YOB + Black Cobra (30/09/2016 @ Lo-Fi, Milano)

Evento: YOB + Black Cobra
Data: 30/09/2016
Luogo: Lo-Fi, Milano
Gruppi:

  • Black Cobra
  • YOB
 

Il Lo-Fi, per quanto gestito in modo abbastanza scorbutico e poco amichevole, negli anni si è saputo ritagliare una posizione di livello nella cerchia dei locali milanesi che offrono serate di un certo tipo; e una delle ragioni è sicuramente il fatto che, escluse certe incarnazioni del Magnolia, è rimasto L'UNICO locale a offrire serate di un certo tipo, perché viviamo in un Paese di merda, ma questa è una storia per un altro giorno. Nulla di cui stupirsi quindi se l'unica data italiana del nuovo tour degli YOB, a due anni dal loro ultimo passaggio a supporto dell'enorme "Clearing The Path To Ascend", esattamente come la volta scorsa, passa dal locale di Milano est.


Black Cobra

BRUTAL ASSAULT 2013 - Parte IIArrivo nel vuoto cosmico di via Pestagalli poco prima dell'attacco del duo californiano dei Black Cobra. Primo incontro per me con la formazione losangelina che erroneamente ho sempre creduto essere un trio, e quando mi ritrovo davanti niente altro che chitarra e batteria rimango positivamente sorpreso: gli autori del recente "Imperium Simulacra" (uscito addirittura per Season Of Mist, niente più Southern Lord) sono schietti e senza fronzoli, e oltre ad avere una più che discreta capacità compositiva in studio sono ottimi per creare la giusta atmosfera in questa serata autunnale. Sicuramente poco variegati nella proposta, sicuramente bravi in quello che fanno: uno sludge-stoner asciutto, secco e rapido, tanto in studio quanto sul palco. Dritti e minimali, di pochissime parole, i due vedono la platea ingrossarsi progressivamente durante i quaranta minuti a loro disposizione. Piacevoli.


YOB

Cambio palco, Mike Scheidt e compagni rigorosamente a occuparsi del proprio soundcheck, tutto si svolge rapidamente e senza quasi accorgersene attacca "The Ballad Of Molten Lead". E boh, non so proprio cosa dire, come descrivere un'esperienza simile. Due anni fa mi persi l'esibizione in compagnia di Pallbearer e Kröwnn, e da tempo sento parlare della creatura di Eugene (Oregon) come foriera di meraviglie su di un palco. Ecco, se non avete mai visto gli YOB, vedete di rimediare. Il trio, se possibile, è in grado di suonare persino più grosso dal vivo che non in studio: Scheidt si porta dietro due pedaliere grandi come casa mia e decisamente non ha paura di usarle, riempiendo l'aria di effetti psichedelici su cui costruire montagne su montagne su montagne di riff, mentre gli Orange di Aaron Rieseberg vomitano un basso così crunchy da far tremare le viscere del pubblico, del locale e probabilmente anche del quartiere. Foster, dal canto suo, pur con un drum-kit ben lontano da piattaforme rotanti o castelli di piatti, tira di quelle pedate e manate che il Lo-Fi pare esplodere. Insomma i timpani si squarciano senza appello ed è tutto bellissimo.

L'ora e mezza di esibizione conta appena mezza dozzina di brani, dato il minutaggio mastodontico di questi, ma la bellezza intrinseca degli YOB è che una canzone di quindici minuti contiene tante di quelle cose giuste e belle e grosse che si arriva alla fine dell'esibizione come in trance, quasi senza accorgersene. Nemmeno quando, a metà di "The Lie That Is Sin", salta la corrente nel locale (stendiamo un velo…), l'atmosfera bellissima viene interrotta: Scheidt incita il pubblico, lo ringrazia, e quando la luce torna tutto riprende da dove era stato interrotto, come se nulla fosse accaduto.


E proprio questa è la mia considerazione finale, mentre me ne lascio il Lo-Fi alla volta di un kebab piccante con cipolla: un tizio dall'aria cattivissima, di quasi cinquant'anni, che sale e scende dai palchi da più di venti, autore di alcune perle nascoste e decisamente troppo poco considerate, non ha perso nemmeno per un secondo l'umiltà. A ogni occasione ringrazia il suo pubblico, si profonde in strette di mano e saluti, si aggira per il locale chiacchierando del più e del meno, si diverte. Ciao Mike, ci vediamo al prossimo giro.

Facebook Comments