BONES IN THE SHED – SUMMER METAL PARTY (24/06/2017 @ Shed Music Hall, Casapulla)

Evento: Bones In The Shed – Summer Metal Party
Data: 24/06/2017
Luogo: Shed Music Hall, Casapulla, Caserta
   
Gruppi:

  • Edu Falaschi
  • Stamina
  • Rain
  • The Seventh Circle
  • Aftermath
  • Jumpscare
  • Last Frontier
 

 

Lo scorso sabato 24 giugno ho colto al balzo l'opportunità di iniziare a festeggiare il mio compleanno con qualche ora di anticipo, godendomi un po' di musica dal vivo in quel di Casapulla, provincia della vicina Caserta, in una giornata organizzata dalle associazioni MVO Concerti e Live To Rock.

Il programma avrebbe compreso una performance degli storici Rain e dei campani Stamina prima di quella di Edu Falaschi (Angra, Almah, insomma sapete di chi sto parlando!), con le esibizioni in apertura di Last Frontier, Jumpscare, Aftermath e The Seventh Circle. Dico «avrebbe» perché ho appreso con non poco dispiacere che la prima band, i Last Frontier, non ce l'avrebbe fatta a esserci a causa di un lutto in famiglia. A loro, seppur in ritardo, esprimo tutto il mio cordoglio.


Jumpscare

BRUTAL ASSAULT 2013 - Parte IISeguendo piuttosto fedelmente gli orari stabiliti dal programma, la serata incomincia con i Jumpscare, formazione metalcore napoletana. Prima di allora avevo solo sentito nominare questi ragazzi, ma devo dire che la loro esibizione mi ha lasciato non poco sorpreso. Sfuriate taglienti, movenze coinvolgenti e un non so che di accattivante: questi gli elementi che caratterizzano la performance, dal primo all'ultimo secondo carica di grande energia.

Vengono eseguiti brani inediti, tratti dal loro ultimo EP "Sowing Storms", come "The Climb" o l'eponima "Sowing Storms", ma anche una cover dei Sepultura; per questa, i Napoletani si avvalgono sul palco della collaborazione di Daniele "Ogre" Cristiano (Nofuck). Resto piacevolmente colpito da questi giovani, che mi hanno fatto ripensare a quanto gli ultimi In Flames facciano pena e a quanto mi manchi il loro periodo metalcore di "Come Clarity"… Con questi pensieri per la testa, resto in attesa della band successiva.


Aftermath

Se i ragazzi dei Jumpscare mi hanno fatto una gran buona impressione, gli Aftermath di contro mi hanno lasciato solo un po' di delusione. Quella mescolanza di Alternative Metal, Metalcore e Heavy Metal, che vede tra i suoi maggiori esponenti gli americani Avenged Sevenfold, è senza ombra di dubbio ciò che si propone di offrire la formazione partenopea. L'unico problema è che il risultato è molto blando e i brani proposti non sono realmente all'altezza del nome precedentemente citato.

Gli Aftermath sono una realtà giovane, va detto, quindi è anche comprensibile che le loro coordinate siano ancora un po' incerte, e ciò non esclude assolutamente a priori la possibilità di miglioramenti o di grandi passi in avanti. Ma anche la scelta di presentare una cover di "Killing In The Name" dei Rage Against The Machine e di introdurre un proprio inedito con un richiamo a "Walk" dei Pantera… Non mi sono sembrate mosse sagge, ecco.


The Seventh Circle

BRUTAL ASSAULT 2013 - Parte IIDopo aver inaspettatamente, nonché incredibilmente, incontrato tre finlandesi tra le fila dei presenti, ho rivolto nuovamente la mia attenzione al palco, sul quale sono saliti i The Seventh Circle. La band mi era già nota, in quanto ho conosciuto Dario (Axiom), Giovanni e Alessandro all'inizio dell'anno alla serata dei Destrage e avevo già avuto modo di farmi un'idea di quale fossero i binari su cui viaggiano. Con mia grande gioia, le mie aspettative sono state tutt'altro che tradite: i cinque hanno dispensato Prog Metal come se non ci fosse un domani.

I rimandi tanto ai Dream Theater (ai quali hanno anche reso omaggio durante la loro esibizione) quanto ai Symphony X si sono fatti sentire. Le indubbie doti tecniche dei singoli membri sono uscite fuori prepotentemente, ma sono state la scrittura e l'attitudine un po' ribelle delle tematiche dei testi che hanno fatto la differenza, a mio parere. Riferimenti alla letteratura più classica ("Orlando Furioso"), richiami a personaggi dei fumetti entrati a far parte della cultura di massa, ma anche ipotesi di surreali risvegli in stile sci-fi: questi sono solo alcuni degli elementi più intriganti rintracciabili nel loro lavoro!


