EISREGEN + Darkmoon + Warp Of Vices (28/01/2012 @ Zurigo)

Informazioni
Gruppi: Eisregen (D), Darkmoon (CH), Warp Of Vices (CH)
Data: 28/01/2012
Luogo: Dynamo, Zurigo (CH)
Autore: ticino1

Cinquanta chilometri sono molti… il sabato è lungo… allora perché non pensare in maniera un poco differente e coprire la distanza a piedi? Il tempo è da lupi, il corpo non ha più l’allenamento del periodo a scuola reclute e le cellule grigie sono ridotte al minimo grazie a metal e consumo alcolico sfrenato. L’idea mi pare eroica e ritengo sia qualcosa che possa dare abbrivo a quest’articolo. Non pensate che io abbia molto da raccontare. Uscito da casa, mi metto in cammino, aspetto il treno in piedi e durante tutto il tragitto RINUNCIO A SEDERMI camminando avanti e in dietro. Sì, ho fatto a piedi cinquanta chilometri in poco più di quarantacinque minuti!

La maggior parte di voi si starà chiedendo che droghe abbia ingerito il vecchio… già la scelta di andare ad ascoltare gli Eisregen, gruppo di dark-metal tedesco, ha messo in questione la mia integrità psicologica. Come solito la redazione, bravi ragazzi in fondo, mi ha convinto con lunghe discussioni e argomenti inequivocabili (mazza da baseball) a dedicare ancora una volta la mia serata alla musica per voi, il nostro pubblico attento e assolutamente indispensabile per mantenere in vita la rivista.

Non voglio discutere il prezzo del biglietto… deduco rapidamente che questi tedeschi debbano essere molto richiesti dal pubblico e oltretutto costare parecchio all’organizzatore. Ricordo che qualche anno fa organizzammo un concerto per cui tentammo di ingaggiare i Totenmond. Molti di voi non sapranno neppure chi siano; bene, qui nemmeno. Pretesero millecinquecento euro, spese di viaggio, albergo e ristorazione esclusi. Con questo fatto voglio darvi un’idea di quanto possa costare una tale serata. A volte mi chiedo come possa sopportare tali costi un locale. Non capita di rado che a un concerto ci siano solo quattro gatti, seppure l’offerta sia da capogiro.

Item, il pubblico mi sembra particolarmente quieto. È un’impressione mia? La mia luna mi lascia vedere atteggiamenti e indoli inesistenti? I Warp Of Vices, me lo dissero più tardi durante una corta chiacchierata, suonano oggi il primo concerto. I tempi dei gruppi che si presentano timidi al pubblico per la prima volta sono passati: questi ragazzi mostrano un concetto definito e pezzi elaborati. Vestiti da parroco, con un saio, lenti a contatto rosse e leggero “corpse painting” investono il pubblico con un death misto a thrash che in alcuni punti mi ricorda gli Immolation. La sala non cuoce nonostante i grandi sforzi del gruppo. I pochi presenti ascoltano in parte interessati e qui e là mi tocca sentire commenti concernenti il potenziale melodico dei Warp Of Vices. Grazie alla moda Folk (quello più pop) che ha insudiciato il metallo anche tutto il resto deve essere costellato di tastiere e donne che gorgheggiano inni all’amore e all’automutilazione? Possiedo pure io dischi melodici, commenti cretini mi provocano sempre allergie. Questa giovane formazione ha mostrato di essere pronta per conquistare altri palchi. Il livello tecnico è elevato. Sono certo che ne risentiremmo parlare presto; il CD è in stampa.

Da Basilea Campagna a Zurigo è una passeggiata. I Darkmoon esistono dalla fine Anni Novanta ed io, cosa vergognosa, li conosco solo di nome e non li ho mai degnati di un ascolto. Dovrebbero suonare death con tocchi di black. Alcuni spettatori mostrano già trepidazione. È sempre un buon segno; significa che il gruppo li ha già allietati altre volte. Il quintetto è simpaticissimo e mostra una grande esperienza. Leggendo su Metal-Archives vedo che, ad eccezione di un cambiamento, gli elementi sono gli stessi da anni ormai. Live si mostrano molto affiatati, il cantante sa come prendere il pubblico e lo stimola sempre più a partecipare. Questi basilesi non sono festeggiati dai presenti per il nome ma per la loro prestazione musicale e di scena. Bel concerto death di un gruppo che offre parecchi pezzi divertenti e interessanti per l’orecchio.

Tutto di un colpo la sala è piena zeppa. Non c’è dubbio alcuno: gli Eisregen vendono e attirano tanta gente nelle regioni teutoniche con il loro dark metal in lingua tedesca. Apro una parentesi. Attorno al ’90 in Germania scattò una campagna di censura che colpì duramente i gruppi metal in generale. Siccome quel paese, è una mia opinione, soffre ancora degli effetti della Seconda Guerra Mondiale e vede sempre ancora nello Zio Sam una specie di esempio da seguire a ogni costo, non meraviglia che le idee di Tipper Gore, moglie dell’ex-candidato presidenziale Al, a proposito di cosa si possa dire e fare abbiano trovato un terreno fertile a Bonn, allora capitale tedesca. In quegli anni nacquero canzoni come “Who Are You, We Are Us” dei Tankard oppure “Startin’ Up A Posse” degli Anthrax. Questa paranoia ha prodotto parecchie vittime illustri come gli Impaled Nazarene che, pochi anni fa, dovettero annullare tutte le date nel paese, perdendo così parecchie entrate.

Grazie alle battute sarcastiche del cantante, scopro che per esempio “Fleischfestival”, uscito nel 1999, è stato proibito dalla legge tedesca nel 2011… i mulini della giustizia paiono lavorare alquanto lentamente. La vendita a minori e la performance live sono vietate.

Ora comprendo perché ci siano dei tedeschi fra il pubblico. Penso che un terzo delle canzoni presentate siano proibite a concerti in Germania. Ammazza… manco suonassero i Nightwish… gli spettatori danno completamente i numeri e si entusiasmano per pezzi che, vogliate scusare la mia bigotteria in questione, non mi lasciano sussultare neppure un poco. A volte sento un effetto alla Rammstein udendo alcuni ritornelli e passaggi. Blutkehle, il cantante, il suo soprannome tradotto liberamente significa “gola di sangue”, è una presenza carismatica che sa colmare il palco. Non una sola delle sue parole è persa dall’auditorio poco omogeneo che partecipa come si vede di rado. Pei miei gusti il gruppo gode fama e apprezzamento grazie a quell’alone di proibito e alla provocazione contenuta nei testi. Il pubblico è soddisfatto; il resto non conta.

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