ORANGE GOBLIN + Monolord (01/04/2017 @ Nosturi, Helsinki)

Evento: Orange Goblin + Monolord
Data: 01/04/2017
Luogo: Nosturi, Helsinki
   
Gruppi:

  • Monolord
  • Orange Goblin
 

 

Ascoltare un disco in cuffia è una cosa, avere l'occasione di sentirlo (e vederlo) suonare dal vivo è un'altra. Alzi la mano chi ha ancora una lunga, lunghissima lista di gruppi che non è mai riuscito a vedere; per non parlare, poi, di quelli che non avremo mai modo di vedere, perché non esistono più da tempo. Solo a pensarci mi viene la depressione.


Non sempre però le cose girano per il verso sbagliato, certe volte siamo fortunati e l'occasione di partecipare a quella data di quel tour di quella band alla fine arriva. Ho ascoltato per la prima volta gli Orange Goblin quasi dieci anni fa, li ho amati immediatamente e nonostante ciò non avevo mai avuto la possibilità di godermeli di persona, scapocciando magari sulle note di "Scorpionica". Temevo che l'allegro quartetto inglese avrebbe prima o poi finito per allungare la lista di cui parlavamo prima e basta, ma fortunatamente non è andata così. Grazie alla collaborazione tra il Nosturi e quelle brave persone che si occupano dell'organizzazione del Tuska, il Goblin Arancione è arrivato nella capitale finnica in compagnia dei Monolord sabato primo aprile. Stavolta c'ero, quindi posso assicurarvi che non era uno scherzo.

Difficile prevedere in anticipo se la serata sarebbe stata o meno affollata; al mio arrivo c'erano poche persone, alcune delle quali impegnate a chiacchierare con nientepopodimeno che Ben Ward, appostato dietro il banchetto del merchandise e super sorridente. Avrei voluto parlargli, ma ho preferito non dare spettacolo di una me stessa imbarazzata e impacciata.


Monolord

Gli svedesi Monolord hanno iniziato a suonare con una ventina di minuti di ritardo, il lato positivo però è che c'era davvero un numero notevole di persone ad applaudirli. Una volta tanto anche il gruppo spalla si becca una buona dose di soddisfazione, assolutamente meritata tra l'altro.

La band è davvero giovane e ha sparato cartucce tratte dal suo intero repertorio (due album in totale, "Empress Rising" e "Vænir"), proponendoci uno stoner-doom metal trascinante, di ottima fattura e assolutamente mai noioso o sottotono. Mi era capitato di ascoltare qualcuno dei loro brani durante i miei peregrinaggi sui mezzi pubblici ma — adesso posso dirlo con certezza — la resa studio, per quanto di ottima qualità, non è che un riflesso sbiadito del muro sonoro e delle atmosfere che il trio di Göteborg è stato capace di innalzare dal vivo.

Da riascoltare col senno di poi e anche da rivedere, perché assolutamente si deve.


Orange Goblin

Quando gli Orange Goblin sono saliti sul palco e hanno attaccato a suonare proprio quella "Scorpionica" di cui vi parlavo (la mia canzone preferita!), ho ufficialmente smesso di capire alcunché. C'erano anche diversi signori non più giovanissimi tra la folla — d'altronde la band è sulle scene da più di vent'anni — e l'agitazione e l'eccitazione veramente si tagliavano col coltello.

I quattro inglesi erano tutti in formissima, ma soprattutto Ben sorrideva continuamente e ci incitava a farci sentire di più. Rare volte mi è capitato di vedere un frontman così a suo agio col pubblico e così lieto di stare lì ad intrattenerlo: «L'ultima volta che siamo venuti a Helsinki è stato nove anni fa, promettiamo che non ne passeranno altri nove prima del nostro ritorno qui!».

La scaletta, dal canto suo, è stata impeccabile e ha attinto tanto dai primissimi lavori quanto dai più recenti: "Some You Win, Some You Lose", "Saruman's Wish", "The Fog" (adattissima al panorama esterno), "Made Of Rats", l'attesissima "Quincy The Pigboy" e la lynyrdskynyrdiana "Time Travelling Blues", che ci ha regalato una meritata pausa tra un saltello e l'altro. Esclusa quest'ultima canzone, non abbiamo praticamente avuto un momento di riposo: il mio collo e la mia schiena hanno visto le stelle, i capelli sono diventati uno schifo nonostante li avessi lavati poche ore prima, e potendo lo rifarei subito.

Non sono mancati i plettri e le bacchette lanciate, sia durante che dopo l'esibizione. Quattordici brani totali con la relativamente recente "Red Tide Rising" a chiudere il sipario; chi sperava in qualche encore — tutti — non è stato purtroppo accontentato.


Sono finalmente riuscita a realizzare uno dei desideri live che avevo da più tempo ed è stato fantastico, perfino meglio di come me lo aspettavo. I Monolord hanno fatto un ottimo lavoro come supporto e gli Orange Goblin hanno semplicemente «fatto cadere il teatro». Mi è sembrato di stare tra amici che, in fondo, conoscevo da sempre.

Nemmeno io voglio aspettare nove anni prima di rivedervi, quindi non fate scherzi.

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