SUFFOCATION – European Tour 2017 (16/08/2017 @ Pit Bellinzona – Svizzera)

Evento: Suffocation – European Tour 2017
Data: 16/08/2017
Luogo: Pit Club, Bellinzona (Svizzera)
   
Gruppi:

  • Despising Age
  • Suffocation
 

 

Dietro di me gli schiamazzi si affievoliscono. È l'una di notte, cammino. Solo. Ora silenzio, no, le orecchie mi fischiano. La mia maglietta è fradicia di sudore, così come se fosse uscita dalla lavatrice senza centrifuga. La mano mi duole ancora per la stretta datale da Terence Hobbs, che ho ringraziato per venticinque anni di divertimento e passione. Statisticamente parlando, neppure le coppie felici riescono a festeggiare un tale giubileo e soprattutto in quel modo.

Iniziamo però da dove si dovrebbe, dal principio.

L'essenziale in breve:

  • I Suffocation si fermano a Bellinzona per il loro primo concerto in terra ticinese. Motivo? Il nuovo lavoro "…Of The Dark Light"
  • Gli Hammercult hanno disdetto il loro appuntamento con la città turrita
  • Il pubblico avvicina Muller al colorito locale: «Porco Dio» goes America

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Despising Age

BRUTAL ASSAULT 2013 - Parte IIIl paradosso? I musicisti della formazione ticinese dei Despising Age erano ancora dei bimbi all'uscita di "Effigy Of The Forgotten". Sono emozionati di aprire la serata per i Suffocation, ma soprattutto realizzano un sogno.

Il concerto si preannuncia divenire molto familiare e intimo: il quartetto, a parte il batterista Alessandro che è sopra, si esibisce davanti al piccolo palco occupato da diverso materiale e strumenti. Questa situazione piace al pubblico, ma garba meno al tecnico del suono, costretto a sfruttarla alla meglio. I ragazzi giocano una partita in casa e a loro sostegno c'è una curva accanita.

Avranno all'attivo solo un demo e due EP (io vi ho parlato di "Path Into Insanity" a maggio), ma hanno già raccolto parecchia esperienza sotto i riflettori. Questa permette loro di presentarsi sicuri di sé. L'ambiente è vivace ben prima delle note di "Final Heritage" con cui i Despising Age avviano la serata, così già dopo pochi minuti è all'insegna del friendly violent fun. I primi scalmanati danno il via alle danze, scuotendo il capo e facendo casino, come giustamente si dovrebbe in queste occasioni. Ciò stimola ancor più i mattatori locali, che ora danno gas sul serio. Si muovono nei pochi metri quadrati a loro disposizione, ridono, scherzano con i presenti e piazzano qui e là qualche posa per intrattenere una platea sicuramente pronta ad accedere al prossimo livello di brutalità, quello dei Suffocation. Un pezzo inedito e ancora da registrare conclude un concerto intenso ed è allo stesso tempo l'assaggio di un disco a venire.

L'ultima nota echeggia ancora fra le pareti e già il club si svuota così rapidamente come si era riempito. Comprensibile: è molto caldo e tanti preferiscono uscire a prendere fiato all'aria fresca.


Suffocation

Flashback: 1992. Il Pit (allora Peter Pan) apre i battenti. È il primo bar ticinese davvero dedicato alle sonorità dure, con tanto di juke-box pieno zeppo di CD fighi.

Il gestore volava regolarmente negli Stati Uniti per cercare le uscite più fresche. In quel periodo vidi anche i Suffocation a Zurigo. Me lo ricordo bene. Il suono era di dubbio gusto, ma ehi, "Effigy Of The Forgotten" lo conoscevo a memoria e ardevo di ascoltarlo dal vivo! Come avrei potuto allora immaginare di rivederli un quarto di secolo più tardi, nel bar in cui festeggiavo regolarmente? Ancor meno mi sarei atteso che, malgrado il loro successo, sarebbero rimasti con i piedi per terra. Stasera si mischiano tranquillamente sotto gli avventori, alla stregua di habitué o di musicisti locali emergenti. Celeri e professionali, i Newyorchesi preparano gli strumenti ed eseguono il soundcheck. Il passo barcollante di Charlie Errigo, vittima di una bottiglia di rosso, sembra allo stesso tempo preoccupare e divertire i suoi compagni. La piccola sala è di nuovo gremita e il massacro inizia.

I Suffocation non tergiversano a spiegarci i termini «brutale» e «pesante». Gli annunci fra i pezzi sono succinti, i ringraziamenti ai presenti e all'organizzazione tanti e calorosi. La scaletta copre le tappe principali della formazione. Novità come "Clarity Through Deprivation" esaltano gli spettatori tanto quanto i classici di "Effigy Of The Forgotten". Fra noi in prima fila e il palco non c'è solo un flusso di energie. Ce n'è anche uno più concreto di birre che vengono offerte ai musicisti tormentati dalla calura, ma comunque precisissimi nell'esecuzione delle canzoni (vi ricordate la bottiglia di rosso?). Lo scarso spazio a disposizione non ci impedisce di seguire l'invito ad attivare il circle pit, mentre chiome più o meno lunghe roteano selvaggiamente, spruzzando sudore sui vicini e sul palco, dove si mischia con quello del quintetto anch'esso grondante. Esultiamo quando Muller, ora più sicuro nella pronuncia, grugnisce: «Porco Diooooooh!». Conserverà questo ricordo di colorito locale regalatogli dalla prima fila bellinzonese?

La serata volge alla fine, «last song for tonight». Noi rispondiamo all'unisono: «one more song, one more song!». Confrontati con tanto fervore, i Suffocation si arrendono e interpretano uno, due, tre pezzi (o addirittura quattro?) per un bis da incorniciare. Tutti, i musicisti e noi, sono esausti, sì, ma felici. Entrambe le parti hanno gustato l'atmosfera familiare e la semplicità che solo un piccolo club può offrire.


Il giorno seguente, passeggiando, rivivo mentalmente gli avvenimenti di quello storico 16 agosto e, con la pelle d'oca sugli avambracci, mi dico: «Cazzo, che serata!».

Nota: Gli Hammercult, vabbé… Scambiando prima dell'evento quattro chiacchiere con alcuni presenti, ho registrato poco rammarico per questa assenza.

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