Nanowar, oltre il reggaeton c’è di più

La palma di tormentone metal-pop dell’estate 2019 è già stata assegnata, nonostante il calendario segni appena luglio. Hanno trionfato a mani bassissime i Nanowar Of Steel con la hit “Norwegian Reggaeton”, un modo originale di far ballare a ritmo di reguetón anche i metallari consacrati al black metal più truce. Il pezzo è stato capace di sfondare il milione di visualizzazioni su Youtube in appena una settimana e di finire tra le tendenze del sito.

Il quintetto romano, autore di un metal demenzial-parodistico assolutamente spassoso, si era già fatto conoscere da un ampio pubblico con l’epica “Giorgio Mastrota (The Keeper Of Inox Steel)” e l’inno allo Imperatore di “Feudalesimo E Libertà”. Tuttavia la storia di Mohammed Abdul, Potowotominimak, Baffo, Uinona Raider e Gatto Panceri 666 inizia addirittura nel 2003, un’epoca felice per il metallo, in cui i Rhapsody non erano ancora Of Fire e le copertine dei Nanowar erano realizzate con Paint.

Sfruttando il clamore mediatico del momento, ripercorriamo allora la carriera dei difensori del vero acciaio del metallo mediante dodici dei loro pezzi più entusiasmanti, dodici istantanee che attraversano quattro album, due demo, ep, live, singoli e collaborazioni… Per godere al meglio dell’ascolto che vi attende e non perdere nemmeno una singola gag, la raccomandazione è di premere play e seguire il videoclip e/o i sottotitoli.


Neapolitan heavy metal: “Master Of Pizza” (2003)

I primi Nanowar sono un complesso un po’ sgangherato, che a livello musicale zoppica e si arrangia con produzioni caserecce, mentre colpisce già nel segno dal punto di vista lirico, garantendo risate a profusione con la parodia riguardo tutto ciò che è true metal. Per questo motivo, i pezzi che colpiscono maggiormente sono i rifacimenti di alcuni brani storici. “Master Of Pizza” è una riproposizione lo-fi in salsa partenopea del classico dei Metallica “Master Of Puppets”, che gioca coi luoghi comuni più classici del pizza, mafia, mandolino e che difficilmente la band potrà portare su un palco a Napoli.

«Born in Napoli, live in misery, thanks for living to camorra
I live in a vulcano, I am napoletano, it’s a life without a reason
State in serie B, siete il Napoli, state anche a falli’, andate in serie C»


Pedalando a tutta birra: “Tricycles Of Steel” (2005)

La stella polare che guida le gesta dei Nostri sin dagli albori è rappresentata dai Manowar, omaggiati sin dal nome. Dove i Kings Of Metal sprizzano testosterone in sella a rombanti motociclette, i Nanowar inneggiano all’amore gaio e… sensibile all’ambiente. I tricicli del metallo non inquinano e possono circolare anche nelle domeniche ecologiche! Heavy metal per grandi e piccini.

«Din din, the bell rings, our tricycles are for kings
(They run just like they had unicorn wings)
Din din, the bell plays, our tricycles are for gays
(Because there’s no saddle where our ass lays)»


Metallo bollente: “The Number Of The Bitch” (2005)

Fra un coito e l’altro, la maideniana “The Number Of The Bitch” introduce il tema del sesso (telefonico) all’interno della poetica dei Nanowar, in un pezzo drammatico e colmo di emozioni. Dall’eccitazione al terrore per la bolletta salata…

«Forgive me, oh mum and dad
For the telecom sent the bill with wrath,
But I believed that the call was short
Let him who hasn’t a girlfriend
Go and call the number of the bitch
Even if it is an expensive number, this number is 166 166 166»


Chi ha rubato le scarpette a Cenerentola?: “NanowaR” (2010)

Into Gay Pride Ride (2010) è l’album che segna un deciso cambio di passo per i Nanoguerrieri, che entrano in una dimensione professionale, con suoni migliori e uno stile musicale più fluido, che allenta la sensazione di ascoltare un mero collage variegato di generi diversi. “NanowaR” è un brano dal sapore ottantiano, cotonato e glam con annesso videoclip ufficiale.

«Who made Ozzy get so fat cooking his hamburger with a bat?
Who suggested Manowar the title of their album Gods Of War?
Is it Gamma Ray? No! Is it Dragonforce? No!
Is it Lunapop? No! No no no no no!
It was Nanowar! It was Nanowar!
Nanowar did it, Nanowar did it»


Amore oltre ogni confine: “Surprise Love” (2010)

Le ballate strappamutande non sono mai mancate nel repertorio dei romani sin dagli albori, penso per esempio alla commovente “Poser”. “Surprise Love” racconta di quanto l’amore possa stupire proprio sul più bello. Con la gentile partecipazione di Shaggy.

