SORGE (21/01/2017 @ Circolo Gagarin, Varese)

Evento: Sorge live
Data: 21/01/2017
Luogo: Circolo Gagarin, Busto Arsizio (VA)
   
Gruppi:

  • Sorge
 

Di circoli Arci e Acsi e chissà che altro nell'ultimo decennio nel nord Italia ne ho vista una pletora. Tolto il sempreverde Magnolia (che comunque ha abbandonato la tre giorni del Magnolia Parade ormai da qualche anno), tutti gli altri vivono e vivacchiano, alternando stagioni più a stagioni meno buone; anzi, per tanti completare una stagione è già un traguardo. Di queste settimane è l'ultima novità: anche il Lo-Fi di via Pestagalli, ormai riferimento di tutta la scena post-sludge-psych-doom, ci abbandona. Eppure, quasi in concomitanza, c'è una notizia che potrebbe riaccendere il lumicino della speranza per gli affezionati di concerti un po' particolari, magari rock-oriented (speriamo). Il Gagarin di Busto Arsizio ha recentemente terminato i lavori di insonorizzazione della propria sala concerti, queste le parole di un addetto ai lavori «fino ad aprile siamo già al completo, ma da questa primavera inizieremo anche ad appesantire un po' le proposte in cartellone».


BRUTAL ASSAULT 2013 - Parte IISperando che non sia un ennesimo ottimo progetto dalla vita breve e dall'apporto effimero, diamo fiducia ai ragazzi, iniziando a presenziare a un evento che tutto è fuorché rock: sul palco i Sorge, progetto collaterale di Emidio Clementi dei Massimo Volume che deve il proprio nome alla spia tedesca Richard Sorge. Il disco uscito a inizio 2016 per La Tempesta vede Mimì, oltre che come di consueto dietro al microfono, nell'inedita veste di pianista, mentre il suo compagno d'armi Marco Caldera si occupa delle basi elettroniche. Io, perché sono pirla, mi ero perso completamente "La Guerra Di Domani", finché un amico non mi ha chiamato dicendo «andiamo». Ed eccoci qua, al Gagarin di Busto Arsizio, appunto. L'inizio dell'esibizione con l'ora e mezza di ritardo canonica degli appuntamenti all'italiana e la presenza di poche decine di appassionati ci permette di fare conoscenza con alcuni dei ragazzi al lavoro durante la serata e di fare ampia degustazione dei cocktail in lista. Dopo un paio di mint julep dall'ottimo rapporto gradazione alcolica-prezzo e uno sguardo all'interessante realtà L'Océan, gruppo sperimentale composto da ragazzi disabili della zona di Milano nord, Clementi e Caldera salgono sul palco a raccontarci la loro storia.


Premesso che per me Mimì è una delle voci più espressive ed emotivamente coinvolgenti dell'intero panorama nazionale, sentire i Sorge davanti al palco è stato come ascoltare un vecchio amico raccontarti la sua vita. Lo spoken word di Clementi è sempre perfetto, in grado di rendere affascinante e magnetico qualsiasi frammento di esistenza personale, di renderlo grande spunto di riflessione. Ogni dettaglio, dal bere attorno a un tavolo alla faccia di chi ci deve i quattrini ("Hancock 96"), al nonno che teneva i conti sotto al bancone ("In Famiglia"), è un'onda che ti colpisce in pieno, trasportata dalle basi di Caldera, assolutamente a suo agio in questo frangente e quantomai fondamentale nel rendere ai testi la giusta carica emotiva con i suoi beat ed effetti hip-hop e downtempo. Pieni, caldi e corposi, i suoi suoni hanno una carica rara e no, per quanto i mint julep di cui sopra mi abbiano aiutato ad avvicinare ogni singolo glitch di Caldera al liveset industriale degli Autechre delle quattro di mattina all'ultimo Club2Club, non sto affatto esagerando; raramente due impostazioni musicali tanto diverse, il cantato recitato e l'hip-hop strumentale, hanno trovato una sintesi tanto perfetta. Il racconto scivola in un attimo, troppo breve, e il duo si accomiata dalla platea con "La Sera", singolo non compreso nell'album e insieme a "Bar Destino" l'episodio più alto dell'intero repertorio, in cui Caldera dipinge suoni che flirtano con umori funky e su cui Clementi tratteggia alcune delle immagini più forti e poetiche coniate negli ultimi anni.


Poi, dopo il concerto, c'è tutto il resto, perché Clementi non è solo un grande artista, ma anche una persona infinitamente paziente e disponibile; importunato per ore da me e dal mio amico, tra dediche e whiskey offerti (da lui al mio amico, vale la pena di precisare), è riuscito a liberarsi di noi solamente andando a dormire, finalmente, alle tre di mattina. Chissà che un giorno non ci si ritrovi anche noi in qualche suo verso.

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