NERDAVIND #16

OVERLORD – Animazione

 
ANIMAZIONE
Titolo: OverLord
Ideatore: Kugane Maruyama
Regista: Naoyuki Itō
Anno: 2015
Stagioni: 1
Produzione: Madhouse
Provenienza: Giappone
Autore: Vlakorados
   

"OverLord", ovvero il vincitore del premio «Anime più Metal del 2015». Voglio dire, guardate l'immagine a sinistra: un Lich (creatura non-morta dotata di poteri magici) non è forse il personaggio più Metal che possa esistere?

In realtà il protagonista sarebbe un normalissimo appassionato di un DMMO-RPG («dive massively multiplayer online role playing game») chiamato "Yggdrasil". Il server del gioco sta per essere spento, ma al momento di chiudere il ragazzo si ritrova intrappolato in quello che sembrerebbe il mondo virtuale con le sembianze di Momonga, il suo personaggio. Nel videogioco egli era il leader della gilda Ainz Ooal Gown, una delle più potenti, nota anche per aver il proprio quartier generale in un dungeon ritenuto inconquistabile, la Tomba di Nazarick.

"Yggdrasil" era conosciuto per il suo alto livello di personalizzazione, tanto che consentiva ai giocatori di creare numerosi NPC («non-playable characters») e di caratterizzarli in diversi modi: è così che nacquero i sette guardiani di Nazarick — tra cui cito la vampira Shalltear Bloodfallen e il mostruoso Cocytus, giusto per ribadire quanto è Metal questo anime — capitanati dalla bella e infatuata Albedo. Al contrario, i compagni di gilda controllati da giocatori reali non sono più presenti, ma sono comunque ricordati dagli NPC in quanto loro creatori.

Comincia così l'avventura di Momonga in un nuovo mondo, accompagnato dai suoi amici ora non più virtuali, ma con una vita propria. Tra varie battaglie, assisteremo il nostro oscuro eroe alla conquista di una realtà che non è la sua. "OverLord" è un anime con un'impostazione fantasy abbastanza standard, tuttavia riesce a intrattenere, usando come protagonisti personaggi che un tempo avevano il ruolo di antagonisti; aggiungete un pizzico di fanservice, qualche momento comico e una grande attenzione per l'aspetto tattico delle battaglie, otterrete così un anime più che buono, che può essere apprezzato anche da chi non è appassionato del genere.


IL PROCURATORE DELLA GIUDEA – Libro

 
LIBRO
Scrittore: Anatole France
Titolo: Il Procuratore Della Giudea
Anno: 2015
Provenienza: Francia
Editore: Sellerio
Autore: Mourning
   

Dopo avere avidamente consumato "Il Maestro E Margherita" dell'autore russo Bulgakow, sempre spinto da un amico appassionato di letteratura, mi sono ritrovato fra le mani l'ultima edizione de "Il Procuratore Della Giudea", racconto pubblicato nel 1902 dal francese Anatole France (all'anagrafe Jacques François-Anatole Thibault), tradotto e con nota a seguito del nostro Leonardo Sciascia.

Si tratta di breve quanto interessante scambio di opinioni e memorie tra Elio Lamia (coinvolto con mestiere nella trama dal France) e Ponzio Pilato: ormai rientrati in Italia, ricordano con visioni difformi per sensazioni e vissuto il tempo trascorso in terra di Giudea. Da un lato ci sono l'amarezza, l'astio, l'intolleranza e l'incompresione antropologica nei confronti della fede e di un popolo che rifiuta la libertà e il progresso concesso dai romani del Pilato; citavo inizialmente il Bulgakov in quanto trovo sia intrigante come i due artisti diano una visione dello stesso personaggio così distante tra loro, quello del Russo così turbato e in certo qual modo conquistato dalla figura del Cristo, quello del Francese superficiale e politicamente tollerante, disinteressato tanto da affermare: «Gesù il Nazareno? No, non ricordo». Dall'altro in contrapposizione l'ingenuo e carnale fascino dal quale il Lamia viene attratto, quasi fosse uno strano sentimento d'amore; ciò da cui viene stregato e che si lega ai ricordi di quest'ultimo viene perlopiù collegato a una danzatrice di bettola scomparsa da Gerusalemme per seguire il Nazareno, figura possibilmente — ma non per certezza — ricollegabile a Maria Maddalena.

Una lettura breve, ma che offre moltissimi spunti di riflessione.


I VELENI DELLA DOLCE LINNEA – Libro

 
LIBRO
Scrittore: Arto Paasilinna
Titolo: I Veleni Della Dolce Linnea
Anno: 1998
Provenienza: Finlandia
Editore: Iperborea
Autore: Elisunn
   

Il desiderio di Linnea Ravaska, vedova pluriottantenne, di trascorrere la vecchiaia nella tranquillità del suo cottage nel villaggio di Harmisto viene ogni mese turbato dall'arrivo di suo nipote Kauko e dei suoi compari Jari e Pertti "Pera". I tre delinquenti, oltre a pretendere sistematicamente che la nonnina ceda loro la propria pensione, si divertono a devastare e distruggere senza ritegno tutto quello che capita sotto le loro violente mani.