«Surprise love, I’m the king and you’re my queen
But the scepter’s in your hand and not in mine
Surprise load, is what I found between your legs
A bald chicken, a black nest, with two big eggs…»


Una fiaba power metal: “Look At Two Reels” (2010)

Momento rebus. Leggete con attenzione il titolo di questo pezzo. Soluzione: 4, 7. Concentratevi e scoprirete uno dei protagonisti dell’allegra fiaba fantasy… Proprio lui: Luca Turilli!

C’erano una volta un elfo, un nano e un orco, dalle tendenze omosessuali. Tutti e tre vivevano nei pressi della dimora del Turillone e fantasticavano ardite performance erotiche, vantandosi della propria dotazione.

«Let’s talk about the elf
Where does he live? Where does he live?
He lives inside the green of
Luca Tour Hill, Luca Tour Hill

He mows the enchanted lawn
Drying his hair with the phon
Singing al day long
His homosexual elvish song»


Lussuria pelosa: “Lamento Erotico” (2010)

Questa volta l’ispirazione è tutta in salsa Fabio Lione (che sarà poi ospite di lusso in “Barbie MILF Princess Of The Twilight”) e Rhapsody, e si torna a parlare di una nuova sfumatura di amore… quello bestiale o comunemente detto zoofilia.

«Guardo la mia amata e le sorrido
Porgendo la mia man da cavaliere
Con un gemito risponde, forse un grido
E la lecca, con sommo mio piacere»


Scapocciate al banco carne del supermercato: “Pollocausto – Vallespluga Of Death” (2016)

Anche i Nanowar sanno pestare, ispirati dalla cinica violenza dei signori del thrash. La slayeriana “Pollocausto” farà strage in tutte le cucine, come “War Ensemble” sotto il palco.

E in questo video dal vivo potrete anche apprezzare gli improbabili costumi di scena della band.

«Vallespluga!
Bello, tenero e mai grasso
Pollocausto!
Con le patate nel forno… COCCODE’! »


Tradimenti e vendetta: “V Per Viennetta” (2016)

Il miglior modo per affogare un dispiacere amoroso è di certo quello di rifugiarsi nel gelato. “V Per Viennetta” è una power ballad fresca fresca e colma di risentimento. Avrete l’imbarazzo della scelta per deliziarvi: Viennetta, Cucciolone, Cornetto, Cremino, Solero, Coppa Del Nonno e Magnum.

«Viennetta! Tremenda mia vennetta
Ti affogherò al caffè nella mia vaschetta
Viennetta! Va consumata senza fretta
O vai al bagno come una saetta!»


Hello, Providence?: “The Call Of Cthulhu” (2018)

Cthulhu chiama, i Nanowar rispondono. Scommetto che non avete mai visto l’Antico Dio nei panni di un facoltoso imprenditore la cui offerta mortale non si può rifiutare…

«Cthulhu the ancient, bringer of bills
Lord of Telekom Rl’yeh
Appear in your subscribers dreams
Advertising tariffs of pain and convenience»


Colpo di fulmine a Notre Dame: “…And Then I Noticed That She Was A Gargoyle” (2018)

L’abito non fa il monaco. Certo, si fa presto a dirlo, ma provate voi a trovarvi di fronte una gargoyle a cena, convinti invece di incontrare una focosa MILF, conosciuta online col nickname di Sharon Stone. Ma l’amore trionfa sempre, in un modo o nell’altro…

«I’m telling you she was a freaking gargoyle
That thing you see on Batman Begins
She was exactly what you would see
If you’d google “Gargoyle”
And instead of boobs she got two black bricks of stone!»


Giappone a impatto zero: “L’Opelatole Ecologico”

L’opelatole ecologico è il paladino della pulizia che non ci meritiamo ma di cui abbiamo bisogno. Direttamente dal Giappone, il ninja-netturbino è un eroe moderno dotato di camion-cassonetto sol-levante e kimono kata-rifrangente, che lotta per le aziende municipalizzate di raccolta dei rifiuti. Rispettate l’ambiente, se non volete incappare nella sua furia!

«Non sporcare la città con la tua incuria
Altrimenti incapperai nella sua furia
Se orini dal balcone, se il tuo cane fa un ricordino
Presto l’ira invereconda assaggerai… del

Netturbino! Prode samurai
Netturbino! Marciapiede in the sky
Netturbino! Sul camion ti aggrappi
Per un futuro più eco-sostenibile»

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