CALABRIAN METAL INFERNO 7.0 (28/12/2012 @ Hemingway Club, Catanzaro Lido)

CALABRIAN METAL INFERNO 7.0 (28/12/2012 @ Hemingway Club, Catanzaro Lido)

Informazioni
Festival: Calabrian Metal Inferno 7.0
Gruppi: Bad Trip + Minus Tree + Bretus + Bunker 66 + Doomraiser
Data: 28/12/2012
Luogo: Hemingway Club, Catanzaro Lido
Autore: Advent

La serata si preannuncia fredda a Vibo Valentia, aspetto i miei amici in macchina per andare in quel di Catanzaro Lido, precisamente all’Hemingway Club, la strada non è pochissima ma non è neanche lunga paragonata a quella che tanta gente avrà già iniziato a fare dalla Sicilia o da Reggio Calabria. Una fatica che sarà ripagata dalla presenza di tanti gruppi diversi tra loro, con i loro stili e le loro storie. Appena arrivati al locale mi fiondo sulla merce in vendita e faccio shopping estremo, svuoto il portafoglio; anche se non faccio pogo in continuazione di solito una capatina al circle pit la faccio sempre, quindi tutto contento porto la roba che ho preso in macchina.

Iniziano la serata i Bad Trip, gruppo di Catanzaro di hardcore/metal molto acerbo e schizzato che però ha qualche potenzialità. Grazie ad alcune cover (due dei SOAD e una dei 99 Posse) il pubblico si lascia coinvolgere di più rispetto a quasi tutto il resto della scaletta, che viene eseguita in maniera un po’ statica.

La gente è già parecchia ma l’ambiente inizia ad scaldarsi con i Minus Tree, band post-hardcore pugliese che possiede buone capacità sebbene sia ancora molto giovane. Il cantante si sbatte molto sul palco e tra tutti i membri del gruppo ci sono intesa e complicità. Non abbiamo chissà quali dissonanze, si mantengono sul melodico, non siamo ai livelli dei Converge (che ho visto dieci giorni prima) ma l’impegno c’è e non fanno nessun passo falso.

Gli Stige sfortunatamente non possono esserci per problemi personali dei due chitarristi, il vero step di cambiamento viene fatto allora dai Bretus che fanno entrare a casa Hemingway tutti i loro maestri: Black Sabbath, Electric Wizard, Kyuss, Sleep, Orange Goblin. Insomma quella sera avevamo tutti bisogno di una permanente e i Bretus ce l’hanno fatta! Volumi pieni, suoni stoner al 100%, perfetti nell’esecuzione, un cantato pulito all’altezza di Jus Oborn. Mancava soltanto una canna e sarei stato l’uomo più felice sulla faccia della Terra (per fortuna non è mancata a fine serata psichedelica).

Tra uno stordimento e l’altro (Bretus e Doomraiser) per fortuna c’erano in mezzo i Bunker 66: thrash/death privo di fronzoli, senza troppe pretese se non quella di suonare come si deve. Bestiale il pogo dentro il quale mi sono dovuto buttare per insegnare agli altri come fare il circle pit e dentro al quale ho buttato chi era un po’ insicuro sul da farsi. Non so quanti anni abbia il cantante ma li porta bene cazzo.

Entrano in scena i Doomraiser sparati direttamente dagli anni ’70/’80, purtroppo con un chitarrista diverso da Drugo che ha comunque dimostrato di sapere il fatto suo. Sarà che ero un po’ provato fisicamente dalla vita in generale, però dopo i primi venti minuti di entusiasmo-paura i Doomraiser si sono rivelati un po’ noiosetti. Sì, ci vuole il giusto atteggiamento verso il loro genere, d’altro canto come mazzata finale sono stati proprio devastanti, ma come ha detto un amico mio: “ci voleva”. Quindi grazie ai Doomraiser che instancabilmente hanno sprigionato riffoni su riffoni e con tanta energia spinto comunque tutti quanti a continuare a scapocciare come dannati.

Ho vent’anni, saranno pochi ma li sento tutti!

La scena underground metal esiste e vive grazie a pochi fedeli fan che comprano cd e merchandising, che passano la parola, che vanno ai concerti. Il “Calabrian Metal Inferno” però è più che un concerto. La parola festival non basta, è un evento in cui alla fine dell’anno gente di tutto il sud Italia si riunisce sapendo che passerà una serata della madonna. Sempre tanti gruppi, tanta energia e varietà, band emergenti e formazioni più solide che magari hanno da poco pubblicato qualcosa di nuovo. Ogni anno è un rito, un evento che prendi a scatola chiusa sapendo di trovare tanta musica. La storia si è ripetuta il 28 dicembre 2012. Non mancate quindi alla prossima, l’ottava, edizione del “Calabrian Metal Inferno”, stessa spiaggia, gruppi diversi.

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