TOM G. WARRIOR – Il Trittico si completa (pt. III)

Artista:Thomas Gabriel Fischer
Provenienza:Svizzera
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Cessata la travagliata esistenza dei leggendari Celtic Frost, prima con l’abbandono dell’uomo chiave e poi con lo scioglimento ufficiale, giunge per Tom Warrior il momento di chiudere il cerchio: la terza e presumibilmente ultima forma di un’entità sempre in divenire fin dal lontano 1982 prende il nome di Triptykon (trittico), con una formazione a quattro elementi che vede la luce nel 2008.


ALLA MIA SINISTRA, I DEMONI

Passa pochissimo tempo prima che Tom, superato l’ennesimo capitolo della relazione di amore-odio con Martin Eric Ain, costituisca una nuova entità. Dopo un tentativo a vuoto di reclutare Reed St. Mark (che già nel 2001 aveva insistito per la reunion dei Celtic Frost), i Triptykon nascono praticamente da zero, con tre nuovi e giovani musicisti fidati ad affiancare il loro mentore: V. Santura (già turnista nel 2007 e membro dei Dark Fortress) assume il ruolo di chitarrista, determinando una maggiore presenza di parti solistiche nelle composizioni, mentre la sezione ritmica è costituita da Vanja Slajh al basso e Norman Lonhard alla batteria.

Eparistera Daimones è l’album di debutto, che tanto debutto però non è: le idee erano in realtà nate come ipotetico seguito di Monotheist, tant’è che il mastodontico album segue le orme del suo predecessore spirituale in maniera estremamente naturale. Con la linfa vitale gentilmente donata da Century Media sempre in circolo, il disco esce a marzo 2010 e già la copertina fa presagire grandi cose, con le inconfondibili forme falliche e aliene di Giger in bella mostra. I nuovi brani sono, se possibile, ancora più pesanti e oscuri di quanto fatto in precedenza: l’iniziale “Goetia” riprende un po’ i toni di “Progeny” ma risulta più godibile; pezzi come il furioso “A Thousand Lies” (ispirato dallo scioglimento dei Celtic Frost) si contrappongono poi a episodi dai ritmi più cadenzati come “Abyss Within My Soul” e “Myopic Empire”.

L’andazzo di Eparistera Daimones, così come quello del successivo EP Shatter, riflette pienamente l’animo di Warrior, reduce dalla perdita di una band che ha rappresentato la sua stessa vita e, notoriamente, non una persona felice: proprio a quel periodo risalgono frasi come «Non ho alcuna aspettativa né ambizione» e «Ci sono certe parti di me che non vedono l’ora di morire», una visione del mondo nera come la pece che trova la sua manifestazione anche in opere che lambiscono altre forme artistiche, quali le maschere funerarie o altre, più dissacranti, come il vibratore con Gesù crocifisso.

I Triptykon nella loro prima formazione. (© Ester Segarra)

VERSO UNA MAGGIORE INTROSPEZIONE

Se il flusso creativo di Eparistera Daimones scaturiva principalmente dalla rabbia e dalla frustrazione relative agli avvenimenti recenti, il discorso cambia con il suo successore, Melana Chasmata. L’espressione in lingua greca è più o meno traducibile con profonde vallate o, in maniera più adatta al contesto, profonde depressioni. Il lavoro è decisamente più introspettivo e forse un pizzico più difficile da digerire del precedente: per ammissione dello stesso Tom, tra il 2010 e il 2014 tutta la band ha passato dei non meglio precisati momenti difficili a livello personale, cosa che si è chiaramente ripercossa sulla scrittura.

Melana Chasmata ci riversa addosso oltre un’ora e un quarto di musica soffertissima che non conosce cali di tensione, come al solito in equilibrio tra le diverse anime della band. La prima metà si muove su binari un po’ più standard tuttavia comunque di altissimo livello (“Tree Of Suffocating Souls” e “Breathing”); dalla seconda metà in poi le altre sfaccettature del quartetto vengono fuori nel meraviglioso climax di “Aurorae”, così come nelle mastodontiche “Demon Pact” (in cui tornano a farsi sentire orchestrazioni tipiche del periodo ’85-’87), “In The Sleep Of Death” e “Black Snow”. La chiusura con “Waiting” è sorprendente e quasi inedita, considerata la discografia dei Nostri e di Tom in particolare: sei minuti piuttosto delicati in cui sembra di intravedere infine uno spiraglio di luce.


PRESENTE E FUTURO

H.R. Giger con il suo assistente personale. (© Doralba Picerno)

Si può quindi affermare che questo nuovo capitolo della vita di Tom Warrior sia caratterizzato da una felicità diversa da quella provata durante la lavorazione di Cold Lake, uno stato d’animo più simile a una serenità legata alle persone che lo circondano e alla vena creativa dei Triptykon. Gli anni ’10 del nuovo millennio, però, non sono tutti rose e fiori: poco dopo la pubblicazione di Melana Chasmata, la scomparsa di H.R. Giger a causa di una caduta dalle scale è un duro colpo emotivo per Tom, che non mancherà di esprimere ripetutamente il suo cordoglio per la perdita del suo mentore e amico intimo. Appena tre anni dopo, un infarto si porta via all’età di cinquant’anni Martin Eric Ain, parte fondamentale della vita extra-musicale e professionale di Warrior e recentemente impegnato nella gestione di un music bar a Zurigo: personalità sicuramente complessa, che ha portato a parecchi alti e altrettanti bassi nella carriera dei Celtic Frost, ma la cui vita vissuta praticamente in simbiosi ha determinato un importante sviluppo personale in entrambi.

I tempi più recenti vedono riaffiorare vecchie beghe e maturare nuovi progetti. Se da un lato la rediviva Noise Records, adesso appartenente a BMG, decide di ristampare i dischi dei Celtic Frost, pretendendo di editare fortemente i commenti di Warrior e ricevendo un sonoro vaffanculo da parte di quest’ultimo, dall’altro i lavori per il nuovo disco dei Triptykon procedono in seguito all’abbandono di Lonhard per motivi personali. A ciò si aggiungono i già citati Requiem e i Triumph Of Death, nonché un nuovo, curioso progetto a nome Niryth che vede in formazione ben tre bassisti e un batterista. Cosa ci riserverà Tom G. Warrior nell’immediato futuro non è dato saperlo, l’unica cosa certa è che solo la morte è reale.

I misteriosi Niryth: da sinistra a destra Vanja Slajh, Mia Wallace, Pidi Leuenberger e Tom G. Warrior. (© Manuel Vargas Lépiz)

Fonti per la stesura dell’articolo:

  • Only Death Is Real (Tom G. Warrior, Martin Eric Ain – Bazillion Points 2010)
  • Delineation II (blog personale di Tom G. Warrior)
  • Morbid Tales! A Tribute To Celtic Frost (Mark Rudolph – Corpseflower Records 2014)
  • Interviste su Blabbermouth

Tom G. Warrior si esibirà con i Triumph Of Death al Brutal Assault 2019

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