IMPETUS FESTIVAL (27/04/2012 @ Losanna)

Informazioni
Evento: Impetus Festival
Data: 27/04/2012
Luogo: Lausanne (CH), Les Docks
Autore: ticino1

Scaletta
Kehlvin
Kadavrik
Napalm Death

Per una volta mi perdo nelle regioni francofone della Svizzera. I Napalm Death sono sempre un buon motivo per spostarsi. Non sono mai rimasto deluso quando li ho visti in concerto. Stasera suonano tre gruppi, uno locale, uno tedesco e i citati inglesi di Birmingham. Mi sono dovuto innanzitutto organizzare per scattare delle foto. Ufficialmente al Les Docks è vietato utilizzare apparecchi fotografici. È la prima volta che senza discussioni ricevo un pass. L'organizzatore ha rinunciato a installare delle transenne e dunque il documento mi servirà solo per evitare possibili discussioni col servizio di sicurezza che pare non abbia ricevuto istruzioni a proposito. Sovente sono i gruppi stessi a imporre divieti.

Questo locale è piazzato in zona strategica. Quando vi andate, avete la possibilità di bere qualcosa all'aperto nei dintorni, al ritorno incontrerete parecchie lucciole che vi offriranno i loro servizi…

Le tournée dei Napalm Death sono conosciute per il miscuglio di band molto differenti fra loro. Kehlvin è la prima, il nome circola da parecchio tempo. I ragazzi di La Chaux-de-Fonds hanno messo sul mercato il loro disco proprio la settimana passata. Musicalmente si muovono nell'ambito doom, post metal, hardcore e offrono una bella rappresentazione sul palco. Vivono al 100% la loro musica e ciò traspare dai movimenti in scena ostentando la loro dedizione per le note suonate. Questo non è definitivamente il mio stile ma il concerto mi piace davvero. Il bonus di essere una formazione locale ha il piacevole effetto di bandire la maledizione che obbliga spesso ad aprire la manifestazione suonando davanti a quattro gatti. La platea non è folta ma comunque pingue.

Dopo una corta pausa inizia l'attacco death melodico dei Kadavrik. I teutonici offrono un set molto vario che contiene parecchi passaggi veloci adatti a spingere lo spettatore a lasciar roteare il cranio e altri più moderati che sono adatti a spaccarsi le cervicali oppure a formare un pozzo. Ci troviamo davanti a musicisti che sanno decisamente il fatto loro, mostrandosi molto professionali pur non sembrando artificiali. Non so se comprerei mai un loro disco, vedrò comunque di approfondire i loro lavori. Il pubblico è contento e all'uscita di scena dei tedeschi molti restano al loro posto per essere in pole-position quando i Napalm Death daranno inizio al loro inferno grind.

Fra questi imperterriti ci sono pure io; sì, non voglio perdermi la possibilità di vedere questo mito dalla prima fila. Mentre tutti gli altri gruppi eccellevano in puntualità, i Napalm Death sono frenati dal batterista che se la prende veramente comoda. Non ho mai visto un sound-check tanto lungo quanto questo. Non solo il montaggio dello strumento richiede molto tempo, i dettagli sembrano degni di un’opera di Beethoven. Tecnici snervati osservano la scena e aspettano impazientemente il momento della calibrazione sonora.

Finalmente i nostri eroi appaiono e, senza esitare, si gettano nella breccia eccitando il pubblico. Barney dichiara senza mezzi termini che la serata sarà dedicata a tutta la discografia della formazione che, presto, compirà i suoi trent’anni. Membri originali non ne esistono più ma ciò non riduce il valore mostrato sul palco. Noto presto di essere quasi il solo giornalista che sfida l’inferno davanti al palco. L’eccezione è una squadra televisiva locale che, durante qualche canzone, mi rompe mentre tento di scattare foto nella marea umana che m’investe continuamente. Presto metto il mio apparecchio fotografico nella sua custodia per godermi il concerto. Il pubblico è, per i miei gusti, tranquillo provocando stranamente pochi pozzi che non diminuiscono l’entusiasmo generale. I signori di Birmingham sono definitivamente professionali all’inizio ma si lasciano poi accendere dalla scintilla instillata dal pubblico in vena di festa. Sul palco vedo sovente sorrisi e risate scorrere sulle labbra dei protagonisti. "Scum", "Suffer The Children" e altri classici decorano il "vernissage" dedicato al nuovo lavoro che pare quasi recitare un ruolo secondario.

Se i Napalm Death perdono, secondo alcune opinioni, colpi a livello musicale, live sono dei mostri indiscussi!

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