NERDAVIND #12

SHIKABANE HIME – Animazione

 
ANIMAZIONE
Titolo: Shikabane Hime
Ideatore:  Yoshiici Akahito
Regista: Masahiko Murata
Anno: 2008-2009
Stagioni: 2
Produzione: Gainax
Provenienza: Giappone
Autore: Mourning
   

"Shikabane Hime" è un anime diviso in due stagioni, per un totale di venticinque episodi, che racconta di come gli esseri innaturali Shikabane (letteralmente cadavere) — il cui attaccamento alla vita post-morte è condizionato dai rimorsi e risentimenti nei confronti di qualcosa o qualcuno — s'insinuano nella vita giornaliera, portando con sé dolori e frustrazioni che vengono sfogati in maniera violenta e di come i loro unici avversari — i monaci del contratto e le loro Shikabane Hime (principessa cadavere) — affrontano i vari conflitti, anche interni, che li vedono coinvolti. Il culto Kougon ha fatto sì che alcune ragazze trapassate in giovane età, prima di divenire a loro volta dei mostri, affiancassero un sacerdote in tale lotta-missione, con la promessa che una volta sconfitti centootto (numero che nelle religioni orientali ha molteplici significati, in questo caso potrebbe riferirsi ai peccati del Buddhismo Tibetano) di questi cadaveri sarebbe stata concessa loro la possibilità di ascendere in Paradiso.

I personaggi principali della storia sono i fratelli — non di sangue — Keisei Tagami e Ōri Kagami insieme alla Shikabane Hime Hoshimura Makina; a titolo personale poi inserirei fra i protagonisti, o comunque fra gli elementi portanti della storia, anche la figura in più casi rivelatrice dell'antagonista Akasha. Essi non si limitano ad affrontare i nemici di turno, la storia infatti ruota soprattutto sulle vicende e i rapporti interpersonali che li hanno coinvolti in passato e li coinvolgono durante i vari episodi, sulle verità nascoste — talvolta a fin di bene, talvolta celate esclusivamente per adempiere ai fini del culto — che in un modo o nell'altro vengono svelate e che influenzano ma non riescono a rompere il legame (En) che li unisce.

"Shikabane Hime" è un anime che parte in sordina e guadagna punti di puntata in puntata, acquistando maggior valore nella seconda stagione ("Kuro"). Peccato per il finale aperto: l'OVA (le produzioni pubblicate per il solo mercato home-video) postumo non fornisce chiarimenti sulla conclusione della storia, bensì narra le vicende di attori secondari quali sono Minai e Shuji Isaki, ciò farebbe ipotizzare la possibile realizzazione di una terza serie, della quale purtroppo ancora non si hanno notizie.


ABENOBASHI MAHOU SHOUTENGAI – Animazione

 
ANIMAZIONE
Titolo: Abenobashi Mahou Shoutengai
Ideatore: Satoru Akahori / Ryusei Deguchi
Regista: Hiroyuki Yamaga
Anno: 2002
Stagioni: 1
Produzione: Gainax / Madhouse / Abenobashi Project
Provenienza: Giappone
Autore: Istrice
   

Quando ho visitato Osaka ho costretto LordPist a seguirmi nella mia ricerca di Abenobashi. Il quartiere commerciale di magia Abenobashi. O quel che ne resta, visto che l'imponente centro commerciale in costruzione nell'anime esiste veramente e ha soppiantato parte del vecchio quartiere, che comunque sopravvive nella sua forma più tradizionale e brulicante di vita alle spalle del moderno colosso, fra piccoli ristoranti, casette e ambigui negozi di cianfrusaglie. Un quartiere senza nulla da offrire al visitatore occasionale, ma al tempo stesso il quartiere che ha dato vita a un manga e conseguentemente a una delle serie anime più spettacolari mai apparse sul piccolo schermo.

È un evento tragico a dare il via alla surreale avventura che porterà i due personaggi principali, i ragazzini Sasshi e Arumi, a essere trasportati in una infinità di dimensioni parallele e nelle relative assurde incarnazioni di Abenobashi. Il viaggio di tredici puntate che li vedrà protagonisti è puro concentrato di humor e assurdità come solo una mente giapponese può concepire, a cavallo fra ambiguità sessuali, fine citazionismo e puro non-sense nipponico. Magari evitate di visitare Abenobashi, ma non dimenticate di guardare "Abenobashi".


