KINGS OF BLACK METAL (21/04/2012 @ Alsfeld)

KINGS OF BLACK METAL (21/04/2012 @ Alsfeld)

Informazioni
Data: 21/04/2012
Luogo: Alsfeld (D), Stadthalle
Autore: ticino1

Scaletta
Mor Dagor
Glorior Belli
Forgotten Tomb
Angantyr
Bömbers (special guests)
Tsjuder
Impaled Nazarene
Dark Funeral
Behexen
Shining

Alsfeld è una piccola cittadina nel centro della Germania che non è conosciuta come centro del Mondo per i generi musicali estremi. È allora sorprendente scoprire che proprio qui abbia luogo una manifestazione come il Kings Of Black Metal. Parlando economicamente, questo paesino si trova vicino a un nodo autostradale che permette di raggiungerlo da molteplici centri tedeschi o esteri senza molti problemi. Al nostro arrivo vediamo targhe provenienti da ogni angolo tedesco, dalla Svizzera (noi…), Austria, Italia e altri ancora. Il festival è uno dei più conosciuti a queste latitudini e invita ogni anno formazioni di buon calibro. Un punto organizzativo mi ha infastidito: il responsabile ci ha rifiutato qualunque sostegno per il solo fatto che lui non conosce la ‘zine, anche se abbiamo precisato di non volere alcuna elemosina e che il biglietto era già pagato. Sfornare nuovo materiale per i nostri lettori pretende costanza, pazienza, dedizione e una grande porzione di menefreghismo per mandare a fare in culo certa gente che non rispetta l’underground.

È ancora presto quando il gruppo locale Mor Dagor si presenta sul palco. Questi ragazzi suonano un black che live mi ricorda spesso grandi maestri death come i Deicide. Il lavoro di chitarra è eccellente e la presenza in scena è favorita dal supporto dei fan locali; è un gran vantaggio giocare in casa. La musica non m’impressiona ma il concerto è bello e tutt’altro che noioso.

Dalla Francia ci raggiungono i Glorior Belli che iniziano a suonare davanti a una platea poco folta. Non è solamente ancora presto… il Sole fa capolino fra le nuvole attirando la gente all’aria aperta. All’esterno ci sono anche un bar e la possibilità di mangiare qualche piccolezza. La musica dei Glorior Belli non è neppure di quel genere che sembri attirare le masse. Riff pesanti e lenti misti a passaggi rapidi si trascinano durante quei cinquanta minuti disponibili e non sanno veramente entusiasmare il pubblico che inizia comunque a profilarsi come piuttosto passivo. I musicisti offrono ad ogni modo una bella prestazione che è davvero ammirevole. La passione per la propria musica è palpabile e mi lascia dimenticare il genere un poco ostico ma comunque vario.

Bazzicando per i dintorni scambio qualche parola con altri visitatori e sono sorpreso di apprendere quanta gente sia venuta solo per gli Shining… più tardi scoprirò che circa la metà dei miei interlocutori resterà e che l’altra andrà a casa boicottando quel concerto. La stessa idea l’ho pure io ma non voglio togliervi la possibilità di leggere le mie impressioni a proposito. Tanto per passare il tempo offendo alcuni sostenitori di Kvarforth e co. come rappresaglia per i commenti a proposito della mia età…

Gli italiani Forgotten Tomb rendono visita alla Germania in occasione della ripresa di un DVD che sarà pubblicato prossimamente. L’introduzione di Herr Morbid è chiara e schietta: “godetevi il concerto anche se non volete” (traduzione libera, n.d.a.). Sono sempre più sorpreso scoprendo tanti gruppi che, anche se non mi dicono nulla, sono molto amati dal pubblico internazionale. Questi Italiani paiono davvero piacere alla platea che partecipa parecchio, mentre la formazione si da veramente da fare sul palco, sfornando una prestazione degna di un palco europeo. Spero per i ragazzi che abbiano lo stesso riscontro anche in casa, negando così il detto “nemo propheta in patria”. La scaletta è varia e la qualità d’esecuzione non lascia dubbi sulle capacità dei musicisti. Bel concerto davvero.

Ora sarebbe il turno degli Angantyr… che mi perdo a causa di un ristorante che per preparare una pizza deve prima mietere il grano e per il caffè andare a raccogliere i chicchi da tostare su qualche altipiano colombiano… mi è stato comunque riferito che di una prestazione veramente buona.

Bömbers… playing a tribute to Mötörhead… non so, non riesco a celare il mio scetticismo. Il pubblico è già pronto a festeggiare, il chitarrista e il batterista appaiono investiti da grida trionfali e applausi… Abbath entra in scena come una vera copia di Lemmy con un bel sigaro in bocca. “Orgasmatron”, “No Class”, “Bomber”, “Ace Of Spades”… tutti classici conosciutissimi. Mi chiedo però: “se tu, sì, proprio tu, avessi un tale progetto cover, interesserebbe a qualcuno?”. Chi ha già visto i Mötörhead in concerto in un piccolo locale probabilmente non saprà cosa farsene dei Bömber; sì, avrei potuto lasciarmi andare e festeggiare ma il tutto era troppo ridicolo ai miei occhi. Scusate.

