KLIMT 1918 – Sentimentale Jugend Tour (17/12/2016 @ Circolo Svolta, Milano)

Evento: Klimt 1918 – Sentimentale Jugend Tour
Data: 17/12/2016
Luogo: Circolo Svolta, Rozzano (MI)
   
Gruppi:

  • Klimt 1918
 

Del ritorno sulle scene dei Klimt 1918 stanno parlando e hanno parlato più o meno tutti: giornali metal, giornali non metal, webzine e chi più ne ha ne metta. Allora perché c'erano sì e no quaranta persone a vederli a Milano un sabato sera? Oltre a raccontare dell'esibizione in sé, ne approfitterò per fare una panoramica su altri aspetti che a mio avviso hanno determinato una così scarsa affluenza sotto il palco del Circolo Svolta di Rozzano, al confine sud di Milano.


Prima di tutto, la location stessa: basta capannoni in zone industriali nebbiose e disperse nel culo del mondo, irraggiungibili senza un mezzo proprio; negli ultimi dieci anni ne ho girati a decine, e l'unico a potersi fregiare del titolo di «Locale» e a essere ancora in piedi sta a Brescia est.

A pochi chilometri da una delle città con i mezzi pubblici più affidabili d'Italia (il che è tutto dire), la costrizione all'utilizzo dell'automobile per andare a imbucarsi in mezzo a una zona industriale è già di per sé scoraggiante. Una volta arrivati, ecco l'ennesima bettola ricavata dal solito prefabbricato riadattato alla bell'e meglio. Capisco che qualcuno ci abbia messo tempo, voglia, impegno e soldi, ma un capannone spoglio e sporco da fare schifo già a inizio serata, senza nulla da offrire agli avventori, non è certo un buon biglietto da visita. Pregasi leggere alla voce Circolo Colony e prendere ispirazione.

Secondo problema: i gruppi di supporto. Va benissimo dare visibilità a qualche formazione locale in apertura, ma QUATTRO band sconosciute sono esagerate, specialmente se gli headliner finiscono per salire sul palco con un'ora di ritardo sulla tabella di marcia. Tanto se sono arrivate quaranta persone alle undici e mezza, difficilmente alla una l'evento andrà sold out.

Terzo problema: la pubblicità fatta all'evento. Io stesso, che ho pure ricevuto la cartella stampa per "Sentimentale Jugend", ho scoperto del concerto solo grazie a un amico che me l'ha segnalato. Considerato che i Klimt hanno quattro date contate per presentare il disco (Roma, Bologna, Milano e Napoli all'Epifania), forse un po' più di visibilità alla serata la si poteva dare.


Klimt 1918

Questo detto, veniamo ai Klimt 1918 alle prese con il terzo concerto di presentazione della loro nuova fatica. Va da sé che il livello dell'impianto del Circolo Svolta è da dimenticare, ma per una volta suoni confusi e impastati aiutano a creare un'atmosfera soffusa e poco definita, congeniale allo shoegaze del quartetto romano.

La voce di Marco Soellner, così bassa e indefinibile che qualcuno dei presenti si è pure messo a urlare «voce!», ha tentato invano di nascondere qualche stecca di troppo e non ha invece risparmiato il suo clamoroso accento italiano, da sempre croce e delizia nella proposta dei Nostri. Eppure, al netto della voce a tratti claudicante, al netto del locale orripilante, al netto dell'evidente poca scioltezza dei Romani sul palco (e vorrei vedere noi, a fare concerti ogni morte di papa), al netto di qualsiasi cosa possa venire in mente, la musica dei Klimt 1918 è semplicemente più grande di tutto questo.

I pezzi di "Sentimentale Jugend" dal vivo sono incredibili, assolutamente perfetti ed emotivamente trascinanti, così come le canzoni del passato non possono che chiamare nostalgia a vagonate. Le finezze, poi, come le scene di "Nostalghia" di Tarkovskji che scorrono sullo sfondo, o la chiusura finale suonata scherzosamente seguendo il tema di "Top Gun" dei Van Halen ("Take My Breath Away" non bastava, evidentemente Soellner e compagni credono parecchio nel film di Tony Scott).


Dopo oltre un'ora e mezza, sono diverse le cose che si portano a casa da un concerto dei Klimt 1918. Sogni, malinconia, un po' di amarezza per l'evento tutt'altro che perfetto, tanta soddisfazione per aver visto sul palco una formazione che meriterebbe molto più di quello che ha ottenuto finora.


Si ringrazia Davide Buzzoni per le foto.

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