ZEAL & ARDOR + Nyos (12/11/2018 @ Orto Bar, Lubiana)

Evento: Zeal & Ardor + Nyos
Data: 12/11/2018
Luogo: Orto Bar, Lubiana (SLO)
Gruppi:

  • Nyos
  • Zeal & Ardor

A meno che non si scavi tra le band più nascoste, quelle che difficilmente riusciranno a mettersi abbastanza in vista, è difficile oggi trovare qualcosa che sia davvero originale. Nel caso degli Zeal & Ardor ci è voluto l’aiuto di 4chan, noto letamaio che raccoglie tutto ciò che di peggio la mente degli internauti possa partorire: bisogna dare atto a Manuel Gagneux di aver sfruttato pienamente la piattaforma, accettando suggerimenti per un progetto che mescolasse generi lontani tra loro. La scelta è ricaduta sul nero in tutto e per tutto, nello specifico nel ruolo di comune denominatore tra black metal e black music reminescente della schiavitù nei campi degli Stati Confederati. Una buona dose di sana sperimentazione completa la formula, per un mix che si rivela esplosivo anche in sede live.


Nyos

Ad aprire la serata sono due ragazzi di Jyväskylä, Finlandia: a giudicare dall’aspetto, sembrano due nerdoni usciti da una qualsiasi classe universitaria di informatica e, vedendoli in mezzo al pubblico, non avrei scommesso un euro sul fatto che sarebbero stati proprio loro a salire sul palco. La proposta di Tom Brooke (chitarra) e Tuomas Kainulainen (batteria) è costituita da un contorto post-math rock strumentale, in cui le veloci e precise parti di Kainulainen fanno da base a una serie infinita di chitarre stratificate come se non ci fosse un domani, grazie al vasto arsenale di pedali. I due si divertono, l’uno di fronte all’altro, e il pubblico è piuttosto coinvolto — cosa non banale, visto il genere — anche se l’attenzione del sottoscritto è divisa tra le varie rullate e gli opinabili mocassini pitonati di Brooke. Appena mezz’ora di concerto, complice anche un lieve ritardo all’inizio, e i due lasciano lo stesso palco su cui, di lì a poco, si andranno ad accomodare (per modo di dire) in sei persone.


Zeal & Ardor

Tra le più interessanti rivelazioni in ambito estremo degli ultimi due anni, la creatura di Manuel Gagneux ha già scosso il panorama sperimentale più volte, prima con Devil Is Fine nel 2017 e poi con Stranger Fruit appena un anno dopo, due dischi che conservano l’anima del gruppo ma contraddistinti da due approcci diversi: il primo una follia condensata in meno di mezz’ora; il secondo più maturo, in cui il tutto viene raffinato ed esplorato in maniera più studiata. Era quindi da un po’ che le aspettative per un concerto non erano così alte per il sottoscritto.

Ci si rende subito conto di quanto sia piccolo il palco a disposizione quando Gagneux e i due coristi si piazzano in primo piano, occupando praticamente tutto lo spazio e relegando gli altri tre musicisti nelle retrovie. Dopo due o tre concerti all’Orto Bar, è ormai assodato come non sia il miglior locale possibile in termini di luci, purtroppo per i fotografi, e forse anche in termini sonori, ma quello è forse il masochismo di chi pretende le prime file. Per fortuna il poco spazio a disposizione gioca a favore dell’intensità, aiutata da un miglioramento nei suoni dopo le prime due o tre canzoni: gli Zeal & Ardor spaziano lungo il loro repertorio con una nutrita serie di canzoni con pochissimi intervalli, durante i quali Gagneux è visibilmente contento della reazione del pubblico che si gode entrambi gli aspetti della proposta, quello più estremo e quelli più cantilenante e tradizionale.

La tamarraggine di “Sacrilegium I” si sposa perfettamente con i brani proposti che, a dimostrazione dell’evoluzione naturale tra i due lavori, scorrono perfettamente l’uno nell’altro: da “Servants” a “Gravedigger’s Chant”, passando per la schizofrenia di “Children’s Summon” fino al trittico conclusivo composto da “Don’t You Dare”, “Devil Is Fine” e “Baphomet”. La prova del sestetto è priva di punti deboli, con voci perfettamente armonizzate che esplodono di tanto in tanto nelle urla disperate di Gagneux, la batteria di Marco Von Allmen che non manca un colpo e il prezioso lavoro lontano dai riflettori di Mia Rafaela Dieu al basso e Tiziano Volante alla chitarra. Un gruppo che ha già dimostrato tanto ma che rimane sicuramente da tenere d’occhio nel prossimo futuro: non male per essere iniziato come uno scherzo su Internet.

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