Nel frattempo la massa di esseri ubriachi fradici aumenta. Mentre discuto un attimo fuori dalla sala, il servizio sanitario si occupa di una persona che è al margine del coma etilico. Stranamente poco prima tali elementi affermano sempre: “sshhhiiii… shtobbeneee… lassiatemi staaare…”. Non smetterò mai di domandarmi perché si paghino 35 Euro d’entrata per poi ubriacarsi senza neppure interessarsi di quello che succede sul palco?

Tsjuder, o si amano o si odiano credo. I presenti non si lasciano disturbare da tali domande e considerazioni filosofiche, facendosi trascinare fanaticamente dal black sfrenato dei norvegesi. La formazione mi sembra essere in forma e frusta il pubblico con pezzi ben eseguiti (non chiedetemi quali, non ho mai seguito questo gruppo) che in concerto sprigionano parecchia energia. La maniera di presentarsi sul palco mi pare abbastanza plastica ma la platea sembra godersi questo miscuglio di oscurità, metallo e violenza. Qui e là mi lascio trascinare ed esco, soddisfatto, a prendere una boccata d’aria con un bicchiere di Met in mano.

Ora è giunto il momento di onorare i miei eroi Impaled Nazarene. Sono curioso di vedere se si comporteranno meglio di quando li vidi a Turku. Mika girava già dal pomeriggio e non si è perso neppure una band. Come al solito per i signori finlandesi, la scaletta copre tutta la carriera, presentando pezzi che passano da “Sadhu Sathanas”, “Gott Ist Tot” a quelli dell’ultimo disco uscito nel 2010. Sì, i signori sono in forma e l’esecuzione delle canzoni è da paura. Più tardi incontro Mika che vende il nuovo EP (tratto da “Road To The Octagon”, versione argento e oro con auto collante). È un poco scazzato, allegrotto ma tenta comunque di restare amichevole. Pensate… è nella scena da quasi un quarto di secolo, canta in una delle formazioni più di culto ma si prende comunque la briga di sedersi al tavolo di una bancarella e ha la pazienza di sopportarmi.

I Dark Funeral sembrano essere molto attesi questa sera. La gente si pigia sul davanti per non perdersi un solo minuto, non una sola nota. Non riuscirò mai ad abituarmi alla “moda” in senso d’abbigliamento utilizzato sul palco da tali gruppi. Vabbè, gusti sono gusti… la musica e la prestazione sul palco contano. È indiscutibile che ci troviamo di fronte a musicisti esperti che non salgono per la prima volta per mostrarsi a un pubblico. Non si lasciano disturbare neppure da un basso che rifiuta di funzionare e continuano imperterriti. Il bassista, appena impugna nuovamente il suo strumento, salta nella breccia come se nulla fosse. Questi sono momenti che mi piacciono; mostrano il vero valore e l’affiatamento di un gruppo. Bella scaletta e buon concerto.

Apprendo ora che i Behexen sono in ritardo. Sono dovuti salire su un volo più tardi e sono ora bloccati in autostrada. Come reagirà l’organizzatore? Suoneranno prima gli Shining? Dimenticherà i finlandesi? Il tutto si posticipa di circa un’ora. Il gruppo si prepara montando una parte della scena e sale poi sul palco senza cambiarsi, solo con un poco di maschera. “Peccato”, mi dico io. Vederli con le toghe da monaci del male è veramente figo e pone l’accento sul tributo a Satana del loro rito oscuro. La platea, al contrario del sottoscritto, non si pone neppure tali domande inutili e sostiene i ragazzi. L’ultimo pezzo presentato sarà sul prossimo disco. Credo che, malgrado io non sia fan di questa formazione, lo ascolterò. Non dico di più.

Poco dopo circa la metà della gente è sparita e solo un manipolo di accaniti resta per guardare la rappresentazione di Kvarforth e dei suoi compagni. Piazzatomi sul davanti per scattare poi qualche foto decente, mi trovo proprio accanto alla coppia che mi sfotteva per le mie scarpe non “trù” e per l’età. Il battibecco continua per poi ignorarci a vicenda sportivamente.

Ho letto parecchio a proposito di malefatte e scandali. Sono veramente sorpreso di vedere quanta professionalità offra Shining. Kvarforth è definitivamente una persona superflua nella scena metal, secondo me. Odio le messe in scena per onorare la propria persona e per rendere conto a un narcisismo eccessivo. Il fatto che la sua mente riesca a partorire idee particolari e piuttosto fresche compensa in parte quei difetti. Probabilmente non comprerò mai un disco degli Shining; live è un fronte unito che sa prendere il pubblico per i coglioni. Il comportamento di Kvarforth non è sempre amichevole nei confronti dei suoi colleghi e non cela un certo disprezzo per il bassista, su cui sputa a più riprese per poi presentarlo come un “boy toy” che tutti scambiano per una ragazza. Il giovanotto è palesemente malcontento e nasconde con fatica il suo tedio. Ok, affari loro. Kvarforth vuota la sua bottiglia di Jack Daniel’s ma si comporta in modo accettabile. Qualche sputo e lancio di rifiuti sul pubblico non sono atteggiamenti riprovevoli se si pensa di cosa siano capaci altri. Ero scettico ma ora sono contento di essere restato a vedere questi svedesi.

Che dire… la serata è stata un successo, anche se il pubblico mi ha deluso. Poco entusiasmo e tanto alcool sono cattivi consiglieri per giovani che vogliono festeggiare. Magari dovrebbero presentarsi più italiani per mostrare ai crucchi che cosa è l’entusiasmo!

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