Sanremo, un vademecum "anti-festival" | Aristocrazia Webzine

Svartremo 2024, il festival della canzone italiana in versione estrema

La 74esima edizione del Festival di Sanremo, con le polemiche, le marchette e le schifezze che ha trasmesso in mondovisione, ha riacceso in me quella voglia semi-sopita di fare l’edgelord che già normalmente malcelata è dire poco. Quindi, alla maniera della kermesse, eccoti i 5 titoli estremi tutti italianissimi usciti o anticipati in questo inizio d’anno degni del podio (allargato), più qualche suggerimento utile sulle novità di queste settimane.

Quanto inserito in questa fantomatica Top 5, per di più, è corredato da un giudizio numerico. Disclaimer: chiaramente è più da prendersi come un elemento satirico che un vero e preciso indicatore di qualità. Quantificare in questo modo la bontà di un’opera d’arte non è qualcosa in cui crediamo da queste parti, ma ora sto divagando. Prepara i pop corn e le cuffie (o le casse). Perché Sanremo è Sanremo, e per fortuna anche quest’anno ce ne siamo liberati.

(2 gennaio, Autoprodotto)

I Mörkvind hanno anticipato di qualche settimana l’avvio di questo anti-Sanremo estremo o Svartremo, se preferisci un neologismo a caso. E già dal nome fanno intuire un certo desiderio di fiordi tipico della provincia di Bari e dintorni. Sarcasmo a parte, la formazione — che in verità proprio proprio barese non è — possiede però davvero una passione smodata per il black scandinavo, tant’è che già a partire dal titolo Hypnotiskt Vanvett Av Skogens Irrgångar punta proprio a quel nord lì. Fredde, ma mai asettiche, le atmosferiche proposte dalla creatura del possente et poderoso Vindur — al secolo Daniele Valeri — sono sferzanti e coinvolgenti, anche se le soluzioni in scaletta non brillano proprio per originalità.

Voto: tre fiocchi di neve su cinque.


(5 febbraio, Autoprodotto)

La nuova formazione dei Solfar, nuova solamente per modo di dire, non ha annunciato ancora alcun album, EP o lavoro consistente, ma a inizio mese ha deciso di comparire sui radar degli appassionati di black metal con un singolo. “Breath Death Asceticism” colloca subito il quintetto friulano in uno spaccato nero ben definito, influenzato dai mid-tempo satanici di matrice scandinava così come dalle atmosfere sulfuree di stampo islandese, e non prova neppure per un secondo a nasconderne le potenzialità. Carte sul tavolo, i Solfar — che nascono dalle ceneri dei Gates Of Doom — rischiano davvero di fare un debutto col botto, semmai cacciassero qualcosa di più consistente di una sola traccia. Con queste basi, il giudizio resta parziale, seppur nettamente positivo.

Voto: quattro aquile su cinque.


(16 febbraio, Season Of Mist)

Debuttano sulla lunga distanza, addirittura su Season Of Mist, i torinesi Ponte Del Diavolo. Fire Blades From The Tomb è un album davvero dirompente e non tradisce le aspettative create con il trittico composto da Mistery Of Misteries, Sancta Menstruis e Ave Scintilla!, consegnando all’ascoltatore una raccolta sulfurea e caprina dalle forti connotazioni psichedeliche. Menzione d’onore, anche in questo caso, alla performance di Erba Del Diavolo che, come Medusa, lascia di sasso chiunque si soffermi su di lei. Una cantante di una bravura singolare che riesce a rendere vivo e teatrale anche un album registrato in uno studio.

Voto: quattro zoccoli di capra e mezzo su cinque.


(23 febbraio, Immortal Frost Productions)

Dopo averne apprezzato il debutto con l’eponimo EP del 2022, c’era attesa sulle novità di casa Pyra. Il trio, formato da due membri degli Psychotomy e dall’ubiquo Emanuele Prandoni (Progenie Terrestre Pura, Dawn Of A Dark Age e tanti altri), ha lavorato al suo primo album a lungo, cesellando ogni dettaglio. Anticipato sul finire del 2023 da “Becoming” e da “Summit Of Existence”, e in uscita via Immortal Frost a brevissimo, Those Who Dwell In The Fire vede “Palingenesis” fargli da terzo singolo spianastrada, coprendo ogni possibile aspetto della proposta della band. Blast beat, riffoni, tremolo picking, growl cavernoso, mid-tempo e rallentamenti: ce n’è per tutti i gusti, a patto che il tuo palato sia pronto a essere piallato da una dose di marciume asfittico. Di Brazzolotti, De Rossi, Prandoni: Those Who Dwell In The Fire (e nei nostri impianti stereo). Dirige l’orchestra, il maestro Peppe Vessicchio. Televoto al numero 666. Per noi, i Pyra.

Voto: quattro pietre di zolfo fumanti su cinque.


(15 marzo, I Voidhanger Records)

Ascoltabile esclusivamente su Bandcamp, ”Three Ways Of Death After Gravitational Collapse” è la traccia scelta dagli Hadit per mostrare al mondo il volto del loro nuovo Metaphysical Engines Approaching The Event Horizon. Avendo avuto l’immenso privilegio di ascoltarlo per intero con Bosj nel corso di un appuntamento super elitario negli studi di Gabriele Gramaglia — che oltre a essersi occupato di mix e mastering, è anche bassista, chitarrista e solleticatore di synth per la band — posso parlare con cognizione di causa: qui siamo davanti a un possibile album top dell’anno. Fregno e pregno, Metaphysical Engines è un lavoro complesso ma mai complicato che, pur essendo relativamente quadrato, tiene altissima l’attenzione dell’ascoltatore senza perderlo per eccesso di tecnicismo. Per sempre, maestri, continuate così.

Voto: quattro fierissimi pugni al cielo e mezzo su cinque.


Oltre ai nomi approfonditi in questa sorta di Top 5 dalle votazioni — ribadisco — chiaramente ironiche e inattendibili, mi pare doveroso aggiungere qualche altro nome alla lista. In fondo, di uscite dal 1 gennaio a oggi ce ne sono state, non solo di nomi grossi ma anche nel fitto bosco dell’underground. Qualche anticipazione potrebbe essere finita anche tra le righe della rubrica Extrema Ratio, per cui, senza pestarci i piedi a vicenda, ecco un po’ di nomi e titoli utili a recuperare gli altri potenziali candidati a questa primissima edizione del festival di Svartremo: possa quest’idea malsana non venirmi mai più.

Flegias – L’Évangile Gothique (3 gennaio, Flegias Production)

Dark Goat – Full Moon Rituals (6 gennaio, Autoprodotto)

Exequiae SacroLeading A War Against Tools Of Posthumanity (15 gennaio, Autoprodotto/Unholy Domain Records)

Voltumna – For Death Is Fate (19 gennaio, Autoprodotto)

Narcotic Serenade – Nihilistic Praise Of Addiction (27 gennaio, Autoprodotto)

Spiritual Deception – Semitae Mentis (9 febbraio, Amputated Vein Records)

Keres – Homo Homini Lupus (23 febbraio, Gruesome Records)

Hideous DivinityUnextinct (22 marzo, Century Media Records)