Un giorno, Linnea decide di non poterne più: approfittando di un momento di distrazione degli spiacevoli visitatori, fugge a Helsinki e cerca asilo dal medico e amico Jaakko Kivistö, il quale la accoglie di buon grado. Avendo tuttavia chiamato la polizia e sentendosi per questo motivo ancora minacciata dal nipote, che l'ha perfino costretta a firmare un testamento in cui lo dichiara suo unico erede, la buona donna decide di approfittare dei libri e degli strumenti di Jaakko e delle proprie conoscenze in ambito chimico per preparare del veleno da assumere in caso di pericolo. Da questo momento in poi, gli eventi prenderanno una piega decisamente inaspettata.

Nonostante la drammaticità della situazione di Linnea e gli episodi decisamente sregolati della vita di Kauko, Jari e Pera, Paasilinna regala (come sempre) ai lettori una narrazione gradevole, farcita di coincidenze e a tratti perfino comica, in cui si simpatizza per l'arzilla vecchietta e — strano ma vero — i cattivi non vengono odiati ma compatiti.


CATTIVIK L'INTEGRALE: 1990 (II PARTE), 1991 (I PARTE) – Fumetto

 
FUMETTO
Titolo: Cattivik L'Integrale: 1990 (II Parte), 1991 (I Parte)
Scrittore: Silver
Anno: 2015
Provenienza: Italia
Editore: Panini Comics
Autore: Ul Fieschi
   

Yaz-yaz-yaz… BRIVIDO, TERRORE, RACCAPRICCIO… Cattivik vi racconta le sue avventure nei due nuovi integrali da collezione dedicati al 1990 (seconda parte) e al 1991 (primo tomo).

Imperdibili sono le vicende in cui il protagonista si fa beffe della Morte, rapisce un tenore di nome Paperotti, tenta di sottrarre la Madunina del Duomo, combatte alieni e addirittura l'Amore, per piombare infine sempre nelle disavventure più assurde di questo Mondo.

La risata è assicurata dallo stile grafico volutamente esagerato di Silver, con tanti dettagli integrati in tavole davvero esilaranti. Come dice la didascalia alla fine di ogni episodio: Il Nero Genio del male colpirà ancora… CATTIVIK NON PERDONA!


L'INFERMIERA DI NOTTE – Film

 
FILM
Titolo: L'Infermiera Di Notte
Regia: Mariano Laurenti
Anno: 1979
Produzione: Dania Film
Provenienza: Italia
Autore: M1
   

Qualche anno fa Quentin Tarantino rivelò di essere un fan del cinema italiano di serie B, di conseguenza tutti salirono sul carro e rivalutarono questo bistrattato e variopinto filone. Ora voglio portare anche il mio mattoncino per questa gloriosa causa, precisamente per il versante della commedia sexy di cui sono stati eccelsi ambasciatori fra gli altri la divina Edwige Fenech, Renzo Montagnani, Alvaro Vitali, Laura Antonelli e Anna Maria Rizzoli.

"L'Infermiera Di Notte" è una pellicola del 1979 che ha come protagonista la bellezza acqua e sapone della biondissima Gloria Guida, alle prese con un Lino Banfi in versione dentista più ingrifato che mai (epici i suoi versi animaleschi) e una famiglia in attesa di ereditare una fortuna dallo zio Saverio (Mario Carotenuto). Durante il film la nostra dolce infermiera Gloria si cimenta pure nel canto, con il (non) memorabile brano "La Musica È", eseguito all'interno di una discoteca.

Fra nudi femminili in abbondanza, schiaffoni a mano aperta, malintesi, truffe e battute volgarotte, c'è tutto il repertorio che ci si può aspettare da una commedia erotica, ma in una versione più elegante del solito, a misura della sua star femminile. Da segnalare infine un paio di picchi notevoli del mitico Lino Benfi, oggi tristemente ridotto a innocuo nonnino da famiglia media italiana.


STAR WARS – IL RISVEGLIO DELLA FORZA – Film

 
FILM
Titolo: Star Wars Episodio VII: Il Risveglio Della Forza
Regia: J.J. Abrams
Anno: 2015
Produzione: Lucasfilm, Bad Robot
Provenienza: U.S.A.
Autore: Bosj
   

Attenzione: non leggete quanto segue se ancora non avete visto il film. Già il solo fatto che, a ormai due settimane dall'uscita nelle sale del settimo episodio della serie, ancora senta la necessità di iniziare un articolo con lo «spoiler alert» la dice lunga su quanto l'epopea di "Guerre Stellari" trascenda i confini del semplice mito cinematografico, per sconfinare ampiamente nella vera e propria cultura generale. Va da sé che ci sarebbe da parlare di questo nuovo inizio per ore e ore, ma vedrò di riassumere il mio turbinio di pensieri in poche righe.

