NERDAVIND #10

UCCIDETE CARAVAGGIO! – Fumetto

 
FUMETTO
Titolo: Uccidete Caravaggio!
Scrittore: Giuseppe De Nardo
Illustratore: Giampiero Casertano
Anno: 2014
Provenienza: Italia
Editore: Sergio Bonelli Editore
Autore: Mourning
   

Gli ultimi anni del Michelangelo Merisi, "Caravaggio", raccontati attraverso una storia a fumetti d'ottima fattura regalataci dalla Sergio Bonelli Editore: è alquanto intrigante il lavoro svolto dalla casa editrice nel narrare le gesta di quest'uomo, rimanendo in bilico tra storia reale e fantasia. Le pagine vi racconteranno delle continue prese di distanza e delle fughe dall'istituzione Chiesa che lo vuole per sé, rinnegandone il valore d'artista ma bramandone le opere, del peregrinare che lo condurrà prima a Malta e poi in Sicilia, braccato da due mercenari per carattere e tempra diametralmente opposti; e dell'ossessione che lo avvolge, dovuta ai ricordi e a un carattere istintivo che attira a sé i guai.

Quella di Caravaggio è una storia carnale in cui sangue ed emozioni tributano il proprio omaggio a un genio.


THE LAST OF US – Videogame

 
VIDEOGAME
Titolo: The Last Of Us
Sviluppatore: Naughty Dog
Distributore: Sony Computer Entertainment
Anno: 2014
Piattaforma: PS3, PS4
Autore: Istrice
   

Soffro di una strana forma di allergia verso i colossal e i fenomeni commerciali, quale che sia il loro settore di appartenenza. Non ne comprendo la ragione profonda, è solo una sensazione a pelle: se qualcosa ha alle spalle un certo tipo di forza pubblicitaria o anche solo viene incensato in lungo e in largo dai più disparati canali di informazione, io parto prevenuto. Non è per fare l'alternativo di turno, o forse è proprio per fare l'alternativo di turno, di fatto è un aspetto della mia psiche con cui sono sceso a patti e che non posso modificare. Tutto questo inutile sproloquio mi serve solo per dire che talvolta — non troppo spesso suvvia — mi capita di essere clamorosamente smentito: "The Last Of Us" è l'ultimo caso.

Comprato con diffidenza a discreta distanza temporale dalla sua uscita, mi trovo per le mani un prodotto clamoroso, un'opera che — pur incarnando l'ennesima edizione di un tema già trito e ritrito, e non nascondendo riferimenti pesanti al mondo della letteratura ("La Strada" di McCarthy e "Io Sono Leggenda" di Matheson) — riesce a tenere incollato il giocatore dal primo secondo all'ultimo grazie a una narrazione esile, ma efficace e soprattutto a un gameplay sciolto e bilanciato come poche altre volte m'era capitato di trovare in un survival e a una costruzione degli ambienti intelligente e immersiva.

Dopo la riuscita trilogia di "Uncharted", la casa di Santa Monica dimostra di avere ancora tante cartucce in canna e — soprattutto — di non fallire un colpo che sia uno.


DOOM 2 – Videogame

 
VIDEOGAME
Titolo: Doom 2
Sviluppatore: id Software
Distributore: GT Interactive
Anno: 1994
Piattaforma: PC
Autore: M1
   

Per il sottoscritto "Doom 2" rappresenta molto di più che un capolavoro degli sparatutto in prima persona e una pietra miliare del settore videoludico, quanto l'ingresso nel mondo dei videogiochi dei "grandi", dopo i tempi eroici delle cassette del Commodore 64. Anno diaboli: 1994.

Pensate a un bambinetto di otto o dieci anni alle prese con "L'Inferno Sulla Terra", sottotitolo del secondo episodio targato id Software: atmosfere cupe, alieni orribili nascosti nell'ombra, sangue a fiotti e tantissimi livelli (ben trenta!) da superare per raggiungere l'impossibile "stanza" finale in cui eliminare definitivamente il Male dalla Terra. E come se non bastasse tantissime e diversissime armi a disposizione, ciascuna specifica per determinati mostri, facendo ben attenzione alla carenza di munizioni e agli indicatori della salute e dell'armatura.

"Doom 2" probabilmente è il titolo che mi ha fatto entrare di prepotenza nel tunnel dei videogiochi — e in particolare in quello degli sparatutto — da cui sono uscito a fatica soltanto superata abbondantemente la maggiore età, e proprio per questo ne conservo un ricordo vivo e appassionante.


DIMENTICA IL MIO NOME – Fumetto

 
FUMETTO
Titolo: Dimentica Il Mio Nome
Scrittore: Zerocalcare
Illustratore: Zerocalcare
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Editore: Bao Publishing
Autore: Bosj
   

Zerocalcare sta crescendo. Nel senso buono del termine, quello che porta il poco più che venticinquenne autore di frammenti folli e assolutamente geniali a cimentarsi, raggiunti i trent'anni, con una "storia" vera e propria, con un incipit, uno sviluppo e una conclusione.

Tutto si svolge sempre secondo canoni "armadillici" ovviamente, ma è evidente che l'approccio di Calcare sta cambiando, che il romano sta cercando (o almeno cerca in questo caso) di confrontarsi in maniera più diretta con la realizzazione di un canovaccio di più ampio respiro. Il risultato non è fresco e spiazzante come agli esordi, tuttavia era inevitabile, d'altra parte questo è solo il secondo tentativo di Rech di imbastire una trama portante; e il primo tentativo fu "Dodici", lo scorso anno, quasi uno "spin-off sperimentale".

Insomma, "Dimentica Il Mio Nome" offre tutto quello che ha reso famoso Zerocalcare, dai flashback dei tempi della scuola ai riferimenti che — ma non diteglielo, ché gli dà fastidio — rendono i suoi lavori il manifesto generazionale dei figli degli anni '80, però cerca anche di andare oltre, di aggiungere alla faretra qualche freccia in precedenza mancante. Prima che queste frecce colpiscano il bersaglio in pieno centro, ovviamente, Calcare deve allenarsi a utilizzarle, scoccarle più e più volte, ciò nonostante la strada è quella giusta.

Pur se ancora non completamente a suo agio con i mezzi e soprattutto i confini del racconto di genere, più ampi di quelli cui solitamente abituato, Michele Rech lancia fortissimi segnali di crescita e i suoi "disegnetti" si spingono sempre un po' più in là.

Rebibbia regna.


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