MARVEL'S AGENT OF S.H.I.E.L.D. – Serie Tv

 
SERIE TV
Titolo: Marvel's Agents Of S.H.I.E.L.D.
Ideatore: Joss Whedon / Jed Whedon / Maurissa Tanchaeron
Anno: 2013-in corso
Stagioni: 2
Produzione: ABC Studios / Marvel Television / Mutant Enemy Productions
Provenienza: U.S.A.
Autore: Kelvan
   

La Marvel ci sta marciando un po' tanto: tra produzioni di vario tipo, nei prossimi mesi dovremmo ritrovarci con qualcosa come tre film sui suoi supereroi (almeno) per tre anni. Non che mi dispiaccia, attenzione, erano anni che speravo prendesse piede questa tendenza, ma la legge dei grandi numeri è inesorabile e i flop sono sempre dietro l'angolo. La scelta di girare anche un telefilm, all'inizio, mi aveva pure entusiasmato, ma una volta iniziato i dubbi sono spuntati come funghi. Prima di tutto è necessario sottolineare come "Marvel's Agents Of S.H.I.E.L.D." si allontani del tutto dall'idea del supereroe. Tutto il contrario: i personaggi del telefilm sono invece umani, estremamente mortali e — per certi versi — perfino avversi all'idea dell'essere superiore in grado di fare tutto. In effetti non sono poche le scenette di critica ironica largamente riversata su Capitan America (il risolutore salvatore della patria), Vedova Nera (l'incredibile spia umana al livello di un essere super) o le più ovvie battutine da ragazzette in calore su Thor.

Ma lì dove le prime puntate sembrano creare un inizio di analisi sociale in un mondo diviso tra chi è impaurito e chi ammira questi nuovi supereroi, basta arrivare a un terzo di stagione per rendersi conto di come la vena dell'Übermensch non possa non essere ignorata, trasformando gli umani stessi in qualcosa di alieno alle reali capacità di una persona normale. È vero, pur sempre di fantascienza si parla, ma vedere lo spreco di un'occasione che — da un certo punto di vista — era stata fantasticamente ritratta nel fumetto di "Marvels" (attraverso gli occhi di un giornalista) lascia un po' l'amaro in bocca. Per di più, poco dopo la metà di stagione la situazione si complica con voltafaccia repentini, amici che diventano nemici, nemici che diventano amici per poi uccidere amici e tornare nemici ma rimanendo sempre un po' amici. Il caos più totale, lo stesso caos che confonde e ti fa chiedere se, forse, determinate azioni non fossero un po' un controsenso.

Sono rimasto quindi stupito per certe idee, come l'ottima concatenazione degli eventi in base ai film Marvel finora usciti, ma allo stesso tempo deluso da un papocchio tematico che rischia di ricadere sempre un po' in "Heroes" o un po' in "Alphas". Nel dubbio, attenderò il completamento della seconda stagione prima di provare a continuare, ma spero solo che il telefilm non diventi unicamente un'appendice per nerd estremi o amanti del fumo senza arrosto.


EROGE! H MO GAME MO KAIHATSU ZANMAI- Animazione

 
ANIMAZIONE
Titolo: Eroge! H Mo Game Mo Kaihatsu Zanmai
Ideatore: Collaboration Works
Regista: Ryuuzou Matano
Anno: 2011
Stagioni: 1
Produzione: Collaboration Works
Provenienza: Giappone
Autore: Vlakorados
   

Sì, a volte anche noi Aristocratici abbiamo bisogno di certe cose. Onestamente gli anime hentai li ho sempre trovati abbastanza brutti, principalmente per la scarsa cura di chi li produce e per le trame poco interessanti. In questo caso però mi sono dovuto ricredere, in quando i cinque episodi di questa breve serie sono riusciti ad appassionarmi senza fatica.

La storia non è niente di eclatante ma riesce a risultare divertente: una piccola azienda composta da sole ragazze deve sviluppare un videogioco erotico per evitare il fallimento e un ragazzo di nome Tomoya si ritroverà a doverle aiutare; ciò che manca alle sue colleghe è l'esperienza in questo ambiente, pertanto il suo compito sarà quello di mostrare loro come si svolgono realmente certe scene. Oltre a fornire un certo tipo di intrattenimento e a farlo in maniera più che buona, c'è da dire che sono presenti diverse situazioni che puntano molto sul puro divertimento, specialmente per i motivi che portano le fanciulle a desiderare lo sfortunato protagonista.

In definitiva, niente di veramente eclatante, ma rimane una serie che fa il suo sporco lavoro come si deve.


AKA GOLDFISH – Fumetto

 
FUMETTO
Titolo: AKA Goldfish
Scrittore: Brian Michael Bendis
Illustratore: Brian Michael Bendis
Anno: 1994
Provenienza: U.S.A.
Editore: Caliber / Image / Icon (Marvel Comics)
Autore: Bosj
   

David "Goldfish" Gold è un uomo tormentato: una ex-moglie avida e senza scrupoli e un passato da truffatore lo portano, dopo dieci anni di esilio autoimposto, a tornare nella nativa Cleveland per chiudere i conti e, finalmente, riabbracciare il proprio unico figlio. Per raggiungere il suo obiettivo, dovrà entrare nella tana del lupo, distruggere l'impero criminale di quella che fu l'amore della sua vita e riallacciare rapporti con personaggi dalla dubbia moralità. E, da buon noir che si rispetti, l'ineluttabilità di un finale tragico è lì, il suo gelido alito sul collo del protagonista a ogni pagina.