Punto primo: il marchio di "Star Wars" oggi non è più in mano a George Lucas, ma alla corazzata Disney (che tra questo e la Marvel Comics detiene ora i diritti dell'80% della mia vita sentimentale). Questo impone delle specifiche politiche di divulgazione, obiettivi di fatturato alti come il Burj Khalifa e in generale il rispetto del buonismo di fondo dell'industria consumistica. Niente cui Lucas non ci avesse già abituato, soprattutto con gli ultimi tre — rivedibili — excursus in sala, tuttavia ora il tutto è giocoforza ancora più amplificato. Punto secondo: Abrams è bravo; commerciale, di consumo, facilone, ma questo è l'unico regista (assieme a Nolan, parzialmente) che riempie le sale con film di fantascienza, e se il genere a Hollywood sta vivendo una seconda giovinezza è anche grazie a lui. Sicuramente ha avuto dalla sua i franchise più redditizi del genere intero, però guardatevi "Super 8" se non siete d'accordo. Punto terzo: "Il Risveglio Della Forza" è un'opera di traghettamento, dalla vecchia alla nuova generazione, tanto tra i personaggi all'interno del film quanto tra i film all'interno dei cinema. La trama ricalca talmente tanto quella dell'originale "Guerre Stellari" che ne sembra un rifacimento, ma sono le minime, sottili differenze a farne un prodotto completamente diverso e attuale.

Ora parto con le considerazioni più approfondite, quindi, davvero, se non l'avete visto, smettete di leggere. La migliore trovata di Abrams? Kylo Ren. Laddove Darth Vader incarnava l'archetipo dell'arci-nemico, completamente corrotto e votato alla ricerca del potere, che pian piano metteva in discussione i propri assoluti(smi) per poi giungere alla definitiva redenzione, la nemesi di questa nuova trilogia affronta un percorso assolutamente opposto. Un cattivo ancora in costruzione, lo vediamo perdere la via del lato chiaro e abbandonarsi alle seduzioni della malvagità con grande fatica e dubbio, e siamo addirittura spettatori della definitiva morte di Ben Solo, su una passerella della base Starkiller. Dove quarant'anni fa l'unico percorso di formazione visibile era quello di Luke, costellato di difficoltà ma indubitabilmente giusto, oggi la cifra cinematografica, anche di un prodotto di massa e per qualsiasi pubblico, è sensibilmente più ambigua, tanto da mostrare sullo schermo il dolore del personaggio malvagio, che tuttavia non fa sconti e si macchia di un delitto edipico. La peggiore trovata di Abrams? L'eccessiva fedeltà al trittico originale. Perché, sì, è vero, il senso di dejà-vu è eccessivo, e va bene cercare di accontentare tutti dal momento che te lo ordinano dai piani alti, però quel minimo guizzo di imprevedibilità nel dipanarsi degli eventi metticelo, dai. E invece no, il film segue binari talmente dichiarati che c'è molto più effetto sorpresa sul regionale Varese-Milano, e l'idea che i due successivi capitoli possano riproporre una falsariga de "L'Impero…" e "Il Ritorno…", per quanto del tutto improbabile, è un'eventualità che fa accapponare la pelle. Insomma, la trama de "Il Risveglio Della Forza" è un po' una cartuccia sparata a salve, in cui gli unici granelli di polvere da sparo sono i singoli personaggi.

Oltre a Kylo Ren, infatti, la carovana di vecchie e nuove conoscenze funziona tra il bene e il perfettamente: c'è la figura messianica dalle origini misteriose, c'è lo scettico di buon cuore che cerca di salvarsi la pelle (ed è ottima la trovata di pescarlo da sotto il casco di uno stormtrooper), c'è un nuovo droide patatoso e soprattutto ci sono il nostro Corelliano preferito e il suo amico Wookie. Tra un colpo di blaster e un ruggito, questi trentacinque anni sembrano non essere passati per Han Solo e Chewbacca, sempre pronti a infilarsi in qualche sparatoria per quattro soldi e a far atterrare il Falcon in condizioni precarie anzichenò. Resta qualche dubbio sull'effettivo carisma del capo dei cattivi, l'Imperatore del 2015, ma è troppo presto per parlarne.

Nulla da dire anche sulla resa visiva del film: pianeti desertici, ghiacciati e dalla vegetazione lussureggiante si mescolano a incrociatori stellari, X-Wings, Tie Fighters e al Millennium Falcon. E poi, da action che si rispetti, esplode più o meno tutto: relitti spaziali attraversati da astronavi in fuga, sparatorie in orbita, duelli tra spade laser su un pianeta che sta per saltare in aria e chi più ne ha ne metta. Tutto già visto nel 1977, tutto ancor più bello nel 2015, anche se il fascino dei costumi rispetto alla CGI… ma non voglio entrare — anche — in questa polemica.

In conclusione, cosa rimane de "Il Risveglio Della Forza"? Un film esteticamente spettacolare, che colpevolmente non osa niente a livello di script, ma che fa dei personaggi il suo punto di forza, piantando dei semi che, prendendosi qualche rischio, potranno germogliare e dare ottimi frutti.


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