PANZER DIVISION MARDUK – Europe 2013 (11/12/2013 @ United Club, Torino) | Aristocrazia Webzine

PANZER DIVISION MARDUK – Europe 2013 (11/12/2013 @ United Club, Torino)

Evento: Panzer Division Marduk – Europe 2013
Data: 11/12/2013
Luogo: United Club, Torino
   
Gruppi:

  • Critical Solution
  • Valkyrja
  • Death Wolf
  • Grave
  • Marduk

Fin dal primo momento in cui scoprii che il nuovo tour celebrativo dei Marduk avrebbe fatto tappa a Torino, decisi che avrei assolutamente presenziato; sapere poi che l'orda scandinava avrebbe suonato allo United Club fece assurgere l'evento allo status di qualcosa di epico e imperdibile. Dovete sapere, infatti, che lo United è un locale storico per la scena estrema underground torinese, ma le cui dimensioni sono ovviamente modeste: immaginare l'affluenza di pubblico pronosticabile per una data del genere e stipare poi il tutto all'interno della piccola sala al piano superiore fece nascere nella mia mente visioni molto simili a un infernale girone dantesco. Nonostante tutto, comunque, alle 18:00 di un freddo mercoledì sera invernale siamo lì, duri e puri, ad attendere l'inizio della serata.


Il primo gruppo a occupare il palco sono i Norvegesi Critical Solution, giovanissima formazione Thrash Metal che ha da poco debuttato con l'album "Evil Never Dies". Sebbene il sottoscritto non sia mai stato appassionato del genere in questione, la prestazione dei quattro ragazzi sul palco è tutto sommato divertente e godibile, seppur riassumibile in pochissime parole: Critical Solution wannabe Metallica; a onor del vero, è giusto tuttavia rimarcare come i ragazzi si ispirino al periodo d'oro del gruppo californiano, lasciando fortunatamente da parte tutte le porcherie prodotte da questi ultimi dagli anni Novanta in poi. La devozione della band nei confronti dei trascorsi del quartetto di Frisco è impossibile da non cogliere, tanto nei pezzi suonati quanto nella voce di Christer Slettebø, semplicemente identica al celebre stile di James Hetfield. Come se non bastasse, l'esecuzione di una cover della celeberrima "Seek & Destroy" cementa indissolubilmente la palese derivazione artistica dei ragazzi. Simpatici e adrenalinici, piacevoli ma nulla di più.


Primo cambio di scena ed è il turno dei Valkyrja, gruppo di cui nulla conoscevo e da cui rimango assolutamente stregato: il Black Metal dei cinque Svedesi è potentissimo, nero come la pece, morboso e intensissimo. Ondskapt (band di cui fanno parte, non a caso, due dei membri), Nefandus, Funeral Mist, primi Watain, Orcivus e tutta la scena "ortodossa" sono i riferimenti dei Valkyrja, i quali, però, elaborano la materia con grande personalità, vibrando di un'indomabile energia oscura. A.L., il cantante, è completamente immerso e impossessato da una profondissima e violenta trance demoniaca, i suoi sussulti interiori sono palesi, il suo astio e il suo disagio infinito nei confronti dell'umanità intera non sono quantificabili e il suo coinvolgimento è totale. Vengo inevitabilmente rapito dall'intensità della performance e riesco a pensare soltanto che questo è ed è ciò che deve essere il fottuto Black Metal: mortifero, sulfureo e distruttivo. I Valkyrja sono indiscutibilmente da ascoltare, da vedere, da vivere, da sentire bruciare sulla pelle, nelle vene, nel cuore, nell'anima.


Il terzo gruppo in scaletta sono i Death Wolf, precedentemente attivi come Devil Whorehouse, che contano in formazione in veste di bassista il buon Morgan, storica ascia dei Marduk. Sebbene i leggendari Misfits (lode a loro nei secoli dei secoli) fossero senza ombra di dubbio la primaria fonte di ispirazione per la nascita del progetto, gli Svedesi suonano ora molto più cupi, molto più furiosi, proponendo un Hardcore Punk violento, velato di Crust e infettato con dosi di Metal roccioso e aggressivo: il concerto è davvero trascinante e spesso e volentieri le prime file non si fanno pregare per scatenare momenti di mosh barbaro e selvaggio. Il carismatico frontman Maelstrom è una furia scatenata con una notevole presenza scenica, l'intero gruppo tiene il palco in maniera più che professionale e i risultati si vedono: nonostante una proposta non così vicina all'umore generale dell'evento, i Death Wolf convincono senza dubbio tutti gli spettatori. Davvero un'esibizione con i controcoglioni ottagonali!