Rain

Il testimone passa ora alle band headliner della serata, e la prima formazione più rilevante a mettere piede sul palco è quella dei Rain. La storica band di Bologna, nata negli anni '80, ha dato una svolta tematica alla serata, stabilendo definitivamente i binari sui quali da lì fino alla fine avrebbe viaggiato: Heavy Metal e Power Metal a farla da padroni, in quella forma particolare e con quelle stesse movenze che sono poi stati classificati come N.W.O.B.H.M.

Dal primissimo momento, i Nostri hanno messo il piede sull'acceleratore e non hanno accennato mai ad alzarlo, neanche di un pelo. Da "Wildfire" a "Black Thorn Rising", passando per "Forever Bitch", è stato lampante come le grandi doti tecniche della formazione, unite anche alla grande esperienza, fossero di tutt'altro livello rispetto a quelle delle band fino ad allora esibitesi. I Rain infine hanno decretato la fine della propria esibizione con "Only For The Rain Crew", ringraziando i presenti e l'organizzazione, presentando i singoli membri della ciurma e chiudendo il tutto con una coda dal sapore squisitamente ottantiano.


Stamina

BRUTAL ASSAULT 2013 - Parte IISe gli storici Rain hanno inquadrato il settore preciso in cui opera la guest star dell'intera serata, agli Stamina è toccato ricordare che c'è anche qualcosa in più da tenere a mente quando si parla di Heavy e Power: il Prog. La formazione dal vivo è semplicemente impeccabile, tecnicamente ineccepibile: tra un assolo neoclassico e l'altro, un acuto imprendibile qua e un ritornello epico là, ammetto che la mascella mi è caduta e ho avuto difficoltà a ritrovarla; soprattutto dato l'aumento notevole degli spettatori.

Come per i Bolognesi prima di loro, l'esibizione dei Nostri è andata avanti per un'ora, e giuro che è volata come solo il tempo passato ad ascoltare ottima musica sa fare! Estratti dall'ultimo disco ("One In A Million") come anche dai precedenti ("Higher") hanno spinto il pubblico a elogiare il gruppo con scrosci di applausi, tutti decisamente meritatissimi. Sul finale della performance, però, una qualche incertezza a livello organizzativo — o un qualche disguido tecnico/pratico, non mi è stato ben chiaro — ha sfortunatamente intaccato quella bolla nella quale ero rimasto imprigionato, facendomi tornare alla realtà, ahimè non poco rovinosamente…


Edu Falaschi

Se solo l'esibizione di Edu Falaschi fosse stata all'altezza delle mie aspettative, sarebbe stata la conclusione perfetta per la serata. Com'è tuttavia facilmente intuibile dalle mie parole, non è stato così. Un inizio in ritardo sulla tabella di marcia ha inevitabilmente portato la performance ad avere vita breve, ma a condannarla è stata una voce non particolarmente in forma; forse dovuta a qualche ora di sonno di troppo fatta prima dell'arrivo allo Shed, chissà.

La scelta dei brani proposti non è stata entusiasmante, per il sottoscritto: partendo con "Breaking The Law", si è passati a "Rock You Like a Hurricane", a un omaggio ai Deep Purple, a una australianissima "Highway To Hell", per andare a finire sul repertorio maideniano; "2 Minutes To Midnight", "The Evil That Men Do" e "The Number Of The Beast" sono stati gli ultimi brani eseguiti dal cantante brasiliano prima dei saluti e dei ringraziamenti.

Nota positiva dell'esibizione del Falaschi è stata la band di supporto, guidata dal chitarrista dei Noveria (Francesco Mattei), che si è poi rivelato essere il fidanzato di una dei tre finlandesi da me conosciuti poco prima quella stessa sera: ah, quanto è piccolo il mondo! Il comparto strumentale dell'esibizione del leader di Angra e Almah ha dato prova di essere nettamente in forma, durante quella breve (ma intensa) performance; decisamente più del sorridentissimo capellone dietro al microfono, poco ma sicuro.


Come al solito, il viaggio verso casa è stato riempito da pensieri e riflessioni lasciatemi da questa serata. Il progetto iniziale era tutt'altro, come ben sa chi ha seguito l'evolversi dell'evento sulle piattaforme social di Facebook, ma a conti fatti non è stato affatto male. L'organizzazione ha decisamente gestito al meglio delle sue possibilità la cosa e a lei vanno i miei complimenti.

Di concerti e serate del genere qui in giro se ne vedono ben poche, purtroppo, e a quanto pare la fauna locale è ancora più che parzialmente in letargo, sebbene siamo già a luglio. Come al solito, chi c'era, chi era presente, non è rimasto deluso: musica, amicizia e sano divertimento sono stati ancora una volta alla base di un evento di musica Metal in Campania.

Facebook Comments