VESPERTINA + Yellow Kings (02/03/2019 @ Udine)

Evento:Vespertina + Yellow Kings
Data:02/03/2019
Luogo:Udine
Gruppi:

  • Yellow Kings
  • Vespertina

Serata dall’atmosfera intima quella andata in scena a Udine lo scorso sabato: attrazione principale dell’evento è la perugina Vespertina, giovane cantautrice che porta in giro le litanie acustiche contenute nel suo EP di debutto Glossolalia (distribuito da tre etichette care ad Aristocrazia come Dio Drone, Toten Schwan e Dischi Bervisti). Ad affiancarla, un progetto agli antipodi in termini di sonorità: Morgan Bellini, di certo un nome tutt’altro che nuovo nella scena alternativa italiana (Vanessa Van Basten e Angela Martyr), si presenta in una nuova incarnazione che vede anche il bassista Zappeo, gli Yellow Kings.


Yellow Kings

A chi segue e conosce un minimo il panorama italiano, il nome di Morgan Bellini farà suonare sicuramente qualche campanellino. Già passato su queste pagine con gli ottimi Angela Martyr (Avantgarde Music), con gli Yellow Kings segue un po’ il sentiero tracciato da The November Harvest, meno katatonico e più marcatamente grunge, ma sempre pregno della caratteristica commistione di generi tipica dei progetti di Bellini: è così che la musica del duo si presenta come un ibrido tra le melodie di Stone Temple Pilots, la marzialità dei Godflesh e un pizzico di noise a sporcare un po’ il tutto, trasmettendo un senso marcatamente novantiano di beatitudine ed eroina.

Al momento il duo con base a Trieste ha all’attivo un solo demo, che insieme a un’esibizione convincente ci fa ben sperare in un eventuale seguito.


Vespertina

L’atmosfera in sala si fa più raccolta, con le comode poltrone sistemate a mo’ di platea per apprezzare al meglio la proposta di Vespertina, al secolo Lucrezia Peppicelli. Adornata semplicemente di una corona raggiata e accompagnata dalla sua chitarra acustica, la cantautrice crepuscolare culla i presenti con una serie di composizioni di stampo folk, dalle tinte fosche e intime.

Il gusto che caratterizza i brani di Glossolalia, cantati interamente in italiano, permette all’artista di catturare pienamente l’attenzione degli astanti e di spostarsi su un piano più elevato: con la sua espressività e interpretazione è come se Vespertina fosse un’altra entità, quasi religiosa, ben distinta dalla Lucrezia che negli intermezzi e a fine serata si mostra nella sua genuinità, con il suo marcato accento umbro.

Con brani delicati ed evocativi, come “Nuova York” o “Slumber”, la voce di Vespertina gioca, si lancia in saliscendi di tonalità facilmente padroneggiati dalla sua ugola, che si sposa perfettamente con gli intricati arpeggi di chitarra nel narrare storie di amore, dolore e delusione in cui più di qualcuno può facilmente rispecchiarsi.

In scaletta trovano spazio anche una cover di Tom Waits (“Lonely”, dal meraviglioso Closing Time) e un bis non previsto, un inedito che forse vedremo sui solchi di un futuro lavoro. Soddisfatti da una serata forse di non grande richiamo ma sicuramente fuori dal comune, per il momento ringraziamo Lucrezia e andiamo a riascoltarci il suo debutto.

Facebook Comments