METAL MAYHEM

METAL MAYHEM

Informazioni
Data: 07/01/2012
Luogo: Kiff, Aarau, Svizzera
Autore: ticino1

Scaletta
Skullfist
Steelwing
Vanderbuyst
Bullet
Grand Magus

Cosa c’è di meglio per cominciare l’anno nuovo di un bel concerto di metal quasi tradizionale? Avevo la scelta stasera: andare a guardare la mia squadra del cuore di disco su ghiaccio oppure recarmi ad Aarau per il concerto. La redazione influì leggermente sulla mia decisione con argomenti molto validi e incontestabili (“o vai a vedere i gruppi o ti mandiamo degli spaccaossa a trovarti”).

Non ero mai stato in questo locale ed ero dunque curioso di sapere come fosse. Trovai molto positivo il fatto che fosse raggiungibile magnificamente col bus dalla stazione; la fermata è quasi davanti alla porta. Gli orari dei concerti sono regolati in maniera da potere prendere comodamente l’ultimo treno; questo è un atteggiamento molto lodevole da parte degli organizzatori. Il prezzo del biglietto di circa 30 Euro alla cassa è normale per la Svizzera e non duole tanto quando si riceve un menù di cinque formazioni. Il prezzo della birra è anche altino ma tipico; le belle ragazze che lavoravano ieri al bar ripagarono almeno l’occhio, in particolare la più giovane col suo seno prorompente mi colpì (ticino1 ha ancora la vista disturbata). Il Kiff è un bel luogo per concerti; c’è un guardaroba sorvegliato, ai gabinetti non c’è la coda d’obbligo, il personale addetto alla sicurezza è cortese e corretto e il suono non è male.

All’inizio mi sembrava ci fosse poca gente; al momento dell’entrata in scena dei Vanderbuyst capii che molti si erano rifugiati all’esterno con le loro tanto amate sigarette. Il trio olandese sorprese con la sua capacità di riempire il palco e con il grande entusiasmo che contagiò rapidamente il pubblico. Willem Verbuyst è un vero diavolo quando impugna la sua chitarra e vive evidentemente la sua musica. La formazione farebbe un’ottima figura su un palco degli Anni Ottanta e seppe entusiasmare con un set heavy che non presentava neppure un punto debole e con la sua compattezza. Bravi, non è facile aprire una manifestazione con cinque band che inizia alle sette di sera.

Skull Fist? Lessi qualcosa su una rivista ma non me ne interessai. Durante le loro preparazioni mi domandai cosa mi attendesse. Non vidi mai prima d’ora un musicista con un tanga che fa capolino dai pantaloni… l’aspetto generale mi ricordava piuttosto quello dei gruppi glam e hair dei tempi passati. Musicalmente non trovai nulla di particolare a parte parecchi riff rubacchiati qui e là, come uno quasi identico a quello del pezzo “Deathrow” degli Exodus. Questi canadesi sanno comunque muoversi bene sulla scena e non delusero il pubblico. Jackie Slaughter, il cantante, ricorda un poco Steve Tyler col suo largo sorriso. Considerata l’età media dei presenti, non penso che siano stati tanti a dispiacersi per la mancanza di originalità. Summa summarum, non comprerei mai un lavoro di questi giovanotti ma live sono una forza.

Le pause erano corte e lasciavano giusto il tempo per andare al gabinetto e pigliare una birra, approfittando dell’occasione per fissare “discretamente” il seno enorme della signorina che serviva al bar. Gli svedesi Steelwing ricordavano otticamente non poco gli Iron Maiden e gli Scorpions della metà Anni Ottanta, con le loro calzamaglie colorate. Le sonorità non si scostano neppure parecchio da quelle dei gruppi citati. Riley non ha solo una voce possente ma, malgrado sia un tappo, è anche pieno d’energia e seppe motivare il pubblico, rendendolo partecipe, fondendo la sala in un grande blocco festoso. Tutti i membri s’impegnarono al massimo sfornando una massa d’acciaio che piacevolmente investì la platea entusiasta. Bel concerto, ottima scaletta e se io ne avessi l’occasione in futuro, andrei a rivedere questi scandinavi.

Restiamo in Svezia con i Bullet, quintetto che suona uno stile musicale che ricorda parecchio gli AC/DC anche grazie alla voce di Dag Hell Hofer. Questa formazione simpaticissima divertì parecchio con i suoi pezzi spensierati e le ritmiche rockeggianti. Qualche battuta piazzata qui e là portò a qualche risata da parte del pubblico. Il cantante mi parve essere alquanto allegrotto in termini di tasso alcolico ma ciò non sminuì la sua prestazione canora. Solo la Gibson di uno dei chitarristi disturbava un poco; non so se ci fossero problemi con il suo amplificatore o altro. Durante le performance precedenti non notai nulla di anormale. Il set fu accompagnato da qualche piccolo travestimento e fu terminato con il cavallo di battaglia “Bite The Bullet”.

La serata si chiuse con i Grand Magus che certamente uscivano dai canoni sonori delle altre formazioni. Ci raccontarono una storia doom piena d’intrattenimento. Il trio era definitivamente in forma e non lasciava alcun desiderio inesaudito. A desiderare lasciava però un poco il suono; a volte il tutto era un tantino impastato. Il pubblico era intasato davanti al palco e partecipava vivamente, scandendo qui e là i ritornelli delle canzoni. Gli scandinavi fecero onore al loro nome e soprattutto alla platea entusiasta. Un classico seguiva l’altro dando filo da torcere ai colli e alle gole degli spettatori.

Quella di ieri è stata una bella serata divertente come se ne trovano poche purtroppo. Chi avesse l’occasione di beccarsi una data di questa tournée nelle sue vicinanze, non dovrà pensarci su due volte se andarci o meno. È d’obbligo assoluto.

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