Si cambia nuovamente registro quando, dopo un lungo soundcheck, entrano in scena i Grave. Ricordando i decisamente poco entusiastici commenti al nostro Paese rilasciati dal gruppo in occasione della loro ultima calata in terra italica, non riesco a nascondere un pochino di preoccupazione, ma mi devo in breve ricredere: i quattro di Stoccolma triturano e legnano in maniera impeccabile con il loro Death Metal. Nonostante alcuni problemi di suoni (durante i primi pezzi le chitarre risultano troppo asciutte) che vanno pian piano migliorando, Ola Lindgren e soci imbastiscono un concerto da manuale, mandando in visibilio la piccola sala dello United, urlando sangue e ringhiando morte, trasudando da ogni poro aria mefitica e putrefatta. I Grave ripercorrono buona parte della loro carriera suonando pezzi come "Into The Grave", "Turning Black", "Reborn Miscarriage", "Christi(ns)anity", "Hating Life" e "Passion Of The Weak", mentre buona parte dell'uditorio si lancia ancora una volta in episodi di mosh violentissimo. Farsi sfondare i timpani da bordate di puro Death Metal svedese, in fondo, non ha davvero prezzo!


Una mezz'ora abbondante, tra soundcheck e preparazione del palco, scorre via prima che si presentino gli headliner della serata, accompagnati da inconfondibili campionamenti di bombardamenti: questo è il tour celebrativo di quel monumento guerrafondaio che è "Panzer Division Marduk" e si sente. La legione di Norrköping si presenta con la solita, irrinunciabile estetica e parte subito facendo tuonare le leggiadre e delicate note del brano che porta il titolo del disco. Pezzo dopo pezzo, il celebre album viene suonato interamente e sarebbe assolutamente pleonastico da parte mia descrivere la potenza con cui veniamo asfaltati da episodi come "Baptism By Fire", "Blooddawn", "Christraping Black Metal", "Scorched Earth" e "Fistfucking God's Planet": sull'intero United si abbatte un'inarrestabile bufera di acciaio e di violenza allo stato quintessenziale.

Una volta terminato "Panzer Division Marduk", il gruppo rientra dietro le quinte… Ma soltanto per tornare dopo pochissimi minuti sul palco per la seconda parte dello spettacolo, quella dedicata alla celebrazione del ventennale di "Those Of The Unlight". Anche questa volta, da "Darkness Breeds Immortality" a "Burn My Coffin", da "A Sculpture Of The Night" a "Wolves", gli Svedesi suonano per intero il loro secondo album e la parata di morte, sangue e oscurità continua. Forse grazie all'energia tutta particolare infusa da un nutrito pubblico accalcato in un piccolo locale ai piedi di un piccolo palco, forse grazie a una serata in stato di grazia, forse grazie a non so che altro, i Marduk ci offrono una prestazione da applausi: ferocissimi, motivatissimi, violenti e interattivi con gli astanti, con Mortuus che dispensa energia nera in ogni dove, ispiratissimo e coinvolto come non mai. Spettacolo incredibile!


Da poco è passata la mezzanotte quando usciamo dallo United, dirigendoci all'auto per tornare a casa: siamo sordi e stanchissimi, ma ben felici di aver assistito a una serata veramente meritevole, e l'animo è un po' più oscuro, un po' più morto, un po' più sanguigno di prima.

Nota: un doveroso plauso all'organizzazione globale della serata che ha gestito in maniera inappuntabile un evento non consueto, con una grande affluenza di pubblico in un locale di dimensioni ridotte, complimenti!

2 pensieri riguardo “PANZER DIVISION MARDUK – Europe 2013 (11/12/2013 @ United Club, Torino)

  • 23 Dicembre 2013 in 13:16
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    Sono felice di leggere che i Marduk siano ancora in forma smagliante. Massimo rispetto per loro.

  • 4 Gennaio 2014 in 20:06
    Permalink

    Concerto dall’aura potentissima. Lieta di esserci stata 8)

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