco sono i Doctor Cyclops, trio lombardo (già presente sulle nostre pagine grazie alla recensione di "Borgofondo" scritta a suo tempo da Mourning) che si diletta nel rievocare con prepotenza gli Anni Settanta. Assisto a buona parte dell'esibizione e, sebbene la resa globale dei pezzi risulti un po' debole, ciò che vedo e sento non mi dispiace affatto: dal Doom al Rock di matrice psichedelica, dallo Stoner agli influssi Blues, i tre costruiscono un apparato sonoro piacevolmente vintage e sicuramente interessante. Purtroppo la dimensione live non è forse la più adatta per far risaltare del tutto le buone qualità di una proposta di questo tipo, ma in fin dei conti il bilancio della performance — arricchita ulteriormente dall'accompagnamento di flauto in un pezzo ad opera della cantante dei Blood Ceremony — risulta per conto mio abbastanza soddisfacente.


Lo slot successivo è occupato dagli Spiders, formazione svedese attiva da pochi anni che nel 2012 debuttò con l'album "Flash Point". La proposta del quartetto capitanato dalla bella cantante Ann-Sofie è a base di un Rock che affonda le proprie radici nel più puro classicismo: influssi sessantiani si mescolano a riff di memoria Motorhead, a certo proto-Doom e al più semplice quanto orecchiabile Hard Rock. L'energia non manca, così come è indiscutibile il piglio vintage con cui i quattro affrontano l'esibizione, nonostante tutto però non mi ritrovo particolarmente coinvolto. Sarà che il tipo di musica suonata, per quanto di buona qualità, ha un sapore che ormai conosco a memoria, sarà che sono in trepidante attesa del piatto principale della serata, sarà non so cosa, ma prendo dopo poco tempo la via del cortile esterno. Gli Spiders sono comunque un gruppo che di certo potrà soddisfare chi vive esclusivamente di tali sonorità.


Mancano pochi minuti all'una di notte quando i Blood Ceremony — annunciati da uno stralcio di quello che se non m'inganno è "Graveyard", pezzo di inizio Anni Settanta dei Forest — prendono posto sul palco: Alia O'Brien, perfettamente calata nel suo ruolo di sacerdotessa occulta, e soci danno il via a uno spettacolo assolutamente bellissimo. Il sabba ha inizio con "Witchwood", il pezzo d'apertura dell'ultimo splendido album "The Eldritch Dark", e prosegue saltellando tra episodi estrapolati da tutti e tre i dischi finora usciti: dal primo eponimo vengono eseguiti "I'm Coming With You" e "Return To Forever"; dal secondo "Living With The Ancients", i quattro di Toronto estraggono "My Demon Brother" e "Oliver Haddo", mentre — oltre alla già citata "Witchwood" — dall'ultimo parto discografico vengono suonate "Goodbye Gemini", "Lord Summerisle", "The Eldritch Dark" e "The Magician". L'atmosfera ricreata dal quartetto è gustosamente retrò, impregnata di umori davvero stregoneschi, tuttavia anche potente ed energica, grazie alla chitarra splendidamente satura di Sean Kennedy, al basso pulsante e sferragliante di Lucas Gadke (il quale, proprio come su disco, offrirà una bellissima interpretazione cantando "Lord Summerisle") e alla prestazione robusta di Michael Carrillo dietro le pelli. Ovviamente però, le redini esegetiche della performance sono affidate ad Alia che con la sua voce teatrale, la sua presenza vintage, le sue movenze cerimoniali, il suo flauto inebriante e le sue sinistre scorribande di organo riempie il palco e dona un carattere assolutamente unico allo spettacolo. Dopo una breve fuga dietro le quinte, i Blood Ceremony ci offrono ancora un bis a base di "Master Of Confusion" e parte della splendida "Daughter Of The Sun", con cui chiudono la serata. Davvero una prestazione maiuscola quella del quartetto, il quale per conto mio valeva anche da solo il prezzo del biglietto. Forse sarò un po' di parte, perché li seguo appassionatamente fin dall'esordio e ho sviluppato una forte affezione nei confronti della loro proposta, ma se ne aveste la possibilità credo che non dovreste lasciarvi sfuggire l'occasione di vedere dal vivo questi talentuosi canadesi.

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