KREATOR + Vader + Dagoba (18/01/2018, Kino Šiška, Lubiana)

Evento: Kreator + Vader + Dagoba
Data: 18/01/2018
Luogo: Kino Šiška, Lubiana, Slovenia
   
Gruppi:

  • Dagoba
  • Vader
  • Kreator
 

Anno nuovo, concerti vecchi! Il 2018 concertistico di Aristocrazia si apre con una band già passata sulle nostre pagine in tempi recenti, ovvero gli inossidabili Kreator, che continuano a mettere a ferro e fuoco i palchi di mezzo mondo. Visto che i Decapitated erano impegnati a farsi accusare di stupro e rapimento, si sono uniti al carrozzone i loro connazionali Vader con uno show speciale, il tutto introdotto dai francesi Dagoba.


Dagoba

Gli apripista della serata sono i Dagoba, formazione d'oltralpe attiva da quasi oltre dieci anni che propone una sorta di groove metal moderno coattissimo e, in tutta onestà, poco azzeccato al contesto della serata, in termini di genere e qualità. Esibizione carica di attitudine in your face, con suoni pompati come le braccia del cantante Shawter; peccato, però, che le canzoni suonino tutte estremamente simili tra loro e tutt'altro che memorabili. I quattro francesi, tuttavia, riescono a coinvolgere un seppur limitato manipolo di astanti dai gusti opinabili sotto il palco e il tutto scivola addosso al sottoscritto, che ne approfitta per farsi una birra nelle retrovie.


Vader

I Vader sono da anni e anni un punto fermo della scena death europea e il merito di ciò va anche ai primi vagiti in studio della band guidata da Piotr "Peter" Wiwczarek, ai quali ha dato il la "The Ultimate Incantation". La citazione non è a caso, perché questo tour è dedicato appositamente al debutto della band, uscito poco più di venticinque anni fa: avendo scoperto sia il disco che la speciale celebrazione soltanto di recente, l'attesa era piuttosto alta e la band polacca non ha deluso minimamente le aspettative.

Tre quarti d'ora in cui i quattro musicisti sul palco hanno assunto le sembianze di un tritasassi, sciorinando senza soluzione di continuità tutti i brani dell'album, senza fronzoli né altro. Sugli scudi il britannico James Stewart, a cui tocca vestire gli ingombranti panni del compianto Krzysztof "Doc" Raczkowski, autore di una prova sopra le righe. Nessun particolare pezzo o elemento di cui far menzione: uno spettacolo senza punti deboli, con l'asticella della tensione e della qualità sempre elevata dall'inizio alla fine. Semplicemente immensi.


Kreator

Gli ascolti del sottoscritto sono abbastanza lontani dal thrash metal, fatta eccezione per qualche gruppo storico a cui si ritorna di tanto in tanto, più che altro per motivi affettivi. Perciò, quando sono stato quasi trascinato a questo concerto non ero convintissimo, non essendo i Kreator parte di quella ristretta cerchia di gruppi citati: mai sensazione fu più sbagliata, in quanto Mille Petrozza e i suoi compagni di merenda si confermano come una band in formissima, precisa, pregna di qualità anche quando veste gli abiti più melodici e radiofonici tipici degli ultimi singoli e degli ultimi anni in generale.

Ancora in giro a supporto di "Gods Of Violence", la scaletta proposta dai quattro crucchi non si discosta molto da quanto sentito dal collega Bosj circa un anno fa, pescando a piene mani dall'ultimo lavoro e dal predecessore, spaziando poi un po' nel tempo, andando a pescare dal passato remoto ("Flag Of Hate" e l'immancabile e devastante "Pleasure To Kill") a quello più prossimo, con "Violent Revolution", "Enemy Of God" e "Hordes Of Chaos", toccando anche i fantomatici e controversi anni '90 con "Phobia".

Rispetto ai Vader, qui i ritmi si smorzano di tanto in tanto in corrispondenza dei vari mid-tempo sparsi qua e là, ma il tutto viene gestito alla perfezione da una band che tiene in mano il proprio destino e da un frontman che manovra il pubblico con estrema maestria e sicurezza. Inoltre, abbiamo modo di assistere a due momenti particolari durante la serata, grazie ad alcuni schermi posti dietro la band che, oltre a video ufficiali e cose varie, hanno proiettato le foto di alcuni fan presenti la sera stessa durante "Hail To The Hordes" e un bel tributo a tutti i grandi musicisti scomparsi nel corso degli ultimi decenni, fino ai tempi più recenti, sulle note di "Fallen Brothers".

Si può dire tutto dei Kreator degli ultimi diciassette anni: forse un po' troppo melodici, forse un po' troppo cheesy una volta passata la fase del sedicenne metallaro, ma non si può negare che dal vivo mettano tutti d'accordo risultando efficaci, affidabili e divertentissimi. Una bellissima smentita per cominciare bene l'anno nuovo.

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