Brian Michael Bendis è noto al grande pubblico per i suoi lavori in casa Marvel, di cui da quasi un decennio è uno dei veri e propri architetti, e può vantare lavori di una profondità e di uno spessore assoluto. Non tutti sanno, però, che prima dei suoi (non bellissimi, a onor del vero) Vendicatori, dei suoi capolavori assoluti su Daredevil e Ultimate Spider-Man e anche della sua creatura Powers (sì, proprio quella da cui è tratto il serial attualmente su Playstation Network), BMB si faceva le ossa con riuscitissimi fumetti underground. "AKA Goldfish" è uno di questi: uscito iniziamente per Caliber Comics, passato poi sotto Image e infine fatto proprio dalla Marvel, l'opera è la summa di un rigoroso bianco e nero, un numero spropositato di vignette per pagina, una regia di poche luci e molte ombre sempre stretta sulle figure umane e dialoghi hard boiled come solo il Nostro sa fare, con la sua inconfondibile attualizzazione Milleriana. I personaggi bucano il foglio, nonostante alla fine della lettura ancora non si sia in grado di farsi un'idea precisa del loro aspetto, tanto rare sono le inquadrature in cui sono illuminati a sufficienza; e la lettura scorre rapida, con dialoghi che potrebbero benissimo essere stati presi ad esempio da Fuqua per il suo "Training Day" o da Singleton per "Boyz 'n The Hood".

Anche se siamo ancora abbastanza lontani dagli esperimenti grafici che sarebbero arrivati qualche anno dopo con "Torso ", la costruzione delle tavole è piuttosto complessa e il formato striminzito in cui la ristampa nella linea Icon di Mamma Marvel ha costretto l'opera non è proprio dei migliori; cionondiméno tutte le altre edizioni sono esaurite e l'unica attualmente in commercio è questa. Non leggere "AKA Goldfish" significa perdersi qualcosa di molto, molto bello.


SQUADRA EMERGENZA – Serie Tv

 
SERIE TV
Titolo: Squadra Emergenza
Ideatore: John Wells / Edward Allen Bernero
Anno: 1999-2005
Stagioni: 6
Produzione: John Wells Productions / Warner Bros. Television
Provenienza: U.S.A.
Autore: M1
   

Digitando il 9-1-1 in territorio statunitense è possibile ricevere soccorso in situazioni di emergenza: paramedici, polizia e vigili del fuoco sono i protagonisti di questi interventi. "Squadra Emergenza" mette in scena questi tre corpi, utilizzando come set le strade di New York City e l'immaginario 55° distretto, soprannominato Camelot, data la posizione nell'angolo fra King Boulevard e Arthur Street. "Third Watch" è il titolo originale della serie, che si rifà al nome del terzo turno lavorativo in vigore dalle 15:00 alle 23:00.

Si tratta di un medical-police drama nel quale viene raccontata in maniera diretta la vita dei professionisti del soccorso, alle prese con catastrofi, violenza e morte, ma anche vite salvate, generosità e giustizia. Quando Bosco, Carlos, Jimmy e colleghi indossano le proprie divise smettono di essere normali individui alle prese con esistenze travagliate e famiglie spezzate o assenti, divenendo eroi in carne e ossa, pronti a sacrificarsi in nome di qualcosa: il dovere, il lavoro, i propri valori personali.

Il prezzo da pagare per questo genere di azioni però è altissimo e lo dimostra la sindrome da burnout cronica di cui soffrono tanti protagonisti, menomati nel corpo e nell'anima, così come la sete di vendetta che colpisce le vittime di ingiustizie anche fra le file dei buoni.

La serie ha la capacità di far appassionare per la suspense e l'intensità generate dalle scene di azione e per la profondità dei personaggi, spesso alle prese con dilemmi etici e con l'inevitabile scontro fra la teoria impartita dalle rispettive formazioni e la prassi dell'azione quotidiana sulla strada. Il crescendo che si sviluppa nel corso degli episodi è forse esagerato (strano per gli americani…), ma davvero vigoroso, fra sparatorie in ospedale da parte di commando della malavita, autobomba e tanto tanto sangue.

A ingigantire il senso di coinvolgimento per il pubblico americano sono poi intervenuti i tragici eventi dell'11 settembre 2001, che fanno da incipit alla terza serie. In un certo senso "Squadra Emergenza" celebra il coraggio di chi si è sacrificato e lo fa ancora oggi per aiutare il prossimo nelle situazioni più estreme.

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